{"id":89182,"date":"2018-02-01T13:00:07","date_gmt":"2018-02-01T12:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/storie-di-parto-le-donne-calabresi-raccontano-la-loro-esperienza-traumatica-video\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:06","slug":"199740-storie-di-parto-le-donne-calabresi-raccontano-la-loro-esperienza-traumatica-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/199740-storie-di-parto-le-donne-calabresi-raccontano-la-loro-esperienza-traumatica-video\/","title":{"rendered":"Storie di parto, le donne calabresi raccontano la loro esperienza traumatica (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Tre donne su due vengono sottoposte al cesareo,\u00a0viene meno la libera scelta di vivere il parto in modo naturale<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0\u00a0\u201cIl mio parto \u00e8 stata una violenza, \u00e8 stato un parto non rispettato. C\u2019era bisogno di posti letto in ospedale, sono stata sottoposta a delle manovre senza consenso. Sono stata legata, ho subito delle lacerazioni e delle conseguenze sia per me che per mia figlia\u2026 A causa di una eccessiva medicalizzazione \u00e8 stata messa a rischio la vita di mia figlia e ne siamo usciti tutti traumatizzati. Sono tante le procedure sanitarie inutili in una gravidanza fisiologica\u2026\u201d. Sono solo alcune delle<strong> testimonianze di donne che hanno trovato il coraggio e la forza di raccontare il percorso nascita attraverso le loro esperienze. Sono storie di parto che aprono gli occhi sulle tante difficolt\u00e0 che le mamme incontrano durante la gravidanza.<\/strong> I vari racconti sono stati raccolti nel video \u201cIn Calabria le donne raccontano la nascita\u201d dopo un\u2019<strong>indagine conoscitiva sul percorso nascita, iniziata nel 2015 e realizzata dal collegio delle ostetriche di Cosenza e Reggio Calabria a cui hanno partecipato 962 donne.<\/strong> Il video \u00e8 stato presentato a Rende nel corso del convegno dal titolo <em>\u201cIl diritto della donna di partorire nel luogo che ritiene pi\u00f9 sicuro\u201d<\/em>, organizzato dall\u2019Associazione per l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza \u201cGianni Rodari\u201d in collaborazione con l\u2019Associazione \u201cDall\u2019ostetrica\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Storie di parto: le donne raccontano.\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AddqvKe2F1c?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&#8220;<strong>Il diritto delle donne a scegliere il luogo e le circostanze del parto \u00e8 un percorso iniziato nel 2014.<\/strong> E ha portato alla realizzazione della proposta di legge regionale che testimonia quanto sia importante per le madri scegliere il luogo del parto. La possibilit\u00e0 di raccontare oggi il nostro impegno \u2013 ha spiegato <strong>Monica Zinno<\/strong>, presidente dell\u2019associazione Infanzia e Adolescenza \u201cGianni Rodari\u201d &#8211; nel percorso di promozione di una legge che in molti paesi d\u2019Europa \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0, cos\u00ec come in alcune regioni d\u2019Italia, riteniamo sia un passo obbligato per avvicinare la nostra regione agli standard di quelle pi\u00f9 all\u2019avanguardia colmando il gap che, a volte, si crea nell\u2019ambito delle politiche sociali e sanitarie. <strong>Lasciar nascere invece che far nascere \u00e8 il principio fondamentale di questa proposta di legge, lo spirito, la ratio che coincide con ci\u00f2 che le donne desiderano<\/strong>&#8220;. Proprio dalla Calabria \u00e8 nata la battaglia per dare alle donne la possibilit\u00e0 di decidere il luogo del parto e i trattamenti ai quali essere sottoposti. E da questa regione parte ora la richiesta di dotare di una legge regionale sul parto in casa anche le altre regioni del Sud Italia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 a Rende si sono ritrovati tutti i rappresentanti dei collegi delle ostetriche di tutta Italia, la carovana dei camper Rosa (la postazione mobile delle mamme volontarie del Lazio impegnate per una sana cultura della maternit\u00e0), le associazioni dei genitori del Meridione e i comitati nazionali, regionali che si schierano a favore di questa battaglia. Da Bolzano a Lecce, da Roma a Siracusa, dall\u2019Aquila a Reggio Calabria: le varie associazioni (la Goccia Magica, la Leche League Italia, Aquamarina, l\u2019Osservatorio sulla violenza ostetrica, Rinascere al naturale, Comitato buona nascita e tante altre) hanno portato la propria<strong> testimonianza e raccontato il lavoro che svolgono sui territori. Mentre nelle regioni del Sud le &#8220;donne sono disorientate e viene meno la libera scelta della donna di vivere il parto in modo naturale&#8221;<\/strong>, a Bolzano &#8220;le donne hanno diritto a un rimborso di 500 euro per il parto in casa&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-199743 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Storie-parto-440x139.jpg\" alt=\"Storie parto\" width=\"532\" height=\"168\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le donne calabresi chiedono strutture pi\u00f9 rispettose del percorso nascita e di essere protagoniste rispetto alla gestione del proprio parto. &#8220;Invece troppo spesso ogni donna \u2013 sostiene Monica Zinno &#8211; deve fare i conti con la frettolosit\u00e0, la standardizzazione vivendo una serie di imposizioni che vanno dai farmaci somministrati alle manovre non consentite e abusate&#8221;<strong>. La Regione Calabria ha imposto la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti all\u2019anno.