{"id":90079,"date":"2018-02-22T17:07:58","date_gmt":"2018-02-22T16:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/annunziata-muore-dopo-quasi-72-ore-di-totale-abbandono\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:06","slug":"203579-annunziata-muore-dopo-quasi-72-ore-di-totale-abbandono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/203579-annunziata-muore-dopo-quasi-72-ore-di-totale-abbandono\/","title":{"rendered":"Annunziata, muore dopo quasi 72 ore di totale abbandono"},"content":{"rendered":"<h4>Il dolore della famiglia. L&#8217;impotenza dei figli mentre assistevano all&#8217;agonia della madre che lamentava dolori atroci. E&#8217; stata sottoposta solo a dialisi<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Quando\u00a0Rachele Funaro viene trasportata al Pronto soccorso il pomeriggio tardi\u00a0di domenica scorsa, 18 febbraio, <strong>lamentava fortissimi dolori all\u2019addome e alla gamba<\/strong>. La gravit\u00e0 della situazione \u00e8 che per 21 ore \u00e8 \u201cstata abbandonata\u201d su una barella del pronto soccorso. Una storia probabilmente di malasanit\u00e0, questo potr\u00e0 stabilirlo solo la giustizia, in cui <strong>non si \u00e8 trovato un posto letto in dialisi, ma anche negli altri reparti. Dove non sono stati effettuati accertamenti, dove il paziente \u00e8 triste dirlo, sembra non esistesse materialmente<\/strong>. Da un punto di vista medico, per la famiglia <strong>\u201c\u00e8 stata trattata nel peggior modo possibile\u201d<\/strong>. Queste le parole di una famiglia dilaniata dal dolore, che si \u00e8 vista sottrarre il bene prezioso di una madre senza poter far nulla per evitarlo. \u00abEra un paziente complesso, legato all\u2019et\u00e0, al diabete, ma <strong>aveva delle energie vitali incredibili<\/strong>\u00bb sottolineano i figli. \u201cC\u2019\u00e8 un vuoto di 48 ore dove non \u00e8 stato fatto nessun accertamento \u2013 raccontano i familiari-. <strong>E\u2019 stata solo mandata in dialisi per poi essere rispedita prima al pronto soccorso domenica sera e poi luned\u00ec pomeriggio al reparto di medicina d\u2019urgenza<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec pomeriggio si spegne dopo un\u2019agonia di tre giorni una donna di 68 anni, madre del consigliere comunale Gisberto Spadafora. Le indiscrezioni corrono in fretta per i corridoi dell\u2019Annunziata e per quelli della Procura. Da quest\u2019ultima arriva la richiesta del sequestro della salma e delle cartelle cliniche. Cartelle cliniche che sono state acquisite dalla polizia giudiziaria nella mattinata odierna. La salma invece \u00e8 stata posta sotto sequestro nell\u2019immediatezza della sopravvenuta morte. In un primo momento le notizie sono molto approssimate: <strong>la donna giunge al pronto soccorso intorno alle 19 trasportata dall\u2019ambulanza del 118 in codice rosso<\/strong>. Per i protocolli del triage il codice rosso \u00e8 rischio imminente vita.<\/p>\n<p>I familiari raccontano in sede di denuncia che la paziente \u00e8 stata <strong>tenuta su una barella per 24 ore senza essere sottoposta ad una tac addome, una ecografia, senza che sia stato interpellato un gastroenterologo<\/strong>. Tanto \u00e8 che muore dopo due giorni. Era una paziente da trasferire d\u2019urgenza in terapia intensiva. Invece, in <strong>rianimazione viene trasferita nelle ultime ore prima dell\u2019arresto cardiocircolatorio<\/strong>. \u00ab<strong>Dalle 19 di domenica fino alle 14.30 \u2013 15 di luned\u00ec. Quasi 21 ore senza nessun trattamento \u2013 ribadiscono i familiari-. Unico trattamento una sacca di sangue perch\u00e9 aveva l\u2019emoglobina bassa. Lei era una dializzata.