{"id":89205,"date":"2018-02-01T18:50:31","date_gmt":"2018-02-01T17:50:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/trote-mutanti-radioattivita-un-sarcofago-cemento-dubbi-sullinquinamento-ad-amantea\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:08","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:08","slug":"199821-trote-mutanti-radioattivita-un-sarcofago-cemento-dubbi-sullinquinamento-ad-amantea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/199821-trote-mutanti-radioattivita-un-sarcofago-cemento-dubbi-sullinquinamento-ad-amantea\/","title":{"rendered":"Trote \u2018mutanti\u2019, radioattivit\u00e0 e un sarcofago di cemento. Dubbi sull\u2019inquinamento ad Amantea"},"content":{"rendered":"<h4>Rifiuti interrati sin dal 1986 e un\u2019elevata mortalit\u00e0. Ancora sospetti sull\u2019imprenditore che smantell\u00f2 la Jolly Rosso<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA \u2013 Enormi buche, profonde fino a venti metri, riempite con tonnellate di materiali tossici e radioattivi. Rifiuti interrati ripetutamente dal 1986 al 2009 sotto uliveti, coltivazioni di grano, avena, ortaggi e foraggio per il bestiame. Il tutto a ridosso del fiume Oliva con una <strong>certificata contaminazione estesa per diversi chilometri quadrati di terreni e acque sotterranee con evidenti pericoli per la salute dei residenti tra i Comuni di Amantea, Aiello Calabro, San Pietro in Amantea e Serra d\u2019Aiello.<\/strong> Questo quanto accertato dalla sentenza della Corte d\u2019Assise di Cosenza che si \u00e8 pronunciata con l\u2019assoluzione di tutti gli imputati (i proprietari terrieri Vincenzo Launi, Giuseppina Marinaro, Antonio Sicoli, Arcangelo Guzzo e l\u2019imprenditore Cesare Coccimiglio). Un verdetto che il pm Maria Francesca Cerchiara ha impugnato nei giorni scorsi chiedendo di ricorrere in Appello per individuare i responsabili del disastro ambientale e dell\u2019avvelenamento delle acque nella valle del fiume Oliva emersi nel corso del processo. Nello specifico si fa riferimento alla posizione dell\u2019imprenditore oggi ottantaduennne Cesare Coccimiglio per il quale la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a sedici anni di reclusione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nell\u2019atto in cui si chiede di ricorrere in Appello il pm rileva come Coccimiglio, noto per essere stato chiamato a smantellare e smaltire i fusti della nave Jolly Rosso spiaggiatasi sul lungomare di Amantea in localit\u00e0 Formiciche nel dicembre del 1991, fosse l\u2019unico a poter operare indisturbato nella zona grazie alla sua attivit\u00e0 di produzione di calcestruzzo e movimentazione terra disponendo di ben 40 camion, 15 escavatori e circa un centinaio di operai. A lui furono affidati sia l\u2019ammodernamento della strada provinciale 53 sia la ricostruzione della briglia di contenimento del fiume Oliva. E proprio in queste due zone oggetto di lavori pubblici commissionati al Coccimiglio sono emerse raccapriccianti \u2018anomalie\u2019<strong>. Le trote del fiume, adulte e giovani, presentano mutazioni morfologiche non riscontrabili in natura.<\/strong> Il livello di radioattivit\u00e0 registrato \u00e8 di 132 (il limite massimo \u00e8 di 5,96 Bq\/Kg), il pi\u00f9 alto mai riscontrato in provincia di Cosenza dall\u2019Arpacal che riguarda il Cesio 137 radionuclide di origine artificiale. Inoltre alla base dell\u2019avambriglia nel 2010 fu notata la fuoriuscita di materiale oleoso e iridescente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">EFFETTI SULLA SALUTE UMANA<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">CLICCA IN BASSO<\/h2>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3>EFFETTI SULLA SALUTE UMANA<\/h3>\n<p>Due uomini che erano soliti sostare in localit\u00e0 Foresta, sotto la briglia del fiume Oliva, per pescare trote e anguille hanno contratto particolari patologie. Pur non essendo ancora attestato il legame tra il cancro ai polmoni che ha portato alla morte di Giancarlo Fuoco e la sarcoidosi polmonare, che ha costretto Alfonso Grandinetti a lunghe degenze presso l\u2019ospedale San Raffaele di Milano, non si esclude che la presenza di 162mila tonnellate di rifiuti tossici nell\u2019area possa avere ripercussioni sulla salute umana. Anzi. Il perito Brancati innanzi ai giudici ha confermato l\u2019esistenza di <strong>\u201cun pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei Comuni di Amantea e Serra d\u2019Aiello dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Le acque sotterranee del fiume Oliva infatti ancora ad oggi risultano inquinate a causa della mancata bonifica. Queste per\u00f2 entrano sistematicamente nella catena alimentare, insieme agli agenti tossici in esse presenti, in quanto destinate al consumo umano diretto, all\u2019alimentazione di animali da allevamento e all\u2019irrigazione di colture. