{"id":89233,"date":"2018-02-02T17:08:23","date_gmt":"2018-02-02T16:08:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cloaca-maxima-lattivita-illecita-del-direttore-dellimpianto-e-degli-operai\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:11","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:11","slug":"199956-cloaca-maxima-lattivita-illecita-del-direttore-dellimpianto-e-degli-operai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/199956-cloaca-maxima-lattivita-illecita-del-direttore-dellimpianto-e-degli-operai\/","title":{"rendered":"&#8220;Cloaca Maxima&#8221;, l&#8217;attivit\u00e0 illecita del direttore dell&#8217;impianto e degli operai"},"content":{"rendered":"<h4>Depuratore Coda Di Volpe, visionati 5873 ore di filmati, ascoltate oltre 10mila telefonate. In due mesi 141 sversamenti di liquami non depurati nel fiume Crati<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE\u00a0&#8211; Coda Di Volpe, &#8220;<strong>Un impianto per la depurazione veniva invece utilizzato per inquinare<\/strong>&#8220;. Con queste parole il <strong>Procuratore<\/strong> <strong>capo<\/strong> della Procura della Repubblica di Cosenza Mario <strong>Spagnuolo<\/strong>, ha spiegato l&#8217;operazione <strong>Cloaca Maxima<\/strong> che vede indagate sei persone: il direttore dell&#8217;impianto V.C. 63 anni di origini napoletane, e cinque operai G.P. 51 anni, D.F. 56 anni (responsabile dell&#8217;unit\u00e0 operativa interna), A.T. 65 anni, R.V., 54 anni e E.V. 52 anni, accusati, in concorso tra loro, di aver cagionato\u00a0una compromissione\u00a0 e un deterioramento significativi e misurabili delle acque del fiume Crati e del relativo ecosistema, alterandone la composizione chimica , fisica, batteriologica, l&#8217;aspetto esteriore, il colore e l&#8217;odore. In qualit\u00e0 di turnisti dell&#8217;impianto talvolta sulla base di precise direttive impartite dal direttore dell&#8217;impianto e del\u00a0responsabile dell&#8217;unit\u00e0 operativa interna sversavano ripetutamente nel fiume Crati tramite il bypass posto\u00a0 a monte della sezione ossidativa del depuratore, cospicui quantitativi di liquami non completamente depurati in quanto sottoposti alla sola fase della sedimentazione primaria. In altri casi gli operai su direttive sempre del responsabile dell&#8217;Uo interna, sversavano tramite il bypass generale posto a monte dell&#8217;impianto di depurazione enormi quantitativi di liquami senza che gli stessi fossero stati sottoposti ad alcuna fase del trattamento depurativo, ad eccezione della grigliatura. Ancora gli indagati sversavano quotidianamente nel fiume Crati svariati quantitativi di liquami che, pur avendo svolto l&#8217;intero ciclo di depurazione, contenevano sostanze con valori superiori a quelli previsti per lo scarico in acque superficiali per come previsto dal D.lgs. 2006, con particolare riferimento all&#8217;azoto ammoniacale e all&#8217;azoto nitroso. con l&#8217;aggravante dell&#8217;aver commesso il fatto su beni sottoposti a vincolo paesaggistico. In una parola sola come ha dichiarato il <strong>Procuratore capo Mario Spagnuolo<\/strong> (<strong>leggi articolo correlato con intervista<\/strong>) &#8220;Un\u00a0<strong>disastro ambientale<\/strong>\u00a0e uno scempio al quale stamattina \u00e8 stata messa, almeno per ora, la parola fine con l\u2019operazione\u00a0<strong>Cloaca Maxima&#8221;. A<\/strong>nalizzate e non solamente <strong>visionate<\/strong> <strong>5873 ore di filmati<\/strong>, <strong>ascoltate pi\u00f9 di<\/strong> <strong>dieci mila telefonate<\/strong>.