{"id":84891,"date":"2017-10-17T17:10:44","date_gmt":"2017-10-17T15:10:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/incendio-corso-telesio-mille-anni-di-storia-bruzia-in-fumo-torre-pericolante-foto\/"},"modified":"2023-01-16T19:38:14","modified_gmt":"2023-01-16T18:38:14","slug":"181465-incendio-corso-telesio-mille-anni-di-storia-bruzia-in-fumo-torre-pericolante-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/181465-incendio-corso-telesio-mille-anni-di-storia-bruzia-in-fumo-torre-pericolante-foto\/","title":{"rendered":"Incendio corso Telesio: mille anni di storia bruzia in fumo, torre pericolante"},"content":{"rendered":"<h4>Tre persone arse vive nel centro storico di Cosenza e il patrimonio culturale della citt\u00e0 in cenere. A rischio crollo la torre sveva citata da Dante nella Divina Commedia<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Morte e distruzione. Un devastante incendio, sulla cui natura sono ancora in corso indagini, quello divampato il 18 agosto scorso in un appartamento su corso Telesio. <strong>Tre le persone che persero la vita: Antonio Noce, Serafina Speranza, Roberto Golia e il loro cagnolino.<\/strong> Abitavano nello stesso stabile della residenza Ruggi D\u2019Aragona, esattamente al piano sottostante. Per ampliare il proprio appartamento sembrerebbe avessero occupato una parte del palazzo, quella della vecchia campanaria, di propriet\u00e0 della famiglia Bilotti. Numerose le denunce sporte per tutelare i documenti pi\u00f9 rari e significativi della storia della citt\u00e0 di Cosenza conservati nel palazzo nobiliare del 1100. Esposti a cui mai venne dato seguito. A distanza di due mesi dall&#8217;incendio niente \u00e8 stato fatto per salvare il salvabile e la torre sembra rischi di crollare.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>IL VALORE DELLA TORRE SVEVA PERICOLANTE<\/h2>\n<div id=\"attachment_181483\" style=\"width: 401px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-181483\" class=\"wp-image-181483 size-medium\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/bifora-400ne-391x280.jpg\" alt=\"bifora-400ne\" width=\"391\" height=\"280\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-181483\" class=\"wp-caption-text\">Bifora risalente al 1400<\/p><\/div>\n<p>La torre del Duomo inglobata nel palazzo \u00e8 andata a fuoco come una discarica ed \u00e8 stata lasciata ardere tutta la notte per mancanza d&#8217;acqua e sistemi di sicurezza. Eppure rappresenta il patrimonio monumentale della collettivit\u00e0, ricordiamo che era il campanile del Duomo prima che il terremoto nel &#8216;600 ne facesse crollare la parte che insisteva su corso Telesio, e rievoca una storia gloriosa internazionale. A base quadrata con l&#8217;ultimo livello a base ottagonale come la cuspide, di architettura federiciana come le torri del castello, con bifore gotiche, inaugurata con il Duomo nel 1222 da Federico II di Svevia. Nel 1600 \u00e8 stata incorporata nel palazzo Badolati poi Castiglion Morelli e quindi Compagna. Il complesso duomo-campanile, simbolo della Chiesa e del <strong>suo presule, sono rievocati da Dante nella Divina Commedia, Canto III del Purgatorio\u00a0 \u201cSe il Pastor di Cosenza \u2026\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Duomo, inoltre, costituisce anche Pantheon dei reali d\u2019Europa del XIII e XIV secolo.<strong> Isabella d&#8217;Aragona, regina di Francia, morta a Cosenza nel 1271, di ritorno dalla ottava crociata ricordata da D\u2019Annunzio nelle Laudi<\/strong> il corpo della regina bollito forse nella torre le ossa traslate in Francia e il corpo nella cattedrale. Enrico VII di Svevia re di Sicilia e di Germania primogenito ed erede di Federico II e Luigi III d&#8217;Angi\u00f2 re titolare di Napoli. Roberto Bilotti, in controtendenza alla chiusura di tutti i palazzi che rimangono serrati aveva aperto la sua casa, un contributo allo sviluppo del turismo e a riportare vita nel quartiere, a far conoscere le caratteristiche identitarie attraverso le pi\u00f9 alte espressioni autoctone della grande tradizione locale testimoniata dalle tele dei quadri e dalla biblioteca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IL VALORE DELLA BIBLIOTECA RIDOTTA IN CENERE<\/h2>\n<p>Cinquecentine, seicentine, pergamene, manoscritti, degli umanisti cosentini tra i pi\u00f9 rivoluzionari d\u2019Europa e modello per altri grandi pensatori. Qui erano conservati: gli studi di Telesio con i suoi nuovi ideali naturalistici che hanno ispirato Giordano Bruno, Cartesio, Bacone tra cui il &#8216;De rerum <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-181482 