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Nel distretto sanitario di Amantea (in particolare nelle aree pi\u00f9 prossime ai siti inquinati della valle dell\u2019Oliva) <strong>nel periodo compreso tra il 1992 e il 2009 si registra un eccesso statisticamente significativo di mortalit\u00e0 e ricoveri ospedalieri rispetto al restante territorio regionale<\/strong> per tumori maligni del colon, del retto, del fegato, degli organi genito urinari e della mammella.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">I FANGHI FOSFORESCENTI E IL SARCOFAGO IN CEMENTO<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">CLICCA IN BASSO<\/h2>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\">I FANGHI FOSFORESCENTI E IL SARCOFAGO IN CEMENTO<\/h3>\n<p>Coccimiglio scavava buche per poi ricoprirle con del pietrisco prelevato dal fiume Oliva. Il motivo, non ha mai inteso chiarirlo in sede dibattimentale. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che, casualmente, le sette zone in cui \u00e8 stata certificata una gravissima forma di inquinamento del sottosuolo e delle acque circostanti si trovano tutte a poche centinaia di metri dall\u2019azienda dell\u2019imprenditore. Si tratta della propriet\u00e0 Launi \u2013 Marinaro sulla sinistra del fiume oliva al confine tra i Comuni di Amantea e Serra Aiello (1100 metri quadri inquinati), localit\u00e0 Foresta demanio fluviale (2500 metri quadri inquinati), localit\u00e0 Foresta briglia, localit\u00e0 Forestan Rilevato sovrastante briglia (3000 metri quadri inquinati), localit\u00e0 Carbonara e Carbonara uliveto (11500 metri quadri inquinati), Fondovalle Fiume Oliva nel Comune di Aiello Calabro e localit\u00e0 Giani. A ridosso della briglia del fiume, alla cui ristrutturazione lavor\u00f2 la ditta di Coccimiglio, le forze di Polizia intervenute nelle indagini hanno attestato, <strong>oltre alla fuoriuscita di materiale oleoso iridiscente, la presenza di fanghi verde fosforescente e di un forte odore di idrocarburi.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>La scoperta pi\u00f9 inquietante riguarda una sorta di sarcofago in cemento. Un gigantesco cubo trovato in localit\u00e0 Foresta a dieci metri di profondit\u00e0 nell\u2019area interessata dai lavori dell\u2019azienda. All\u2019interno del cubo furono trovati rifiuti contenenti altissime concentrazioni di mercurio. Una sostanza che come evidenziato nella perizia della dottoressa De Rosa \u201csi trasforma in un composto particolarmente nocivo che si concentra poi nelle derrate alimentari, particolarmente nei pesci\u201d. <strong>Il sarcofago, perforato per gli accertamenti in fase di indagine, non \u00e8 mai stato rimosso<\/strong>. Attraverso l\u2019ausilio di magnetometri, tomografi, elettrotomografi, carotaggi, sorvoli aerei, rader, analisi chimiche e radiometriche \u00e8 stata rilevata l\u2019altissima presenza, oltre ai limiti consentiti dalla legge per la tutela dell\u2019incolumit\u00e0 pubblica di: idrocarburi pesanti, antimonio, cobalto, cromo, cadmio, nickel, rame, zinco, mercurio, solfati, nitrati, manganese, ferro, tallio, arsenico, cloroformio, arsenico totale, selenio, piombo, vanadio, stagno, berillio, toluene, clorometano, diclorometano, tetraclorometano, carbonio tetracloruro, cesio 137.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Sostanze estremamente tossiche, alcune delle quali cancerogene per l\u2019uomo, bioaccumulabili per tutti i comparti ambientali: acqua, aria, terreni, sedimenti e tessuti. Non \u00e8 ancora dato sapere chi abbia contribuito a creare una bomba ecologica di tali dimensioni sul Tirreno cosentino. Resta per\u00f2 un preoccupante dato di fatto emerso dalla sentenza, la presenza nell\u2019area di: \u201cun consistente quantitativo di rifiuti senza dubbio pericolosi per la salute degli esseri viventi che<strong> hanno prodotto e che continuano probabilmente ancora oggi a produrre conseguenze altamente e irreversibilmente dannose per cose, persone, animali<\/strong> e per l\u2019ambiente circostante in senso lato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2469\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Valle dell\u2019Oliva: tumori e rifiuti interrati in provincia di Cosenza, tutti assolti<\/span><\/a><\/h2>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2459\"><span class=\"current\">Rifiuti interrati e tumori nel cosentino, chiesta condanna di un noto imprenditore<\/span><\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">\u00a0<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2460\">Processo \u2018Valle Oliva Inquinata\u2019, per i testi della difesa nessun interramento<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">\u00a0<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2461\">Ad Amantea si cerca un soluzione per rimuovere i rifiuti interrati nei pressi del fiume Oliva<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rifiuti interrati sin dal 1986 e un\u2019elevata mortalit\u00e0. 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