\u00a0Accertati\u00a0nell&#8217;arco di <strong>due mesi<\/strong> per ben <strong>141 volte<\/strong>\u00a0<strong>copiosi sversamenti di liquami non depurati nel fiume Crati\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La conferenza stampa<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-200011 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/coda-volpe-384x280.jpg\" alt=\"coda volpe\" width=\"384\" height=\"280\" title=\"\">Alla <strong>conferenza stampa<\/strong> questa mattina in Procura a Cosenza,\u00a0insieme al Procuratore Capo Mario Spagnuolo, dell&#8217;aggiunto Marisa Manzini, del sostituto procuratore Giuseppe Cozzolino, del colonnello Borrelli, comandante regionale dei Carabinieri Forestali, del tenente colonnello Perrone e del capitano Mirabelli, comandante nel nucleo investigativo di Cosenza. L&#8217;<strong>aggiunto<\/strong> Marisa <strong>Manzini<\/strong> ha fatto il punto su quello che sono state le <strong>fonti di prove acquisite<\/strong>, in un&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;indagine complessa. \u00abAbbiamo dovuto acquisire la maggior parte degli elementi che consentissero di preparare una <strong>richiesta cautelare<\/strong> che fosse il pi\u00f9 possibile tranquilla. Le <strong>dichiarazioni degli abitanti<\/strong> nei pressi del momento di effluenza nel fiume Crati, di quello che sono i <strong>liquami<\/strong> nel Fiume Crati, ci ha consentito\u00a0 di acquisire il dato di un <strong>evidente schiuma bianca<\/strong> presente nella parte superficiale delle <strong>acque maleodoranti<\/strong> che faceva comprendere che qualcosa non funzionasse per il verso giusto. Le <strong>analisi<\/strong> sono state <strong>effettuate<\/strong> sui prelievi che si effettuavano periodicamente dalla polizia giudiziaria che ci hanno portato ad acquisire il dato dalla <strong>presenza degli inquinanti<\/strong> oltre i livelli consentiti, rappresentati dai tensioattivi ammionici, azoto ammoniacale e\u00a0nitroso, che ci ha consentito di comprendere che qualcosa non stava funzionando per il verso giusto. Attivit\u00e0 quindi di <strong>intercettazione, videosorveglianza<\/strong>, che ci ha permesso di capire che chi stava lavorando in quel momento stava commettendo<strong> attivit\u00e0 illecite<\/strong> che non consentiva al depuratore di svolgere tute le attivit\u00e0 di trattamento previste, non utilizzava tutti i passaggi necessari per la depurazione delle acque, <strong>utilizzando in modo illecito i bypass<\/strong> faceva confluire nel fiume i liquami non depurati. La necessit\u00e0 di intervenire subito \u00e8 stata determinata dal fatto che <strong>il delitto di inquinamento \u00e8 un delitto grave<\/strong>, compromette l&#8217;ambiente\u00a0 e che non \u00e8 in grado di riparare alle conseguenze, per ripristinare\u00a0 la situazione ambientale corretta\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa: come smaltivano i liquami<!--nextpage--><\/h2>\n<div id=\"attachment_200014\" style=\"width: 332px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-200014\" class=\"wp-image-200014\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/foto-giudice-cozzolino.jpg\" alt=\"foto-giudice cozzolino\" width=\"322\" height=\"168\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-200014\" class=\"wp-caption-text\">Il sostituto Procuratore della Repubblica di Cosenza Giuseppe Cozzolino<\/p><\/div>\n<p>Ha effettuato poi un&#8217;analisi certosina dell&#8217;intera attivit\u00e0 il magistrato, il <strong>sostituto procuratore Giuseppe Cozzolino<\/strong>, che ha seguito le varie fasi investigative effettuate dai militari dell&#8217;Arma forestale di Cosenza. \u00abSono emerse\u00a0<strong>tre tipi di condotte<\/strong>\u00a0ha subito spiegato Cozzolino -: la prima condotta posta in essere dagli indagati \u00e8 consistita nel <strong>massiccio ricorso al bypass posto a monte<\/strong> <strong>di una sezione di trattamento dell&#8217;impianto:<\/strong>\u00a0gli indagati sono