{"id":8971,"date":"2012-12-04T15:26:25","date_gmt":"2012-12-04T14:26:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=8971"},"modified":"2023-01-17T13:42:09","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:09","slug":"3913-emergenza-casa-lanalisi-di-katya-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3913-emergenza-casa-lanalisi-di-katya-gentile\/","title":{"rendered":"Emergenza casa: l&#8217;analisi di Katya Gentile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Emergenza casa, un dramma cittadino. <strong>Il problema delle mancanza di case da destinare a chi ne ha bisogno, \u00e8 stato sempre una delle emergenze con cui le amministazioni comunali cittadine che si sono succedute nel corso degli anni hanno dovuto affrontare. Ma la soluzione, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>nonostante l&#8217;impegno profuso, non \u00e8 stata mai definitiva. Anche la giunta Occhiuto ha messo alla centralit\u00e0 del suo mandato elettorale l&#8217;emergenza abitativa, dando incarico e pieni poteri all&#8217;assessore nonch\u00e8 vicesindaco Katya Gentile. L&#8217;esponente politico piediellino, figlia e nipote d&#8217;arte, con la passione politica nel Dna, ha accettato la sfida e oggi, in una lettera aperta, racconta quest&#8217;avventura.<\/strong> \u00abMi occupo di emergenza Casa per delega conferitami dal sindaco al nostro insediamento e l\u2019inizio di questa \u00abavventura\u00bb, e la suddetta delega, mi hanno visto entusiasta. In un anno e mezzo mi sono impegnata a comprendere <strong>il \u2018problema CASA\u2019<\/strong> in tutte le sue sfaccettature, ed il perch\u00e9 da diritto si sia trasformato in problema, convinta che tutto pu\u00f2 cambiare, solo se si vuole. All\u2019atto del mio insediamento, il patrimonio destinato all\u2019edilizia pubblica residenziale era indisponibile poich\u00e9 le case erano tutte occupate e, purtroppo, in molti casi, non dal legittimo assegnatario. La situazione allarmante che mi si \u00e8 svelata, dopo un\u2019accurata ricostruzione degli atti e dei fatti oltre ad un\u2019opera di attenta analisi e valutazione, si legava ad una serie molto variegata di inadempienze, di approssimazione e pressapochismo, di prassi errate, consolidate da anni di assenza di comunicazione tra gli uffici o tra gli Enti e di mancate assunzioni di responsabilit\u00e0, la qual cosa aveva consentito il dilagare del fenomeno dell\u2019occupazione abusiva, senza preoccupazione per alcuno di tutelare chi una casa la aspetta in maniera legittima e silenziosa da anni, n\u00e8 tanto meno di tutelare il patrimonio abitativo pubblico. Tutti mi dicevano: \u00abAssesso\u2019 che rogna vi siete andata a prendere, case non ce ne sono. Nessuno ne ha mai recuperate. <strong>Solo l\u2019assessore La Valle ci ha provato, ma ha recuperato 4\/5 alloggi e si \u00e8 fermata. E\u2019 un\u2019impresa impossibile.\u00bb Non sapete quante volte ho sentito questo disco rotto, da impiegati, da vigili e da dirigenti. Immaginate con quale iniezione di fiducia avrei dovuto approcciare la problematica, per di pi\u00f9 da parte di chi dovrebbe esercitare azioni che garantiscano la legittimit\u00e0 e la legalit\u00e0. Una \u201carmata Brancaleone\u201d con la quale difendere quel patrimonio che dovrebbe essere nella disponibilit\u00e0 dell\u2019Ente affinch\u00e8 il Comune possa dare risposte a chi effettivamente possiede i requisiti di legge. Ostinatamente, entrando in empatia col dolore e la disperazione di tanti bisognosi, ho continuato ad andare avanti, certa che se prima di me qualche risultato era stato raggiunto, si potesse lavorare e fare di pi\u00f9. Il dramma vero \u00e8 che l\u2019atteggiamento in troppi casi non \u00e8 cambiato, come se i soggetti competenti non avessero compreso appieno la gravit\u00e0 del problema e la responsabilit\u00e0 che il ruolo conferisce loro. Stanca di dover continuamente sensibilizzare gli animi dei soggetti preposti in ordine ad una problematica che riveste carattere di emergenza sociale, mi ritrovo finanche a dover supervisionare ogni procedura e correggere gli errori di superficialit\u00e0 o di incompetenza. Mi conforta e mi spinge a non demordere solo il fatto che, nonostante tutto e con enormi sforzi comportanti un impegno quotidiano estenuante, in un anno sono riuscita a recuperare ed assegnare 12 alloggi ad altrettante famiglie aventi diritto. Ricordo prima a me stessa e poi agli altri che sono tanti i nuclei familiari (circa 130 quelli che mi hanno sottoposto la propria situazione di disagio, producendo adeguata documentazione) che, pur vivendo una situazione di assoluto bisogno, non si sono mai sognati di andare ad occupare abusivamente un alloggio. Se realmente si vuole riconoscere al fenomeno dell\u2019occupazione abusiva carattere di urgenza sociale, al fine di arginarlo concretamente, non si pu\u00f2 pensare di agire sporadicamente e nessuno di noi pu\u00f2 esimersi dal compiere il proprio dovere, nel rispetto di tanta gente che ancora in Italia si attiene alla legge. Per quanto di mia competenza, d\u2019intesa con il Commissario dell\u2019Aterp, nell\u2019ottica di una programmazione che miri anche al ripristino della legalit\u00e0, lavoro al bando