{"id":89068,"date":"2018-01-29T16:42:26","date_gmt":"2018-01-29T15:42:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/intimidazione-ad-un-agronomo-distrutta-labitazione-foto\/"},"modified":"2023-01-16T18:48:59","modified_gmt":"2023-01-16T17:48:59","slug":"199304-intimidazione-ad-un-agronomo-distrutta-labitazione-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/199304-intimidazione-ad-un-agronomo-distrutta-labitazione-foto\/","title":{"rendered":"Intimidazione ad un agronomo, distrutta l&#8217;abitazione &#8211; FOTO"},"content":{"rendered":"<h4>Tre tentativi di appiccare il fuoco, uno andato a buon fine. Il primo a dicembre 2016. Poi il nulla fino al 4 gennaio scorso. L&#8217;ufficio si salva, la casa no<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SPEZZANO DELLA SILA (CS) &#8211; Prima tentano di <strong>incendiare l\u2019ufficio<\/strong> senza riuscirci e poi bruciano l\u2019<strong>appartamento<\/strong> ad un <strong>agronomo<\/strong> con danni per oltre trentamila euro. La prima intimidazione risale al dicembre 2016. Poi dopo un anno colpiscono ancora e questa volta lasciano il segno. E\u2019 il racconto di un agronomo, un piccolo imprenditore nella rivendita di prodotti per l\u2019agricoltura nonch\u00e9 <strong>consulente<\/strong> dell\u2019<strong>altopiano silano<\/strong> e della <strong>sibaritide<\/strong>. Oggi parla di un evento\u00a0che gli ha <strong>cambiato la vita da pi\u00f9 di un anno<\/strong>. Nonostante l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine ancora non si riesce a sbrogliare la matassa e la <strong>domanda<\/strong> che <strong>ogni giorno<\/strong> suole ripetersi \u00e8 \u201c<strong>cosa ancora deve aspettarsi<\/strong>?\u201d L\u2019imprenditore ha fiducia nella giustizia e negli investigatori che seguono il caso, ma la giustizia \u00e8 lenta e ha bisogno di risposte per continuare a vivere serenamente.<\/p>\n<p>\u00abIl <strong>primo atto doloso<\/strong> risale al <strong>dicembre del 2016<\/strong>, met\u00e0 dicembre \u2013 racconta l\u2019agronomo- nella serata verso le nove. E\u2019 stato preso di mira il <strong>fabbricato a Spezzano della Sila<\/strong> dove \u00e8 ubicato l\u2019<strong>ufficio<\/strong>, su uno dei lati esterni, la parte alta dove si trovano tutte tavole e il tetto \u00e8 in legno. Il <strong>tentativo di incendio \u00e8 stato ripreso dalle telecamere<\/strong>, ma non si \u00e8 riusciti a riconoscere l\u2019attentatore per via del volto coperto. Ha versato una <strong>tanica di benzina sotto la finestra dell\u2019ufficio<\/strong>. La struttura sono 300 metri quadrati. Ha appiccato l\u2019incendio sotto la finestra. Fortunatamente ci sono stati pochi danni. Ce ne siamo resi conto solo al mattino. Sono andato a sporgere denuncia. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo e hanno sequestrato i video della sorveglianza\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dopo un anno una nuova intimidazione<\/h2>\n<p>\u00abHo pensato ad un <strong>atto di rabbia<\/strong> di qualcuno verso cui ho esercitato un\u2019azione di <strong>recuperato<\/strong> il <strong>credito<\/strong> con l\u2019ausilio del <strong>tribunale<\/strong> \u2013 spiega l\u2019agronomo-. Non tutti pagano la merce e dopo anni si \u00e8 costretti a ricorrere alla legge per far rispettare un diritto. Il <strong>4 gennaio del 2018<\/strong> dopo un anno dal primo atto intimidatorio, verso le 9 di sera, <strong>suona l\u2019allarme dell\u2019ufficio<\/strong>. Abbiamo pensato al furto. L\u2019allarme scatta quando segnala presenze che varcano porte e finestre. Io e mio fratello abbiamo <strong>installato sul telefonino l\u2019avviso dell\u2019allarme<\/strong> e le telecamere che in tempo reale ci mostrano cosa stia succedendo. Quella sera il mio telefono non funzionava. Fortunatamente c\u2019era quello di mio fratello che mi avverte di un<strong> incendio<\/strong>. Anche questa volta \u00e8 andata bene. Questa volta gli <strong>attentatori erano in due<\/strong>. Nel momento in cui \u00e8 partito l\u2019allarme sonoro, si sono dileguati. Dai video si vede chiaramente che hanno <strong>rotto il vetro<\/strong> versando circa <strong>dieci litri di benzina<\/strong>. Poi hanno introdotto un<strong> bastone con un batuffolo di stoffa incendiato<\/strong>. Anche questa volta l\u2019incendio ha prodotto pochissimi danni. I due complici erano morfologicamente ben visibili e identificabili, tranne il volto coperto. Anche in questo caso le immagini sono state a disposizione degli inquirenti\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019incendio