{"id":90807,"date":"2018-03-14T18:39:36","date_gmt":"2018-03-14T17:39:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/corigliano-operazione-tribunale-le-punizioni-che-non-perdonano\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:55","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:55","slug":"207064-corigliano-operazione-tribunale-le-punizioni-che-non-perdonano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/207064-corigliano-operazione-tribunale-le-punizioni-che-non-perdonano\/","title":{"rendered":"Corigliano, operazione Tribunale, le punizioni che non perdonano"},"content":{"rendered":"<h4>Minacce e punizioni quasi mortali e di mutilazione. Il mondo dell&#8217;orrore viene spazzato via dall&#8217;azione incisiva dell&#8217;Arma e della Procura di Castrovillari<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CORIGLIANO &#8211; Tutto inizia dal <strong>danneggiamento della macchina di un carabiniere dell\u2019aliquota radiomobile che da tempo monitoravano<\/strong> <strong>la banda dello scalo<\/strong>. \u201cL\u201911 aprile 2013 una pattuglia viene inviata in una via della citt\u00e0, in cui era stato segnalato un incendio. Giunti sul posto uno dei componenti della pattuglia constatava che l\u2019incendio era divampato all\u2019interno del cortile della propria abitazione e che la propria vettura alfa romeo 159 era in fiamme\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Le punizioni, il Tribunale e la denuncia di Giuranna del 14 marzo del 2014<\/h2>\n<p>\u201cCirca 4 anni fa si present\u00f2 a casa di mio padre <strong>\u201cA vozza\u201d<\/strong> il quale ha detto a pap\u00e0 di stare attento per me e mio fratello, dicendo che <strong>non dovevamo combinare guai altrimenti ci avrebbero bruciato tutto, compreso la macchina e la nostra abitazione e tagliato i giardini perch\u00e9 eravamo sospettati di essere autori di numerosi furti<\/strong>. E\u2019 stato ordinato che sia io che mio fratello non dovevamo spostarci da nessuna parte, neanche a Spezzano albanese perch\u00e9 quello \u00e8 il suo territorio. Un anno e mezzo fa Sabino ha ordinato a mio padre di picchiarmi davanti a lui poich\u00e9 ero stato ritenuto colpevole di altri furti commessi sempre ad Apollinara. Mio padre mi ha chiesto se era vero ed ovviamente io ho detto di no e nonostante questo, <strong>Sabino ha forzato mio padre a picchiarmi<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa estate, \u00e8 venuto a casa mia<strong> mio cugino il quale mi ha detto di recarmi con lui a casa di Arturi, nel suo capannone sul retro dell\u2019abitazione<\/strong>. Durante il viaggio mi ha riferito che si trovavano l\u00ec <strong>tutti i pezzi grossi i quali volevano chiarire se mio cugino insieme a Bastone avesse fatto un furto ai danni di un parente di Solimando, al quale avevano rubato un motORe a nafta<\/strong>. Mio cugino ci aveva detto che era stato effettivamente lui insieme a Bastone ma non l\u2019aveva mai ammesso per paura di essere puniti. Arrivato l\u00ec abbiamo notato <strong>Sabino V. che faceva la sentinella. All\u2019interno c\u2019era Giovanni Arturi, Filippo Solimando, Luigi Sabino seduti uno di fianco all\u2019altro, tipo Tribunale. Al centro sedeva Filippo Solimando, giudici a latere Arturi e Sabino. Appena giunto ci siamo salutati tutti con una stretta di mano e poi mi hanno fatto sedere su una sedia davanti al \u201cTribunale\u201d. A fianco a me seduto su un\u2019altra sedia c\u2019era mio cugino. Il processo \u00e8 quindi iniziato con le accuse mosse da Arturi il quale puntava fisicamente il dito contro mio cugino contestandogli il furto al parente del compare Filippo. Mio cugino ha negato tutto. A me hanno detto di andare via e di non commettere furti e se avessi avuto bisogno di soldi di rivolgermi a loro che mi avrebbero detto come fare i furti. Mentre andavo via io Giuseppe Manna e il cognato Marco, forse per subire un altro processo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il pestaggio di Loris, coltellate e una sedia spaccata in testa<\/h2>\n<p>Alle otto del mattino bussano alla finestra di Loris, era Alfonso \u201cVotamenzullo\u201d: \u201c<strong>Lorisa apri che ti devo dire una parola<\/strong>\u201d. Io mi sono alzato dal letto ed ho aperto la porta d\u2019ingresso. Senza darmi il tempo di accorgermene <strong>sono entrati in casa Alfonso insieme ad altri due ragazzi, due cugini, che senza parlare hanno subito iniziato a picchiarmi.