{"id":90212,"date":"2018-02-26T16:10:47","date_gmt":"2018-02-26T15:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processo-galizia-attanasio-chiede-larresto-per-non-uccidere\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:16","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:16","slug":"204273-processo-galizia-attanasio-chiede-larresto-per-non-uccidere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/204273-processo-galizia-attanasio-chiede-larresto-per-non-uccidere\/","title":{"rendered":"Processo Galizia, Attanasio chiede l&#8217;arresto per &#8220;non uccidere&#8221;?"},"content":{"rendered":"<h4>\u201cIo devo andare ad un incontro, non voglio andare, arrestami\u201d. Furono le parole di Francesco Attanasio al poliziotto della stradale<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Lo conosceva da tempo quel poliziotto Francesco Attanasio tanto da spingersi a chiedere &#8220;la cortesia&#8221; di essere arrestato, probabilmente nel tentativo di sfuggire all\u2019infausto destino. Processo Galizia, sono stati sentiti come teste oggi il commissario Gianfranco Gentile della squadra mobile della questura di Cosenza e il sovrintendente della polstrada Giovanni Antonio Palermo. Il primo in riferimento al ritrovamento delle armi, il secondo per l&#8217;\u2019incontro avuto con Attanasio, durato una manciata di minuti e che, a quest&#8217;ultimo, gli avrebbe cambiato per sempre la vita. Si tratta dell<strong>\u2018omicidio di\u00a0due donne Edda Costabile e la figlia Ida Attanasio<\/strong>, rispettivamente mamma e sorella di Francesco Attanasio, trucidate\u00a0a colpi di pistola, il\u00a030 ottobre 2016 mentre si trovavano all\u2019interno del cimitero di San Lorenzo del Vallo. Ad essere accusato\u00a0<strong>Luigi Galizia,<\/strong>\u00a0fratello di Damiano, 31 anni, ucciso da Francesco Attanasio il 26 aprile del 2016.\u00a0\u00a0Galizia\u00a0deve rispondere di\u00a0<strong>duplice omicidio aggravato da futili motivi, porto e detenzione illegale di arma<\/strong>. L\u2019imputato \u00e8 difeso dagli avvocati Francesco Boccia e Cesare Badolato. Francesco Attanasio, costituitosi parte civile \u00e8 rappresentato\u00a0dall\u2019avvocato Giuseppe Francesco Formica, mentre\u00a0l\u2019avvocato Antonio Ingrosso rappresenta i familiari delle vittime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il ritrovamento dell\u2019arsenale in un box a Rende all\u2019interno del complesso \u201cGirasole\u201d<\/h4>\n<p>Il primo ad essere sentito \u00e8 stato il commissario Gentile che ha riferito in particolare sul ritrovamento delle armi in un box a Rende. \u00abHo coordinato le attivit\u00e0 sul ritrovamento di una notevole quantit\u00e0 di armi e munizioni, all\u2019interno del complesso \u201cGirasole\u201d. Il ritrovamento fu possibile grazie ad una confidenza di Attanasio fatta il 26 aprile del 2016, di un locale ubicato in questo stabile; a detta di Attanasio <strong>\u201cc\u2019era qualcosa di illecito\u201d<\/strong>. C\u2019erano <strong>80 garage<\/strong>: <strong>siamo risaliti da soli all\u2019individuazione del box<\/strong>. <strong>Era l\u2019unico dotato di un grosso lucchetto<\/strong>. Io non ho avuto il contatto diretto con Attanasio. Sapevamo solo che c\u2019era qualcosa d\u2019illecito. Abbiamo chiesto l\u2019intervento dei vigili del fuoco e abbiamo trovato armi da fuoco con un potenziale offensivo micidiale: fucili, pistole, K47, non ricordo esattamente tutte le armi, e oltre 2500 munizioni. <strong>Attanasio non ci ha fornito le chiavi del garage<\/strong> ed \u00e8 rimasto generico nell\u2019indicare il locale contenente \u201cqualcosa di illecito\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo contattato la proprietaria del locale, non viveva l\u00ec. Era proprietaria di un appartamento e del garage. Aveva dato la disponibilit\u00e0 del locale a Francesco Attanasio, che aveva svolto le <strong>funzioni di mediatore<\/strong> per