{"id":85837,"date":"2017-11-29T16:33:52","date_gmt":"2017-11-29T15:33:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/esercito-di-falsi-infermieri-made-in-cosenza-si-chiude-lo-scandalo-gutenberg\/"},"modified":"2023-01-16T19:39:17","modified_gmt":"2023-01-16T18:39:17","slug":"185698-esercito-di-falsi-infermieri-made-in-cosenza-si-chiude-lo-scandalo-gutenberg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/185698-esercito-di-falsi-infermieri-made-in-cosenza-si-chiude-lo-scandalo-gutenberg\/","title":{"rendered":"Esercito di falsi infermieri &#8216;made in Cosenza&#8217;, si chiude lo scandalo Gutenberg"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: left;\">I maggiori disagi registrati al Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Cosenza dove numerosi infermieri erano stati contrattualizzati ricorrendo all&#8217;escamotage del &#8216;falso diploma&#8217;<\/h4>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">COSENZA &#8211; Un piccolo esercito di infermieri improvvisati sparso tra strutture pubbliche e private. A dar lavoro ai &#8216;non professionisti&#8217; ospedali, cliniche e Asp anche fuori regione. Nello scandalo esploso nel 2008 finirono ben 149 persone. Per 72 di loro fu chiesto il rinvio a giudizio, in 44 vennero processati. Segu\u00ec una pioggia di assoluzioni in primo grado per i presunti falsi infermieri che avrebbero arrecato un danno alle casse del Servizio Sanitario Nazionale di ben venti milioni di euro di stipendi percepiti senza alcun titolo. Ventisei\u00a0 furono i &#8216;professionisti&#8217; condannati dal Tribunale di Cosenza per i reati di ricettazione, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato ed esercizio abusivo della professione<strong>. Pene variabili da cinque a ventitr\u00e9 mesi di detenzione oltre alla restituzione di tutti gli stipendi percepiti a partire dall&#8217;ottobre del 2000.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra i presunti &#8216;falsi infermieri&#8217; assolti Damiano Taraso, che allora fin\u00ec in carcere. Caposala in un reparto della clinica Tricarico di Belvedere Marittima, secondo l&#8217;accusa, avrebbe falsificato almeno quindici diplomi. Il tutto grazie alla collaborazione di due tipografi cosentini con i quali avrebbe incassato per ogni titolo di studio falso ottomila\/diecimila euro. Le prime falsificazioni sarebbero iniziate, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel 1975 presso l&#8217;Accademia Teatina per le Scienze di Chieti. A far scattare l&#8217;inchiesta fu un medico con le sue numerose segnalazioni e lamentele per l&#8217;incompetenza degli infermieri con cui era costretto a collaborare. <strong>Alcuni dei quali, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, non sarebbero stati capaci di fare neanche un&#8217;iniezione.<\/strong> A &#8216;soffrire&#8217; maggiormente per l&#8217;inadeguatezza del personale assunto senza alcun titolo avente validit\u00e0 legale pare fosse il Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Cosenza dove sia il responsabile che numerosi infermieri erano stati contrattualizzati ricorrendo all&#8217;escamotage del &#8216;falso diploma&#8217;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LA CORTE DI CASSAZIONE E I CURRICULA DEI PRESUNTI FALSI INFERMIERI<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Corte di Cassazione nelle scorse settimane ha annullato la sentenza impugnata Marco Foggia (nel 2008 infermiere 30enne in forze in una clinica in provincia di Lucca) condannato a\u00a0un anno e dieci mesi di reclusione e 700 euro di multa perch\u00e9 il reato risulta estinto per prescrizione. <strong>Foggia, si ricorda, era stato denunciato dalla Guardia di Finanza in Toscana per aver finto di essere laureato in Medicina e Chirurgia visitando alcuni pazienti e prescrivendo loro medicinali<\/strong> senza alcun titolo. Le indagini in questo caso furono sollecitate da un ammalato resosi conto che il &#8216;dottor Foggia&#8217; aveva consigliato una terapia inadeguata per la sua patologia. Marco Foggia inoltre lavor\u00f2 come infermiere professionale presso la clinica Borgo dei Mastri, la cooperativa Salus Brutia, Villa Ortensia (percependo oltre 50mila euro), Villa Santo Stefano e Villa Silvia (53mila euro di retribuzione), Ospedale Le Molinette di Torino e l&#8217;Ospedale di Cosenza (144mila euro di stipendi liquidati).