{"id":89441,"date":"2018-02-08T06:00:29","date_gmt":"2018-02-08T05:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-rodrigues-silvana-e-stata-bruciata-viva\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:24","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:24","slug":"200926-omicidio-rodrigues-silvana-e-stata-bruciata-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/200926-omicidio-rodrigues-silvana-e-stata-bruciata-viva\/","title":{"rendered":"Omicidio Rodrigues, Silvana \u00e8 stata bruciata viva"},"content":{"rendered":"<h4>Rinvenute particelle di fuliggine nelle vie respiratorie. Rimane il dubbio se sia stata strangolata. Sul giaccone di Carrozzino non ci sono tracce biologiche<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BELVEDERE &#8211; Processo Rodrigues, la 33enne che sarebbe stata strangolata e bruciata nei pressi del cimitero di Belvedere Marittimo il 12 dicembre del 2015.\u00a0Imputato Sergio Carrozzino, 46 anni (che ha gi\u00e0 scontato 15 anni di carcere per un altro omicidio) accusato di omicidio commesso per futili motivi con l&#8217;aggravante dell&#8217;efferatezza e di occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti, l&#8217;assassinio della donna sarebbe avvenuto all&#8217;esterno della sua macchina. Poi il presunto omicida avrebbe trascinato il cadavere all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo prima di appiccare il fuoco. A segnalare resti umani in un\u2019auto furono i vigili del fuoco. Gli investigatori in aula dichiararono che nell&#8217;auto vi erano resti umani che non si trovavano sul lato guida ma a cavallo del cambio.\u00a0L\u2019auto era di propriet\u00e0 del marito della vittima, la quale si era recata al supermercato una prima volta con il marito e una seconda da sola per comprare un paio di collant. A incastrare il 46enne sarebbero state le immagini della videosorveglianza dell\u2019Eurospin che avrebbero ripreso l&#8217;uomo mentre si trovava nei pressi della vettura della vittima. L\u2019imputato sarebbe stato riconosciuto anche da alcuni testimoni che avrebbero dichiarato la sua presenza nei pressi degli autobus parcheggiati nella piazzola antistante il supermercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Silvana al momento dell\u2019incendio era ancora viva<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-85948 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/silvana-rodriguez.jpg\" alt=\"silvana-rodriguez\" width=\"277\" height=\"221\" title=\"\">L\u2019udienza di Corte d\u2019Assise presieduta dal giudice Garofalo, che chiude l\u2019istruttoria dibattimentale ha visto al banco dei teste i Ctu della pubblica accusa e della difesa. Primo ad essere sentito il Ctu Vercillo che fa un\u2019analisi dell\u2019esame autoptico eseguito sul corpo \u00abErano esposte in maniera diretta alcune parti del corpo; il posizionamento degli arti finisce per proteggere addome e torace mentre si espongono altre parti come faccia, mani, polsi, gomiti posteriori, parte anteriore piede e ginocchio. In conseguenza di queste posizioni c\u2019erano fratture che interessavano prevalentemente gli arti, con distacco (fratture post- morte). C\u2019era l\u2019aspetto caratteristico dell\u2019osso fino a diventare nero per la carbonizzazione. In alcune parti del corpo a livello di scatola cranica c\u2019era uno stato avanzato della distruzione dell\u2019osso, uno stato di calcificazione avanzato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019encefalo non presentava natura traumatica e non c\u2019erano emorragie. Sono stati colpiti le vie respiratorie laringe, trachea, polmoni. Significato importante per i soggetti esposti alle fiamme per capire se fosse viva o morta. Abbiamo effettuato un esame diretto visivo delle vie aeree e un esame microscopico istologico. Abbiamo trovato particelle di fuliggine, di nero fumo. Penetrano quando c\u2019\u00e8 un\u2019attivit\u00e0 respiratoria