{"id":88514,"date":"2018-01-17T07:15:00","date_gmt":"2018-01-17T06:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/decessi-allannunziata-chiesto-risarcimento-per-20-milioni-di-euro\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:23","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:23","slug":"196688-decessi-allannunziata-chiesto-risarcimento-per-20-milioni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/196688-decessi-allannunziata-chiesto-risarcimento-per-20-milioni-di-euro\/","title":{"rendered":"Decessi all&#8217;Annunziata, chiesto risarcimento per 20 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<h4>Due pazienti deceduti ed altri due rimasti gravemente invalidi a causa di infezioni ospedaliere di diversa natura. V<strong>iolate le norme sulla sicurezza pubblica, igiene e sanit\u00e0<\/strong><\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; E\u2019 questo il bilancio della raffica di richieste di risarcimento dei danni notificate all\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza per un importo che si aggira intorno ai <strong>venti milioni di euro<\/strong> da parte dei familiari delle famiglie per il tramite del loro pool di legali composto dagli Avvocati Massimiliano Coppa, Paolo Coppa, Luigi Forciniti e Marianna De Lia, i quali hanno gi\u00e0 \u00a0affidato da tempo alla magistratura le conclusioni di una impressionante sequela di eventi avversi verificatisi nei vari reparti dell\u2019Ospedale di Cosenza a partire dal 2015 fino al 2017. Ed infatti tutta la terribile documentazione, anche fotografica, attestante la gravit\u00e0 delle singole vicende e le presunte responsabilit\u00e0 che a vario titolo interessano i vari reparti dell\u2019Ospedale di Cosenza era stata gi\u00e0 depositata presso il Carabinieri del NAS di Cosenza \u00a0con una formale richiesta di punizione avanzata dai familiari per i loro congiunti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019indagine \u00e8 ancora in corso<\/h2>\n<div id=\"attachment_196697\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-196697\" class=\"wp-image-196697\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/coppabis-1-244x280.png\" alt=\"coppabis\" width=\"197\" height=\"226\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-196697\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;avvocato Massimiliano Coppa<\/p><\/div>\n<p>Successivamente la <strong>Procura<\/strong> della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza \u2013 guidata da Mario Spagnuolo \u2013 in data 14.11.2016 \u00a0dispose \u2013 in un altro procedimento \u2013 e dopo accuratissimi <strong>controlli<\/strong> effettuati dai <strong>NAS<\/strong> il sequestro di <strong>sette \u00a0sale operatorie<\/strong> del nosocomio cosentino, con facolt\u00e0 d\u2019uso per i sanitari &#8211; a causa delle <strong>gravi carenze igienico sanitarie<\/strong> riscontrate e di una capillare attivit\u00e0 di prevenzione disposta dall\u2019Ufficio Giudiziario guidato dal Procuratore Spagnuolo. Le singole vicende, cos\u00ec come si legge nelle richieste di danni, sono gravi e documentano il decesso di alcuni pazienti a seguito di <strong>atroci sofferenze e gravissime omissioni<\/strong>, come provato anche mediante reperti fotografici che lasciano sgomenti e lasciano ben comprendere la <strong>qualit\u00e0 assistenziale<\/strong> e sanitaria <strong>ricevuta<\/strong> dai singoli pazienti. Sono state accertate chiare ipotesi di <strong>malfunzionamento di Cateteri Venosi Centrali e femorali<\/strong> con riposizionamento degli stessi in sala operatoria e successiva infezione da <strong><em>staphylococcus epidermidis<\/em><\/strong> \u2013 un\u2019altra specie di germe patogeno ospedaliero \u2013 che ha gi\u00e0 condotto a morte un\u2019altra paziente nel 2016 con riconoscimento \u2013 in un altro procedimento &#8211; da parte dei periti del Tribunale bruzio di gravi responsabilit\u00e0 omissive da porre in capo a medici e personale dirigente dell\u2019A.O. di Cosenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-196696 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pazientebis-440x264.jpg\" alt=\"pazientebis\" width=\"332\" height=\"199\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E\u2019 stata, poi, riscontrata un\u2019ulteriore specie