<\/strong> Mi hanno afferrato per le braccia bloccandomi ed <strong>imbracciando un coltello ciascuno hanno iniziato a sferrarmi dei fendenti<\/strong>. <strong>Uno mi colpiva alla coscia sinistra, l\u2019altro a quella destra<\/strong>. Il terzo rimaneva lontano dai coltelli e appena mi lasciavano i due si avvicinavano e <strong>mi colpiva ripetutamente con schiaffi e pugni sul volto e prendendo una sedia la passava al cugino che me la scaraventava violentemente in testa<\/strong>. Accusavo un forte dolore e<strong> sentivo scorrere del sangue sulla faccia<\/strong>. <strong>Iniziavo a sanguinare vistosamente dalle gambe che mi erano state colpite dalle coltellate e iniziavo ad avere paura di morire<\/strong>. I tre si allontanavano a grande velocit\u00e0\u201d<\/p>\n<p>&#8220;Il Giuran viene portato in questo capannone e lo processano. Se non ci fosse stato questo aver toccato qualcuno che stava pi\u00f9 in alto, la cosa sarebbe rimasta circoscritta. C\u2019erano episodi segnalati pi\u00f9 volte dai carabinieri di persone che andavano in ospedale e si facevano refertare perch\u00e9 erano malmessi; simulavano altre cose e non dicevano il perch\u00e9. E\u2019 stato un lavoro di mettere insieme tutti questi dati. Poi hanno esagerato: c\u2019\u00e8 una conversazione emblematica che da segno della violenza e della tracotanza \u201c<strong>se quello ha rubato con la mano gli si tira una martellata sulle mani. E gli si schiaccia la mano in modo che se va a rubare ancora gliela schiacciamo ancora fino a toglierla; si arrivava fino alle mutilazioni. Una sorta di attivit\u00e0 punitiva&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi sono solo alcuni degli innumerevoli episodi di violenza e pestaggi che hanno subito non solo la banda dello scalo ma anche le vittime delle estorsioni, delle rapine e dei furti. <strong>A delineare tutta l&#8217;operazione che ha debellato &#8220;un cancro&#8221; terribile che aveva ramificazioni violente e devastanti nella sibaritide da pi\u00f9 anni costringendo la gente a sottostare al volere dell&#8217;associazione egemone del territorio imponendo guardianie, ditte a cui subappaltare lavori ed altro, i militari dell&#8217;Arma della compagnia di Corigliano insieme alla Procura della Repubblica di Castrovillari in una conferenza stampa tenutasi a Cosenza presso il comando provinciale dell&#8217;Arma<\/strong>. Ad illustrare le varie fasi il procuratore capo della Repubblica di Castrovillari <strong>Facciolla<\/strong>, il comandante provinciale dell&#8217;Arma <strong>Sutera<\/strong>, il sostituto procuratore <strong>Iantorno,<\/strong> il capitano della compagnia di Corigliano <strong>Calascibetta<\/strong> e il\u00a0comandante del Norm che ha portato avanti l&#8217;attivit\u00e0 investigativa, il tenente <strong>Della Queva<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Facciolla: &#8220;Dobbiamo riappropriarci del territorio&#8221;, &#8220;riacquistare la fiducia nelle Istituzioni&#8221;<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-207069 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/9e0b91e9-5397-4c9d-97e8-4d2f8b9fd6a6-440x248.jpg\" alt=\"9e0b91e9-5397-4c9d-97e8-4d2f8b9fd6a6\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\">\u00abSono state emesse misure cautelari diversificate che vanno dalle misure in carcera alle misure minori nei confronti dei soggetti che si sono resi responsabili in un arco temporale, che risale a qualche anno addietro,\u00a0<strong>di condotte particolarmente gravi e cruente nella loro dinamica di consumazione<\/strong>. Si tratta di <strong>due contesti completamente diversi che interagiscono, soprattutto l\u2019una sovrasta l\u2019altra in questo contesto<\/strong>. Una serie di <strong>reati contro il patrimonio<\/strong> prevalentemente ma con <strong>metodiche di particolare allarme sul territorio anche nel contesto della criminalit\u00e0 locale<\/strong>. Vengono consumati <strong>furti in appartamento, rapine, violenza nei confronti di persone di Corigliano e tra questi soggetti viene colpito un parente di Filippo Solimando<\/strong> che \u00e8 noto alle cronache per passati di vicende giudiziarie di criminalit\u00e0 organizzata e <strong>in questo contesto scatta un\u2019azione di rappresaglia violenta nei confronti di questa banda dedita a rapina e fatti riguardanti reati contro il patrimonio<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel corso di questa attivit\u00e0 abbiamo verificato come sul territorio purtroppo c\u2019era <strong>una sorta di controllo generalizzato che partiva dall\u2019alto<\/strong>, ossia di fenomeni di pi\u00f9 ampio respiro che non sono di nostra competenza, probabilmente consolidati nel corso degli anni. <strong>Organizzazioni mafiose che controllavano le dinamiche del territorio.