{"id":85196,"date":"2017-10-25T13:08:43","date_gmt":"2017-10-25T11:08:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/legnochimica-udienza-rinviata-depositata-a-cuneo-relazione-sui-conti-correnti\/"},"modified":"2023-01-16T19:38:35","modified_gmt":"2023-01-16T18:38:35","slug":"182681-legnochimica-udienza-rinviata-depositata-a-cuneo-relazione-sui-conti-correnti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/182681-legnochimica-udienza-rinviata-depositata-a-cuneo-relazione-sui-conti-correnti\/","title":{"rendered":"Bonifica Legnochimica, quattro indagati a Cosenza e una relazione &#8216;top secret&#8217; a Cuneo"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;azienda ha in cassa 20 euro, ma ha venduto capannoni per decine di milioni di euro. In attesa della pronuncia del gup il sindaco di Rende e l&#8217;ex liquidatore<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Indagini sull&#8217;ex Legnochimica, udienza rinviata al prossimo 19 dicembre. Ieri, presso il Tribunale di Cosenza, il giudice per l&#8217;udienza preliminare Piero Santese avrebbe dovuto valutare le posizioni degli indagati per l&#8217;omessa bonifica dei laghi chimici di contrada Lecco. Si tratta dell&#8217;attuale sindaco del Comune di Rende Marcello Manna, dell&#8217;ex liquidatore dell&#8217;azienda Pasquale Bilotta, dell&#8217;ex assessore all&#8217;Ambiente Francesco D&#8217;Ippolito e del dirigente comunale del settore Francesco Azzato. Il primo provvedimento (per omissione di atti d&#8217;ufficio) era gi\u00e0 stato notificato nel novembre del 2015. Quest&#8217;estate, dopo l&#8217;incendio che costrinse il municipio rendese ad <strong>emanare un&#8217;ordinanza in cui si ordinava di non aprire le finestre e di non vendere i prodotti coltivati in quella zona, furono notificati i nuovi avvisi di garanzia. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LE PRESUNTE RESPONSABILITA&#8217; DEGLI INDAGATI<\/h2>\n<p>A\u00a0Manna, D\u2019Ippolito e Azzato viene contestato che &#8220;pur avendo consapevolezza dell\u2019avvenuta decorrenza dei termini procedurali fissati dall\u2019art. 242 TUA, e pur in presenza della perdurante evidente inerzia del liquidatore della societ\u00e0 Legnochimica Pasquale Bilotta non provvedevano, essendovi obbligati per legge ai sensi dell\u2019art. 250 TUA, <strong>ad attivare il potere\/dovere sostituto di bonifica ponendo in essere le procedure e gli interventi previsti dall\u2019art. 242 TUA volti a risanare le acque sotterranee ai terreni interessati risultate fortemente contaminate<\/strong> per la presenza oltre le soglie di concentrazione consentite (CSC) equivalenti alle CSR, di metalli pesanti quali alluminio, manganese e ferro, nonch\u00e9 cromo, nichel arsenico e piombo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal suo canto, secondo gli inquirenti, il liquidatore Bilotta avrebbe, per presunta negligenza,\u00a0provocato &#8220;un disastro ambientale consistito nell\u2019arrecare offesa alla pubblica incolumit\u00e0 in ragione sia della rilevanza del fatto che del numero delle persone esposte a pericolo&#8221;. La mancata messa in sicurezza dell&#8217;area avrebbe cos\u00ec consentito, per la condotta dei quattro indagati, che &#8220;le costanti emissioni nocive e la conseguente forte esposizione al rischio per la salute dei residenti nella zona e di tutti coloro che, nel medesimo ambito territoriale, svolgono attivit\u00e0 lavorative<strong>.\u00a0Esposizione a rischio che aumentava in occasione dei ripetuti e prevedibili incendi verificatisi anche per autocombustione nei pressi dei siti inquinati,<\/strong> con la conseguente propagazione di fumi altamente tossici per l\u2019uomo, in specie di emissioni nocive oltre le soglie massime consentite dalla legge&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>DOVE SONO FINITI I SOLDI DELL&#8217;EX LEGNOCHIMICA?<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto presso il Tribunale di Cuneo \u00e8 stata depositata la relazione del curatore fallimentare Giovanni Imberti. L&#8217;atto, per ora, risulta secretato. A decidere se intervenire, sar\u00e0 nei prossimi mesi la Procura di Cuneo. Il documento riassume in circa cento pagine la storia finanziaria dell&#8217;ex Legnochimica e tutti i suoi rapporti economici. Una sintesi che parte dalla sua nascita, nel 1967, al suo fallimento. Attualmente sui conti correnti dell&#8217;azienda, per come dichiarato dal tutore, pare vi siano circa venti euro. <strong>La relazione dovrebbe far chiarezza su come la famiglia Battaglia di Mondov\u00ec abbia speso il denaro accumulato dalla vendita di buona parte di terreni e capannoni.<\/strong> Oltre venti dei trenta ettari su cui sorgeva la fabbrica di contrada Lecco, con sede legale a San Michele di Mondov\u00ec in Piemonte, sono infatti stati acquistati da privati.\u00a0Una buona parte da Calabra Maceri per un corrispettivo di otto milioni di euro, un&#8217;altra pare alla centrale a biomasse Ecosesto del gruppo Falck per circa 38 milioni di euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli altri stabilimenti, come noto, furono ceduti alla Silvateam azienda di Mondov\u00ec riconducibile a Legnochimica. I suoi amministratori sono infatti i cugini Battaglia arrestati per una presunta truffa da venti milioni di euro in cui venne coinvolto anche il chimico Giovanni Sindona, nominato dalla Procura di Cosenza per valutare lo stato d&#8217;inquinamento dei terreni. Incarico revocato per il perito che doveva chiarire la contaminazione dell&#8217;area, mentre restano ancora sotto sequestro i terreni di cui ad oggi si tenta di quantificare il valore monetario. <strong>Un dato che potrebbe far gola alla famiglia Pellegrino di Calabra Maceri che non si esclude possa avere interesse ad acquistare ci\u00f2 che resta di Legnochimica per ampliare il proprio impianto<\/strong>. E, perch\u00e9 no, magari rispondere alla &#8216;chiamata alle armi&#8217; di Mario Oliverio che chiede sia, a breve termine, individuato un luogo in cui trattare i rifiuti dell&#8217;area urbana di Cosenza e del litorale tirrenico. Il Comune di Rende infatti ha gi\u00e0 risposto alla manifestazione d&#8217;interesse. Su Rende aleggia ora\u00a0il fantasma di una messa in sicurezza che potrebbe essere funzionale alla costruzione di una nuova fabbrica di veleni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3484\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">L\u2019ex Legnochimica ha solo venti euro in cassa per bonificare Rende?<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/982\"><span class=\"current\">Ex operaio Legnochimica: \u2018\u2019Finiva tutto nel Crati.<\/span><\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/982\"><span class=\"current\">I pesci morivano, ma era vietato parlare di inquinamento\u201d<\/span><\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3485\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Inquinamento a Rende ed ex Legnochimica: perito \u2018licenziato\u2019, si torna al punto di partenza<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2277\">Autocombustione a Rende, terreni ex Legnochimica in fiamme (FOTO E VIDEO)<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3004\">CLICCA IN BASSO PER SAPERNE DI PIU\u2019<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3004\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SULLE VICENDE DELL\u2019EX LEGNOCHIMICA<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;azienda ha in cassa 20 euro, ma ha venduto capannoni per decine di milioni di euro. 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