{"id":85457,"date":"2017-10-31T09:58:22","date_gmt":"2017-10-31T08:58:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ricerca-di-idrocarburi-nei-mari-calabresi-con-la-tecnica-air-gun-via-libera-alla-global-med\/"},"modified":"2023-01-16T19:38:53","modified_gmt":"2023-01-16T18:38:53","slug":"183835-ricerca-di-idrocarburi-nei-mari-calabresi-con-la-tecnica-air-gun-via-libera-alla-global-med","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/183835-ricerca-di-idrocarburi-nei-mari-calabresi-con-la-tecnica-air-gun-via-libera-alla-global-med\/","title":{"rendered":"Ricerca di idrocarburi nei mari calabresi con la tecnica air-gun: via libera alla Global Med"},"content":{"rendered":"<h4>Dottoressa Cerra: &#8220;Il feudo della Global Med. C<strong>on piena coscienza \u00e8 stata raggirata la legge del 91 , dando via libera alla ricerca del petrolio nel Mar Ionio Settentrionale&#8221;<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO\u00a0 &#8211; &#8220;Sarebbe un vera e propria colonia marina quella della Global Med per la ricerca del petrolio nel Mar Ionio Settentrionale. Di recente infatti, nel mese di settembre, sono stati altri tre i Decreti di Compatibilit\u00e0 Ambientali da parte del Ministero dell\u2019Ambiente che danno il <strong>via libera alla societ\u00e0 californiana per la ricerca di idrocarburi con la tecnica dell\u2019air-gun.<\/strong> Queste si aggiungerebbero agli altri due gi\u00e0 emessi in precedenza e che circa un anno fa hanno anche avuto l&#8217;autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e verso la quale hanno <strong>fatto ricorso sia la Regione Calabria che i Comuni di Crotone, Villapiana, Crosia e Rossano.&#8221;<\/strong> La notizia viene annunciata dalla dottoressa <strong>Rosella Cerra<\/strong> che scrive, in merito, una serie di osservazioni contro Global Med per conto di diverse associazioni e comitati. &#8220;Tecnicamente &#8211; si legge nella relazione &#8211; dopo i Decreti di Compatibilit\u00e0 Ambientali emessi dal ministero dell\u2019Ambiente, <strong>il passaggio finale spetta al MISE che di fatto autorizza la ricerca.<\/strong> <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">Il 25 ottobre si \u00e8 svolta l\u2019udienza al TAR del Lazio e si attende ancora la sentenza.<\/span><\/a> Ancora non vi sono state dichiarazioni ufficiali da parte degli enti coinvolti.<\/p>\n<p>I nuovi decreti riguardano le istanze definite \u201cd87F.R-.GM, \u201cd89F.R-.GM\u201d e \u201cd90F.R-.GM\u201d. La prima si unisce alle altre due gi\u00e0 autorizzate al <strong>largo di Crotone; le altre due sono al largo di Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce.<\/strong> In pratica tutte al bordo del Golfo di Taranto, costituendo una enorme trappola per tutte le specie ittiche, in particolare i cetacei. <strong>Per l\u2019area al largo di Crotone la superficie totale interessata \u00e8 di circa 2225 kmq<\/strong>, mentre l\u2019area al largo di S. Maria di Leuca \u2018 di circa 1493 kmq. In totale sarebbero coinvolti circa 3718 kmq di superficie marina. Le tre istanze hanno avuto: d87FR-GM: DM (Decreto Ministero Ambiente), parere CTVIA (Commissione Tecnica di Valutazione Impatto Ambientale), parere Mibact (parere Ministero Belle Arti); d89FR-GM: DM, parere CTVIA, parere Mibact, parere Regione Puglia; d90FR-GM: DM, parere CTVIA, parere Mibact, parere Regione Puglia. Manca il parere della Regione Calabria.<\/p>\n<p>Questo <strong>violerebbe una delle principali raccomandazioni delle Linee Guida Accobams <\/strong>(<em>Agreement on the Conservation of Cetaceans in the Black Sea, Mediterranea Sea and contiguos Atlantic area<\/em>), <strong>che vieta le attivit\u00e0 di ricerca con la tecnica degli air-gun a ridosso delle baie e dei golfi.<\/strong> Questo proprio per evitare che si generino delle trappole per i cetacei bloccando le vie di fuga. Infatti si raccomanda di \u201c<strong>evitare gli abitat chiave dei cetacei e le aree marine protette<\/strong>, definire adeguate zone cuscinetto intorno ad esse, considerare l\u2019eventuale impatto della propagazione a lungo raggio\u201d. Inoltre \u201cle aree chiuse dovrebbero essere evitate e circondate da adeguate zone cuscinetto\u201d. <strong>Per aree chiuse ovviamente si intendono baie e golfi.\u00a0<\/strong>Le zone cuscinetto sono le aree immediatamente in prossimit\u00e0. Come si vede chiaramente dalle immagini le 5 istanze andrebbero a chiudere il golfo di Taranto occupando tutta l\u2019area che invece dovrebbe essere \u201czona cuscinetto\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-183837 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Ministero-Ambiente-440x162.jpg\" alt=\"Ministero Ambiente\" width=\"731\" height=\"269\" title=\"\"><\/p>\n<p>Un altro punto riportato nelle linee guida e disatteso dai Decreti \u00e8 relativo agli <strong>impatti cumulativi legati alle aree marine militari. <\/strong>Il Golfo di Taranto \u00e8 interessato per quasi tutta la sua superficie da esercitazioni con sommergibili militari che utilizzano <strong>sonar, i cui effetti dannosi sulla fauna e in particolare sui cetacei \u00e8 gi\u00e0 stata confermata dalla stessa Nato.