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rigettato invece dagli ermellini il ricorso di Teresa Liparoto e Raffaella Quartarolo. Teresa Liparoto, dipendente ASP di Cosenza<strong>, negli anni ha incassato indebitamente oltre 81mila euro di stipendi grazie alla falsificazione del proprio diploma da infermiera e dell&#8217;iscrizione all&#8217;IPASVI<\/strong>. Raffaella Quartarolo invece era stata assunta con un contratto da Operatrice Socio Sanitaria presso l&#8217;Ospedale Civile Ferrari di Castrovillari, pur non possedendo alcun titolo abilitativo all&#8217;espletamento della professione.\u00a0Le spese sostenute dalle parti civili Asp di Cosenza e CittadinanzAttiva Calabria quest&#8217;ultima rappresentata dall&#8217;avvocato Marcello Nardi saranno cos\u00ec risarcite dalle due infermiere ricorrenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">ECCO LE STRUTTURE IN CUI LAVORAVANO I FALSI INFERMIERI<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il processo Taraso + 71 per i quali fu richiesto il rinvio a giudizio dal pm Casciaro nel lontano 2009 scatur\u00ec dall&#8217;operazione Gutenberg.<strong> Quarantaquattro i &#8216;professionisti&#8217; finiti a processo che operavano in diverse strutture<\/strong>: Ospedale di Cosenza, Asp di Cosenza, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Casa di Cura Villa Torano, Casa di Cura La Quiete di Castiglione Cosentino, Casa di Cura Villa Santo Stefano, Casa di Cura Villa Verde, Casa di Cura Nuova Itor, Sant&#8217;Anna Hospital di Catanzaro, Scuola per Infermieri Professionali Suore della Misericordia, Casa di Cura Tricarico di Belvedere Marittimo, Casa di Cura San Luca di Praia a Mare, Casa di Cura Madonna della Catena, Casa di Cura Villa Betania di Roma, Casa di Cura Misasi di Cosenza, Casa di Cura Scarnati di Cosenza, Casa di Cura Villa del Sole di Cosenza, Casa di Cura Villa degli Oleandri di Mendicino, Casa di Cura Villa Giose di Crotone, Ospedale Cardarelli di Napoli, Casa di Cura Villa Ortensia di Cosenza, Asl di Latina, Polla, Terni, Frascati, Casa di Cura San Bartolo di Mendicino, Casa di Cura Villa Silvia di Altilia e Ospedale Le Molinette di Torino.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LA &#8216;VERGOGNA&#8217; DEL PRESIDENTE DEGLI INFERMIERI DI COSENZA<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il presidente IPASVI Fausto Sposato in merito al processo Gutenberg dichiara: &#8220;Ora siamo collegio IPASVI a breve ministro Lorenzin istituir\u00e0 l&#8217;Ordine dei Professionisti Infermieri. L&#8217;iscrizione all&#8217;IPASVI implica che venga richiesta la conferma del titolo di studio all&#8217;ente o universit\u00e0 che lo ha rilasciato all&#8217;aspirante infermiere.<strong> Ad oggi sono in tanti i colleghi che esercitano la professione senza essere iscritti o, addirittura, dopo essere stati cancellati dall&#8217;albo per morosit\u00e0.<\/strong> Credo che denunceremo presto questa situazione in Procura perch\u00e9 per esercitare la professione bisogna avere i titoli di studio ed essere iscritti all&#8217;ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;operazione Gutenberg \u00e8 stata una brutta pagina di storia dell&#8217;infermieristica. Nel calderone sono finite anche persone che erano in regola. <strong>Purtroppo ci sono diversi professionisti, che lavorano ancora nel settore sanitario senza possederne i requisiti.<\/strong> Di certo per\u00f2 questo processo ha portato soprattutto le cliniche private ad effettuare pi\u00f9 accertamenti in virt\u00f9 del fatto che nei casi di malasanit\u00e0 anche il datore di lavoro risulta responsabile e perseguibile dalla legge. Anche se nel nostro territorio \u00e8 comprensibile la lotta alla ricerca di un posto di lavoro \u00e8 necessario un minimo di senso civico. Non si pu\u00f2 lucrare sulla salute delle persone senza avere alcuna competenza&#8221;.