{"id":86460,"date":"2017-11-23T16:03:40","date_gmt":"2017-11-23T15:03:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-sila-presenta-lelefante-preistorico-ritrovato-nel-lago-cecita\/"},"modified":"2023-01-16T19:39:58","modified_gmt":"2023-01-16T18:39:58","slug":"188215-la-sila-presenta-lelefante-preistorico-ritrovato-nel-lago-cecita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/188215-la-sila-presenta-lelefante-preistorico-ritrovato-nel-lago-cecita\/","title":{"rendered":"La Sila presenta l&#8217;elefante preistorico ritrovato nel lago Cecita"},"content":{"rendered":"<h4>Il ritiro delle acque causato dalla siccit\u00e0 ha portato alla scoperta del fossile di un Elephas Antiquus e di una &#8216;fabbrica&#8217; di armi dei Longobardi<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SPEZZANO SILA (CS) &#8211; Il Lago Cecita ritorna nuovamente a confermare l\u2019importanza che esso riveste, unitamente all\u2019intero comprensorio montano e lacustre delle Sila Grande, per la conoscenza del patrimonio archeologico calabrese e delle dinamiche insediative che hanno interessato questi luoghi nel tempo, dalla Preistoria fino all\u2019Alto Medioevo (cio\u00e8 da diverse centinaia di migliaia di anni fa fino al VI secolo). In un contesto caratterizzato dalla singolare siccit\u00e0 dell\u2019anno in corso, con il ritiro delle acque lacustri e la conseguente emersione di aree solitamente sommerse, ben si inseriscono infatti il<strong> rinvenimento di un Elephas antiquus e di un\u2019area destinata alla produzione di armi da parte dei Longobardi, sulla riva meridionale del Lago Cecita,<\/strong> in localit\u00e0 Campo San Lorenzo, nel Comune di Spezzano della Sila.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLe scoperte sono avvenute il 17 settembre scorso da parte di Funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, recatisi sul posto al fine di recuperare alcuni reperti metallici presenti sulla superficie emersa e abilmente identificati dal Soprintendente, dott. Mario Pagano, come armi pertinenti al popolo dei Longobardi, finora primi ed unici esemplari attestanti la loro presenza nel comprensorio della Sila Grande. Il ritrovamento dell\u2019Elephas antiquus si caratterizza per la sua singolarit\u00e0 nel quadro delle evidenze note dell\u2019Italia peninsulare e in particolare della Calabria. La sua parziale connessione anatomica, i meccanismi di conservazione e l<strong>\u2019assenza, allo stato attuale, di ulteriori elementi associativi di natura antropica, farebbero pensare che l\u2019elefante sia stato vittima di una morte naturale sulle rive del Lago. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le porzioni anatomiche messe in luce evidenziano dei caratteri diagnostici che si riconoscono in Elephas antiquus, quali le zanne leggermente arcuate della lunghezza di 3 metri e frammenti diafisari che ricostruiscono <strong>un\u2019altezza di 4 metri al garrese<\/strong>; <strong>una specie che ha abitato l\u2019Europa a partire dai 700.000 anni fa o anche prima<\/strong> e che farebbe propendere per una datazione molto antica del contesto del Lago Cecita. Le operazioni di recupero dei reperti ritenuti asportabili hanno rilevato la ricchezza dell\u2019area, che dovr\u00e0 essere ulteriormente indagata al fine di fornire una pi\u00f9 chiara e completa interpretazione archeologica. I materiali asportati saranno sottoposti a pulizia, consolidamento e restauro presso il laboratorio archeologico dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi del Molise, per essere poi nuovamente riconsegnati sul territorio silano per una loro debita valorizzazione.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nConsiderate queste importanti scoperte e tenuto conto che molti resti dell\u2019elefante sono ancora conservati all\u2019interno dei sedimenti accumulati sulle sponde del Lago, \u00e8 ferma intenzione degli studiosi che si sono occupati del contesto di effettuare nuove e pi\u00f9 accurate indagini nel prossimo futuro. Fugaci ricognizioni lungo la riva del lago, a poca distanza dai resti dell\u2019Elephas, hanno peraltro palesato la presenza di <strong>testimonianze d\u2019interesse archeologico che rimandano a fasi di frequentazione del luogo, da parte dell\u2019uomo, nel corso degli ultimi sei millenni da oggi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pertanto si sta gi\u00e0 lavorando ad un progetto di ricerca che preveda, oltre al<strong> recupero dello scheletro dell\u2019elefante ancora in situ, anche una serie di ricognizioni esplorative lungo le sponde del bacino lacustre<\/strong> (allo scopo di individuare nuovi siti d\u2019interesse paleontologico e archeologico), insieme a perlustrazioni dall\u2019alto con l\u2019impiego di droni e, infine, un programma di analisi specialistiche di tipo sedimentologico, archeobotanico e palinologico, tese ad acquisire dati utili per pervenire ad una precisa ricostruzione paleoambientale in senso diacronico. Le attivit\u00e0 di ricerca finora svolte sono state rese possibili grazie alla sinergia tra i seguenti Enti: Segretariato Regionale del MIBACT per la Calabria; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone; Comune di Spezzano della Sila; Parco Nazionale della Sila; Universit\u00e0 degli Studi del Molise; Universit\u00e0 degli Studi di Bari Aldo Moro.<\/p>\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-188216 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/elefante-cecita-199x280.jpeg\" alt=\"elefante-cecita\" width=\"667\" height=\"938\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritiro delle acque causato dalla siccit\u00e0 ha portato alla scoperta del fossile di un Elephas Antiquus e di una &#8216;fabbrica&#8217; di armi dei Longobardi<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":86461,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40,34],"tags":[],"class_list":["post-86460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}