dell\u2019appartamento in Sila<\/h2>\n<p>\u00abHo una <strong>casa<\/strong> anche in Sila, a <strong>Camigliatello<\/strong>, uno stabile di <strong>tre piani<\/strong>. Dopo qualche giorno, mio fratello si reca in Sila perch\u00e9 nello stabile in questione sta ultimando la sua abitazione. \u00a0Nel passare davanti l\u2019<strong>ingresso<\/strong> del mio appartamento, ha notato un <strong>colore strano sotto la porta<\/strong>. Ha effettuato un giro di perlustrazione \u00e8 ha visto una <strong>finestra forzata<\/strong>. Guardando dentro ha constatato che dentro era tutto buio, tutto annerito. Lui possiede anche una chiave del mio appartamento ed era evidente che erano presenti chiari segni di un incendio. Questa volta l\u2019incendio ha avuto esito positivo.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 arrivato mio fratello era trascorso gi\u00e0 qualche giorno perch\u00e9 io non abito l\u00ec \u2013 continua a raccontare l\u2019agronomo-. Era gi\u00e0 spento tutto. Abbiamo trovato solo i <strong>danni, 20 \u2013 30 mila euro<\/strong>. <strong>L\u2019impianto elettrico sciolto, i lampadari non esistono pi\u00f9, finestre saltate, divani completamente bruciati, una parte dei termosifoni sciolti<\/strong>. Qui non c\u2019era il sistema di videosorveglianza. L\u2019atto intimidatorio non \u00e8 stato fatto da sprovveduti perch\u00e9 le <strong>finestre<\/strong> sono<strong> antisfondamento<\/strong>. Utilizzando un <strong>piccone e una leva molto forte<\/strong>, inserita all\u2019interno delle lamelle in acciaio, sono riusciti ad allargare anche se in minima parte, le varie fessure, giusto lo spazio per <strong>calare<\/strong> un <strong>tubo da cui far scivolare la benzina<\/strong>. Con una finestra rotta, l\u2019intera struttura sarebbe crollata tutta\u00bb. L\u2019imprenditore ha quasi la certezza che l\u2019<strong>incendio dell\u2019abitazione<\/strong> sia <strong>accaduto subito dopo quello dell\u2019ufficio<\/strong>. \u00abIl fatto \u00e8 successo il 4 gennaio e l\u2019abitazione l\u2019abbiamo trovata incendiata il 6, 7 gennaio\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Gli indizi e le indagini<\/h2>\n<p>\u00abNon ci sono indizi certi da percorrere, forse un <strong>recupero credito mal digerito<\/strong>\u00bb. Il consulente agrario sottolinea di <strong>non aver ricevuto richieste estorsive<\/strong>, ma c\u2019\u00e8 la certezza di non vivere pi\u00f9 tranquillo. \u00abAd oggi io non so nulla. Come devo arrivarne a capo? Non \u00e8 ammissibile che nonostante i metodi d\u2019indagine non riescano ad individuare un particolare che faccia risalire agli autori. Io sono stato molto chiaro. Io voglio dare ancora molta fiducia alle forze dell\u2019ordine. Ma <strong>cosa devo aspettarmi la prossima volta che cercheranno di intimidirmi ancora<\/strong>? Il mio \u00e8 un<strong> appello<\/strong> affinch\u00e9 la macchina delle giustizia riesca ad <strong>individuare presto gli autori<\/strong> di queste intimidazioni. Non escludo che possano ritornare preso ad attaccarmi nuovamente e io non sono in grado di difendermi. Nel frattempo <strong>vivo guardandomi attorno<\/strong>\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199330\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo3-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo3\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199333\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo6-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo6\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199332\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo5-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo5\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199334\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo7-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo7\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199331\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo4-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo4\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199329\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo2-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo2\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199327\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-199335\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intimidazioneagronomologo8-210x280.jpg\" alt=\"intimidazioneagronomologo8\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre tentativi di appiccare il fuoco, uno andato a buon fine. 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