{"id":89333,"date":"2018-02-06T05:30:13","date_gmt":"2018-02-06T04:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/mamma-di-un-bambino-calabrese-vittima-di-bullismo-lancia-appello-ragazzi-denunciate\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:17","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:17","slug":"200400-mamma-di-un-bambino-calabrese-vittima-di-bullismo-lancia-appello-ragazzi-denunciate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/200400-mamma-di-un-bambino-calabrese-vittima-di-bullismo-lancia-appello-ragazzi-denunciate\/","title":{"rendered":"Mamma di un bambino calabrese vittima di bullismo lancia appello: &#8220;Ragazzi denunciate&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><strong>&#8220;Bulli, pensateci prima di accanirvi sul prossimo bersaglio; genitori, parlate con i vostri figli e insegnate loro il rispetto per gli altri&#8221;<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; \u201cRagazzi, non tenetevi tutto dentro: denunciate. E Voi, giudici, date delle risposte, lanciate un segnale forte contro questa piaga della societ\u00e0, perch\u00e9 la giustizia \u00e8 troppo lenta\u201d. E&#8217; l&#8217;accorato appello di <strong>Francesca, la mamma di un bambino calabrese vittima dei compagni, in occasione della Giornata nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che si celebra\u00a0domani 7 febbraio.<\/strong> I fatti risalgono a pi\u00f9 di due anni fa quando il bimbo di anni ne aveva appena nove ed era solo in quarta elementare. \u201cA quell&#8217;et\u00e0 \u2013 racconta la madre &#8211; si dovrebbe essere spensierati, andare a scuola sereni, avere tanti amici.<strong> Mio figlio, invece, in classe non ci andava pi\u00f9 volentieri, e tornava tutti i giorni piangendo. Era diventato il bersaglio prediletto di una banda di bulli,<\/strong> compagni di classe e ragazzini pi\u00f9 grandi, dei loro dispetti, delle loro angherie e di scherzi sempre pi\u00f9 pesanti e umilianti, come lo zainetto gettato nel cassonetto delle immondizie\u201d. La giovane mamma non sta a guadare: si reca nella scuola frequentata dal piccolo,<strong> parla con gli insegnanti e con il preside, segnala pi\u00f9 volte il problema, ma nessuno alza un dito.<\/strong> \u201cMi hanno semplicemente consigliato di portare mio figlio dieci minuti dopo il suono della campanella e di venirlo a prendere dieci minuti prima, in modo da non esporlo\u201d nei momenti pi\u00f9 problematici dell&#8217;entrata e dell&#8217;uscita: questa \u00e8 stata la \u201cloro\u201d soluzione\u201d continua Francesca.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la situazione peggiora sempre di pi\u00f9 finch\u00e9 capita quello che si temeva e che si sarebbe potuto e dovuto evitare.<strong> I bulli alzano il tiro e&#8230; le mani.<\/strong> \u201cIl 27 gennaio 2016 il mio bambino \u00e8 stato <strong>brutalmente picchiato<\/strong> dopo l&#8217;uscita da scuola, nel cortile del plesso. Un pestaggio di massa perpetrato da compagni di classe ma anche da studenti delle medie che gli hanno procurato <strong>botte, contusioni, ematomi in tutto il corpo\u201d, in particolare alla schiena, sul dorso e agli arti.<\/strong> Abbiamo dovuto portarlo al pronto soccorso e ha avuto una <strong>prognosi di oltre trenta giorni. Ma le ferite fisiche sono niente in confronto allo shock<\/strong>\u201d. Il bambino, infatti, non ha pi\u00f9 la forza di tornare in quella scuola e ha bisogno di supporto psicologico per superare il trauma. Francesca allora decide di intervenire per fermare quest&#8217;escalation e per chiedere conto all&#8217;istituzione scolastica sul perch\u00e9 non sia intervenuta, perch\u00e9 abbia trascurato i ripetuti segnali, perch\u00e9 non abbia preso alcun provvedimento nei confronti dei ragazzini responsabili degli atti di bullismo e non siano stati convocati i loro genitori. Attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si \u00e8 rivolta e affidata a Studio 3A, societ\u00e0 specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilit\u00e0 in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, ed<strong> \u00e8 stata presentata formale querela presso la locale stazione dei carabinieri<\/strong>, che peraltro hanno subito effettuato anche un sopralluogo nell&#8217;istituto avviando le indagini.