{"id":88533,"date":"2018-01-17T12:03:50","date_gmt":"2018-01-17T11:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rapporto-pendolaria-di-legambiente-treni-vecchi-e-lenti-al-sud-vaglio-lise-sporca-e-insicura\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:23","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:23","slug":"196777-rapporto-pendolaria-di-legambiente-treni-vecchi-e-lenti-al-sud-vaglio-lise-sporca-e-insicura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/196777-rapporto-pendolaria-di-legambiente-treni-vecchi-e-lenti-al-sud-vaglio-lise-sporca-e-insicura\/","title":{"rendered":"Rapporto Pendolaria di Legambiente: treni vecchi e lenti al sud, Vaglio Lise sporca e insicura"},"content":{"rendered":"<h4>Il primo dato che emerge \u00e8 che al sud circolano meno treni che in Lombardia, sempre pi\u00f9 lenti e vecchi. Vaglio Lise, stazione sporca e insicura<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; In Calabria sono finalmente partiti i primi interventi, ma ancora <strong>molto deve essere fatto<\/strong>. E&#8217; quanto viene fuori dal rapporto annuale di Legambiente che fotografa una mobilit\u00e0 su ferro, in Italia che vede muoversi ogni giorno 5,51 milioni di persone, con una crescita del numero complessivo dei pendolari. Aumentano per\u00f2 anche le differenze tra le varie regioni e quelle sulla rete ferroviaria, segnata da una parte dai continui successi dell\u2019alta velocit\u00e0 e dall\u2019altra dai tagli agli intercity e da treni regionali spesso troppo vecchi e lenti. La situazione del trasporto ferroviario in Italia di Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente presentato oggi a Roma, analizza nel dettaglio numeri e storie di <strong>un\u2019Italia a due velocit\u00e0<\/strong> e le varie disuguaglianze che ci sono nel Paese.<\/p>\n<p>Sono poche le Regioni che hanno investito risorse proprie per potenziare il servizio ed evitare i tagli, con una media di spesa rispetto al bilancio regionale dello 0,35% e tante Regioni che non investono alcuna risorsa aggiuntiva per migliorare il servizio rispetto a quelle trasferite dallo Stato. Preoccupa inoltre la situazione complessiva del Meridione. Regioni come la Calabria, l\u2019Abruzzo, ma soprattutto la Sicilia, con soltanto 1,01 euro per abitante ogni anno, rispecchiano le condizioni negative che tutti i giorni i pendolari sono costretti ad affrontare.<\/p>\n<h2>Al sud circolano meno treni e sono lenti e vecchi<\/h2>\n<p>Le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.396 della Lombardia. Inoltre i convogli sono pi\u00f9 vecchi &#8211; con una et\u00e0 media nettamente pi\u00f9 alta 19,2 anni rispetto ai 13,3 del Nord e a quella nazionale di 16,8 &#8211; e sono pi\u00f9 lenti, sia per problemi di infrastruttura sia perch\u00e9 circolano treni vecchi e non pi\u00f9 adatti alla domanda di mobilit\u00e0. Ad esempio tra Cosenza e Crotone non esiste un collegamento diretto, occorre effettuare almeno un cambio e impiegare 3 ore di viaggio per percorrere 115 km.<br \/>\nAl Sud poi l\u2019Alta Velocit\u00e0 si ferma a Salerno e, malgrado la continuazione di alcune Frecce verso Reggio Calabria, Taranto o Lecce, il numero in rapporto a quelli che circolano al Centro-Nord di questi treni \u00e8 insignificante.<\/p>\n<h3>Interventi strutturali in Calabria &#8211; esempio positivo \u00e8 &#8220;Tamburello&#8221;<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-196785 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tamburello.jpg\" alt=\"tamburello\" width=\"326\" height=\"255\" title=\"\">Alcuni interventi sia infrastrutturali sia relativi ai servizi sono finalmente partiti anche in Calabria, nonostante ancora moltissimo debba essere fatto. Un esempio positivo \u00e9 il servizio del treno \u201cTamburello\u201d. Si tratta del collegamento Melito di Porto Salvo-Reggio Calabria-Rosarno, un servizio vantaggioso per i pendolari perch\u00e9 effettua un servizio di metropolitana di superficie, introdotto per diminuire i disagi causati dai lavori sulla Autostrada Salerno-Reggio Calabria e che dal Dicembre del 2010 non \u00e8 pi\u00f9 stato finanziato dal Ministero dei Trasporti, che ha cancellato le risorse necessarie. La Regione Calabria, nell&#8217;ambito del servizio ferroviario regionale, ha deciso nel 2011 di finanziare e garantire la presenza di questo treno indipendentemente dai lavori autostradali. Con l\u2019istituzione della fermata \u201cAeroporto\u201d il servizio \u00e8 stato rilanciato nel 2013, sempre finanziato dalla Regione Calabria e, dopo un periodo che vedeva il passaggio di sole 7 coppie di treni al giorno, sono state istituite finalmente 11 coppie di treni. Nelle scorse settimane il Governo ha stanziato 23 milioni di euro per la realizzazione di ulteriori 3 fermate su questa linea.