{"id":86824,"date":"2017-12-01T16:02:50","date_gmt":"2017-12-01T15:02:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processo-traffic-maria-assolti-15-anni-calabresi\/"},"modified":"2023-01-16T19:40:23","modified_gmt":"2023-01-16T18:40:23","slug":"189624-processo-traffic-maria-assolti-15-anni-calabresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/189624-processo-traffic-maria-assolti-15-anni-calabresi\/","title":{"rendered":"Processo &#8220;Traffic Maria&#8221;, assolti dopo 15 anni i calabresi Trimboli e Panetta"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019operazione risale a 15 anni fa, nel 2002. Un imponente blitz antidroga che port\u00f2 all\u2019arresto di 55 persone. Ieri si \u00e8 concluso il giudizio in appello<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<br \/>\nMESSINA \u2013 All\u2019epoca dei fatti, i carabinieri del Ros sgominarono un\u2019imponente associazione criminale composta da stranieri e italiani attiva nel traffico di droga, in particolare <strong>marijuana<\/strong>, tra <strong>Puglia, Calabria e Sicilia<\/strong> con contatti anche all\u2019estero. E nel messinese furono eseguiti numerosi sequestri di stupefacenti. Nell\u2019inchiesta rimasero coinvolti Vincenzo\u00a0Trimboli e Giuliano Panetta, ritenuti referenti per la Calabria dell&#8217;attivit\u00e0 criminale. I carabinieri avevano effettuato un vero e proprio blitz, con l\u2019ausilio del gruppo speciale dei cacciatori, in occasione di un incontro avvenuto in Rosarno, nell\u2019agosto del 2001, tra i Gioiosani e tale Husein Dibrani.\u00a0Un incontro che secondo gli inquirenti era finalizzato all\u2019acquisto di<strong> 207 chilogrammi di droga<\/strong> anche se, la perquisizione aveva avuto esito negativo.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDopo l\u2019emissione delle ordinanze di custodia cautelare 2002, il coimputato Dibrani (che \u00e8 stato giudicato con le forme del rito abbreviato), aveva reso dichiarazioni accusatorie contro i due calabresi, gioiosani, ma non si sarebbe mai presentato per rendere la testimonianza dinnanzi alla Corte Messinese, difatti, dopo aver ricevuto l\u2019avviso a comparire davanti la Seconda Sezione penale del tribunale di Messina, si era dato latitante.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nPer tale ragione che i legali difensori dei calabresi Trimboli e Panetta, <strong>gli avvocati Angelo Nicotera <\/strong><em>(in foto)<\/em><strong> e Marco Ruga,<\/strong> si erano opposti all\u2019acquisizione dei verbali dichiarativi. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, farcite di diverse contraddizioni e assolutamente lacunose per quanto riguarda le accuse mosse nei confronti di<strong> Giuliano Panetta e Vincenzo Trimboli<\/strong>, erano state acquisite al fascicolo per il dibattimento.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nI difensori Nicotera e Ruga hanno eccepito la violazione dell&#8217;articolo 526 comma 1 bis cpp e dell&#8217;articolo 111 comma 4 della Costituzione nonch\u00e9 dell&#8217;articolo 6 della convenzione Europea dei diritti dell&#8217;uomo e<strong> hanno chiesto che le suddette dichiarazioni accusatorie venissero dichiarate inutilizzabili<\/strong>. \u201cNessuno pu\u00f2 essere punito in base alle dichiarazioni rese da chi per libera scelta si \u00e8 sempre volontariamente sottratto all&#8217;esame dell&#8217;imputato e del suo difensore\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-189626 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/avv-angelo-nicotera.jpg\" alt=\"avv angelo nicotera\" width=\"282\" height=\"333\" title=\"\">I difensori, nel giudizio di primo grado, avevano poi posto questioni sui decreti di intercettazione telefonica, nonch\u00e9 su tutto l&#8217;operato investigativo espletato nei confronti dei loro assistiti. Ed il <strong>giudizio di primo grado<\/strong>, si era concluso con la condanna di Trimboli e Pannetta alla pena di<strong> 11 anni e due mesi<\/strong> di reclusione in quanto la II sezione penale li aveva riconosciuti colpevoli del reato associativo, con ruolo di vertice e per la detenzione di 200 chili di marijuana.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLa sentenza \u00e8 stata appellata dai legali, che hanno contestato nel merito la motivazione dei giudici messinesi ed hanno riproposto tutte le questioni processuali, tra le quali, l\u2019inutilizzabilit\u00e0 delle dichiarazioni del collaboratore Dibrani, perch\u00e9 si era sottratto all\u2019esame in dibattimento, invocando anche la riqualificazione della detenzione dei 207 chili di marijuana e poich\u00e9 non era mai intervenuto alcun sequestro a carico dei due imputati e, non era mai stato possibile procedere ad alcun tipo di campionatura dello stupefacente.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Un lungo iter processuale,<\/strong> iniziato con l\u2019udienza preliminare il 16 dicembre 2003, che aveva poi registrato il rinvio a giudizio dei due gioiosani Trimboli e Panetta, all\u2019epoca difesi dall\u2019avv. <strong>Tommaso Sorrentino del Foro di Cosenza<\/strong> e affidati poi ai giovani legali Ruga e Nicotera, subentrati nella difesa di Trimboli e Panetta. Nella giornata di ieri si \u00e8 concluso il giudizio di appello che ha visto l\u2019assoluzione dei due calabresi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nUn successo giudiziario che gli avvocati <strong>Marco Ruga e Angelo Nicotera<\/strong>, hanno voluto dedicare proprio al compianto <strong>Sorrentino<\/strong>, ricordando che fu sua la scelta processuale di procedere nelle forme del rito ordinario per l\u2019accertamento della verit\u00e0 e dell\u2019innocenza di Trimboli e Panetta.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019operazione risale a 15 anni fa, nel 2002. Un imponente blitz antidroga che port\u00f2 all\u2019arresto di 55 persone. Ieri si \u00e8 concluso il giudizio in appello<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":86825,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-86824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86824\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}