<\/strong> Sono gi\u00e0 stati censiti numerosi spiaggiamenti di cetacei sulle coste pugliesi, collegati all\u2019uso dei sonar. <strong>Quello degli air-gun in prossimit\u00e0 del golfo e nelle zone che dovrebbero essere invece di cuscinetto, creerebbero una zona mortale per molte specie marine e le diverse nursery presenti (delfini, merluzzi, gamberi).\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-183842 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mappatura-cetacei1-440x233.jpg\" alt=\"Mappatura cetacei1\" width=\"495\" height=\"262\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-183843 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Marina-militare-440x262.jpg\" alt=\"Marina militare\" width=\"504\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n<p>Altro aspetto \u00e8 quello <strong>dell\u2019acidificazione del mar Mediterraneo,<\/strong> ed in particolare del <strong>mar Ionio.<\/strong> Questo fenomeno in crescita negli ultimi anni, \u00e8 oramai notorio che incide sulla propagazione del suono favorendone la diffusione. Dai pochi dati che si hanno per il Mediterraneo questo fenomeno \u00e8 stato comunque confermato. Pertanto sarebbe prudente indagare maggiormente il fenomeno per l\u2019area del mar Ionio in osservanza del <strong>principio di precauzione.<\/strong> La stessa societ\u00e0 Global Med in risposta a delle osservazioni sollevate a riguardo risponde: \u201cL\u2019osservazione della dott.ssa Cerra (\u2026)\u00a0 potr\u00e0 trovare riscontro solamente nel momento in cui saranno maggiori le informazioni riguardanti <strong>la relazione tra le variazioni di pH e l\u2019attenuazione dell\u2019onda sonora in mare.<\/strong> Infatti, per quanto finora riportato, non \u00e8 possibile prevedere uno scenario alternativo a quello proposto visto che non sono disponibili software che includino il parametro di acidit\u00e0 del mare\u201d. <strong>Di fatto la societ\u00e0 conferma che il fattore acidit\u00e0 (ph) non \u00e8 stato preso in considerazione perch\u00e9 non vi sono studi e dati.<\/strong> Una ragione abbastanza valida quindi per bloccare le attivit\u00e0 di ricerca con gli air-gun in quanto \u201cIl ricorso al principio di precauzione \u00e8 pertanto giustificato solo quando riunisce tre condizioni, ossia: l&#8217;identificazione degli effetti potenzialmente negativi, la valutazione dei dati scientifici disponibili e l&#8217;ampiezza dell&#8217;incertezza scientifica\u201d<em>. <\/em>Questo \u00e8 quanto prospettato dalla Commissione Europea nello specificare il campo d\u2019azione del principio.<\/p>\n<p><strong>Quindi in totale la Global Med &#8220;\u00e8 proponente di 5 aree in istanza di permesso di ricerca idrocarburi che ricadono nel Mar Ionio<\/strong>; tali aree sono suddivisibili in <strong>due gruppi di blocchi adiacenti fra loro<\/strong>, per ognuno dei quali la societ\u00e0 ha in programma una campagna di acquisizione geofisica 2D da condursi unitariamente.<\/p>\n<ul>\n<li>Il primo gruppo \u00e8 composto dalle aree \u201cd85F.R-.GM, \u201cd86F.R-.GM\u201d, \u201cd87F.R-.GM\u201d; <strong>\u00e8 situato al largo delle coste Calabresi<\/strong><\/li>\n<li>Il secondo gruppo, comprendente \u201cd89F.R-.GM\u201d e \u201cd90F.R-.GM\u201d, si colloca a sud delle coste pugliesi di Capo S. Maria di Leuca<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il motivo per cui non sono state presentate due sole istanze per le due macro aree deriva dal limite dimensionale dei titoli minerari, imposto per legge. Infatti, la legge del 9 gennaio 1991, n. 9, prevede che <strong>l\u2019area del permesso di ricerca di idrocarburi debba essere tale da consentire il razionale sviluppo del programma di ricerca e non possa comunque superare l\u2019estensione di 750 chilometri quadrati<\/strong> (Titolo II, art.6, comma 2). Per ottemperare a quanto richiesto dalla normativa, <strong>Global Med ha suddiviso le macro aree in 5 diverse istanze, inferiori a 750 chilometri quadrati<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Questo si legge nei <strong>Decreti di Compatibilit\u00e0 Ambientali<\/strong> del ministero dell\u2019Ambiente. <strong>Cio\u00e8 con piena coscienza che \u00e8 stata raggirata la legge del 91,<\/strong> si concede ugualmente la possibilit\u00e0 di operare beffando le norme. Eppure esiste un principio, esposto anche nelle osservazioni spedite tre anni fa, che di fatto pone il <strong>divieto di frazionamento delle istanze.<\/strong> Ossia \u201cpur a fronte di una pluralit\u00e0 di procedimenti amministrativi messi in moto dall\u2019imprenditore, l\u2019organo preposto a compiere la valutazione di impatto ambientale ha il preciso dovere di operarne la <strong>reductio ad unitatem<\/strong>, specie in presenza di elementi sintomatici della unicit\u00e0 di intervento\u201d (Consiglio Stato, sez. V, 16 giugno 2009 , n. 3849)\u201d TAR PUGLIA, Lecce, Sez. I &#8211; 14 luglio 2011, n. 1341) <strong>Ed \u00e8 su questo che si attende fiduciosi la sentenza del TAR riunitosi il 25 ottobre.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dottoressa Cerra: &#8220;Il feudo della Global Med. 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