{"id":88401,"date":"2018-01-15T05:43:37","date_gmt":"2018-01-15T04:43:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/muore-ad-otto-anni-di-leucemia-il-rianimatore-si-rifiuta-di-intubarlo\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:15","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:15","slug":"196267-muore-ad-otto-anni-di-leucemia-il-rianimatore-si-rifiuta-di-intubarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/196267-muore-ad-otto-anni-di-leucemia-il-rianimatore-si-rifiuta-di-intubarlo\/","title":{"rendered":"Cosenza, muore ad otto anni di leucemia. Il rianimatore si rifiuta di intubarlo"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Ricoverato in pediatria, all&#8217;Annunziata di Cosenza, le sue condizioni si aggravano. Ha bisogno di essere intubato, ma il medico rianimatore di turno si rifiuta. Un&#8217;agonia che in 10 ore lo porta alla sua morte.\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COSENZA &#8211; \u201cZia, che sta succedendo? Perch\u00e9 gridano?\u201d; \u201cZia aiutami, non riesco a respirare! Zia perch\u00e9 gridano? Cosa mi sta succedendo?\u201d.\u00a0<\/strong>Cosciente, nelle ultime ore di vita, <strong>muore ad otto anni<\/strong> in un piccolo letto d&#8217;ospedale, all\u2019<strong>Annunziata di Cosenza<\/strong>, affetto da <strong>leucemia<\/strong>. <strong>Il medico rianimatore<\/strong>\u00a0<strong>non ha voluto intubarlo<\/strong>. Forse poteva salvarsi, forse no. Questo \u00e8 il dubbio che attanaglia a tre anni dalla sua morte, i giovani genitori poco pi\u00f9 che 40enni. Un triste caso finito in tribunale con una vittima, o forse tre, il bambino e i genitori, ed un imputato, F.S, medico rianimatore dell\u2019Annunziata di Cosenza\u00a0\u00e8\u00a0accusato di <strong>omicidio colposo<\/strong>, morte ed omissione di soccorso. Il processo, in fase dibattimentale ha visto sul <strong>banco dei teste la madre<\/strong>, in un commovente racconto, tra le lacrime e i ricordi; la zia in una testimonianza toccante e Gaetano, il pap\u00e0 di un piccolo degente, uno dei testimoni del <strong>rifiuto secco<\/strong> da parte del <strong>medico<\/strong> rianimatore di <strong>intubare il bambino<\/strong>: una probabilit\u00e0 su un milione di salvarlo a cui i genitori non si erano opposti.<\/p>\n<p>Una storia che vede una <strong>lotta tra medici<\/strong>, quelli del reparto di <strong>pediatria<\/strong> che si oppongono alla decisione del <strong>rianimatore<\/strong> il quale non esegue neanche la disposizione impartita dal responsabile dell\u2019unit\u00e0 di rianimazione. Un &#8216;no&#8217; secco che non ha voluto mettere neanche nero su bianco <strong>\u201cio non scrivo un cazzo\u201d<\/strong>. <strong>Ai genitori diede una serie di spiegazioni:<\/strong> che mancava la sala rianimazione pediatrica, che non poteva intubare perch\u00e9 il cuore era grosso e poteva morire, che se la manovra riusciva potevano esserci conseguenze visto il soggetto immunodepresso. In realt\u00e0 <strong>i genitori avevano dato il consenso a fare il possibile<\/strong>; in realt\u00e0 la sala operatoria non era un problema. La verit\u00e0 per i genitori oggi, \u00e8 vivere con il dubbio che il figlio si sarebbe potuto salvare se il rianimatore avesse provato ad intubarlo. Le discussioni per farlo ragionare, le ore che trascorrevano inesorabili, reperire un altro rianimatore, hanno portato alla morte certa del bambino. I genitori costituitisi parte civile sono rappresentati\u00a0 dal legale Gaetano Monte<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il racconto della madre<\/h2>\n<p>Ha risposto alle domande del pubblico ministero Giuseppe Visconti ripercorrendo quelle ultime ore tra il 20 e il 21 agosto del 2014 nel reparto di pediatria dell\u2019ospedale civile dell\u2019Annunziata di Cosenza. \u00ab<strong>Al bambino<\/strong>, il primario del reparto di pediatria dell\u2019ospedale dell\u2019Annunziata, Domenico Sperl\u00ec, diagnostic\u00f2 