{"id":90586,"date":"2018-03-08T18:23:36","date_gmt":"2018-03-08T17:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/estorsione-alle-magnolie-8-anni-di-carcere-per-barone\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:40","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:40","slug":"206137-estorsione-alle-magnolie-8-anni-di-carcere-per-barone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/206137-estorsione-alle-magnolie-8-anni-di-carcere-per-barone\/","title":{"rendered":"Estorsione alle Magnolie, 8 anni di carcere per Barone"},"content":{"rendered":"<h4>Era presente alla richiesta estorsiva insieme a Marotta, gi\u00e0 condannato in abbreviato a 5 anni. Per l&#8217;accusa &#8220;Barone\u00a0d\u00e0 forza all\u2019atto intimidatorio&#8221;<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Estorsione Magnolie, <strong>otto anni \u00e8 la sentenza di condanna nei confronti di Ivan Barone<\/strong>, accusato di avere in concorso morale e materiale con <strong>Antonio Marotta, (gi\u00e0 condannato in abbreviato a\u00a0quattro anni<\/strong>, ndc) con pi\u00f9 azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, mediante minaccia consistita nell\u2019avvalersi del\u00a0<strong>potere di intimidazione<\/strong>\u00a0derivante dalla spendita del nome di Daniele Lamanna, noto appartenente alla <strong>cosca \u201cRango \u2013 Zingari\u201d<\/strong>, operante sul territorio di Cosenza e cos\u00ec manifestando la loro contiguit\u00e0 alla predetta cosca, recandosi in pi\u00f9 occasioni presso il ristorante pizzeria \u201cLe Magnolie\u201d\u201d. Cos\u00ec si \u00e8 espresso il collegio giudicante presieduto dal giudice Carpino al termine della camera di consiglio. <strong>Il pubblico ministero della Distrettuale di Catanzaro Camillo Falvo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione.<\/strong><\/p>\n<p>Questa mattina prima di dichiarare chiusa l\u2019istruttoria dibattimentale <strong>\u00e8 stato sentito l\u2019imputato<\/strong> difeso dall\u2019avvocato Gelsomino. Rispondendo alle domande della difesa e dell\u2019accusa ha dichiarato di <strong>non avere mai conosciuto e parlato con il proprietario della pizzeria \u201cMagnolie\u201d<\/strong>. \u00abConosco Antonio Marotta, un rapporto relativo, non di amicizia che tutti i giorni ci vedevamo\u00bb. E a proposito dell\u2019incontro alle Magnolie \u00ab<strong>Mi sono recato alle Magnolie una sola volta, a dicembre 2016. Io mi ero recato per andare a mangiare e si diceva che l\u00e0 si mangiava bene. Siamo andati l\u00e0, non c\u2019era il proprietario e ce ne siamo andati. Io non sapevo le intenzioni di Marotta\u00bb<\/strong>. L\u2019imputato risponde poi alle domande del pm della Dda Falvo. \u00abNon ho mai visto in vita mia Moretti. Io sono andato alle Magnolie perch\u00e9 mi avevano consigliato: \u201cl\u00ec si mangiava bene\u201d. Io ero presente quando abbiamo chiesto ai dipendenti se ci fosse il proprietario, poi siamo andati via e non sono andato pi\u00f9. Quel giorno poi con gli amici ci siamo fermati a mangiare sulla statale\u00bb. L\u2019imputato alla domanda dell\u2019accusa non ha saputo fornire i nomi degli amici, n\u00e9 il luogo dove si fermarono a mangiare, n\u00e9 il perch\u00e9 avessero scelto di non fermarsi alle Magnolie anche se il titolare era risultato essere assente \u00abNon mi ricordo, sono passati anche due anni\u00bb. Sulle frasi pronunciate dal Marotta \u00ab<strong>Non ho assistito a quello che ha detto il Marotta. Personalmente io non ho mai parlato con Moretti. E non ho saputo pi\u00f9 nulla perch\u00e9 io non ci sono