<\/strong> Questa banda che operava verosimilmente \u00e8 entrata in conflitto con le dinamiche di queste organizzazioni pi\u00f9 ampie e quindi noi abbiamo documentato tutto attraverso servizi di intercettazione che <strong>venivano picchiati selvaggiamente a scopo punitivo e repressivo di quello che erano le responsabilit\u00e0 per i fatti commessi in precedenza e da l\u00ec si \u00e8 sviluppata tutta l\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine<\/strong>. Quello che \u00e8 emerso \u00e8 che ad un certo punto, uno dei soggetti che viene colpito, in 24 ore subir\u00e0 due aggressioni violentissime, uno al mattino e l\u2019altra nel pomeriggio, a rimarcare qual era il comportamento da non tenere pi\u00f9 mentre dovevano allinearsi ad altre logiche; questa persona decide di affidarsi ai carabinieri e raccontare cosa stava succedendo. Noi documentiamo sostanzialmente chi veniva sospettato di essere l\u2019autore di determinati crimini contro il patrimonio <strong>non consentito dall\u2019organizzazione madre<\/strong>, <strong>veniva portato davanti ad una sorta di Tribunale in cui sedeva il Solimando come presidente del Tribunale, secondo la descrizione della persona e a latere altri due sodali che, dopo l\u2019interrogatorio e la contestazione al soggetto, infliggevano anche la condanna che poi veniva eseguita con queste spedizioni punitive particolarmente gravi nelle loro dinamiche<\/strong>. In parallelo registriamo le conversazioni degli autori di questi furti in appartamento; commentavano e si dicevano preoccupati di quello che stava accadendo, a seconda le varie situazioni e in parallelo a queste conversazioni, prendiamo gli altri soggetti che erano <strong>i responsabili della squadra punitiva che davano lezioni di comportamento ai sodali con i quali si relazionavano<\/strong>. E quindi dicevano <strong>\u201ctu gli devi dare l\u2019esempio\u201d, \u201ccomincia a rompergli un osso\u201d, \u201ccomincia a rompergli un braccio, a spezzargli una gamba\u201d<\/strong>, una descrizione di quella che era la punizione da infliggere. I fatti sono particolarmente gravi e soprattutto, nel pieno dell\u2019attivit\u00e0 di indagine queste persone non esitano a colpire in qualche modo direttamente lo Stato con un attentato incendiario nei confronti di un maresciallo dell\u2019Arma dei carabinieri impegnato a fare il suo servizio ordinario.<\/p>\n<p>Questo denota purtroppo che da quando mi sono insediato ho cercato di conoscere quelle che erano le dinamiche sul territorio con i vertici delle forze dell\u2019ordine, il comandante \u00e8 arrivato in tempi pi\u00f9 recenti ma <strong>l\u2019Arma dei Carabinieri sta dando il suo prezioso contributo\u00a0 in questa direzione:<\/strong>\u00a0<strong>dobbiamo riappropriarci del territorio.<\/strong> E\u2019 un territorio drammaticamente occupato nel corso degli anni da criminalit\u00e0 organizzata e disorganizzata. Nel caso di specie vediamo interagire soggetti che fanno parte di criminalit\u00e0 locale con soggetti di pi\u00f9 ampio respiro. Allora l\u2019importanza \u00e8 questo: <strong>se si colpisce un appartenente alle Istituzione ritenuto responsabile di fare il proprio lavoro perch\u00e9 facevano controlli, relazioni, ecc. evidentemente \u00e8 un attacco diretto allo Stato che non pu\u00f2 essere tollerato. Questo lo rimarco perch\u00e9 la nostra non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di facciata; noi siamo qui non per la figurina sul giornale domani mattina, ma perch\u00e9 crediamo che questo territorio deve riacquistare la fiducia nelle Istituzioni.<\/strong> <strong>Le forze dell\u2019ordine sono impegnate quotidianamente con i mezzi, pochi, scarsi, insufficienti, per\u00f2 ci siamo. C\u2019\u00e8 la Procura, c\u2019\u00e8 l\u2019Arma dei Carabinieri, c\u2019\u00e8 il comando di Corigliano che si avvale di preziosi conoscitori di zona, collaboratori che sono davvero insostituibili e a cui va il mio ringraziamento quotidiano per quello che fanno, diretti da ottimi ufficiali.