intervenuti sul normale flusso dei\u00a0 <strong>liquami<\/strong> e hanno fatto s\u00ec che questi ad un certo punto dell&#8217;iter depurativo <strong>sversassero<\/strong> in un canale che li conduceva direttamente nel fiume Crati s<strong>enza essere sottoposti ad alcune fasi del trattamento depurativo<\/strong>. Chiaramente questo ha comportato che i liquami <strong>solo in parte depurati<\/strong>, che avevano subito solo la fase del trattamento depurativo <strong>di tipo meccanico<\/strong> o non biologico contenessero delle concentrazioni di <strong>valori\u00a0 inquinanti superiori<\/strong> a quelli previsti dalla tabella allegata dal Dlg.vo in materia ambientale.\u00a0Altra condotta \u00e8 quella che consistita nell&#8217;<strong>utilizzo sempre di un bypass<\/strong> per\u00f2 posto non a met\u00e0 dell&#8217;iter depurativo ma <strong>all&#8217;inizio dell&#8217;impianto<\/strong>. Questo ha comportato che i<strong> liquami<\/strong>\u00a0appena entravano nell&#8217;impianto, <strong>senza subire alcuna fase del trattamento depurativo, neppure quella meccanica<\/strong>, venivano <strong>convogliati<\/strong> in un <strong>canale detto bypass generale<\/strong> che li conduceva direttamente nel fiume Crati. Chiaramente la portata inquinante di questa condotta \u00e8 superiore rispetto alla prima condotta.\u00a0 <strong>Terza condotta<\/strong> inquinante \u00e8 consistita nello <strong>sversamento quotidiano di liquami<\/strong> che avevano subito tutto il trattamento depurativo\u00a0 e nonostante ci\u00f2 presentavano dei <strong>valori<\/strong> rispetto a determinate sostanze, in particolare l&#8217;<strong>azoto ammoniacale, non in linea con quelli previsti dalla legge<\/strong> per lo scarico in acque\u00a0 superficiali. Nonostante i liquami avessero subito e sottoposti\u00a0 a tutta la linea depurativa, venivano registrati comunque valori inquinanti illeciti e venivano sversati nel fiume Crati\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-199938 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/foto-USCITA-IMPIANTO-01-373x280.jpg\" alt=\"foto USCITA IMPIANTO 01\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\">Le\u00a0conseguenze<\/strong>: \u00abLa <strong>compromissione<\/strong> e <strong>deterioramento delle acque<\/strong> del fiume Crati &#8211; ha continuato a spiegare il sostituto procuratore &#8211; che costituisce sostanzialmente l&#8217;evento del <strong>reato di inquinamento ambientale<\/strong> per cui stiamo procedendo. Le acque del fiume Crati hanno subito un <strong>alterazione sotto diversi profili: nella forma esteriore,<\/strong> le <strong>masse schiumose che galleggiano<\/strong> sulle\u00a0 acque partendo dallo scarico dell&#8217;impianto e fino a scendere per un centinaio di metri. <strong>Alterazione della composizione\u00a0<\/strong> delle acque stesse, con l&#8217;alterazione delle <strong>analisi chimiche<\/strong> redatte dall&#8217;Arpacal,\u00a0 che per alcuni valori hanno registrato dei fattori esorbitanti; sotto il profilo dei <strong>cattivi odori registrati<\/strong> nel corso delle indagini\u00bb<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 d&#8217;indagine<\/strong>\u00a0\u00abHanno consentito di fornirci e consegnarci\u00a0 il quadro probatorio. In primo luogo le attivit\u00e0 di <strong>videosorveglianza<\/strong>: all&#8217;esito di uno studio particolare\u00a0 e approfondito di funzionamento dell&#8217;impianto\u00a0 svolto dal personale del <strong>Nipaf<\/strong> di Cosenza\u00a0 sono stati <strong>individuati<\/strong> alcuni <strong>obiettivi strategici<\/strong> all&#8217;interno dell&#8217;impianto: alcune strumentazioni particolari\u00a0 su cui gli indagati operavano illecitamente. E qui sono state <strong>poste una serie di telecamere<\/strong> che