pi\u00f9 andato<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019accusa poi ha domandato se l\u2019imputato avesse rapporti con il clan Rango \u2013 Zingari \u00ab<strong>Io non ho mai parlato con Lamanna. Conosco Rango Maurizio di vista da 4 \u2013 5 anni. Conosco Antonio Abbruzzese, Ettore Sottile ma con loro solo un rapporto \u201cciao e ciao\u201d, \u201cbuongiorno e buonasera\u201d\u00bb<\/strong>. Con Sottile ha ammesso di essere stato fermato per un controllo dalle forze dell\u2019ordine mentre mai con Maurizio Rango. Ma l\u2019accusa supportato dagli atti prodotti durante l\u2019istruttoria dibattimentale ha incalzato Barone dicendogli che era stato fermato con Rango il 27 marzo del 2017 e a giugno e novembre dello stesso anno con Antonio Abbruzzese. \u00abDi Rango non ricordo. Forse con Abbruzzese s\u00ec, pu\u00f2 essere. Ma Lamanna non lo conosco\u00bb. Chiusa l\u2019istruttoria dibattimentale il pubblico ministero Falvo prima della requisitoria ha depositato gli atti processuali \u201cRango \u2013 Zingari\u201d in merito ai fatti inerenti Daniele Lamanna, citato da Marotta; i verbali di sequestro e perquisizione nei confronti di Marotta, le motivazioni della sentenza di condanna sempre del Marotta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La requisitoria dell&#8217;accusa &#8220;Non vi \u00e8 dubbio che sussistano gli elementi per dire che si tratti di estorsione col metodo mafioso: l\u2019estorsione \u00e8 consumata; il metodo mafioso \u00e8 dato dalle modalit\u00e0&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>\u00abUna vicenda lunga quella vissuta dalla persona offesa, (il titolare della pizzeria \u201cMagnolie\u201d, Moretti, ndc) perch\u00e9 ha vissuto per ben due volte la richiesta estorsiva, prima ad opera della compagine, poi condannata nell\u2019ambito del processo denominato Rango \u2013 Zingari, e nella successiva richiesta estorsiva avanzata nei suoi confronti rievocando il soggetto gi\u00e0 condannato per la prima estorsione, Daniele Lamanna &#8211; sostiene il pubblico ministero Camillo Falvo- \u00bb. I fatti: \u00abSi presentano due soggetti in pi\u00f9 circostanze presso la pizzeria Le Magnolie per avanzare una richiesta di un regalo presentandosi come amici di Lamanna. In realt\u00e0 a parlare \u00e8 solo Marotta che poi viene arrestato. <strong>La vittima ha denunciato e si presta a fotocopiare le banconote per la somma di mille euro che \u00e8 solo una prima trance di tutta una serie di somme da versare nelle migliori tradizioni \u2018ndranghetistiche: a Natale, a Pasqua e a Ferragosto<\/strong>. Solo che non potevano prevedere che la persona offesa cos\u00ec come aveva fatto gi\u00e0 altre volte, avrebbe denunciato il fatto. Quando si presenta il Marotta viene arrestato in flagranza\u00bb. Falvo si rif\u00e0 all&#8217;esame dell&#8217;imputato \u00ab<strong>Ma chi c\u2019era con Marotta? Oggi dice l\u2019imputato \u201cio sono andato solo una volta\u201d, \u201cnon ho incontrato Moretti\u201d, \u201cnon c\u2019ero quando \u00e8 stata avanzata richiesta estorsiva\u201d, \u201cero presente perch\u00e9 dovevo mangiare la pizza con degli amici\u201d, ma non ricorda gli amici perch\u00e9 \u00e8 passato troppo tempo<\/strong>. Per\u00f2 \u00e8 strano, e anche da questo si pu\u00f2 desumere la responsabilit\u00e0 penale dell\u2019imputato che va con gli amici per mangiare presso il locale e se ne vanno perch\u00e9 non c\u2019era il proprietario; se ne sarebbero dovuti andare se non ci fosse stato posto\u00bb. L&#8217;accusa si sofferma sul riconoscimento dell&#8217;imputato \u00ab<strong>Il proprietario, il fratello e le dipendenti hanno riconosciuto il Barone prima dell\u2019inizio del processo attraverso le immagini della videosorveglianza e anche durante l&#8217;istruttoria dibattimentale. Ci sono le conversazioni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<h2>La richiesta estorsiva<!