{"id":88765,"date":"2018-01-22T20:12:23","date_gmt":"2018-01-22T19:12:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/detenuti-di-cosenza-smentiscono-la-lettera-sulle-stimanze-di-natale-nel-carcere-di-via-popilia\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:39","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:39","slug":"197835-detenuti-di-cosenza-smentiscono-la-lettera-sulle-stimanze-di-natale-nel-carcere-di-via-popilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/197835-detenuti-di-cosenza-smentiscono-la-lettera-sulle-stimanze-di-natale-nel-carcere-di-via-popilia\/","title":{"rendered":"Detenuti di Cosenza smentiscono la lettera sulle &#8216;stimanze&#8217; di Natale nel carcere di via Popilia"},"content":{"rendered":"<h4>Le parole dei detenuti e gli accertamenti effettuati all&#8217;interno del penitenziario spiegano cosa realmente \u00e8 accaduto nella casa circondariale di via Popilia<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La lettera recapitata nei giorni scorsi alla redazione di QuiCosenza pare non sia stata accolta di buon grado n\u00e9 dai detenuti n\u00e9 dagli operatori che lavorano nella casa circondariale di via Popilia. Con una missiva inoltrata alla direzione del carcere di Cosenza firmata dai i detenuti dell&#8217;alta sicurezza si chiede che le loro dichiarazioni, riportate di seguito, vengano pubblicate in maniera integrale. &#8220;In riferimento all&#8217;articolo pubblicato sul quotidiano QuiCosenza.it del 9 Gennaio 2018 riguardo la cena di Natale nel carcere di Cosenza e &#8216;l&#8217;assenza dello Stato e la forza dell&#8217;Antistato&#8217;, tutta la popolazione detenuti smentisce e prende le distanza categoricamente da quanto dichiarato da qualcuno che si nasconde nell&#8217;anonimato inventandosi e raccontando fandonie<strong>. Noi detenuti &#8211; scrivono gli ospiti dell&#8217;alta sicurezza nella lettera &#8211; non vogliamo prendere le difese di nessuno, ma far passare un messaggio altamente infangante<\/strong> e disprezzevole, non \u00e8 da persone civili, non ha nulla a che fare con la verit\u00e0. Si tratta esclusivamente di un caso isolato. Spiace che chi ha fatto pubblicare questo articolo l&#8217;abbia fatto proprio il giorno di Natale, di solito si \u00e8 pi\u00f9 buoni, prima con se stessi, poi con gli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sicuramente non \u00e8 il caso di questo signore &#8216;anonimo&#8217;. Offende l&#8217;operato della cucina. <strong>Chi lavora all&#8217;interno dei locali adibiti a cucina, sono detenuti come tutti noi, che cercano in tutti i modi di fare del loro meglio<\/strong>, e sottolineiamo che nessuno si \u00e8 mai lamentato o sentito male per deficienze della cucina, e nulla da dire sulle condizioni igienico-sanitarie. Ci teniamo a precisare riguardo al signor &#8216;anonimo&#8217; che sottolinea &#8216;la settimana dell&#8217;Immacolata&#8230; la direzione del carcere non ha pensato di consegnarci le forniture ministeriali&#8217;. Innanzitutto \u00e8 stato un problema tecnico nazionale che ha riguardato gli istituti penitenziari d&#8217;Italia a causa di un virus che ha colpito tutti i sistemi dei computer e non per colpa dell&#8217;amministrazione penitenziaria. Comunque la stessa ha provveduto urgentemente a consegnarci la carta igienica, stracci e detersivi per lavare nel limite delle sue possibilit\u00e0. Ha fatto in modo di anticiparci dalla spesa che ogni detenuto pu\u00f2 fare dal proprio estratto conto acqua, zucchero, caff\u00e8 e sigarette.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;abbondanza di cibo che il famigerato anonimo dice al suo amico pakistano di aver visto sulle tavole ha dimenticato &#8216;di sua volont\u00e0&#8217; che ogni detenuto pu\u00f2 farsi fare dare dalla buca colloqui un pacco dai propri familiari di venti chili mensili e che la maggior parte di noi detenuti ha rinunciato a farsi portare capi d&#8217;abbigliamento, lenzuola, tute, ecc. per far s\u00ec che entrassero lecitamente, come da ordinamento penitenziario tutto quello che \u00e8 consentito nel limite e nel rispetto di tutto e di tutti. L&#8217;anonimo dimentica ulteriormente che i detenuti tutti, dell&#8217;Alta Sicurezza e della Media Sicurezza, riguardo alla s<strong>olidariet\u00e0 tra detenuti hanno provveduto ad offrire e donare parte dei pasti o dei dolci tipici regionali a tutti gli stranieri che si trovano rinchiusi nella casa circondariale di Cosenza<\/strong> e a tutti coloro che non possono fare colloqui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ovvio che qualche problema accidentale possa esistere, le problematiche serie che affliggono le case circondariali o di reclusione sono di ordine pubblico e chi di competenza ne \u00e8 a conoscenza<\/strong>.