{"id":88168,"date":"2018-01-09T11:21:07","date_gmt":"2018-01-09T10:21:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-stige-le-mani-del-clan-farao-marincola-dalla-produzione-del-pane-allaccoglienza-dei-migranti\/"},"modified":"2023-01-16T18:47:59","modified_gmt":"2023-01-16T17:47:59","slug":"195291-operazione-stige-le-mani-del-clan-farao-marincola-dalla-produzione-del-pane-allaccoglienza-dei-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/195291-operazione-stige-le-mani-del-clan-farao-marincola-dalla-produzione-del-pane-allaccoglienza-dei-migranti\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Stige&#8221;, le mani del clan Farao Marincola: dalla produzione del pane all&#8217;accoglienza dei migranti"},"content":{"rendered":"<h4>Le mani del clan Farao Marincola colpito oggi dall&#8217;operazione &#8220;Stige&#8221; ordinata dalla Dda di Catanzaro ed eseguita dai Carabineri erano praticamente ovunque<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CROTONE &#8211; Dalla<strong> produzione e distribuzione del pane<\/strong> alla gestione del sistema di accoglienza migranti, fino all&#8217;imposizione dei prodotti di aziende legati alla cosca in Germania, dove sono state arrestate 10 persone. Un vero e proprio <strong>&#8220;racket&#8221;<\/strong> esercitato sui rivenditori delle zone del Crotonese dominate dalla cosca, costretti ad acquistare il pane dai produttori indicati dai malavitosi. L&#8217;inchiesta coordinata dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, porta le firme del procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dei sostituti Domenico Guarascio, Alessandro Prontera e Fabiana Rapino. Le accuse vanno dall&#8217;associazione di tipo mafioso ai reati di tentato omicidio, estorsione, autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso alcune delle accuse formulate a vario titolo a carico dei 169 arrestati.<\/p>\n<p>Gli <strong>arresti<\/strong> sono stati eseguiti in<strong> Calabria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e in Germania.<\/strong> Un&#8217;operazione complessa, eseguita contestualmente in Italia e Germania, grazie alla collaborazione di Eurojust che ha consentito il coordinamento tra la procura di Catanzaro e le procure di Kassel, Stoccarda, Monaco e Dusseldorf. Il lavoro dei magistrati catanzaresi e degli uomini dell&#8217;Arma avrebbe consentito di documentare l&#8217;operativit\u00e0, gli assetti gerarchici interni e le attivit\u00e0&#8217; criminose della &#8220;locale&#8221; di &#8216;ndrangheta dei Farao-Marincola di Cir\u00f2, posta in posizione di sovra-ordinazione rispetto ad altre realt\u00e0 criminali.<\/p>\n<p>La cosca aveva infiltrato il tessuto economico e sociale dell&#8217;area cirotana mediante un radicale controllo degli apparati imprenditoriali, soprattutto nei settori della produzione e commercio di pane, della vendita del pescato, del vino e dei prodotti alimentari tipici, nonche&#8217; nel settore della raccolta e riciclo sia di materie plastiche sia dei rifiuti. L&#8217;indagine e&#8217; riuscita quindi a delineare il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale e estero dal sodalizio, verificando la disponibilita&#8217; di ingenti risorse finanziariereimpiegate in numerose iniziative imprenditoriali e commerciali nel Nord-italia e in Germania.<\/p>\n<h3>Sequestrate 57 societ\u00e0\u00a0 per circa 50 milioni di euro<\/h3>\n<p>Buona parte delle 57 aziende si trova in Calabria mentre il resto e&#8217; distribuito in varie citta&#8217; del Centro e Nord Italia, tra cui Roma, Bologna e la provincia di Como. I dati sono stati resi noti dal colonnello <strong>Lorenzo Sabatino del Servizio centrale dei Ros,<\/strong> il quale ha spiegato che i sequestri hanno riguardato &#8220;le imprese mafiose ma anche quei beni sottoponibili a confisca&#8221;. Il panorama del controllo economico attuato dalla cosca di &#8216;ndrangheta e&#8217; assolutamente vario e non lascia alcun settore, compreso il diretto controllo &#8220;in via esclusiva&#8221; dei porti di Ciro&#8217; Marina e Cariati, come dichiarato dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto. Il magistrato ha sottolineato la &#8220;mutazione genetica della &#8216;ndrangheta&#8221;, pronta a inserirsi direttamente e con propri rappresentanti sia nell&#8217;azione amministrativa e politica che in quella imprenditoriale.<\/p>\n<p>&#8220;Non sono piu&#8217; infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale &#8211; ha aggiunto Luberto &#8211; ma immedesimazione. Sono stati creati veri e propri monopoli o duopoli per il controllo di diversi settori: dalla distribuzione di preparati e prodotti da forno alle scommesse, dai prodotti caseari a quelli dell&#8217;olio d&#8217;oliva, dagli alimentari e bevande al controllo del pescato. Ma la cosca aveva creato anche una cellula per controllare anche le aste boschive, con il rimboscamento attuato negli anni che veniva depauperato, anche attraverso gli incendi, con il taglio selvaggio degli alberi nell&#8217;Altopiano Silano&#8221;.<\/p>\n<p>Altri settori condizionati dalla cosca erano quelli relativi alla raccolta e al conferimento dei rifiuti, con il sequestro di tre aziende che si occupano di questo servizio. Il meccanismo utilizzato in questo campo, era quello di cambiare i vertici della societa&#8217; e &#8220;pulire&#8221; l&#8217;azienda nel momento in cui scattavano interdittive antimafia. Nel vortice di affari si inserivano, inoltre, interessi nella vendita, recupero e riciclaggio di cartone e plastica, anche con interessi da parte di imprenditori del Nord Italia. Affari della &#8216;ndrangheta erano legati anche alla gestione di una casa di accoglienza per immigrati, situata a Ciro&#8217; Marina, con un vorticoso giro di fatture per spese mai effettuate e con interessi nel controllo della stessa struttura. Grazie anche al fenomeno dell&#8217;usura, la cosca aveva acquisito il controllo di alcune cantine vitivinicole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Il ruolo dell&#8217;anziano boss Giuseppe Farao che operava dal carcere<\/h3>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Clicca in basso per leggere i dettagli<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><!