di batterio nosocomiale da \u00a0<strong><em>staphylococcus aureus<\/em><\/strong> che ha provocato il decesso di un altro paziente in seguito ad atroci sofferenze, come documentato dal dato fotografico ancora prima e precisamente nell\u2019anno 2015. E\u2019 stato riscontrato ancora un caso di <strong><em>serratia marcescens<\/em><\/strong> nell\u2019anno 2016 che ha totalmente <strong>ridotto permanentemente invalida una paziente<\/strong>, sebbene questo stesso batterio gram-negativo avesse gi\u00e0 ucciso Cesare Ruffolo con una <strong>trasfusione infetta<\/strong> il cui processo a medici e vertici dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza \u00e8 alle battute finali dinanzi al Tribunale Penale di Cosenza. Risale invece al<strong> giugno 2017<\/strong> un altro caso di infezione contratta sempre in ospedale per un <strong>paziente<\/strong> sottoposto ad <strong>intervento chirurgico<\/strong> e costretto a trasferirsi in un ospedale del nord per poter evitare il decesso a causa di una gravissima infezione da <strong><em>pseudomonas aeruginosa, <\/em>\u00a0<\/strong>altra pericolosa specie di batterio nosocomiale isolato sempre nell\u2019ospedale di Cosenza. Altri casi sono stati portati all\u2019attenzione della magistratura con conferme di infezione nel 2010 e successivi decessi senza alcuna adeguata assistenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_196694\" style=\"width: 168px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-196694\" class=\"wp-image-196694\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/coppapbis-189x280.png\" alt=\"coppapbis\" width=\"158\" height=\"234\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-196694\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;avvocato Paolo Coppa<\/p><\/div>\n<p>Le <strong>richieste risarcitorie<\/strong> inoltrate e quelle che verranno successivamente inviate puntano essenzialmente chiaramente sulla individuazione di molteplici e <strong>gravi inadempienze<\/strong> della struttura ospedaliera (la pi\u00f9 grande della Provincia di Cosenza) in persona dei suoi legali rappresentanti in via apicale ed amministrativa, i quali rischierebbero di vedersi condannati ed incriminati per essersi sottratti a quegli obblighi imposti dalla legge\u00a0 di mettere a disposizione del paziente le<strong> strutture ed i mezzi necessari<\/strong> per l\u2019effettuazione della prestazione sanitaria. In altri termini i consulenti del pool di legali nominati dalle famiglie dei pazienti hanno chiaramente evidenziato \u2013 richiamandoli \u2013 tutti i <strong>comportamenti omissivi e violatori di norme<\/strong> posti in essere dai medici ma anche da tutti i vertici generali, amministrativi e demandati al <em>risk management<\/em>\u00a0 della struttura ospedaliera cosentina per inidonea organizzazione e diretta <strong>violazione della sicurezza nella erogazione delle cure,<\/strong> paradigma questo previsto dalla vigente legge sanitaria (Dlgs 502\/92 e L.229\/99) che \u2013 anche a mente della nuova legge Gelli \u2013 Bianco sulla responsabilit\u00e0 sanitaria &#8211; impone la sicurezza delle cure come diritto costituzionalmente garantito &#8211; \u00a0ben potendo slatentizzare contestazioni anche personali di rilevanza penale dei vertici dell\u2019Ospedale, in ambito di palese violazione di norme sulla sicurezza pubblica, igiene e sanit\u00e0. Inoltre i familiari con i loro consulenti ed i loro legali hanno posto l\u2019attenzione sulla <strong>delibera n.328 del 25.03.2011<\/strong> dell\u2019A.O. di CS la quale, a seguito della costituzione del Comitato per il controllo dello Infezioni Ospedaliere (C.I.O.) aveva gi\u00e0 <strong>lanciato un preoccupante allarme sin dall\u2019anno 2009<\/strong> a causa di un incremento notevole proprio delle infezioni per le quali morirono i pazienti. Come mai<strong> ancora nel 2017 persistono i decessi per le stesse infezioni<\/strong>? La parola passa ora alla magistratura che dovr\u00e0 fare luce su tutti questi strani decessi e verificare ogni possibile inferenza umana nella causazione degli stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due pazienti deceduti ed altri due rimasti gravemente invalidi a causa di infezioni ospedaliere di diversa natura. 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