una <strong>leucemia del tipo b<\/strong>, in uno stadio abbastanza <strong>avanzata<\/strong>. Una situazione complicata. Abbiamo chiesto al primario se fossero in grado di curare mio figlio. Il dottore rispose che i protocolli erano quelli e sarebbero stati applicati in qualsiasi ospedale. Abbiamo <strong>deciso<\/strong> con mio marito di rimanere all\u2019<strong>ospedale di Cosenza<\/strong> \u2013 spiega la mamma del bambino-. Mio figlio doveva essere sottoposto a due blocchi. Per ogni blocco erano previsti tre <strong>cicli di chemioterapia<\/strong>. Nell\u2019agosto del 2014, il 4, 5 agosto, eravamo giunti al quinto ciclo di terapia. Il 20 agosto mio figlio avverte un dolore all\u2019occhio sinistro. I medici lo sottopongono ad una risonanza per vedere se ci fosse una lesione a livello cerebrale. Nel pomeriggio il bimbo ha riposato tranquillamente. Quella sera la dottoressa in reparto visit\u00f2 il bambino in modo abbastanza scrupoloso. Aveva notato che il bambino aveva qualcosa che non andava. Dopo mezz\u2019ora \u00e8 tornata nella stanza e mi ha chiesto di seguirla in infermeria. Poco dopo ci ha raggiunto mio marito. \u201c<strong>La situazione di Mario sta precipitando<\/strong>\u201d ha detto la dottoressa. \u201cMa come sta precipitando\u201d, abbiamo risposto noi \u2013 \u201ci valori si stanno anche rialzando\u201d. La dottoressa ha spiegato che aveva avvertito che <strong>la circolazione del sangue non andava<\/strong>; la saturazione dell\u2019ossigeno era iniziata a scendere dopo le 11 di sera. La dottoressa ci ha informato che avrebbe <strong>chiesto<\/strong> una <strong>consulenza<\/strong> con il <strong>rianimatore<\/strong>. Il medico rianimatore F.S. arrivato in stanza e al bambino \u201c<strong>non l\u2019ha toccato proprio, non si \u00e8 avvicinato\u2026nulla<\/strong>!\u201d. Ha detto \u201cfacciamo una radiografia toracica\u201d. Nel frattempo il bambino stava peggiorando. Nella stanza insieme al bambino eravamo presenti io, mio marito e la dottoressa e l\u2019infermiera che litig\u00f2 animatamente. Il <strong>bambino capiva tutto<\/strong>, era abbastanza cosciente. <strong>Il medico alla fine si \u00e8 rifiutato di intubare mio figlio<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43898 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/ospedale.jpg\" alt=\"ospedale\" width=\"342\" height=\"295\" title=\"\"><\/p>\n<h2>L&#8217;esito della radiologia e il no del medico rianimatore &#8220;Io non vi firmo un cazzo&#8221;<\/h2>\n<p>Dopo la <strong>radiografia al torace<\/strong>, la dottoressa discute con il collega della rianimazione: il <strong>bambino<\/strong> aveva necessit\u00e0 di essere <strong>intubato<\/strong>. Quando siamo usciti dal reparto di radiologia il <strong>rianimatore<\/strong> ci <strong>comunica<\/strong> che non erano in grado di intervenire perch\u00e9 <strong>era necessaria una rianimazione pediatrica<\/strong>. \u201cAllora lo spostiamo in una struttura idonea\u201d abbiamo detto alla dottoressa. Quest\u2019ultima ha risposto \u201c<strong>Noi abbiamo tutto, siamo in grado di affrontare qualsiasi situazione<\/strong>\u201d. \u201cAllora fate tutto il necessario\u201d abbiamo detto. La dottoressa dopo la nostra autorizzazione ha comunicato al rianimatore che potevano proseguire ma il medico ha continuato a rifiutarsi, \u201csi \u00e8 impuntato, non lo so il perch\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>La madre del bambino alla domanda del pubblico ministero sul momento dell\u2019avvenuta discussione ha precisato \u201cla discussione \u00e8 avvenuta dopo l\u2019esame radiologico. <strong>Lui nella stanza non ha fatto niente, per lui mio figlio era gi\u00e0 morto\u201d<\/strong>. Il bambino non riusciva pi\u00f9 a respirare e il medico di pediatria continuava a dire al <strong>rianimatore<\/strong> che doveva intubarlo, ma quest\u2019ultimo <strong>continuava a rispondere di no<\/strong>, che non andava intubato. Il motivo del rifiuto non lo ricordo. Sempre la dottoressa durante la discussione ha chiesto al rianimatore di metterlo per iscritto che non voleva intubarlo e lui ha risposto \u201c<strong>Io non vi firmo un cazzo<\/strong>\u201d!