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/biblioteca_All_3_a-420x280.jpg\" alt=\"biblioteca_All_3_a\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\">natura&#8217; del 1570. I testi di Tommaso Cornelio tra i pi\u00f9 rivoluzionari in medicina; quelli religiosi di San Francesco di Paola, Quattromani, Caputi, di Tarsia, della Valle, <strong>eccellenze che regalato dato alla citt\u00e0 l&#8217;appellativo di &#8220;Cosenza la dotta&#8221;. T<\/strong>esti di matematici, poeti, letterati, giureconsulti, scienziati, medici, economisti, cosentini rinascimentali che hanno costituito l\u2019Accademia cosentina tra le pi\u00f9 antiche e prestigiose istituzioni culturali d&#8217;Europa di cui erano custoditi gli atti nella torre andata in fiamme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le otto preziose librerie in noce scolpite contenenti migliaia di volumi antichi sulla storia cosentine sono precipitate nel fuoco con il solaio che \u00e8 ceduto.\u00a0Tutto in cenere a causa della mancanza di bocchette d\u2019acqua antincendio in una articolazione urbana medioevale tra vicoli e scalinate inaccessibili alle autobotti. <strong>La torre, con le monumentali bifore aragonesi gotico-fiorito, tra i pi\u00f9 begli esempi in Italia, \u00e8 rimasta per decenni una delegittimata discarica, dalle finestre traboccava spazzatura<\/strong>\u00a0che ha contribuito alla propagazione del fuoco. Il tutto nell&#8217;indifferenza delle istituzioni che pur sapendo, la situazione di disagio e degrado in cui viveva la famiglia Noce, non hanno fatto nulla. Si spera che almeno oggi si attivino per salvare uno dei nostri monumenti medioevali pi\u00f9 significativi, mettendo in sicurezza l&#8217;arteria principale del centro storico di sicurezza.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>COSA CONTENEVA LA BIBLIOTECA ANDATA IN FIAMME<\/h2>\n<p>Il\u00a0professore Luca Addante, cosentino esperto di studi telesiani,\u00a0docente di Storia Moderna all&#8217;Universit\u00e0 di Torino, parla della biblioteca bruciata come di una grave perdita culturale dei cosentini. E ne descrive i contenuti: &#8220;era composta da oltre 700 tomi, &#8211; spiega Addante &#8211; datati tra <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-181484 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/bifora-400e-391x280.jpg\" alt=\"bifora-400e\" width=\"391\" height=\"280\" title=\"\">il Cinquecento e l\u2019Ottocento. I<strong>noltre, c\u2019erano dei manoscritti, tra cui uno di Aulo Giano Parrasio e un altro di Antonio Telesio: scritti risalenti al primo \u2019500, vergati da due dei pi\u00f9 importanti personaggi della storia cosentina<\/strong>. Pergamene e ritratti completavano il fondo, ma erano i libri la parte pi\u00f9 significativa. Essi erano disposti in sette librerie e una bacheca, con opere di Casanova e Victor Hugo, di Metastasio e Parini, di Racine e Carducci, di Dante e De Sanctis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era il nucleo calabro-cosentino a dare l\u2019identit\u00e0 alla biblioteca. A parte l\u2019edizione del De rerum natura di Bernardino Telesio su cui ho gi\u00e0 scritto, c\u2019era l\u2019opera principale di Tommaso Cornelio, uno dei protagonisti della Rivoluzione scientifica. Testi di Sertorio Quattromani, succeduto a Telesio alla guida dell\u2019Accademia cosentina; di Marco Aurelio Severino, uno dei principali medici del Seicento europeo; e un volume del cardinale e giurista Pietro Paolo Parisio, fra i presidenti d\u2019assemblea al Concilio di Trento. Ancora, c\u2019era un libro di Domenico Bisceglia, ministro e martire della Repubblica napoletana del 1799. Un\u2019edizione del \u2019700 delle rime del grande poeta del \u2019500 Galeazzo di Tarsia. E poi: testi di giuristi e pensatori politici del \u2019600 come Giovanni Antonio Palazzo, etc. etc. Un patrimonio di tutto rispetto, soprattutto per i cosentini. <strong>Incolumit\u00e0 pubblica e tutela dei beni culturali imporrebbero, quindi, di accertarsi se ci sia o meno un rischio di crollo. <\/strong>Cos\u00ec da evitare\u00a0che altre inerzie burocratiche aggiungessero ai lutti altri lutti&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3167\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Appartamento in fiamme a Cosenza Vecchia, tre vittime (VIDEO E FOTO)<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3441\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Spento l\u2019incendio a Cosenza Vecchia, distrutti i manoscritti di Bernardino Telesio (FOTO)<\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre persone arse vive nel centro storico di Cosenza e il patrimonio culturale della citt\u00e0 in cenere. 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