un\u2019altra persona. La signora conosceva solo Attanasio. Si era affidata a lui <strong>dal mese di febbraio<\/strong>. Le aveva detto che aveva gi\u00e0 trovato una persona ma non sapeva chi fosse e si erano accordati per un prezzo da pagare ogni fine mese. Noi dovevamo stabilire cosa ci fosse all\u2019interno del garage. Abbiamo atteso il tempo necessario per fare intervenire qualcuno che rappresentasse la proprietaria e successivamente i vigili del fuoco. In seguito <strong>abbiamo ascoltato Attanasio che \u00e8 venuto prima sul posto e poi in questura. Il suo atteggiamento era abbastanza agitato<\/strong>. <strong>Non abbiamo rimosso le armi, ma non gliele abbiamo mostrate<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Galizia e il clan Presta<\/h3>\n<p>Non mi sono occupato delle indagini successive. Poi il caso \u00e8 passato ad altra sezione della mobile di Cosenza. Trasmettemmo il ritrovamento delle armi alla <strong>Distrettuale di Catanzaro<\/strong>. Noi le abbiamo ricondotte alla <strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> per la quantit\u00e0 e la portata delle armi. Per noi <strong>Damiano Galizia era vicino al clan Presta<\/strong>. Dall\u2019attivit\u00e0 info-investigativa era un soggetto vicino a Presta per le <strong>frequentazioni e i rapporti di \u00e8 parentela con Costantino Scorza<\/strong>, per conto della moglie. Su Attanasio non abbiamo svolto nessuna indagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Telecamere e perquisizioni<\/h3>\n<p>La difesa di Galizia, gli avvocati Badolato e Boccia si soffermano su <strong>telecamere e perquisizioni<\/strong>. Domandano al commissario della polizia di Stato se la proprietaria avesse fatto riferimento a telecamere e se ci fossero state perquisizioni a casa di Damiano Galizia. Il commissario ha risposto che il <strong>riferimento<\/strong> alle telecamere era stato fatto, ma che le <strong>indagini non le aveva svolte la sua sezione e per quanto riguarda la perquisizione per il ritrovamento delle chiavi del garage<\/strong> \u201c<strong>Attanasio aveva riferito di aver dato le chiavi all\u2019effettivo usuario del locale<\/strong>. Abbiamo fatto una perquisizione a casa della persona indicata dall\u2019Attanasio. Quei giorni non ricordo di avere fatto altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La strana confidenza di Attanasio per essere arrestato<\/h3>\n<p>E\u2019 stato poi sentito il sovrintendente della polstrada Palermo. Ha raccontato il momento in cui Attanasio ha deciso di fargli quella <strong>strana confidenza per essere arrestato<\/strong>. \u00abAttanasio l\u2019ho conosciuto anni addietro, all\u2019universit\u00e0. <strong>Era uno studente universitario, lavorava per la Gazzetta del Sud<\/strong>. Io avevo delle attitudini a scrivere e poi aveva un giornalino dell\u2019universit\u00e0 e voleva contributi sul codice della strada. <strong>L\u2019ho conosciuto nel 2010<\/strong>. Ci si vedeva in modo sporadico perch\u00e9 aveva terminato i suoi interessi. Il 26 aprile del 2016 ricevetti <strong>una chiamata<\/strong> da Attanasio. <strong>Molto inusuale<\/strong>. C\u2019era una conoscenza ma sporadica. Quel pomeriggio mi ha chiamato. Ci siamo visti per un caff\u00e8. <strong>Era agitato e impaurito a mio giudizio<\/strong>. Lui <strong>diceva che poteva dare delle informazioni su un magazzino che conteneva cose illegittime. Chiedeva di arrestarlo che poi se ne sarebbe uscito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>L\u2019incontro a cui non voleva recarsi<\/strong><\/h3>\n<p>\u00ab<strong>Ha indicato una zona e un magazzino, non ha indicato neanche cosa ci fosse<\/strong>. Mi parlava che doveva andare ad un <strong>incontro e non voleva andarci<\/strong>. Lui era un tipo molto tranquillo ma <strong>era impaurito<\/strong>. <strong>Voleva una scusa plausibile<\/strong>, cos\u00ec ha chiesto di essere arrestato. Ma non c\u2019erano i presupposti. Gli