ci hanno consentito di fotografare in tempo reale le condotte illecite poste in essere dagli indagati. La videosorveglianza era anche posta all&#8217;<strong>esterno dell&#8217;impianto<\/strong> cio\u00e8 predisposta in prossimit\u00e0 dello scarico dell&#8217;impianto di depurazione. Ci\u00f2\u00a0 ha consentito di fotografare sia le condotte in essere dagli indagati sia gli effetti che nell&#8217;immediatezza quelle condotte portavano nel fiume Crati\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-199939 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mappa-3d-impianto-01-407x280.jpg\" alt=\"mappa 3d impianto 01\" width=\"407\" height=\"280\" title=\"\">Escussione a sommarie informazioni di tutti gli abitanti della zona \u00ab<\/strong>Questa attivit\u00e0 \u00e8 stata importante per fugare ogni dubbio sulla derivazione di questa <strong>alterazione delle acque del fiume<\/strong> sotto il profilo della <strong>composizione e forma esteriore<\/strong>\u00a0derivasse o meno dall&#8217;impianto e non da altri fattori &#8211; ha sottolineato il magistrato-. Ci hanno riferito chiaramente che queste <strong>alterazioni\u00a0e deterioramento delle acque del fiume Crati si registravano soltanto in prossimit\u00e0 dello scarico dell&#8217;impianto e fino a scendere per un centinaio di metri.\u00a0A monte dello scarico non c&#8217;erano questi fenomeni.<\/strong> Il dubbio \u00e8 stato fugato anche attraverso le analisi effettuate da parte dell&#8217;Arpacal, che sono\u00a0 state fatte non solo sul punto di immissione\u00a0 del fiume Crati, del reflui provenienti dallo scarico , ma anche a monte dello scarico dove le acque non contenevano fattori inquinanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Intercettazioni tecniche<\/strong>\u00a0\u00abIn\u00a0 tempo reale ci hanno consentito di i<strong>nquadrare manovre tecniche<\/strong> ma soprattutto ha fatto emergere un dato allarmante: gli <strong>indagati<\/strong> avevano un <strong>controllo pieno dell&#8217;impianto<\/strong> fino al punto tale da poterne determinare in ogni momento un assetto inquinante e non. In occasione di alcuni sopralluoghi\u00a0 fatti dalla polizia giudiziaria, in concomitanza con attivit\u00e0 tecniche &#8211; ha spiegato Cozzolino -, abbiamo registrato delle conversazioni importanti. Prima dell&#8217;accesso dei militari, gli indagati <strong>concordavano telefonicamente<\/strong> di ripristinare\u00a0 il normale <strong>funzionamento\u00a0<\/strong>della <strong>linea depurativa<\/strong>. I militari entravano e facevano il sopralluogo. All&#8217;esterno, grazie all&#8217;attivit\u00e0 di videosorveglianza, non si registravano scarichi irregolari. <strong>Ultimato il controllo<\/strong>, telefonicamente gli <strong>indagati concordavano di ritornare all&#8217;assetto precedente inquinante<\/strong> e subito la videosorveglianza esterna registrava nuovamente gli scarichi irregolari registrati poco prima dell&#8217;accesso dei militari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI<\/span><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Le dichiarazioni del Procuratore Capo Mario Spagnuolo<\/strong><\/span><\/h3>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3866\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VIDEO \u2013 Cos\u00ec dall\u2019impianto di Coda di Volpe i liquami arrivavano nel fiume Crati<\/a><\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3868\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Blitz dei carabinieri all\u2019alba all\u2019impianto di Coda di Volpe, sei indagati (FOTO)<\/a><\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Depuratore Coda Di Volpe, visionati 5873 ore di filmati, ascoltate oltre 10mila telefonate. 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