segno che il soggetto era ancora vivo. Nella laringe, trachea e bronchi sono state trovate particelle di fuliggine. L\u2019edema polmonare presuppone una sofferenza cardiaca e quindi una morte asfittica. Non abbiamo trovato lesioni tipo traumatico come strangolamento, fratture cartilagini. Non si pu\u00f2 escludere che la morte sia avvenuta per strangolamento o soffocamento. Pu\u00f2 essere possibile che la donna fosse in uno stato di incoscienza nell\u2019auto. Possiamo solo dire che al momento dell\u2019incendio era ancora viva In collaborazione col dipartimento di genetica abbiamo eseguito un prelievo dal cadavere e un altro dalla sorella, la saliva. Il Dna estratto ha confermato l\u2019identit\u00e0 genetica, quindi una compatibilit\u00e0 stretta con la famiglia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il giaccone di Carrozzino non presenta tracce ematiche, n\u00e9 biologiche<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Clicca in basso per\u00a0approfondire<\/span><\/h3>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><!--nextpage--><\/h2>\n<p>Altro consulente della difesa \u00e8 Angelo la Marca. \u00abNella qualit\u00e0 di consulente tecnico di parte ho partecipato il 20 luglio del 2016 alle operazioni irripetibili presso il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, Ris, di Messina, riguardo all\u2019apertura del plico contenente il giaccone in pelle di colore marrone sequestrato all\u2019imputato, e a quella che era la documentazione fotografica dello stato di rinvenimento al momento del sequestro, e la ricerca di eventuali tracce biologiche. Insieme al maresciallo ordinario del Ris dell\u2019Arma della sezione di biologia, abbiamo provveduto a fare quell\u2019insieme di analisi per verificare se c\u2019erano eventuali tracce latenti di presenza di formazioni pilifere, tracce biologiche, cellule di riscaldamento rilasciate dal sudore, tracce di sperma, di sangue. Analisi sulle varie superfici, anche le tasche, la parte centrale, i bottoni del giaccone, il colletto, le maniche.<\/p>\n<p>Abbiamo oscurato la camera. E fatta una prova per testare una macchia sangue in laboratorio con il reattivo luminol che nel caso della presenza di tracce ematiche non evidenti reagendo con l\u2019emoglobina d\u00e0 la tipica colorazione tra il bluette e il violaceo. Abbiamo spruzzato sufficiente quantit\u00e0 di luminol su tutto il giaccone e non si sono reperite possibilit\u00e0 per tracce ematiche. Peraltro, la relazione successivamente depositata dalla sezione del Ris documentava l\u2019assenza non solo di tracce ematiche, ma di eventuali altre tracce biologiche; perch\u00e9 pu\u00f2 succedere che non si reperiscano tracce ematiche di sorta, ma si possano reperire positivit\u00e0 biologiche dovute alla presenza di saliva, sperma, formazioni pilifere, urina. Invece non c\u2019erano tracce biologiche di nessun tipo e il giaccone di pelle marrone, al momento del sequestro presso l\u2019abitazione del Carrozzino, non era stato interessato da trattamenti di lavanderia, smacchiatoria; era sufficientemente logoro da non potere essere considerato un giaccone appena lavato. C\u2019erano macchie non dovute alla presenza di tracce biologiche, allo scurimento difforme delle pieghe della pelle. Sicuramente un giaccone non smacchiato e lavato da parecchio tempo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I filmati della videosorveglianza<\/h2>\n<p>\u00abHo analizzato il video dell\u2019Eurospin riferito al momento in cui la signora Silvana Rodrigues fu vista per l\u2019ultima volta prima della sua scomparsa. Le videocamere di pertinenza dell\u2019Eurospin, due, inquadravano l\u2019una un lato dell\u2019Eurospin un marciapiede adiacente al normale percorso del supermercato, l\u2019altra la zona nord del parcheggio. Dal video e quindi alle 19:46 del 12 dicembre del 2015 si notano un insieme di automobili con persone che si recano al supermercato