{"id":90166,"date":"2018-02-26T06:00:51","date_gmt":"2018-02-26T05:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sangue-infetto-si-al-risarcimento-per-la-famiglia-ruffolo-ma-lannunziata-non-paga\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:13","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:13","slug":"204028-sangue-infetto-si-al-risarcimento-per-la-famiglia-ruffolo-ma-lannunziata-non-paga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/204028-sangue-infetto-si-al-risarcimento-per-la-famiglia-ruffolo-ma-lannunziata-non-paga\/","title":{"rendered":"Sangue infetto, s\u00ec al risarcimento per la famiglia Ruffolo, ma l&#8217;Annunziata non paga"},"content":{"rendered":"<h4>Il caso\u00a0chiuso in primo grado con una condanna esecutiva dal Tribunale Penale di Cosenza, continua a non avere una legittima conclusione<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Dopo la sentenza di condanna emessa dal Tribunale Penale di Cosenza a carico di Marcello Bossio, primario del reparto di immunoematologia, e di Osvaldo Perfetti, Direttore Sanitario di Presidio, con la quale veniva inflitta anche una provvisionale di molte centinaia di migliaia di euro a favore della famiglia Ruffolo e dei suoi legali gli avvocati Massimiliano Coppa, Paolo Coppa, Luigi Forciniti, Marianna De Lia ad oggi \u2013 seppur pi\u00f9 volte sollecitata al pagamento \u2013 <strong>l\u2019Azienda Ospedaliera \u00e8 rimasta ulteriormente sorda pi\u00f9 di prima, come gi\u00e0 era stato lamentato nel processo dai difensori della famiglia Ruffolo sin dal 2013<\/strong>.<\/p>\n<p>In particolare nonostante la gravit\u00e0 della vicenda oggetto del processo i cui esiti sono stati definiti dai vertici stessi dell\u2019Ospedale bruzio negli atti del processo <em>\u201c\u2026prevedibili e prevenibili\u2026<\/em>\u201d, <strong>risulta che mai una parola di scuse o di condoglianze sia stata mai trasmessa dagli allora ed attuali vertici dall\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza alla famiglia di Cesare Ruffolo,<\/strong> neanche all\u2019esito della sentenza del 1 febbraio, n\u00e9 risulta alcuna risposta alla richiesta di pagamento della cifra a titolo di provvisionale stabilita dal Tribunale, costringendo i legali della famiglia ad iniziare l\u2019<strong>azione giudiziaria di recupero coattivo delle somme dovute<\/strong> che \u2013 certamente &#8211; dovranno essere totalmente corrisposte dall\u2019Azienda Ospedaliera in solido con il Ministero della Salute e con l\u2019Azienda Sanitaria Provinciale, considerato che, <strong>a causa delle gravissime condotte preesistenti dal 2012, la compagnia di assicurazione dell\u2019Ospedale ha respinto il sinistro comunicando formalmente l\u2019inoperativit\u00e0 delle garanzie di polizza a causa della volontariet\u00e0 delle condotte connotate da dolo e colpa grave, riconosciute sussistenti\u00a0 dal Tribunale di Cosenza con la sentenza di condanna<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-98008 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ospedale-cosenza-annunziata-419x280.jpg\" alt=\"ospedale-cosenza-annunziata\" width=\"419\" height=\"280\" title=\"\">N\u00e9 potr\u00e0 essere invocata la normativa di cui all\u2019art.14del DL 669\/96 da parte degli Enti Sanitari periferici considerato che la natura giuridica delle Aziende Ospedaliere e\/o Aziende Sanitarie le esclude dal novero dei soggetti che possono beneficiare del termine dilatorio di cui al citato art. 14 in quanto, a seguito del complessivo riassetto del sistema sanitario nazionale, le aziende medesime hanno assunto la natura di enti pubblici economici dotati di una propria personalit\u00e0 giuridica, un proprio patrimonio ed un proprio personale dipendente.<\/p>\n<p>Tale impianto normativo trova conferma nella giurisprudenza che ha sancito che <em>\u201c\u2026<\/em><em>per quel che concerne la dedotta violazione del termine \u201cdilatorio\u201d previsto dall\u2019art. 14 D.L. n. 669\/96, al riguardo, giova rilevare che, come affermato e di recente ribadito dalla Corte di legittimit\u00e0, le Aziende USL, in genere, hanno carattere imprenditoriale, strumentale al raggiungimento del fine pubblico perseguito, agiscono, quindi, \u201ciure privatorum\u201d e la loro organizzazione \u00e8 regolata da normativa di diritto privato, sicch\u00e8 la giurisdizione sulle controversie che le riguardano spetta all\u2019A.G.O. anzich\u00e9 al Giudice Amministrativo. <\/em>Da quanto sopra discende che l\u2019art. 14 \u2013 qualora dovesse essere invocato per ritardare ulteriormente il pagamento delle somme vergate dal giudice penale &#8211; la cui operativit\u00e0 presuppone la natura di amministrazione pubblica in capo al debitore esecutato &#8211; non \u00e8 applicabile alle Aziende Sanitarie cui detta <em>qualitas<\/em> soggettiva non \u00e8, appunto, riconoscibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 pare stia accadendo solo per questa famiglia perch\u00e9 <strong>varie sono state le transazioni operate negli anni dall\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza<\/strong> e dai suoi vertici in situazioni consimili,<strong> anche in assenza di condanne con provvisionali<\/strong>, per le quali sono state troppo <strong>frettolosamente erogate ingenti somme, oggi al vaglio della Corte dei Conti.\u00a0<\/strong>A questo punto, alla luce di questa incredibile vicenda, si pu\u00f2 tranquillamente ipotizzare che vi sia stato un passaggio di consegne di gestione contabile amministrativa che molto probabilmente va in contrasto con la normativa e continua a violarla tenacemente.<\/p>\n<p>Risulta, pertanto, che <strong>la famiglia Ruffolo, per il tramite dei suoi legali, abbia gi\u00e0 richiesto una valutazione alla Magistratura Contabile competente su un danno erariale corrispondente a circa tre milioni di euro<\/strong> riconducibili al premio assicurativo corrisposto dall\u2019Ospedale con soldi pubblici ad un grosso gruppo assicurativo che ha respinto un sinistro di una gravit\u00e0 come quello di Cesare Ruffolo, mentre dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 una Ospedale come quello di Cosenza che non rispetta le sentenze esecutive. La preoccupazione della famiglia Ruffolo e dei loro legali \u00e8 che \u2013 come sempre accade \u2013 <strong>i conti dell\u2019Azienda Ospedaliera sono in rosso e l\u2019azione esecutiva non trover\u00e0 capienza per il recupero delle somme da considerarsi oggi l\u2019unico segno di una rivincita morale e sociale<\/strong> che ancora non pu\u00f2 considerarsi raggiunta, malgrado l\u2019esistenza di una sentenza emessa da un Tribunale della Repubblica, in nome del Popolo Italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE<\/span><\/h2>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3962\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Processo \u201cSangue infetto\u201d, due condanne ed un\u2019assoluzione<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso\u00a0chiuso in primo grado con una condanna esecutiva dal Tribunale Penale di Cosenza, continua a non avere una legittima conclusione<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":90167,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-90166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90166\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}