{"id":88508,"date":"2018-01-16T18:26:23","date_gmt":"2018-01-16T17:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/apocalisse-il-pentito-pellicori-svela-la-lista-del-contabile\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:22","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:22","slug":"196658-apocalisse-il-pentito-pellicori-svela-la-lista-del-contabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/196658-apocalisse-il-pentito-pellicori-svela-la-lista-del-contabile\/","title":{"rendered":"Apocalisse, il pentito Pellicori svela &#8220;la lista del contabile&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Tra i consumatori il figlio di un ex assessore comunale bruzio con un debito nei confronti del clan di 700 euro. Rivendeva la droga all&#8217;interno della comitiva per risanare la sua posizione.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Tra i consumatori c\u2019era anche il figlio di un <strong>assessore comunale bruzio<\/strong> che, nella famosa <strong>lista del contabile<\/strong>, aveva un <strong>debito di 700 euro<\/strong> per la cessione di sostanza stupefacente. La spacciava esclusivamente all\u2019interno della ristretta cerchia di amici, la comitiva che frequentava, cos\u00ec da rientrare dal debito con il gruppo. \u00a0Processo <strong>Apocalisse,<\/strong> si ritorna in aula con il <strong>pentito Luca Pellicori<\/strong>, braccio destro di Marco Perna, presunto boss dell\u2019associazione dedita allo spaccio di droga. Nell\u2019udienza durata circa cinque ore Pellicori ha terminato di essere sentito dalla pubblica accusa. Nella scorsa udienza aveva chiesto di abbandonare il sito protetto per poter raggiungere l\u2019aula di Tribunale anche in ragione di alcune prove documentali che il pm della <strong>Distrettuale<\/strong> Falvo aveva chiesto di prenderne visione. Autorizzazione negata, Pellicori oggi ha terminato l\u2019esame\u00a0da parte dei pm della Dda,\u00a0ancora da localit\u00e0 protetta in videoconferenza.<\/p>\n<p>Nel processo, che si sta svolgendo con il rito ordinario, sul banco degli imputati ci sono Marco Perna 41 anni; Pasquale Francavilla 40 anni; Giovanni Giannone 46 anni; Andrea Minieri 34 anni; Giacinto Bruno 43 anni; Alessandro Marco Ragusa 28 anni; Giuseppe Chiappetta 32 anni; Alessandro Andrea Cairo 23 anni; Andrea D&#8217;Elia 23 anni; Ippolito Tripodi 22 anni; Bruno Francesco Calvelli 25 anni; Denis Pati 23 anni; Luca Pellicori 40 anni; Danilo Giannone 26 anni; Paolo Scarcello 24 anni; Francesco Scigliano 23 anni; Domenico Caputo 38 anni; Francesco Porco 37 anni; Giuseppe Muto, 31 anni e Alessandro Marco Ragusa, 29 anni. Il 12 novembre del 2015 la Dda di Catanzaro sgomin\u00f2 un&#8217;organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti guidata dal clan Perna. Vennero emessi 19 provvedimenti di fermo nei confronti nei confronti della cosca operante a Cosenza e nell&#8217;hinterland e dedita principalmente al traffico di cocaina, hashish e marijuana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-155188\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Apocalisse-deposito.png\" alt=\"Apocalisse deposito\" width=\"580\" height=\"432\" title=\"\"><\/p>\n<p>Insieme ad pm Falvo anche il collega Assumma. Pellicori rimarca ancora i <strong>dissidi<\/strong> avuti con Marco Perna all\u2019<strong>uscita dal carcere<\/strong> per andare ai domiciliari dal 27 maggio 2016 al 13 aprile del 2017. \u201cCon Marco Perna c\u2019eravamo freddati e abbiamo avuto delle discussioni. Poi ci siamo riavvicinati, io avevo il <strong>braccialetto elettronico<\/strong>. Veniva sempre lui a casa mia dove c\u2019era un servizio di videosorveglianza. Insieme cercavamo di recuperare <strong>crediti in sospeso<\/strong> e acquistavamo droga da G.S. Marco Perna gestiva tutto, noi non potevamo muoverci. Noi abbiamo sempre tirato una fila, sempre con il consenso suo. Avevo installato un <strong>circuito di videosorveglianza<\/strong> perch\u00e9 lui poteva scendere sempre a casa mia: Marco abita al sesto piano, io al quarto nello stesso palazzo. Lui aveva messo la videosorveglianza prima di me. Ma i carabinieri avevano notato una telecamera incassata al muro. Lui le ha dovute togliere ma sempre su sua disposizione le ho montate io per vedere se arrivava la volante della polizia o la pattuglia dei carabinieri, cos\u00ec aveva il tempo di risalire a casa. Quando veniva a casa mia gestivamo <strong>i recuperi in corso da una lista<\/strong>\u00bb Il pubblico ministero ha chiesto poi le varie attivit\u00e0, dallo spaccio, alla consegna della roba, al recupero crediti. Pellicori ha raccontato che a volte anche lui partecipava alle attivit\u00e0 per le esigenze che aveva: \u201cquando ero in carcere 200 euro a settimana erano poche, con tre figli\u201d. \u201cA volte c\u2019era M. P., un suo parente che era inserito in queste cose. Altri del gruppo li usava per fare le \u201c \u2019masciate\u201d, c\u2019era il \u201ccagnolino di casa\u201d. \u201cGli ultimi periodi ci muovevamo con contante