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;arrivo del primario Sperl\u00ec, il cardiologo e un nuovo rianimatore &#8220;La\u00a0sala di rianimazione pediatrica non esiste, \u00e8 unica&#8221;<\/h3>\n<p>Nel frattempo la situazione era peggiorata. Arriva il <strong>primario<\/strong> del reparto di <strong>Pediatria<\/strong>, il dottore <strong>Sperl\u00ec<\/strong>, \u2026dovrebbero essere tutti come lui, umani &#8211; sottolinea la madre del bambino! Visita il bambino \u201cTranquillo, adesso tutto passa\u201d. Ha parlato con me e mio marito, sapeva gi\u00e0 tutto. Io avevo chiesto l\u2019intervento del primario, vista la situazione. Il primario ci disse: \u201c<strong>La situazione si \u00e8 aggravata, proviamo a fare di tutto<\/strong>\u201d. Poi ci domanda: \u201c<strong>Ma come mai non volevate intubare il bambino<\/strong>?\u201d. Noi abbiamo risposto \u201c\u00e8 stato il medico rianimatore\u201d raccontando della sala di rianimazione pediatrica. Sperl\u00ec ci ha risposto \u201cQuesta \u00e8 una vera cretinata. <strong>La sala rianimazione pediatrica non esiste, \u00e8 unica<\/strong>. Giacch\u00e9 c\u2019\u00e8 la neonatologia riescono ad affrontare qualsiasi necessit\u00e0\u201d. Io e mio marito abbiamo risposto \u201callora fatelo\u201d<\/p>\n<p>A questo punto del racconto il pubblico ministero Visconti ferma il teste e chiede di ripeter meglio il passaggio in cui i genitori avrebbero detto ai medici di non intubare. \u201cAbbiamo detto a Sperl\u00ec che ci avevano detto che non vi era sala di rianimazione pediatrica e <strong>tale manovra poteva provocare la morte<\/strong>. Se il bambino poteva salvarsi con quella manovra dovevano farlo. Noi <strong>non abbiamo mai detto al medico rianimatore di non intubare nostro figlio<\/strong> perch\u00e8 se andava fatta dovevano fare l\u2019impossibile anche se poi sarebbe sopravvenuta la morte. Oggi a me e a mio marito rimane il <strong>dubbio<\/strong> che mio figlio <strong>poteva salvarsi<\/strong> ed \u00e8 morto per questa manovra che non \u00e8 stata fatta.<\/p>\n<p>Dopo avere parlato con il dottore Sperl\u00ec \u00e8 arrivato il <strong>cardiologo<\/strong> e ha fatto un <strong>eco cuore<\/strong>. Ha detto che la <strong>situazione<\/strong> era <strong>grave<\/strong>, il bambino non stava reagendo. Dopo il cardiologo \u00e8 entrata nella stanza una <strong>dottoressa<\/strong> con una <strong>valigetta<\/strong>, suppongo un <strong>rianimatore<\/strong>. Ma per quanto hanno fatto, il bambino non ce l ha fatta. Non so se hanno fatto o meno la manovra, c\u2019hanno fatto uscire dalla stanza. La teste \u00e8 stata sentita dalla difesa dell\u2019imputato. Tra le domande poste la donna ha spiegato che il medico rianimatore appena entrato nella stanza ha chiesto subito di eseguire una radiografia; in quella prima fase non hanno parlato davanti alla teste di problematiche cardiache. \u201cForse \u2013 aggiunge la donna \u2013 tra di loro\u201d. Continua raccontando che appena usciti dal reparto di radiologia il medico rianimatore ha riferito che il <strong>referto evidenziava delle problematiche cardiache<\/strong> e fare la <strong>manovra<\/strong> in quella condizione <strong>poteva portare alla morte<\/strong>. Anche per quanto riguarda il <strong>trasferimento<\/strong> del piccolo in un\u2019<strong>altra struttura<\/strong> il medico rianimatore avrebbe detto ai genitori che \u201c<strong>era pericoloso, perch\u00e9 poteva prendere delle infezioni<\/strong>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">La testimonianza della zia: il bambino era cosciente e capiva tutto<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Clicca in basso per approfondire&#8221;<\/span><!