a fare la spesa, che arrivano e ripartono e si vede parcheggiare in fondo, nel parcheggio nord, la Fiat Punto guidata dalla signora Rodrigues. La si vede arrivare, scendere dall\u2019auto (secondo le sommarie informazioni poi raccolte dai carabinieri era ritornata al supermercato perch\u00e9 aveva dimenticato di comprare una confezione di collant e compra anche una busta di mandarini. La stessa poi si vede riuscire dall\u2019Eurospin e portarsi all\u2019automobile: viene riconosciuta dai familiari sia l\u2019habitus fisico, che per gli indumenti indossati, che l\u2019avevano vista immediatamente prima). Risale sulla Fiat Punto e quando risale abbiamo una figura verticale, verosimilmente un uomo, che si avvicina alla Punto e verosimilmente si poggia sul tetto della macchina e si sofferma in prossimit\u00e0 dell\u2019auto. Esiste per\u00f2 una problematica che ha fatto presente anche il consulente tecnico del pubblico ministero: la distanza e l\u2019inclinazione e l\u2019altezza dell\u2019obiettivo, le difficolt\u00e0 dovute non solo all\u2019orario serale ma anche alla distanza eccessiva dell\u2019obiettivo, a potere distinguere con certezza se si trattasse di chiunque, perch\u00e9 era cos\u00ec piccola questa figura che si vedeva in lontananza nel video, e cos\u00ec scuro, che non si potevano distinguere neanche con certezza se fossero un uomo o una donna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-192331 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/silvana-rodriguez9.jpg\" alt=\"silvana-rodriguez9\" width=\"398\" height=\"327\" title=\"\">In una situazione del genere, una possibilit\u00e0 di risoluzione cos\u00ec minima non ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di indagare dal punto di vista topometrico la forma del naso, delle fosse orbitarie, dello zoccolo frontale, della base del naso, della conformazione dell\u2019attaccatura dei capelli. Quindi, diventa difficoltoso laddove, per dare un\u2019attendibilit\u00e0 identificativa personale uno dei dati pi\u00f9 discriminati, anche se non \u00e8 l\u2019unico, \u00e8 quello di poter con un minimo di approssimazione stabilire la statura del soggetto. Questo era un po\u2019 complicato. L\u2019unica cosa che si poteva fare per poter discriminare sia in senso positivo che negativo, a potere concordare la statura con quella dell\u2019imputato, era quello di prendere dei coefficienti di conversione con dei punti fisici, ossia poter riportare delle misure di oggetti fissi, le cui misure sono riproducibili e non si modificano nel tempo; e questo dato potevano essere le misure facilmente ricavabili dalla targa automobilistica di quel modello di Punto, con una deviazione standard che pu\u00f2 essere di uno, due centimetri. In base a quello, stabilire un coefficiente di conversione che mi dia indicazioni. Come cerchiamo in una fotografia, in un video la misura di una persona, di un\u2019automobile, di un oggetto, non \u00e8 quella reale. E\u2019 tutto proporzionale al dimensionamento di una foto, di un video. In quel modo posso stabilire se quello che in un video o foto misura un centimetro, nella realt\u00e0 \u00e8 80 centimetri, un metro. Se una persona, un soggetto \u00e8 immediatamente vicino al punto di conversione si pu\u00f2 ottenere; gi\u00e0 non lo si pu\u00f2 fare se il soggetto \u00e8 lontano sette centimetri. Detto ci\u00f2, stabilito che un centimetro del video \u00e8 pari a 80 centimetri nella realt\u00e0, se c\u2019\u00e8 una persona immediatamente vicina all\u2019oggetto fisso, io posso riconoscere le misure e dire che quei due centimetri sono rapportati, per esempio a un metro e sessanta\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019ombra che entra nella macchina e la presunta colluttazione<\/h2>\n<p>\u00abDall\u2019analisi dell\u2019ombra viene da sinistra. L\u2019ingresso di questo individuo che si avvicina alla Fiat Punto, all\u2019interno della stessa auto \u00e8 una deduzione che si pu\u00f2 avanzare dal fatto che la stessa figura non si vede mai allontanare. Quindi verosimilmente \u00e8 entrato all\u2019interno della Fiat Punto. Anche se su questo non abbiamo la certezza perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un momento in cui al motivo dell\u2019arrivo di una macchina dalla rotonda, a monte del parcheggio a nord dell\u2019Eurospin, c\u2019\u00e8 un riflesso in corrispondenza dello sportello della Punto. Dopo di che questo individuo non si vede pi\u00f9. Ammesso che l\u2019individuo sia entrato nell\u2019auto, non si pu\u00f2 affermare che in quei momenti, che ci vengono documentati dal video, ci sia stata la colluttazione. Questa rimane una delle varie ipotesi.<\/p>\n<p>Prima di tutto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019eccessiva distanza dell\u2019obiettivo, sicuramente all\u2019interno dell\u2019abitacolo non si distinguono pi\u00f9 gli occupanti; perch\u00e9 nonostante le condizioni di bassissima e scarsa luminosit\u00e0, poteva esserci una congiuntura fortunata grazie ai fari delle macchine che arrivavano, e si potesse vedere anche parzialmente per pochi secondi l\u2019interno dell\u2019abitacolo e quindi, le braccia dei corpi che potessero avere una colluttazione. Ma anche questo non \u00e8 rilevabile nel video; l\u2019altro punto che viene associato ad una possibilit\u00e0 di una colluttazione, ovvero quando il quadro viene acceso per spostare l\u2019automobile e uscire dal parcheggio; un segno che viene dato a favore della colluttazione sarebbe che il quadro quando si accende \u00e8 gi\u00e0 con l\u2019indicatore direzionale destro gi\u00e0 acceso. Quindi, nella colluttazione qualche braccio avrebbe urtato l\u2019asta degli indicatori direzionali. Innanzitutto \u00e8 un po\u2019 difficile perch\u00e9 l\u2019asta direzionale \u00e8 dietro lo sterzo. Ma non solo, perch\u00e9 quando si accende il quadro erano gi\u00e0 accesi gli anabbaglianti. Non solo, si noti nel video che la Fiat Punto in uso alla signora Rodrigues, quando riparte fa una retromarcia, una manovra, abbastanza significativa verso destra. Quindi compatibile con l\u2019indicatore direzionale verso destra. Nessuno pu\u00f2 indicare che la signora Rodrigues abbia azionato contemporaneamente all\u2019accensione del quadro l\u2019indicatore direzionale delle frecce a motivo della manovra che stava per fare\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Le celle telefoniche all\u2019epoca della scomparsa della Rodrigues<\/h2>\n<p>\u00abLa polizia giudiziaria ottiene dalla Vodafone, come risposta per quanto riguarda la zona che quella sera era coperta, il luogo di ritrovamento della Rodrigues: era coperta come cella telefonica vodafone nella parte nord di Sangineto. Cella telefonica dalla quale l\u2019utenza mobile e il cellulare che sono due cose diverse (una cosa \u00e8 scheda telefonica, un\u2019altra l\u2019apparecchio con una sua imei) sul cellulare di Carrozzino non risulta mai legato a quella cella. Secondariamente altro elemento che ho potuto rilevare dallo studio di accertamenti telefonici, il luned\u00ec successivo il Carrozzino acquista un\u2019altra scheda telefonica che pu\u00f2 far supporre che doveva dismettere quella che aveva in uso al 12 dicembre del 2015. Cos\u00ec non \u00e8 perch\u00e9 dai tabulati telefonici si vede che veniva usata in contemporanea all\u2019altra, fino al 9 gennaio. Non c\u2019era nessun contatto telefonico con la vittima. Gli unici contatti telefonici che si reperiscono in quella fascia d\u2019ora sono dei contatti telefonici con il suo legale difensore dell\u2019epoca. Carrozzino lo richiama dopo che il legale l\u2019aveva cercato per prima. C\u2019era un\u2019interruzione tra le due telefonate perch\u00e9 il legale aveva preso l\u2019aereo e si sono risentiti proprio appena arrivato a Lamezia, sempre il 12 dicembre 2015 alle ore 18:04 e alle 