--nextpage--><\/h2>\n<p>\u00abLa richiesta si articola in due momenti diversi &#8211; continua il pm della Dda Falvo &#8211;\u00a0 \u201csono amico del Lamanna\u201d\u00a0e, quando si riscontra la resistenza da parte della persona offesa, si sposta il tiro e si evocano gli zingari ovvero i soggetti pi\u00f9 liberi di agire in quel momento sul territorio. Non vi \u00e8 dubbio sull\u2019attivit\u00e0 estorsiva del Marotta per via della sentenza di condanna. <strong>Non vi \u00e8 dubbio che sussistano gli elementi per dire che si tratti di estorsione col metodo mafioso: l\u2019estorsione \u00e8 consumata; il metodo mafioso \u00e8 dato dalle modalit\u00e0<\/strong>: si evoca il regalo, la presenza di Lamanna noto \u2018ndranghetista condannato per 416 bis. <strong>Dobbiamo concentrarci su quello che \u00e8 la valenza dal punto di vista probatorio della presenza di Barone in quella circostanza.<\/strong> Moretti dir\u00e0 che \u00e8 pi\u00f9 di una circostanza, l\u2019ha visto anche il fratello ed era presente quando \u00e8 stata avanzata la richiesta estorsiva. <strong>E\u2019 chiaro che una richiesta estorsiva si fa evocando la presenza di una organizzazione. Barone \u00e8 presente per dare forza all\u2019atto intimidatorio.<\/strong> E che questa sia la funzione non vi \u00e8 dubbio alcuno anche alla luce delle <strong>dichiarazioni di Lamanna<\/strong>. Oggi l\u2019imputato ha detto che ricordava a stento Rango, Sottile, Abbruzzese tutti indagati e condannati ma perch\u00e9 ce lo dice Lamanna <strong>\u201cIo Barone lo conosco e so che era stato affiliato al clan Rango Maurizio, e lo scopo della sua affiliazione era quello di fare danneggiamenti e richieste estorsive nei confronti di esercizi commerciali&#8221;<\/strong>. Questa \u00e8 la ragione per la quale si trova in compagnia di Marotta per la richiesta estorsiva. E quindi non vi \u00e8 dubbio che in questo caso \u00e8 <strong>provata la responsabilit\u00e0 penale dell\u2019imputato per il reato di estorsione consumata<\/strong>. Dal punto di vista sanzionatorio, estorsione col metodo mafioso, aggravato dall\u2019art. 7, recidiva, contestata reiterata, specifica, quinquennale per i reati dell\u2019art. 407 del c.p. tenendo conto della gravit\u00e0 della condotta, della personalit\u00e0 dell\u2019imputato, della recidiva contestata chiedo la condanna di 9 anni di reclusione e otto mila di multa\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La difesa chiede l&#8217;assoluzione\u00a0perch\u00e9 il fatto non \u00e8 stato commesso dall\u2019imputato\u00a0e per carenza dell\u2019elemento psicologico<\/h3>\n<p>La difesa si oppone e precisa \u00abdall\u2019istruttoria espletata non si pu\u00f2 ritenere raggiunta la prova al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio della colpa del Barone. E\u2019 importante scindere la posizione del Marotta, condannato per il reato di estorsione consumata e aggravata col metodo mafioso, e del Barone. A mio avviso, rafforzata dall\u2019istruttoria e dagli atti, diversa \u00e8 la posizione del Barone, marginale rispetto a quella del Marotta. Il <strong>collaboratore di giustizia<\/strong> dice di aver fatto parte dell\u2019organizzazione e, nel momento in cui\u00a0 \u00e8 venuto a conoscenza della circostanza che il Barone facesse parte di