<\/p>\n<p>Ma dal dirigente scolastico non \u00e8 mai arrivata alcuna risposta, n\u00e9 alle lettere di chiarimenti n\u00e9 alle richieste di assunzione di responsabilit\u00e0 inviate da Studio 3A<strong>. L&#8217;istituzione scolastica, anzich\u00e9 avviare, come avrebbe dovuto, una propria indagine interna per appurare cosa fosse avvenuto<\/strong>, e nonostante gli inequivocabili referti del pronto soccorso e delle varie visite mediche specialistiche a cui il bambino \u00e8 stato sottoposto, <strong>ha continuato a ripetere che \u201cnessun episodio di bullismo ci risulta essere accaduto\u201d<\/strong> per citare le parole del preside, che su questa base inizialmente ha negato anche l&#8217;inevitabile richiesta di trasferimento in altra scuola presentata dalla madre. E&#8217; stato necessario coinvolgere il Consultorio familiare dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale. Solo di fronte all&#8217;attestazione di quest&#8217;ultima struttura che<strong> il bambino \u201csoffriva di sindrome ansiosa a seguito di vari episodi di bullismo subiti in classe\u201d<\/strong> e che si riteneva \u201cpertanto necessario il trasferimento presso altro plesso scolastico per evitare di sottoporlo ad un costante stress con conseguente peggioramento della patologia\u201d, la scuola ha finalmente dato il nulla osta per l&#8217;iscrizione in un altro istituto. \u201cIl muro di gomma che ho trovato a scuola, che ha negato e continua a negare ancora oggi i fatti e le proprie responsabilit\u00e0 di omessa vigilanza, \u00e8 una delle cose che pi\u00f9 mi hanno ferito in questa vicenda, cos\u00ec come il muro di omert\u00e0 delle famiglie e del paese. <strong>Tutti avevano visto queste violenze e sapevano, ma nessuno ha aperto bocca<\/strong> \u2013 accusa la mamma della piccola vittima &#8211; Ho parlato tante volte con i genitori, ma la risposta \u00e8 stata: \u201cSono bambini\u201d. Nessuno ha voluto testimoniare.<\/p>\n<p>Mi sono ritrovata in una solitudine che non avrei mai creduto di dover sopportare, un secondo dolore pi\u00f9 grave ancora: una<strong> isolamento che ci ha distrutti, \u00e8 come se fosse stato un male aver denunciato. Ma non mi pento di ci\u00f2 che ho fatto e andr\u00f2 fino in fondo per ottenere giustizia, per mio figlio e per tutte le vittime dei bulli e, soprattutto, di tutti coloro che li lasciano agire indisturbati.<\/strong> Perch\u00e9 la colpa di queste situazioni \u00e8 soprattutto degli adulti: i primi difensori dei bulli sono i genitori, i dirigenti scolastici, gli insegnanti che non accettano, non ammettono e, alla fine, non muovono un dito. Se tali comportamenti vengono giustificati dall&#8217;alto, perch\u00e9 un bambino dovrebbe vergognarsene? L&#8217;unico modo per sconfiggere questa degenerazione della societ\u00e0, come stiamo vedendo anche dai fatti di violenza e criminalit\u00e0 giovanile di questi giorni, \u00e8 che <strong>le vittime e le loro famiglie abbiano il coraggio di denunciare e di farsi aiutare.<\/strong> Io devo ringraziare per quanto mi sono stati vicini e mi hanno assistito in questa battaglia Studio 3A, l&#8217;Associazione di volontariato Contro il Bullismo Scolastico di Vincenzo Vetere e l&#8217;Associazione Italiana Prevenzione Bullismo di Teresa Manes\u201d. Il coraggio della denuncia, per\u00f2, richiede anche risposte dalla giustizia. Nel caso specifico, sono stati aperti due procedimenti penali, uno presso la Procura ordinaria di Reggio Calabria in capo al Pubblico Ministero dott. Francesco Ponzetta, e uno presso la Procura dei minori in capo al Pm dott.ssa Giuseppina Latella, entrambi contro ignoti: procedimenti che di recente sono stati riuniti in un unico fascicolo in capo al dott. Ponzetta.<\/p>\n<p>Ma a distanza pi\u00f9 di di due anni dai fatti, ufficialmente non si \u00e8 a conoscenza di alcun provvedimento. \u201cComprendiamo che si tratta di indagini delicate che riguardano dei minori e un istituto scolastico ma purtroppo la giustizia \u00e8 troppo lenta su questi casi, che dovrebbero invece avere la massima attenzione da parte della magistratura\u201d continua la madre del bambino. <strong>E oggi? \u201cMio figlio \u00e8 stato costretto a cambiare scuola, abitudini e compagni.<\/strong> E&#8217; stato un bene, alla fine. Nella nuova scuola si trova meglio, ci va volentieri, non ci sono pi\u00f9 stati episodi simili, sta tranquillamente con gli altri compagni, segno che il problema non era lui. Ma in questi mesi \u00e8 stata dura: \u00e8 tuttora in cura da una dottoressa per bulimia alimentare, soffre di mal di testa e vomito. <strong>I traumi che ha subito sono ancora presenti, le cicatrici non si rimargineranno facilmente: dovr\u00e0 conviverci a lungo<\/strong>. E&#8217; giusto tutto questo? &#8211; si chiede Francesca, concludendo con un altro monito forte &#8211; <strong>Bulli, pensateci prima di accanirvi sul prossimo bersaglio; genitori, parlate con i vostri figli e insegnate loro il rispetto per gli altri.<\/strong> E voi educatori, insegnanti e presidi, non fate sempre come gli struzzi, non giratevi dall&#8217;altra parte, non vergognatevi di prendere provvedimenti e non lasciate questi episodi impuniti. Il rischio \u00e8 quello di creare altri bulli. E nuove vittime\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Bulli, pensateci prima di accanirvi sul prossimo bersaglio; genitori, parlate con i vostri figli e insegnate loro il rispetto per gli altri&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":89334,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-89333","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89333","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89333"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89333\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}