\u00a0Pertanto ci auspichiamo che questo nuovo anno sia un punto di partenza per le vere e serie problematiche che affliggono le carceri italiane di cui ci riserviamo di commentarle in questa occasione. Terminiamo questa nostra breve risposta riguardo l&#8217;articolo pubblicato sul giornale QuiCosenza.it facendo gli auguri di un buon 2018 al signore non identificato e ricordiamo a tutta la direzione del carcere di Cosenza e all&#8217;opinione pubblica che legger\u00e0 questo scritto che tutti noi detenuti nulla abbiamo a che fare con le fantasie allucinanti di chi ha fatto pubblicare una lettera cos\u00ec falsa e deprimente&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA LETTERA<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pratica delle &#8216;stimanze&#8217; non sarebbe altro che una forma di solidariet\u00e0 dei detenuti nei confronti degli stranieri e degli italiani meno abbienti che a Natale \u00e8 pi\u00f9 sentita. A seguito degli accertamenti effettuati dopo la pubblicazione della lettera sul quotidiano QuiCosenza \u00e8 emerso, come si evince dalle parole dei detenuti, che quest&#8217;ultimi hanno preso le distanze dall&#8221;anonimo&#8217; dissociandosi dal contenuto dell&#8217;articolo. La distribuzione dei pasti, secondo l&#8217;esito dell&#8217;ispezione, sarebbe avvenuta seguendo le tabelle vittuali ministeriali. Nella lettera infatti l&#8217;anonimo autore ha omesso di riferire che <strong>esiste un&#8217;apposita commissione che effettua controlli sia sulla qualit\u00e0 sia sulle quantit\u00e0 dei generi vittuari distribuiti dalla ditta pugliese Guarnieri a cui la Regione Calabria ha affidato l&#8217;appalto<\/strong>. Della commissione cucina detenuti fanno parte sei ospiti sorteggiati tra tutti i ristretti senza distinzione di posizione giuridica con incarico mensile. Per quanto riguarda gli inconvenienti verificatisi nella settimana dell&#8217;Immacolata inerenti la mancata distribuzione dei parte del sopravvitto si riscontra che, in effetti, in quei giorni a causa di un problema che ha interessato tutti i carceri italiani non \u00e8 stato possibile erogare parte del sopravvitto, ma sono stati comunque forniti i generi di prima necessit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contrariamente a quanto descritto nell&#8217;articolo l&#8217;occasione della socialit\u00e0 per le festivit\u00e0 natalizie rappresenta una modalit\u00e0 per far vivere il Natale anche alle persone detenute nel rispetto dell&#8217;articolo 27 della Costituzione che prevede l&#8217;umanizzazione della pena. Durante le ricorrenze la socializzazione consiste nel consumo dei pranzi insieme tra detenuti di due o pi\u00f9 stanze nel rispetto dei circuiti. Non vi \u00e8 tanta ricchezza di portate, semmai il contrario. In pi\u00f9 nel carcere di via Popilia risiede solo un pakistano, che non ha figli. <strong>Ogni detenuto pu\u00f2 ricevere un pacco fino al massimo di 20 chilogrammi e dalle verifiche effettuate nessun detenuto risulta aver superato il limite consentito dalla legge.<\/strong> Per quanto riguarda i prezzi in generale dei generi alimentari acquistabili al sopravvitto \u00e8 notorio che vi \u00e8 apposita commissione (composta anche da detenuti) che vigila e verifica i prezzi di mercato all&#8217;esterno con l&#8217;ausilio dei vigili urbani. Cosa che \u00e8 avvenuta anche per l&#8217;acquisto dei panettoni. Il panettone a cui si fa riferimento 1,99 euro \u00e8 da 750 grammi esposto in un esercizio con funzione di prezzo civetta, mentre quello da 4 euro \u00e8 da un chilo con caratteristiche analoghe a quelle praticate nella grande distribuzione tra i supermercati del circondario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A dicembre \u00e8 stato istallato un nuovo impianto per il riscaldamento della struttura e la produzione di acqua calda. <strong>Costato circa 150mila euro \u00e8 stato collaudato la scorsa settimana ed i lavori hanno comportato brevi interruzioni del servizio per un massimo di due ore.<\/strong> Infine resta da evidenziare che il carcere di Cosenza \u00e8 uno degli istituti pi\u00f9 avanzati della Calabria sul piano della rieducazione e del trattamento dei detenuti. Numerose le attivit\u00e0 svolte al suo interno con: magazzino per la raccolta di indumenti usati dall&#8217;esterno e la redistribuzione tra i detenuti bisognosi, due scuole superiori professionalizzanti (Alberghiero e Ragioneria), due scuole medie, una scuola elementare, 40 posti di lavoro all&#8217;interno del penitenziario a cui accedono i detenuti a rotazione, patronato per le pratiche burocratiche. biblioteca con corsi di scrittura creativa (pubblicato nel 2017 un libro con i racconti dei detenuti), cineforum con proiezione dei film usciti in sala nella penultima stagione, un incontro informativo al mese con la Lega Tumori, incontri settimanali di catechesi, sportello d&#8217;ascolto detenuti Ristorando, sport a cadenza settimanale, esercitazioni di canto, laboratori di artigianato, concerti musicali, corsi di teatro con allestimento spettacoli, incontri con dibattito sul sistema carcerario in particolare sui temi dell&#8217;ergastolo e del 41 bis e un progetto sul Folklore, tradizioni popolari usi e costumi della cultura calabrese. In pi\u00f9 di recente alcuni agenti penitenziari hanno seguito un corso di arabo e redatto un piccolo frasario per i migranti che ancora non conoscono la lingua italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Immagine di repertorio<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3822\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<span class=\"current\">La cena di Natale nel carcere di Cosenza. L\u2019assenza dello Stato e la forza dell\u2019Antistato<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3823\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<span class=\"current\">Direttore del carcere di Cosenza chiede \u2018lavoro\u2019: \u201cI detenuti non devono essere seppelliti in cella\u201d<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le parole dei detenuti e gli accertamenti effettuati all&#8217;interno del penitenziario spiegano cosa realmente \u00e8 accaduto nella casa circondariale di via Popilia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":88766,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-88765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}