<\/strong> L\u2019hanno mandata in dialisi d\u2019urgenza alle 19 di domenica. L\u2019operatore sanitario che era di turno ha dichiarato che i parametri erano tutti nella norma, ma non era cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>La paziente viene \u201crispedita\u201d in pronto soccorso fino alle 14.30 del giorno dove viene riportata in dialisi. Termina la dialisi e si rendono conto che la situazione stava precipitando e viene trasferita in medicina d\u2019urgenza. <strong>In medicina d\u2019urgenza viene sottoposta solo ad un trattamento con antibiotici<\/strong>. \u00abMarted\u00ec arrivano cinque primari tutti insieme con un numero non impreciso di infermieri che uscivano ed entravano dalla stanza, a porte chiuse, per circa due ore, fino a quando la sottopongono d\u2019urgenza ad una tac (e la paziente era gi\u00e0 in uno stato comatoso, anche se i medici hanno dichiarato ai familiari che l\u2019avessero sedata), entra in sala operatoria, dalla sala operatoria alla rianimazione dove sopraggiunge la morte\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CODICE ROSSO<\/strong>: emergenza &#8211; indica un soggetto con almeno una delle funzioni vitali compromessa, che si trova in immediato pericolo di vita. Stato di shock, perdita di coscienza, respirazione interrotta, arresto cardiaco, emorragie e traumi molto gravi.\u00a0Il Codice colore assegnato in fase di triage stabilisce la priorit\u00e0 da dare al paziente, in base alle sue condizioni. <strong>Ma queste priorit\u00e0 probabilmente non sono state rispettate perch\u00e9 una 68enne ha avuto solo il conforto dei figli, per 21 ore, tenendole la mano.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ripercorriamo i fatti delle ultime 72 ore di vita della 68enne dopo la sua accettazione al Pronto soccorso per come hanno dichiarato i familiari in sede di denuncia<!--nextpage--><\/h3>\n<p>La donna entra in Pronto soccorso alle <strong>19 con codice rosso, entra gi\u00e0 gravissima lamentando forti dolori all\u2019addome e all\u2019inguine<\/strong> (successivamente scopriranno che all\u2019inguine era presente una <strong>sacca di sangue di sette centimetri<\/strong>). Doveva andare d\u2019urgenza alla dialisi. <strong>Alle 19.30 \u2013 20 inizia la dialisi di domenica e dura due ore e mezzo<\/strong>. Il familiari parlano con il medico del reparto dialisi rappresentando che, secondo loro, la situazione non era delle migliori. Ma <strong>il medico respinge la teoria asserendo che i parametri fossero in via di recupero. <\/strong>Nonostante l\u2019insistenza dei familiari di non far rientrare la madre in Pronto soccorso data la gravit\u00e0 della situazione, il medico ancora una volta risponde che<strong> doveva tornare in pronto soccorso anche perch\u00e9 non c\u2019erano posti in dialisi.<\/strong> La donna viene \u201crispedita\u201d in <strong>Pronto soccorso verso le 22 &#8211;\u00a0 22.30 e ci rimane fino alle 14.30 del giorno dopo senza che le fosse praticato alcun trattamento<\/strong>. Il <strong>luned\u00ec<\/strong> la rimandano di nuovo in <strong>dialisi<\/strong> dove rimane per circa altre due ore e mezzo. Qui si rendono conto che la situazione era gi\u00e0 grave e viene <strong>trasferita in medicina d\u2019urgenza<\/strong>. Qui la sottopongono ad un <strong>trattamento di antibiotici e plasma<\/strong> e si giunge alla sera del luned\u00ec e fino al mattino seguente <strong>non le viene pi\u00f9 praticato alcun trattamento sanitario.