<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-196783 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pendolari_linee_da_incubo_infografica.jpg\" alt=\"pendolari_linee_da_incubo_infografica\" width=\"540\" height=\"418\" title=\"\"><\/h3>\n<h3>Reggio Calabria-Taranto, una linea\u00a0da &#8220;incubo&#8221;<\/h3>\n<p>Anche<strong> una delle linee pi\u00fa bistrattate<\/strong> d\u2019Italia, la <strong>Reggio Calabria-Taranto<\/strong> sulla ferrovia Jonica, ha visto piccoli passi avanti con l\u2019ultimo cambio di orario. Sono infatti state introdotte 2 coppie di Intercity che effettuano fermate anche nell\u2019alto calabrese ed in Basilicata (importante quella di Trebisacce) che vanno almeno in parte a sopperire gli enormi tagli fatti in passato. Questa linea potrebbe rappresentare la spina dorsale dei collegamenti tra le diverse regioni, i centri turistici e i porti, garantire un servizio di qualit\u00e0 per studenti, turisti, lavoratori. Ed invece rimane comunque in una condizione di sottosviluppo incredibile. <strong>Con il nuovo orario da Reggio a Taranto<\/strong>, vi sono in tutto 6 collegamenti al giorno (di cui solo i 2 Intercity diretti, di cui il pi\u00fa veloce impiega comunque 6 ore e 35 minuti). I pullman in generale risultano pi\u00f9 competitivi e, ad esempio partendo da Villa San Giovanni, impiegano 5 ore e 45 minuti. Eppure l\u2019infrastruttura esiste dal 1875, con 470 km lungo la costa e un enorme bacino di utenza, pari a pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione calabrese. La linea \u00e8 a binario unico, ma l&#8217;obiettivo non deve essere il raddoppio (perch\u00e9 si pu\u00f2 aumentare enormemente il numero di treni senza problemi) ma l&#8217;elettrificazione (oggi presente solo tra Taranto e Sibari) e il potenziamento del servizio con nuovi collegamenti e moderni treni, come dovrebbe essere scontato in un Paese europeo.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-196784 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/stazione-treni-lamezia-terme.jpg\" alt=\"stazione treni lamezia terme\" width=\"333\" height=\"249\" title=\"\">Migliora la situazione della linea Catanzaro Lido-Lamezia Terme<\/strong>. Dal 2015 si \u00e8 tornati almeno ad incrementare i treni regionali arrivando a 7 coppie al giorno ed a 10 con il nuovo orario invernale 2017\/2018. Il resto rimane comunque sostituito con autobus. Nonostante sia una linea, di 42 km, a binario unico risulta strategica perch\u00e9 unisce i versanti tirrenico e jonico della Calabria tanto da aver fatto proporre la sue elettrificazione pi\u00f9 volte negli ultimi anni. I disagi rimangono perch\u00e9 ancora i tempi di percorrenza, in attesa della velocizzazione dell\u2019infrastruttura, non risultano competitivi con almeno 45 minuti di tragitto.<\/p>\n<p>Anche per questa Regione sono numerose le proposte sollevate dai Comitati e dalle Associazioni dei pendolari. Tra Reggio Calabria Centrale e Catanzaro Lido sono finalmente state eliminate le fermate intermedie di Caulonia, Guardavalle, S. Caterina Jonio, Badolato, S. Andrea Jonio, totalmente inutili nella fascia oraria dei pendolari, e la cui presenza allungava eccessivamente i tempi di percorrenza, rendendo cos\u00ec inutilizzabile il treno dagli studenti universitari diretti a Catanzaro. A fine 2017 \u00e8 stato anche velocizzato il collegamento Roma-Reggio Calabria di circa 30 minuti, grazie all\u2019instradamento via Napoli-Afragola.