19:33\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019attivit\u00e0 delle celle, il telefonino di Carrozzino non era spento<\/h2>\n<p>\u00abCi sono delle attivit\u00e0 che documentano che il cellulare non poteva essere spento. Praticamente la centrale relativa all\u2019operatore telefonico della scheda a campione verifica anche quando noi non lo sappiamo, non stiamo inviando sms, non stiamo facendo attivit\u00e0 multimediale, non stiamo mandando wapp, non stiamo usando internet o facendo una telefonata. Sono dei random, dei segnali di andata e ritorno che verificano l\u2019esistenza e la persistenza del segnale da parte dell\u2019operatore telefonico in base alla cella di copertura. Quando questa verifica random, indipendentemente se siamo nella nostra automobile e stiamo guidando per un\u2019ora, un\u2019ora e mezza, ci sono dei momenti che il telefono non lo guardiamo, a volte abbiamo contemporaneamente la linea telefonica per effettuare messaggi sms, dei momenti che la linea persiste e definisce la presenza di linea internet per istangram, messanger, wapp. Il telefono pu\u00f2 avere in quel momento la linea internet e non quella telefonica normale. Ci sono dei segnali di rimbalzo a campione di emissione se il telefono \u00e8 acceso che in un tabulato telefonico rendono conto di una attivit\u00e0 non volontaria, ma la vediamo solo se richiediamo il tabulato telefonico.<\/p>\n<p>Quando l\u2019incrocio di questi segnali di verifica non individua, magari per l\u2019eccessivo traffico o per l\u2019orario di spostamento di copertura delle celle telefonica, con precisione la cella di copertura da un codice di cella telefonica indeterminata. Ma questo stesso codice di restituzione da un\u2019ora, un minuto telefonico che comunque sia, dice che c\u2019\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 di verifica di prova del centrale su quel terminale significa che il telefono non \u00e8 spento, altrimenti quella stringa sul tabulato telefonico non compariva. Il fatto che ogni operatore ha un suo codice che determina la cella e non lo decidiamo noi ma vuol dire che siamo in una zona di incrocio tra pi\u00f9 celle e la restituzione della notifica al terminale non riesce a registrare quale cella fosse. Se il telefono \u00e8 spento il tentativo non c\u2019\u00e8 e non viene registrato. Nel caso della celle di Carrozzino, che indica una certa cella, non testimonia la volont\u00e0 del soggetto di aggancio volontario. Sono sempre questi segnali che invia sul telefono la cella telefonica ma non riesce a determinare un codice in quel momento, perch\u00e9 nella zona ci sono varie celle telefoniche che si incrociano.<\/p>\n<p>In alcune localit\u00e0, la sera dopo le 19, le 20, le 21, il traffico di telefonate, messaggi, attivit\u00e0 multimediali diminuisce, i numeri di telefoni accesi legati ad una cella; succede che le celle pi\u00f9 centrali, importanti rispetto\u00a0 ad altre, vanno a sostituire la copertura e una cella che la mattina per l\u2019eccessivo traffico sono attive tutte le celle in un raggio di una copertura di un chilometro e mezzo, due chilometri, pu\u00f2 succedere che quella detta cella\u00a0 la sera diventa suppletiva di altre due e quindi il raggio di copertura la\u00a0 sera alle 23 ha un raggio di sei chilometri\u00a0 perch\u00e9 ci sono altre celle che non sono pi\u00f9 oberate. Ecco perch\u00e9 si trova un codice non determinato\u00bb. L\u2019imputato \u00e8 difeso dal legale Giuseppe Bello. I parenti di Silvana Rodrigues, il marito, il Comune di Belvedere Marittimo e il Centro antiviolenza &#8220;Roberta Lanzino&#8221; (rappresentato dall&#8217;avvocato Marina Pasqua) si sono costituiti parte civile. L\u2019avvocato Manolo rappresenta altri familiari della vittima<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rinvenute particelle di fuliggine nelle vie respiratorie. Rimane il dubbio se sia stata strangolata. 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