<\/strong><\/p>\n<p>Il marted\u00ec mattina i familiari arrivano alle 9. La situazione era ancora grave. E\u2019 il figlio che, nel momento in cui entra in reparto, intorno alle 11 capisce che deve sollecitare i medici prima che la madre muoia. Richiama l\u2019attenzione dei medici chiedendo il <strong>perch\u00e9 la madre fosse stata abbandonata in un letto senza che nessuno riuscisse ad aiutarla e soprattutto a capire cosa avesse<\/strong>. Dal reparto di medicina d\u2019urgenza avevano richiesto un <strong>consulto da parte dello specialista di chirurgia vascolare<\/strong>. Consulto che ritardava ad arrivare. Il figlio, determinato a salvare la madre decide di andare direttamente dal primario della chirurgia vascolare. Al quale domanda anche il perch\u00e9 non fosse stato chiamato un gastroenterologo. Ed \u00e8 in quel momento che il primario della chirurgia vascolare e quello della medicina d\u2019urgenza entrano finalmente nella stanza della 68enne. Insieme a loro un gastroenterologo e una numero indefinito di infermieri.<\/p>\n<p>La<strong> stanza rimane chiusa per circa due ore<\/strong> in cui c\u2019\u00e8 un andirivieni con sacche di sangue ed altro. La situazione stava precipitando. Arriva anche un anestesista, una rianimatrice e sedano la 68enne. Viene <strong>trasferita alla tac il marted\u00ec alle 14, 14.30<\/strong>. Quasi certamente, la 69enne stava scivolando verso la morte. <strong>Alle 15 esce dalla tac e la trasferiscono d\u2019urgenza in sala operatoria<\/strong>. Alle 16 dalla sala operatoria la trasferiscono in rianimazione. <strong>Alle 18.30 \u2013 19 un medico comunica ai familiari che la situazione \u00e8 grave<\/strong> e sar\u00e0 quasi impossibile che la paziente riesca a sopravvivere. Ha una gamba ischemica e la situazione \u00e8 precipitata. <strong>Il giorno dopo (ieri ndc) muore con tre arresti cardiaci.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-59599\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pronto-Soccorso-Ospedale-Annunziata2.jpg\" alt=\"Pronto Soccorso Ospedale Annunziata2\" width=\"640\" height=\"360\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Entrata in codice rosso e abbandonata\u00a0su una barella<\/h3>\n<p>\u00abMa il dato oggettivo \u00e8 che ti entra una paziente in codice rosso in pronto soccorso che lamenta forti dolori all\u2019addome e all\u2019inguine una ecografia la devi fare? Una tac la devi fare? Un gastroenterologo lo vuoi chiamare?\u00bb Non ci \u00e8 dato sapere se in ogni caso la donna si trovasse in uno stato sanitario che l\u2019avrebbe portata in ogni caso alla morte, ma sarebbe dovuta essere stata comunque sottoposta ad una serie di analisi che di fatto non sono state avviate. Il nulla. \u00abMandata in dialisi, l\u2019unica cosa che \u00e8 stata eseguita. <strong>C\u2019\u00e8 un protocollo che anche quando la paziente \u00e8 grave anche se non c\u2019\u00e8 posto nel reparto di dialisi deve essere trasferita in ogni caso in un reparto che possa garantire la presa in carico del paziente e le conseguenti applicazioni delle cure primarie che il Pronto soccorso non \u00e8 stato in grado di garantire<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La paziente \u00e8 rimasta in una stanza con 20 persone con le luce accese dove l\u2019unico conforto che le \u00e8 stato dato era la presenza dei figli che l\u2019hanno tenuta sempre per mano. Il senso di impotenza pi\u00f9 totale. E i figli sono testimoni oculari di un dato oggettivo: la paziente \u00e8 entrato in codice rosso, di domenica senza fare nessun tipo di accertamento fino alle 14.30 dove \u00e8 stata rinviata di nuovo in dialisi senza continuare a sottoporla a nessun tipo di accertamento. Il primo accertamento tac senza mezzi di contrasto \u00e8 stata eseguita marted\u00ec alle 14 \u2013 14.30. Due giorni per avere un accertamento che andava fatto immediatamente. A rappresentare il consigliere Spadafora \u00e8 l&#8217;avvocato Massimiliano Coppa. Nella giornata di domani il pm dovrebbe affidare l&#8217;incarico al medico legale per eseguire l&#8217;autopsia sulla salma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dolore della famiglia. L&#8217;impotenza dei figli mentre assistevano all&#8217;agonia della madre che lamentava dolori atroci. 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