<\/p>\n<p><strong>Anche la stazione Lamezia Terme-Sambiase<\/strong>, segnalata per anni come degradata ed in abbandono, ha visto nel corso del 2016 l\u2019avvio dei lavori di ristrutturazione, insieme alla stazione di Nicastro, dopo le diverse segnalazioni dei cittadini di Lamezia. Si tratta di stazioni che vedono l&#8217;alta frequentazione dei treni regionali della Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">La stazione di Vaglio Lise a Cosenza? Sporca e insicura<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Clicca in basso per approfondire<!--nextpage--><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-79935 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/stazione-cosenza-treni-vaglio-lise-241-735x400.jpg\" alt=\"stazione-cosenza-treni-vaglio-lise-241-735x400\" width=\"355\" height=\"230\" title=\"\">La stazione di Vaglio Lise a Cosenza non \u00e8 da meno. I <strong>viaggiatori<\/strong> denunciano <strong>mancanza di sicurezza e sporcizia<\/strong>. Degrado e abbandono anche nei parcheggi sotterranei divenuti nel tempo ricettacolo di rifiuti e rifugio di cani randagi. Si tratta di una ulteriore beffa visto che la stazione negli anni &#8217;90 era stata al centro di dibattiti sul suo rilancio e potenziamento ma disegnato il progetto, che riguardava l\u2019intero quartiere, non si \u00e8 mai realizzato nulla. Senza riqualificazione e con un numero di corse non adeguato per i\u00a0pendolari, la stazione rester\u00e0 solo\u00a0una cattedrale dello spreco. Deserta anche nei giorni feriali, i pochi treni previsti partono sempre vuoti.\u00a0Inaugurata in pompa magna\u00a0nel\u00a01987\u00a0 dopo una\u00a0spesa\u00a0complessiva di quasi 14 miliardi delle vecchie lire\u00a0fu una delle opere pi\u00f9 importanti, ma al tempo stesso inutili delle citt\u00e0, visto che gi\u00e0 pochi\u00a0anni dopo apparve sproporzionata rispetto al\u00a0traffico ferroviario passeggeri e merci\u00a0che, ovviamente, ha sempre preferito\u00a0utilizzare la pi\u00f9 comoda\u00a0tratta tirrenica partendo da\u00a0Paola.<\/p>\n<h3>Le proposte di Legambiente<\/h3>\n<p>Per rilanciare il servizio ferroviario regionale, Legambiente lancia le<strong> sue cinque proposte:<\/strong><br \/>\n<strong>1)<\/strong> occorre continuare la cura Delrio con un ruolo pi\u00f9 incisivo del Ministero delle infrastrutture e trasporti che deve diventare il regista di una nuova politica dei trasporti in Italia che coinvolga Regioni, Comuni, concessionari e imprese. Il Ministero inoltre deve anche un ruolo di indirizzo e controllo.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> Pi\u00f9 treni sulle linee ferroviarie facendo diventare il servizio ferroviario sempre pi\u00f9 competitivo. Per far ci\u00f2 occorre potenziare nelle citt\u00e0 l\u2019offerta lungo le direttrici nazionali e urbane pi\u00f9 importanti, dove \u00e8 pi\u00f9 forte la domanda pendolare e nelle aree del Paese, come al Sud, dove \u00e8 del tutto inadeguata.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Dare priorit\u00e0 agli investimenti infrastrutturali nelle citt\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 nei grandi centri urbani che si gioca la sfida fondamentale della mobilit\u00e0 italiana, cercando di superare il gap che le separa dalle sorelle europee.<br \/>\n<strong>4)<\/strong> Una politica per riportare i treni al sud, attraverso interventi che permettano di ridurre i tempi di percorrenza e nuovi treni<br \/>\n<strong>5)<\/strong> Indirizzare le risorse che ci sono per rilanciare gli investimenti infrastrutturali.<\/p>\n<p>Nel bilancio dello Stato esistono infatti le ricorse per un salto di qualit\u00e0 nel servizio ferroviario, perch\u00e9 ogni anno diversi miliardi di Euro vengono destinati ai sussidi all\u2019autotrasporto, dalle tariffe autostradali che continuano a crescere senza controlli per la gestione di opere pubbliche, e da recuperare da investimenti sbagliati in grandi opere e cantieri autostradali e dal bilancio delle Regioni che devono scegliere di rilanciare il trasporto su ferro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo dato che emerge \u00e8 che al sud circolano meno treni che in Lombardia, sempre pi\u00f9 lenti e vecchi. 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