<\/p>\n<div class=\"row collapse\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">I NOMI DEGLI IMPUTATI CONDANNATI E ASSOLTI DAL TRIBUNALE DI COSENZA<\/h2>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sentenza fu vergata dal giudice Claudia Pingitore che dispose la confisca e la distruzione dei diplomi di infermiere professionale e dei certificati di iscrizione all&#8217;IPASVI ritenuti illegittimi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CONDANNATI:<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vincenzo Marino pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Francesco De Luca pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Vincenzo Bosco pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Antonello Bencardino pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Raffaele Maria Giorno pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Francesco Castiglione pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Lorenzo Oriolo pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Attilio Caruso pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Francesco Pesce pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Dora Pistorino pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p><strong>Francesco Arena pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa detenzione carceraria<\/strong><\/p>\n<p>Teresa Liparoto pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Giovanna Trentinella pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Francesca Sorrentino pena di cinque mesi di reclusione pena sospesa<\/p>\n<p>Raffaella Quartarolo pena di un anno e due mesi di reclusione e 700 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p><strong>Anna Liberata Vetere pena di un anno e sette mesi di reclusione e 400 euro di multa detenzione carceraria<\/strong><\/p>\n<p>Antonietta Ardifuoco pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Vincenzo Barbieri pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Antonio Russo pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Carlo Caruso pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Raffaele Consoli pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Assunta Piragine pena di un anno e sette mesi di reclusione e 500 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Sonia Aloia pena di un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Maria Aloia pena di un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Carmela Greco pena di un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>Marco Foggia pena di un anno e dieci mesi di reclusione e 700 euro di multa pena sospesa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>ASSOLTI:<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Damiano Taraso<\/p>\n<p>Eduardo Conte<\/p>\n<p>Ornella Maria Pia Tirone<\/p>\n<p>Gianfranco De Marco<\/p>\n<p>Ferdinando Oriolo<\/p>\n<p>Arina Casella<\/p>\n<p>Kattia Grosso La Valle<\/p>\n<p>Salvatore Ponto<\/p>\n<p>Francesco Esaltato<\/p>\n<p>Paola Trentinella<\/p>\n<p>Ada Benvenuto<\/p>\n<p>Giovanni Magurno<\/p>\n<p>MAria Francesca Ambroisi<\/p>\n<p>Franca Pastore<\/p>\n<p>Marisa De Vuono<\/p>\n<p>Maria Carolina Barbieri<\/p>\n<p>Francesco Marsico<\/p>\n<p>Vincenzo Luci<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>RICORRENTI IN APPELLO:<\/h3>\n<p>Vincenzo Luci<\/p>\n<p>Attilio Caruso<\/p>\n<p>Lorenzo Oriolo<\/p>\n<p>Vincenzo Marino<\/p>\n<p>Gianfranco De Marco<\/p>\n<p>Francesco De Luca<\/p>\n<p>Francesco Castiglione<\/p>\n<p>Ferdinando Oriolo<\/p>\n<p>Vincenzo Bosco<\/p>\n<p>Teresa Liparoto<\/p>\n<p>Francesco Arena<\/p>\n<p>Francesco Pesce<\/p>\n<p>Dora Pistorino<\/p>\n<p>Raffaella Quartarolo<\/p>\n<p>Giovanna Trentinella<\/p>\n<p>Antonietta Ardifuoco<\/p>\n<p>Vincenzo Barbieri<\/p>\n<p>Carlo Caruso<\/p>\n<p>Maria Aloia<\/p>\n<p>Sonia Aloia<\/p>\n<p>Antonio Russo<\/p>\n<p>Assunta Piragine<\/p>\n<p>Raffaele Consoli<\/p>\n<p>Marco Foggia<\/p>\n<p>Anna Liberata Vetere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I maggiori disagi registrati al Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Cosenza dove numerosi infermieri erano stati contrattualizzati ricorrendo all&#8217;escamotage del &#8216;falso 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