<\/strong> Ora, attraverso la proposta di legge regionale, si chiede &#8220;di favorire la trasformazione di centri nascita piccoli destinati alla chiusura in case di maternit\u00e0 a condizione autonoma da parte di ostetriche con i consultori familiari che dovrebbero essere i pilastri dell\u2019assistenza in gravidanza e in puerperio&#8221;. La proposta di legge regionale n.240\/10^ ha avuto il via libera della Commissione Sanit\u00e0, presieduta da Michele Mirabello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-199744 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Storie-parto2-374x280.jpg\" alt=\"Storie parto2\" width=\"351\" height=\"263\" title=\"\">&#8220;\u00c8 stata approvata all\u2019unanimit\u00e0 dopo mille difficolt\u00e0. Ora manca solo l\u2019ultima tappa in consiglio regionale per l\u2019approvazione definitiva &#8211; ha sottolineato il consigliere regionale <strong>Carlo Guccione<\/strong> -. \u00c8 un percorso che permette di far fare un salto di qualit\u00e0 alla sanit\u00e0 calabrese, nonostante gli intoppi e le penalizzazioni dovute al fatto che siamo ancora in una fase di commissariamento. <strong>La chiusura dei punti nascita ha concentrato tutto negli ospedali senza un aumento per\u00f2 dei posti letto e del personale facendo venire meno i bisogni delle donne<\/strong>&#8220;. &#8220;Oggi non possiamo pi\u00f9 sperare nei consultori che sono stati ridotti a zero. Siamo migliorati, ma <strong>la Calabria continua a mantenere un alto tasso di mortalit\u00e0.<\/strong> <strong>Abbiamo creato dei \u201cpartifici\u201d dove al centro di tutta questa medicalizzazione non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la donna, ma tutta un\u2019organizzazione di tipo economico.<\/strong> Il Piano di rientro ha fatto tutto tranne che umanizzare il parto visto anche lo scarso numero di medici e di personale sanitario. Le professionalit\u00e0 per\u00f2 nella nostra terra non mancano e siamo ancora nelle condizioni di ripartire per rendere il parto un evento naturale&#8221;. \u00c8 quanto ha dichiarato <strong>Gianfranco Scarpelli<\/strong>, direttore del Dipartimento materno-infantile all\u2019ospedale di Cosenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>I DATI<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p>Il 93,5% delle donne non ha potuto scegliere la posizione del parto; il contatto pelle a pelle dopo il parto avviene solo nel 58% dei casi. Tre donne su due in Calabria vengono sottoposte al parto cesareo. &#8220;<strong>L\u2019Italia (36%) si piazza al secondo posto dopo Cipro (54%) per record di cesarei. Dobbiamo invertire questa tendenza che pu\u00f2 essere fermata dando alle donna la possibilit\u00e0 di scegliere.<\/strong> Il processo di medicalizzazione del parto tra l\u2019altro ha ormai creato un conflitto insanabile tra le professioni&#8221;. Ad affermarlo <strong>Sandra Morano<\/strong>, ginecologa genovese e fondatrice del primo centro nascita intraospedaliero in Italia. Un centro dove alla sicurezza e all\u2019assistenza medica viene affiancata l\u2019assistenza personalizzata, la familiarit\u00e0. <strong>&#8220;Se si agisse nel rispetto della fisiologia si potrebbe avere un abbattimento almeno del 50% dei parti cesarei&#8221;<\/strong>. Ne \u00e8 convinto l\u2019epidemiologo <strong>Michele Grandolfo<\/strong>, gi\u00e0 dirigente di ricerca dell\u2019Iss: &#8220;L\u2019eccesso di induzione (34% dei casi) ad esempio pu\u00f2 essere la causa di interventi inappropriati che poi portano al cesareo, ormai diventato un\u2019abitudine. <strong>Tante sono le criticit\u00e0 emerse dall\u2019indagine epidemiologica condotta nelle Asp di Reggio Calabria e Cosenza.<\/strong> C\u2019\u00e8 tanto da fare per mettere da parte i luoghi comuni: servono campagne di informazione sulle linee guida e raccomandazioni riguardo il percorso nascita. Oggi c\u2019\u00e8 un modestissimo coinvolgimento dei consultori familiari e delle ostetriche nell\u2019assistenza alle donne in gravidanza (7%) e l\u201980% delle donne desidera ricevere una visita domiciliare nelle prime settimane dopo il parto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre donne su due vengono sottoposte al cesareo,\u00a0viene meno la libera scelta di vivere il parto in modo naturale<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":89183,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,42,44],"tags":[],"class_list":["post-89182","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-cosenza","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89182\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}