per acquistare la roba, ma questo dopo il mio arresto. Prima quando c\u2019ero io <strong>acquistavamo a credito<\/strong>, ogni mese e mezzo dai <strong>10 ai 15 chili di hashish, 20 chili di marijuana, un panetto da un chilo di cocaina<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La Distrettuale si \u00e8 poi soffermata sulla lista per analizzare tutti i <strong>nomi e i soldi che il gruppo Perna<\/strong>, secondo la testimonianza del collaboratore di giustizia doveva recuperare. Accanto ad ogni nome c\u2019era un residuo, ossia Chi lavorava per il gruppo (in qualche caso anche semplici assuntori) acquistavano la droga, hashish, cocaina o marijuana a secondo della zona, dello smercio e del momento e man mano che pagavano il contabile, in questo caso Pellicori, sottraeva alla somma debitoria. La lista era in duplice copia, una delle quali era in mano di Marco Perna. Pellicori ha sottolineato che la sua la faceva siglare cos\u00ec da evitare discussioni in caso di eventuali ammanchi di denaro. I soldi intascati li nascondeva a casa sua o a casa della cognata. Quando la somma era consistente in mazzette da cinquanta euro le consegnava a Marco Perna che le nascondeva a casa della madre. Per un certo periodo di tempo ci fu un terzo contabile e quindi una terza copia della lista di recupero crediti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L&#8217;ingegnere, proprietario dell&#8217;autolavaggio, amico di Perna e la fuga in Brasile<\/h2>\n<p>Altra domanda a cui risposto Pellicori erano i rapporti tra l\u2019ingegnere proprietario del lavaggio e Marco Perna \u201cEra una persona per bene. <strong>Si conoscevano dal 2008, 2009,<\/strong> dall\u2019uscita dal carcere in Franca. Era vicino a noi, era rispettato e stimato. Per ogni problema che aveva siamo sempre intervenuti noi. Una ditta che non voleva pagarlo sono andato personalmente io a parlare con il responsabile per risolvere il problema. L\u2019ingegnere, nel caso l\u2019esito del processo fosse andato male poteva fornirci degli <strong>immobili in Brasile di sua propriet\u00e0<\/strong>. Marco Perna in carcere ci aveva detto di chiedere tutti il rito ordinario e quindi seguire lo stesso discorso. Un giorno \u00e8 sceso a casa mia e mi ha detto che se riuscivamo a recuperare <strong>60 \u2013 70 mila<\/strong> euro forse riuscivamo a prendere una <strong>condanna minima<\/strong> rispetto all\u2019accusa. Se invece fosse andata male cercavamo di <strong>cambiare nazionalit\u00e0, andare via, scappare all\u2019estero<\/strong>. Dovevamo attendere i tempi del processo e capire come andava a finire con l\u2019attendibilit\u00e0 dei pentiti. Stavamo cercando di recuperare crediti consistenti. Marco Perna era messo bene io avevo un po\u2019 di difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Sulla lista sono segnati nomi importanti nel panorama dello stupefacente bruzio e soprattutto si evidenzia la <strong>separazione delle zone, Paola, Lorica, Mendicino, Longobardi<\/strong> (su cui agiva un romano). Gli appartenenti al gruppo a loro volta avevano chi lavorava per loro. C\u2019era anche \u201cBanana\u201d e i fratelli che venivano riforniti quando rimanevano a secco. Alcuni spacciatori arrivavano ad avere un <strong>debito anche superiore ai 100mila euro<\/strong>. Infatti al fondo della lista \u00e8 riportato in pi\u00f9 pagine la somma totale di circa <strong>335 mila euro e in base ai clienti, ai pagamenti e alla vendita si aggiornava la lista e il totale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L&#8217;acquisto delle pistole dagli slavi<\/h2>\n<p>Tra i consumatori c\u2019era quindi il figlio dell\u2019assessore comunale di Cosenza, ma anche il maestro di sci o il figlio del carrozziere. Durante l\u2019udienza al collaboratore di giustizia \u00e8 stato sottoposto un <strong>fascicolo fotografico\u00a0<\/strong>gi\u00e0 visionato durante l\u2019interrogatorio del maggio 2017 per riconoscere tutti gli affiliati al gruppo. Interessante \u00e8 stato il passaggio dell\u2019<strong>acquisto<\/strong> di alcune delle <strong>armi<\/strong> per il gruppo all\u2019<strong>universit\u00e0<\/strong> della Calabria dagli <strong>slavi<\/strong>. \u201cCinque le pistole acquistate a 600 euro ognuna. Due step per rifornire \u201cgli armati\u201d che nel gruppo erano sei, sette persone tra cui lo stesso Pellicori. Nella prossima udienza \u00e8 fissato il controesame da parte della difesa rappresentata tra gli altri dagli avvocati Quintieri, Cinnante, Nucci, Calabrese, Manna, Lanzino, Pierluigi Pugliese, angelo Pugliese, Caputo, Vanadia, Pagliaro, Ingrosso, Gallucci e Perri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3803\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LEGGI <span style=\"color: #0000ff;\">TUTTI GLI ARTICOLI CORRELATI<\/span><\/a><\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i consumatori il figlio di un ex assessore comunale bruzio con un debito nei confronti del clan di 700 euro. 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