--nextpage--><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 bastato il carcere a fermare l&#8217;operato del vecchio boss ergastolano Giuseppe Farao, 71 anni, patriarca del clan Farao-Marincola. Secondo i magistrati della Dda di Catanzaro ed i Carabinieri infatti, era lui a dettare le direttive alla cosca ed il suo potere era radicato del Crotonese, in particolare nell&#8217;area di Ciro&#8217;, Ciro&#8217; Marina e comuni circostanti, dove operavano due &#8216;ndrine satelliti: quella di <strong>Casabona <\/strong>(Kr), facente capo a <strong>Francesco Tallarico<\/strong>, e quella di <strong>Strongoli (Kr)<\/strong>, facente capo alla <strong>famiglia &#8220;Giglio&#8221;<\/strong>. Ma le proiezioni del clan arrivavano nelle regioni del Nord Italia e della Germania, dove venivano gestite attivita&#8217; commerciali e imprenditoriali, frutto di riciclaggio e reimpiego dei capitali illecitamente accumulati.<\/p>\n<p>L&#8217;assetto del sodalizio, dicono gli inquirenti, era espressione delle direttive impartite da <strong>Giuseppe Farao<\/strong> ed era orientato a privilegiare lo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai figli e nipoti del patriarca e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e sempre piu&#8217; remunerativi canali di investimento economico: un&#8217;attivita&#8217; per la quale era necessaria la massima tranquillita&#8217;, per cui l&#8217;ordine era quello di limitare il ricorso ad azioni violente ed evitare gli scontri interni che avrebbero potuto pregiudicare gli &#8220;affari&#8221;. Il controllo mafioso del territorio era stato demandato ad una serie di &#8220;reggenti&#8221;, fedelissimi del capo cosca.<\/p>\n<h3>Le mani del clan nell&#8217;accoglienza migranti<\/h3>\n<p>La cosca di &#8216;ndrangheta Farao-Marincola inoltre, grazie alla collusioni di alcuni amministratori pubblici, era riuscita ad infiltrarsi anche <strong>nell&#8217;accoglienza ai migranti<\/strong>. In particolare un <strong>immobile<\/strong> adibito <strong>a centro accoglienza profughi a Cir\u00f2 Marina<\/strong> sarebbe stato riconducibile alla cosca. La struttura era gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti, per l&#8217;accusa, fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Il sodalizio criminale otteneva cos\u00ec, sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate.<\/p>\n<h4>Il Comune di Cir\u00f2 Marina\u00a0da piu&#8217; mandati e&#8217; espressione della cosca<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-195309 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/gratteri-luberto-operazione-stige.jpg\" alt=\"gratteri luberto operazione stige\" width=\"548\" height=\"232\" title=\"\">L&#8217;ultima competizione elettorale ha visto candidati due esponenti della cosca: &#8220;Rischiamo la nostra liberta&#8217; di voto&#8221;. Lo ha detto il <strong>procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto,<\/strong> nel corso della conferenza stampa per l&#8217;operazione Stige contro la cosca Farao Marincola che ha portato a 169 arresti. Luberto ha, quindi, parlato di &#8220;mutazione genetica della &#8216;ndrangheta. Farao in carcere &#8211; ha spiegato &#8211; da&#8217; ordini ai familiari di smetterla con i reati violenti e dice loro di lavorare per investire capitali in attivita&#8217; imprenditoriali. Non si tratta di infiltrazione, ma di immedesimazione della ndrangheta nell&#8217;imprenditoria. Sono stati costituiti monolocali e duopolio in vari settori: pane, olio. La cosca controlla i porti di Cariati e Ciro&#8217; Marina. Controlla lo smaltimento dei rifiuti e dispone di una propria azienda che viene intestata a imprenditori che lavorano secondo le direttive della cosca. Quando &#8211; ha spiegato ancora Luberto &#8211; poi arriva l&#8217;interdettiva si cambia intestazione. Per il riciclaggio di plastica e cartone ci sono stati investimenti dal nord Italia. L&#8217;attivita&#8217; ha comportato importanti investigazioni in Germania per il commercio dei vini. Ogni &#8216;ndranghetista ha la propria linea di vini con i nomi dei papa&#8217; o dei parenti. La cosca &#8211; ha sottolineato &#8211; ha il monopolio dei semilavorati per la pizza in Germania&#8221;.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"> <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3773\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maxi blitz contro la \u2018ndrangheta, 169 arresti. C\u2019\u00e8 anche il presidente della provincia di Crotone (TUTTI I NOMI)<\/a><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3774\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agromafie, un business da 21,8 miliardi di euro: 5 mila ristoranti in mano alla criminalit\u00e0<\/a><\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le mani del clan Farao Marincola colpito oggi dall&#8217;operazione &#8220;Stige&#8221; ordinata dalla Dda di Catanzaro ed eseguita dai Carabineri erano praticamente ovunque<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":88169,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-88168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}