--nextpage--><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuando sono arrivata, verso le quattro del pomeriggio, il bambino ha saputo che ero fuori il reparto in attesa e ha chiesto di vedermi. Lui si lamentava: <strong>\u201cNon riesco a respirare bene, zia\u201d<\/strong>. Poi ha chiesto del te.<\/p>\n<p>La zia racconta poi alcuni momenti concitati tra i medici successi fuori dalla stanza in cui era rimasta sola con il bimbo. <strong>Bambino<\/strong> che era <strong>cosciente<\/strong> e rivolgendosi alla zia <strong>chiedeva<\/strong>: <strong>\u201czia, che sta succedendo? Perch\u00e9 gridano?\u201d; \u201cZia aiutami, non riesco a respirare! Zia perch\u00e9 gridano? Cosa mi sta succedendo?\u201d<\/strong>. Nel frattempo la macchina segnava la saturazione a 30. La zia ricorda che usc\u00ec dalla stanza e raggiunse la mamma del bambino dalla quale apprese che il dottore non voleva rianimare perch\u00e9 non c\u2019era la rianimazione pediatrica.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019incalzare delle domande da parte del pubblico ministero e della difesa dell\u2019imputato il teste ha spiegato che per quasi tutto il tempo era rimasta in camera con il bambino perch\u00e9 da solo. Ricorda che il medico del reparto e il rianimatore discutevano sul fatto di intubare e il rianimatore si rifiutava. Ricorda anche che \u201c<strong>Gaetano diceva che il rianimatore non voleva intubarlo perch\u00e9 aveva il cuore troppo grosso e non ce l\u2019avrebbe fatta<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-92976 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ospedale-cosenza.jpg\" alt=\"ospedale cosenza\" width=\"367\" height=\"200\" title=\"\">Il rianimatore parla con Gaetano: &#8220;Era opportuno che il bambino stesse vicino ai genitori perch\u00e9 erano gli ultimi momenti\u201d<\/h3>\n<p>Chi \u00e8 Gaetano? \u00c8 il terzo teste chiamato a testimoniare, <strong>padre di un altro piccolo paziente<\/strong> che era ricoverato nella stanza di fronte a quella del bambino deceduto e con il quale giocava spesso. \u201cQuella sera <strong>ho accompagnato i genitori in radiologia<\/strong>. Sono stato vicino a loro per essere di conforto e supporto e aiutarli a parlare con i medici. Ho sentito dei rumori ho visto che portavano il bambino fuori dal reparto. Ho <strong>assistito al colloquio concitato tra il medico del reparto di pediatria e il medico rianimatore<\/strong>, il primo era su una linea di intervento diversa rispetta a quella del collega; era propenso per l\u2019intubazione.<\/p>\n<p>Ho parlato io con il medico rianimatore, ci siamo appartati \u201cnon avrebbe fatto la <strong>manovra<\/strong> perch\u00e9 per il bambino poteva determinare il <strong>decesso immediato<\/strong>. E se pur la manovra fosse andata a buon fine, considerato il <strong>soggetto immunodepresso<\/strong>, sarebbe dovuto essere trasferito in <strong>terapia intensiva<\/strong> e avrebbe potuto avere delle conseguenze. <strong>Era opportuno che il bambino stesse vicino ai genitori perch\u00e9 erano gli ultimi momenti<\/strong>\u201d. Ha ancora precisato che la <strong>mamma<\/strong> del bambino gli aveva <strong>chiesto<\/strong> di andare a parlare con il dottore e di <strong>fare tutto il necessario<\/strong>. \u201c<strong>Non mi hanno mai detto che non doveva essere intubato<\/strong>\u201d. Su domanda della difesa se il medico rianimatore fosse tranquillo, Getano precisa: \u201cProfessionista nel suo lavoro. Quando abbiamo parlato era una persona molto attenta e disponibile. Mi disse che <strong>il cuore era dilatato; scendendo poteva intaccare, toccare\u2026intubandolo il bambino; doveva essere trasferito in rianimazione ed essendo un immunodepresso poteva subire conseguenze<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>La denuncia presentata in procura e il rinvio a giudizio del medico rianimatore<\/strong><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Clicca in basso per approfondire<\/span><!