questa organizzazione, lui era gi\u00e0 fuoriuscito. Quindi, al fine di vagliare l\u2019utilizzabilit\u00e0 delle dichiarazioni del collaboratore al fine di questo processo, bisogna fare un raffronto tra i tempi di uscita dell\u2019organizzazione del Lamanna e quelli di entrata del Barone. Ossia, <strong>le informazioni date dal Lamanna non sono informazioni acquisite in maniera diretta ma de relato \u201cme l\u2019ha riferito il Rango\u201d<\/strong>. E a mio avviso non \u00e8 utilizzabile nel processo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A\u00a0proposito dell\u2019estorsione<\/strong> precisa la difesa \u00ab<strong>E\u2019 stata consumata ma avvenuta in un momento successivo alle condotte contestate al Barone<\/strong>. Dall\u2019istruttoria espletata, dalle dichiarazioni rese dalla parte offesa e da quelle dei dipendenti si evince un dato certo che, nel mese di dicembre due persone si recavano presso la pizzeria, non trovavano il proprietario e non trovando nessuno nel locale chiedevano ai dipendenti della presenza del proprietario e dopo aver ricevuto risposta dell\u2019assenza di quest\u2019ultimo vanno via. A questo episodio vengono forniti i fotogrammi alla questura e in quella sede si risale alla presenza del Barone. Della successiva presenza non vi \u00e8 prova alcuna. <strong>Non abbiamo fotogrammi o prove che collocano con certezza il Barone al ristorante Le Magnolie quando viene effettuata la richiesta estorsiva.<\/strong>\u00a0\u00f9<\/p>\n<p>Altro elemento importante \u00e8 <strong>l\u2019assenza dell\u2019elemento psicologico<\/strong>. Il Barone oggi ci dice che <strong>oltre di essere stato presso le Magnolie in una sola occasione non era a conoscenza delle intenzioni del Marotta<\/strong>. Ma un elemento ancora pi\u00f9 importante affinch\u00e9 una persona possa concorrere <strong>nel reato di estorsione \u00e8 necessaria anche la sola presenza pur se abbia un effetto rafforzativo<\/strong>. Se il <strong>Barone si \u00e8 recato alla pizzeria in una sola occasione e senza sapere la motivazione come poteva rafforzare la presenza di un soggetto che tra l\u2019altro \u00e8 dimostrato non ha proferito parole, non si \u00e8 presentato e non era neanche conosciuto dalle persone offese<\/strong>\u00bb La difesa ha chiesto l\u2019assoluzione in base all\u2019art. 530 perch\u00e9 il fatto non \u00e8 stato commesso dall\u2019imputato o \u00e8 contraddittoria la prova. In subordine per la carenza dell\u2019elemento psicologico chiede l\u2019assoluzione per insussistenza della prova perch\u00e9 il fatto non costituisce reato per difetto dell\u2019elemento psicologico\u00bb<\/p>\n<p>Il collegio giudicante ha condannato l\u2019imputato, riconosciuto l\u2019aumento di pena e le circostanze attenuanti generiche equivalenti alle ulteriori aggravanti contestate, alla pena di <strong>otto anni di reclusione, al pagamento della multa di otto mila euro<\/strong>, oltre le spese processuali. E\u2019 stato inoltre interdetto dai pubblici uffici e condannato al risarcimento del danno alle costituite parti civili rappresentate dagli avvocati Domanico e Pizzuti, da liquidarsi in separata sede e al risarcimento del danno in favore dell&#8217;associazione antiracket\u00a0di\u00a0Cosenza\u00a0&#8220;Lucio Ferrami&#8221;\u00a0con il presidente Alessio Cassano e la vittima rappresentata dal legale Michela Grandinetti pari a 2 mila euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era presente alla richiesta estorsiva insieme a Marotta, gi\u00e0 condannato in abbreviato a 5 anni. 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