{"id":90412,"date":"2018-03-03T19:02:06","date_gmt":"2018-03-03T18:02:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/con-i-migranti-si-fanno-molti-piu-soldi-che-con-la-droga-anche-a-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:29","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:29","slug":"205240-con-i-migranti-si-fanno-molti-piu-soldi-che-con-la-droga-anche-a-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/205240-con-i-migranti-si-fanno-molti-piu-soldi-che-con-la-droga-anche-a-cosenza\/","title":{"rendered":"&#8216;Con i migranti si fanno molti pi\u00f9 soldi che con la droga&#8217; anche a Cosenza"},"content":{"rendered":"<h4>Lettera aperta di due operatori cosentini contro il business dell\u2019accoglienza<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;Nella nostra citt\u00e0 l\u2019accoglienza \u00e8 una chimera, una finzione, un affare per avventurieri improvvisati. Chi ricorda pi\u00f9 la vicenda di Sangar\u00e8, il giovane migrante deceduto a seguito di un\u2019emorragia cerebrale verosimilmente provocata da un aneurisma nel CAS di Torano?\u00a0Molti di noi &#8211; scrivono in una lettera due operatori cosentini che lavorano nell&#8217;accoglienza &#8211; hanno avuto modo di vivere queste realt\u00e0 dall\u2019interno, di conoscere il dramma delle persone che nelle terre in cui viviamo cercano dignit\u00e0 e uno spazio per vivere. Di una cosa siamo sicuri: se queste persone, insieme a noi, non avessero conquistato con le lotte sociali un tetto e quel minimo di diritti che sono a loro riconosciuti, oggi non esisterebbero. Le tensioni all\u2019interno dei centri di accoglienza sono funzionali al degrado, al business di finta accoglienza.<strong> Sottrarre i mezzi di sussistenza, ritardare il riconoscimento e il rilascio dei documenti, tessere sanitarie e strumenti riconosciuti dalla legge, serve a marginalizzare i migranti, a usarli come arma di pressione<\/strong> sui livelli istituzionali intermedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soprattutto questo alimenta insicurezza e xenofobia. Non ci interessa colpire quelle singole esperienze cooperative, crediamo sia sbagliato perch\u00e9 alimenta la demonizzazione dei percorsi virtuosi.\u00a0Una cosa per\u00f2 \u00e8 certa: tra i CAS e gli SPRAR non riusciamo a cogliere differenze sostanziali. Fanno tutti parte di un unico presunto \u201cmodello\u201d che svuota le persone migranti, le priva dei loro corpi, ne annulla i volti. E\u2019 un <strong>sistema complementare alla propaganda razzista di Salvini e dei neofascisti.<\/strong> Il problema \u00e8 che nella catena di montaggio della fabbrica dell\u2019accoglienza truffaldina gli operatori, entrando in questo meccanismo vizioso, non vedono alternative possibili e finiscono per uniformarsi e contribuire al funzionamento di questa macchina oppressiva.\u00a0Se abbiamo voluto pubblicare questo testo a poche ore dalle elezioni, \u00e8 perch\u00e9 riteniamo che qualsiasi elettore, chiunque, debba riflettere su questi temi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La societ\u00e0 che nascer\u00e0 da questo presente sar\u00e0 il frutto delle contraddizioni e dei conflitti che stiamo vivendo, dallo sfruttamento della questione dei migranti scaturiranno tanti dei problemi della societ\u00e0 che ci attende.\u00a0Di questo terribile gioco fanno parte anche le Prefetture. Queste istituzioni, non pagandole, contribuiscono infatti al mantenimento delle condizioni di degrado delle strutture di accoglienza. A questo si aggiungono le dinamiche infamanti con cui i politicanti di turno aprono questi centri di accoglienza per speculare sulla vita dei migranti. <strong>Chi richiede accoglienza spesso viene ridotto ad un semplice numerino da collocare nella struttura<\/strong>. Tutto questo pu\u00f2 riassumersi nella ormai celebre frase emersa durante le intercettazioni di mafia capitale: &#8216;Con i migranti si fanno molti pi\u00f9 soldi che con la droga&#8217;\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera aperta di due operatori cosentini contro il business dell\u2019accoglienza<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":90413,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-90412","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90412"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90412\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}