ho detto di stare calmo. Poi ho chiesto l\u2019ausilio dei colleghi e del mio comandante per approfondire e ci siamo messi con i colleghi della mobile e il mio comandante a mappare la zona. Quel magazzino era l\u2019unico con il lucchetto. <strong>Lui poi si \u00e8 allontanato<\/strong>. Dopo il primo incontro ha detto \u201c<strong>devo andare<\/strong>\u201d perch\u00e9 doveva guardare la figlia ed \u00e8 sparito. Noi poliziotti ci siamo messi sul posto per capire se ci fossero movimenti o visite strane. Nel frattempo si <strong>mappava la zona<\/strong> nell\u2019attesa di decidere il da farsi. Questa notizia era troppo leggera per fare qualcosa. <strong>Lui \u00e8 passato con la sua macchina. Era da solo. Ed \u00e8 sembrato di nuovo impaurito<\/strong>. E\u2019 stata una cosa di pochi attimi. Io posso fare un raffronto per come lo conoscevo. In genere era molto tranquillo. Invece quella volta era tirato dal viso. Mi sembrava fosse intenzionato a fermarsi ma \u00e8 andato via. Io non l\u2019ho fermato perch\u00e9 non sapevo, al fine della notizia data, se non voleva essere fermato.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 stato contattato in serata. Ed \u00e8 venuto accompagnato dall\u2019avvocato. Avevo provato a contattarlo un paio di volte ma il telefono risultava spento. Lui ha detto che si era scaricato. <strong>Quell\u2019incontro di cui parlava, Attanasio doveva averlo in giornata<\/strong>. Solo quando \u00e8 stato convocato dopo <strong>il ritrovamento delle armi ha dichiarato che era stato dato in uso a Damiano Galizia<\/strong>. Il nostro incontro \u00e8 durato un 15 minuti. Non \u00e8 stato un grande dialogo. <strong>Mi ha chiesto di essere arrestato se diceva una cosa perch\u00e9 poi ne sarebbe uscito perch\u00e9 non c\u2019erano impronte. Tutte cose cos\u00ec<\/strong>. Non \u00e8 stato concordato nulla. <strong>Lui voleva solo essere arrestato perch\u00e9 diceva che non voleva andare ad un incontro<\/strong>. Secondo me lui voleva in quel momento una motivazione per non andare a quell\u2019incontro. Lui non ha parlato di nulla. Voleva solo arrestato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Le trascrizioni delle intercettazioni all\u2019interno dell\u2019auto di Luigi Galizia e nel carcere tra Francesco Attanasio e la famiglia<\/h3>\n<p>Sentito poi il perito Zangaro che ha depositato le trascrizioni indicate dal pubblico ministero e dalla difesa (Badolato e Boccia). <strong>Due volumi<\/strong>: nel primo sono riportate le <strong>tre conversazioni ambientali all\u2019interno dell\u2019autovettura di Luigi Galizia<\/strong>; <strong>nel secondo i cinque colloqui in carcere tra Francesco Attanasio e i suoi familiari e una trascrizione di una conversazione all\u2019interno della caserma di Spezzano Albanese<\/strong>. Dei cinque colloqui, quattro sono sempre tra Attanasio e la nipote, mentre nel quinto oltre la nipote sono presenti la madre e la sorella. \u00a0Le voci sono tutte facilmente riconducibili ai soggetti anche perch\u00e9 il materiale \u00e8 audio \u2013 video e, inoltre, durante i colloqui era presente solo Attanasio e i parenti. Nel primo volume i tre colloqui tenutisi il 30 giugno del 2016, all\u2019interno dell\u2019autovettura, un\u2019Alfa Romeo in uso a Luigi Galizia, sono tra una voce maschile e una femminile. Quella maschile \u00e8 di Luigi Galizia, mentre la femminile fa riferimento ad una certa \u201cRos\u00e0\u201d. Parlano dell\u2019omicidio Galizia e del soggetto che avrebbe commesso l\u2019omicidio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIo devo andare ad un incontro, non voglio andare, arrestami\u201d. Furono le parole di Francesco Attanasio al poliziotto della stradale<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":90213,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-90212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90212"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}