{"id":89687,"date":"2018-02-14T05:40:08","date_gmt":"2018-02-14T04:40:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-taranto-in-appello-chiesti-18-anni-per-mignolo\/"},"modified":"2023-01-16T18:49:41","modified_gmt":"2023-01-16T17:49:41","slug":"201991-omicidio-taranto-in-appello-chiesti-18-anni-per-mignolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/201991-omicidio-taranto-in-appello-chiesti-18-anni-per-mignolo\/","title":{"rendered":"Omicidio Taranto, in appello chiesti 18 anni per Mignolo"},"content":{"rendered":"<h4>Il procuratore generale Sforza ha chiesto la conferma della sentenza di condanna in primo grado. Taranto fu ucciso con un colpo di pistola calibro 38<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Omicidio Taranto, il processo giunge alle battute finali. In aula requisitoria\u00a0della pubblica accusa\u00a0che ha chiesta la <strong>conferma della sentenza di condanna di primo grado\u00a0a 18 anni di carcere<\/strong>, per Domenico Mignolo, accusato di essere l&#8217;<strong>esecutore materiale dell&#8217;omicidio\u00a0di Antonio Taranto<\/strong>, 26 anni, in via Popilia, il 29 marzo\u00a0di tre anni fa con un colpo di pistola calibro 38 che Mignolo avrebbe esploso dal balcone di casa <strong>con una 357 Magnum<\/strong>. La sentenza di condanna fu emessa dal Tribunale il 29 luglio del 2016. La pubblica accusa rappresentata dai pm\u00a0<b>Antonio Bruno Tridico<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Donatella Donato,<\/b> aveva chiesto la pena all&#8217;ergastolo ma, considerato la richiesta del rito abbreviato il Gup Cosenza\u00a0formul\u00f2 sentenza di condanna tenendo presente la riduzione di un terzo della pena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 17 ottobre scorso \u00e8 iniziato, dunque, il <strong>processo di secondo grado<\/strong> presso la Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Catanzaro. Insieme a Domenico Mignolo ci sono anche\u00a0<strong>Leonardo Bevilacqua e Riccardo Altomare, condannati rispettivamente a un anno e\u00a0sei mesi di reclusione per i reati di favoreggiamento e false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria e ai pm<\/strong>. Proprio il procuratore generale Raffaella Sforza chiese l&#8217;acquisizione della sentenza di primo grado del processo Rango &#8211; Zingari in cui Mignolo era stato ritenuto colpevole per una serie di reati\u00a0in cui ci sarebbe la chiave di lettura dell&#8217;omicidio Taranto; chiave di lettura resa &#8220;pi\u00f9 leggibile&#8221; anche dalle <strong>dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Marco Massaro e Giuseppe Montemurro<\/strong>. <strong>Ma Domenico Mignolo si sarebbe sempre dichiarato innocente<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa il\u00a0<b>movente dell\u2019omicidio\u00a0\u00e8 da rintracciare ne<\/b>l fatto \u201cche Mignolo\u00a0 fosse\u00a0<b>particolarmente adirato<\/b>\u00a0<b>per non aver ricevuto lo \u2018stipendio\u2019 dal proprio clan\u00a0<\/b>nel periodo in cui era stato detenuto\u201d. I fatti risalgono al 29 marzo del 2015, una sera in cui scoppi\u00f2 una lite in una discoteca tra Mignolo e Bevilacqua a cui tra gli altri era presente anche antonio Taranto. Poi il ritorno a casa, in via Popilia e quei colpi esplosi dal balcone di Mignolo, almeno due colpi di pistola dichiararono gli inquirenti &#8220;fortunatamente inceppatasi,\u00a0<b>colpendo nel mucchio<\/b>\u00a0la\u00a0<b>persona sbagliata&#8221;<\/b>. Nel collegio difensivo gli avvocati Filippo Cinnante e Andrea Sarro per la difesa di Domenico Mignolo,\u00a0Rossana Cribari e Paolo Greco per gli altri imputati. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Mariarosa Bugliari, Francesco Tomeo e Angela D\u2019Elia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il procuratore generale Sforza ha chiesto la conferma della sentenza di condanna in primo grado. 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