--nextpage--><\/h3>\n<p>Il bambino di otto anni \u00e8 morto per<strong> \u201cinsufficienza del cuore sinistro con insufficienza respiratoria, edema polmonare acuto, in soggetto affetto da leucemia acuta (tipo Burkitt) in trattamento chemioterapico<\/strong>\u201d. In particolare F.S, dirigente medico presso l\u2019unit\u00e0 operativa di Anestesia e Rianimazione, presso l\u2019ospedale civile di Cosenza, di turno nella notte del 21 agosto del 2014, nonostante gli fossero ripetutamente rappresentate, fin dalle 2 della notte circa, dai medici del reparto di pediatria, le gravi difficolt\u00e0 respiratorie del bambino (ingravescente disfunzione cardiorespiratoria, e desaturazione con una ossigenazione del sangue inferiore al 90%) non eseguiva una visita specialistica ed una valutazione diretta del paziente , si rifiutava di sottoporlo ad una intubazione oro-tracheale, nonch\u00e9 di trasferirlo nel reparto di rianimazione, ponendo a giustificazione della sua inerzia la circostanza infondata che la persona offesa fosse \u201cun malato terminale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indagato reiterava il suo rifiuto di trasferire il piccolo nel reparto di rianimazione e di intubarlo anche successivamente all\u2019esecuzione, alle 3 circa, di una <strong>radiografia toracica che riscontrava nel paziente \u201cuna cardiomegalia con edema polmonare\u201d<\/strong>, e di un <strong>ecocardiogramma<\/strong>, effettuato alle ore 4.30 circa, che evidenziava una <strong>grave insufficienza ventricolare sinistra<\/strong>, ed al consiglio da parte del cardiologo di disporre un immediato <strong>ricovero in rianimazione del bambino per praticargli un\u2019assistenza respiratoria adeguata<\/strong>. Il rianimatore contravveniva all\u2019espressa disposizione impartita dal medico direttore dell\u2019unit\u00e0 operativa di Rianimazione e Anestesia dell\u2019Annunziata di Cosenza, di procedere all\u2019intubazione ed al trasferimento del bambino presso la Rianimazione accampando la giustificazione dell\u2019opposizione dei genitori del piccolo all\u2019intubazione oro-tracheale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 l\u2019iniziale mancata prestazione del consenso da parte dei genitori del bimbo era stata determinata da una prospettiva non veritiera da parte dello stesso medico rianimatore F.S., della sussistenza delle condizioni sanitarie necessarie per procedere al trattamento rianimatorio (<strong>\u201cC\u2019\u00e8 stato prospettato dal medico rianimatore che la manovra che doveva compiere, in assenza di una sala rianimazione pediatrica poteva provocarne la morte\u2026noi qua non siamo in grado di affrontare il problema\u201d<\/strong>). In ogni caso i genitori del bambino dopo essere stati correttamente informati dal medico e dal primario del reparto di pediatrica dell\u2019Annunziata sulle gravi condizioni di salute del piccolo, e sulla necessit\u00e0 di procedere al trattamento rianimatorio per salvargli la vita, prestavano il <strong>consenso all\u2019effettuazione di qualsiasi intervento terapeutico<\/strong>. Solo a causa della sua condotta omissiva non congrua rispetto alla Leges Artis ed imperita, in quanto l\u2019acuto scompenso cardiorespiratorio\u00a0 in atto nel bambino era tale da necessitare l\u2019immediata intubazione oro \u2013 tracheale ed il ricovero presso la Rianimazione, il medico rianimatore F.S. cagionava quale conseguenza non voluta, <strong>il decesso del bambino<\/strong>, <strong>evento prevedibile ed evitabile concretamente, in quanto un trattamento rianimatore correttamente e tempestivamente eseguito avrebbe evitato al bambino \u201csveglio, lucido e cosciente\u201d di morire per la progressiva evoluzione della patologia cardiorespiratoria<\/strong> fino alla morte avvenuta alle 7.30 del 21 agosto, senza l\u2019argine terapeutico che avrebbe consentito la ventilazione artificiale e l\u2019assistenza in ambiente respiratorio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-55424 