integrativo per l\u2019assegnazione degli alloggi che si renderanno disponibili, bando che sar\u00e0 pubblicato nei prossimi giorni e consentir\u00e0 di evitare sperequazioni causate dal fatto che l\u2019ultima graduatoria, ancora vigente, non rispecchia la situazione attuale, non tenendo conto di situazioni di maggiore disagio abitativo sopravvenute. Nella fase di valutazione iniziale, pi\u00f9 volte ho incontrato il prefetto Cannizzaro,<\/strong> col quale, in assoluta sintonia d\u2019intenti, cos\u00ec come abbiamo stabilito di dover lanciare un monito per scongiurare nuove occupazioni abusive, allo stesso modo abbiamo ritenuto di non poter mandare per strada, non avendo soluzioni alternative, chi si era procurato un tetto per la propria famiglia spesso composta da bambini, anziani e qualche volta disabili. La scelta che abbiamo operato, e che a tutt\u2019oggi mi sento di difendere, lascia spazio ad una complicazione: non tutti gli \u00abABUSIVI\u00bb hanno i requisiti. Ed allora? Rispondiamo tutti, ognuno per la propria parte, alla legge regionale n\u00b032 del \u201996. Tutti i soggetti deputati devono assolvere al proprio compito istituzionale, di accertamento, verifica, controllo, requisizione, quando si tratta di patrimonio dell\u2019Aterp, e sgombero, applicando con rigore quella legge che, seppure passibile di miglioramenti, \u00e8 ancora vigente. Io, per quanto mi compete, quotidianamente mi impegno a fare il mio dovere e a chi bussa alla mia porta continuer\u00f2 a rispondere per quelle che sono le effettive possibilit\u00e0, con la chiarezza, a volte scomoda, che \u00e8 mia caratteristica. Andr\u00f2 avanti continuando ad operare con le regole dell\u2019assoluta trasparenza, legittimit\u00e0 e pervicacia che seguiteranno a portare risultati. Sono convinta che l\u2019ostinazione e la caparbiet\u00e0 paghino sempre, quando vanno nella giusta direzione. Sono altres\u00ec certa, perch\u00e9 mi \u00e8 gi\u00e0 stata dimostrata disponibilit\u00e0 in tal senso, che sia possibile migliorare ulteriormente la rete di comunicazione e sinergia che lega tutti gli attori istituzionali coinvolti in questa problematica, persuasa che solo lavorando insieme e con identit\u00e0 di obiettivi si possano ottenere risultati concreti per proseguire su quel percorso di legalit\u00e0 intrapreso che finalmente contamini tutti, diventando costume per la nostra citt\u00e0. Per questo mi sento di ringraziare, oltre S.E. il Prefetto, il Colonnello Ferace, il Questore Anzalone, il Procuratore Granieri e tutti i Giudici della Procura ai quali, consapevole della loro caratura umana e professionale, chiedo questa volta l\u2019impulso decisivo che possa determinare una prepotente inversione di marcia. Al commissario dell\u2019Aterp, Gagliardi, che con grande senso di responsabilit\u00e0 ha assunto coraggiosamente l\u2019onere gravoso della guida di un Ente compromesso dalla cattiva gestione di chi lo ha preceduto, e col quale si \u00e8 instaurato un rapporto di proficua collaborazione, chiedo di proseguire nella meritoria opera intrapresa.<strong> Il tempo che stiamo vivendo impone a tutti un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 , uno sforzo in pi\u00f9. Nessuno pu\u00f2 esimersi dal fare una seria azione di analisi del proprio operato e di quanto di pi\u00f9 si possa fare, a maggior ragione chi ha una carica pubblica che proviene dal consenso della gente deve sapere, in ogni istante della propria vita amministrativa, che opera per il bene di tutti, senza perdere mai di vista il fine supremo della Pubblica Amministrazione. Senza dubbio bisogna raccogliere le istanze pi\u00f9 disparate, ma occorre discriminare sempre l\u2019essenziale dal superfluo. La situazione \u00e8 allarmante, la sofferenza eccessiva, viviamo un frangente di grande pericolo sociale, prossimo al collasso. Il governo centrale ha attuato delle misure economiche restrittive mettendo in serie difficolt\u00e0 gli enti locali nell\u2019espletamento di quegli aspetti di solidariet\u00e0 sociale che in qualche misura consentivano in passato di offrire alle situazioni pi\u00f9 disagiate un aiuto. Oggi, quindi, luci e botti potrebbero apparire una violenza nei confronti di chi probabilmente non ha un tetto e alcun motivo per festeggiare. Perci\u00f2, conoscendo la statura morale del nostro Sindaco, mi sento, magari inopinatamente, di chiedergli di risparmiare qualcosa su luminarie e festeggiamenti e destinare queste somme al pagamento di fitti, nell\u2019attesa che le strategie messe in campo portino i frutti sperati. A voi, cari concittadini, auguro in queste feste di poter aprire il cuore e riuscire a ritrovare quella solidariet\u00e0 che un mondo individualista e senza valori ci ha rubato. Guardiamo gli occhi di chi ci \u00e8 accanto e sosteniamo per quello che possiamo chi ha bisogno. Possiamo tutti\u00bb.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Emergenza casa, un dramma cittadino. Il problema delle mancanza di case da destinare a chi ne ha bisogno, \u00e8 stato sempre una delle emergenze con cui le amministazioni comunali cittadine che si sono succedute nel corso degli anni hanno dovuto affrontare. 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