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ospedale-Cosenza-Annunziata-interno.jpg\" alt=\"Ospedale Cosenza Annunziata interno\" width=\"389\" height=\"267\" title=\"\"><\/p>\n<p>Alla condotta omissiva meglio descritta in precedenza si accompagnava la ferma e reiterata opposizione del Salerno, icasticamente rappresentata dalla frase da lui pronunziata <strong>\u201cio non scrivo un cazzo\u201d<\/strong> di annotare in cartella clinica le annotazioni del suo rifiuto di procedere alle manovre di intubazione nonostante le ripetute richieste dei suoi colleghi del reparto di pediatria (La prima annotazione del medico rianimatore risulta alle ore 6 del 21 agosto, un\u2019ora e mezza prima del decesso del bambino. Nella qualit\u00e0 di medico specialista in rianimazione, di turno nella notte del 21 agosto del 2014, nonostante gli fossero ripetutamente rappresentate fin dalle ore 2 circa, dai medici del reparto di pediatria le gravi difficolt\u00e0 respiratorie del bambino, <strong>non eseguiva una visita specialistica ed una valutazione diretta del paziente, si rifiutava di sottoporlo ad una intubazione oro-tracheale, nonch\u00e9 di trasferirlo nel reparto di rianimazione, ponendo a giustificazione della sua inerzia la circostanza infondata che la persona offesa fosse \u201cun malato terminale<\/strong>\u201d. Il medico rianimatore reiterava il suo rifiuto di trasferire il piccolo nel reparto di rianimazione e di intubarlo anche successivamente all\u2019esecuzione alle 3 della notte di una radiografia toracica che riscontrava nel paziente \u201c<strong>una cardiomegalia con edema polmonare<\/strong>\u201d, e di un ecocardiogramma effettuato alle 4.30 che evidenziava una grave insufficienza ventricolare sinistra ed al consiglio da parte del cardiologo di disporre un immediato ricovero in rianimazione del bambino per praticargli un\u2019assistenza respiratoria adeguata. Il medico rianimatore F.S., inoltre, <strong>contravveniva all\u2019espressa disposizione impartita<\/strong> dal <strong>responsabile<\/strong> dell\u2019unit\u00e0 operativa di <strong>Anestesia e Rianimazione<\/strong>, di procedere all\u2019intubazione e al trasferimento del bambino presso l\u2019unit\u00e0 operativa accampando giustificazione dell\u2019opposizione dei genitori del piccolo all\u2019intubazione oro-tracheale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la mancata iniziale prestazione del consenso da parte dei genitori del bambino era stata determinata da una prospettazione non veritiera da parte dello stesso medico rianimatore della sussistenza di condizioni sanitarie necessarie per procedere al trattamento rianimatore (<strong>\u201cCi \u00e8 stato prospettato dal medico rianimatore che la manovra che doveva compiere, in assenza di una sola sala di rianimazione pediatrica, poteva provocarne la morte\u2026.noi qua non siamo in grado di affrontare questo problema\u201d<\/strong>). In ogni caso i genitori del bambino dopo essere stati informati correttamente dai medici del reparto di pediatria sulla grave situazione del figlio e sulla necessit\u00e0 di procedere al trattamento rianimatorio per salvargli la vita, prestavano il consenso all\u2019effettuazione di qualsiasi intervento terapeutico. Alla <strong>condotta omissiva<\/strong> meglio descritta in precedenza si accompagnava la ferma e reiterata opposizione del Salerno \u2013 icasticamente rappresentata dalla frase da lui pronunziata: <strong>\u201cIo non scrivo un cazzo\u201d \u2013 di annotare in cartella clinica le motivazioni del suo rifiuto<\/strong> di procedere alle manovre di intubazione nonostante le ripetute richieste dei suoi colleghi del reparto di pediatria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricoverato in pediatria, all&#8217;Annunziata di Cosenza, le sue condizioni si aggravano. Ha bisogno di essere intubato, ma il medico rianimatore di turno si rifiuta. 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