<\/strong> E\u2019 una sinergia operativa che sta cominciando a dare i suoi risultati. Questi sono fatti che risalgono a qualche anno addietro. C\u2019\u00e8 stato un momento di trasferimento di carte da un ufficio all\u2019altro e Filippo Solimando era gi\u00e0 coinvolto in operazione come Galassia, ed altre della sibaritide. Parliamo di soggetti che sono notoriamente mafiosi da diversi anni con sentenze passate ingiudicato. E questo ha fatto s\u00ec che c\u2019\u00e8 stato uno scambio relazionale con la procura distrettuale finch\u00e8 gli atti sono stati rimessi al mio ufficio ritenendo che non fossero atti di competenza della Distrettuale. Purtroppo i nostri passaggi non sono tempestivi. Inoltre si \u00e8 reso necessario riattualizzare queste condotte consumate nel periodo 2013 \u2013 2014; sostanzialmente hanno avuto uno strascico anche in tempi recenti e noi abbiamo aggiunto questi dati in modo da riattualizzare per poter dimostrare che questa gente non aveva smesso di commettere questi reati ma si era ancora pi\u00f9 stratificata sul territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Sutera, &#8220;la riaffermazione quotidiana della presenza dello Stato&#8221;<!--nextpage--><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-207071 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/intercettazioni-corigliano-2-735x400-1-440x239.jpg\" alt=\"intercettazioni-corigliano-2-735x400\" width=\"440\" height=\"239\" title=\"\">\u00abVoglio esprimere il mio grazie per le parole che il procuratore di Castrovillari ha inteso esprimere per l\u2019Arma dei carabinieri di tutta la provincia e di Corigliano che giornalmente operano su tutto il territorio attraversato da dinamiche criminali regolarmente complesse che devono essere ogni giorno lette, decifrate, interpretate nel modo pi\u00f9 corretto &#8211; sono le parole del comandante provinciale dell&#8217;Arma Sutera-. Ritornando alle indagini si \u00e8 fatto riferimento ad <strong>un fatto delittuoso di particolare gravit\u00e0 che registriamo nella notte dfell\u201911 aprile 2013 ai danni di un carabiniere dell\u2019aliquota radiomobile della compagnia di Corigliano<\/strong>. Da l\u00ec si sviluppa una attivit\u00e0 d\u2019indagine che inizia a prendere in considerazioni una serie di violente aggressioni fisiche portate a termine anche con l\u2019utilizzo di armi bianche e che si sono sviluppate in un arco temporale ristretto: da aprile sino ad arrivare al mese di giugno. Si poneva davanti agli investigatori un quadro che andava chiaramente letto e interpretato. Le attivit\u00e0 condotte dalla compagnia di Corigliano Calabro coordinate alla Procura hanno immediatamente consentito di inquadrare innanzitutto l\u2019episodio che ha riguardato il nostro militare individuando l\u2019autore in un trentenne del luogo oggi sottoposto all\u2019obbligo di firma, ma soprattutto andando a decifrare quello che era il movente del fatto delittuoso; sia <strong>la volont\u00e0 di operare una sorte di ritorsione nei confronti dei carabinieri che bene stavano operando in quell\u2019arco temporale in quel territorio in pressanti controlli che riguardavano proprio quei sviluppi investigativi che si sarebbe andato\u00a0 a configurare come un vero e proprio sodalizio criminale<\/strong>.<\/p>\n<p>Le indagini successivamente sviluppati hanno portato a galla <strong>due sodalizi che gravitavano nel centro e nello scalo di Corigliano. Sodalizi che tra l\u2019altro, ben organizzati all\u2019interno con una struttura associativa che comportava una vera e propria suddivisione di ruoli e compiti tra i vari sodali.<\/strong> L\u2019indagine in sintesi ha consentito di portare alla luce gli autori di ben<strong> otto episodi di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti del luogo; ha portato alla luce episodi gravi di rapina uno dei quali consumato ai danni di un\u2019anziana donna e soprattutto ha portato alla luce una lunga scia di furti, commessi dalla banda dello scalo che evidentemente avevano determinato nella contrapposta e agguerrita banda gruppo criminale del centro storico una forma di arrabbiatura, nella considerazione che andava ad intaccare questa loro attivit\u00e0 delittuosa l\u2019egemonia sul territorio.<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>controllo del territorio<\/strong> \u00e8 un concetto che metterei direttamente in relazione con lo sviluppo di <strong>attivit\u00e0 estorsiva<\/strong>. Sappiamo che le attivit\u00e0 estorsive vengono imposte molte volte sotto <strong>attivit\u00e0 di protezione quindi di guardiania<\/strong> per cui far in modo che poi un soggetto non venga a sua volta colpito da furti da attivit\u00e0 delittuose nel momento in cui \u00e8 sottoposto a guardiania significa affermare sul territorio la propria credibilit\u00e0, <strong>l\u2019esistenza di un sodalizio che ha evidentemente una sua forma forte di controllo incisivo del territorio<\/strong>. Queste sono le ragioni che poi hanno indotto i<strong> componenti della banda del centro storico a mettere in atto fortissime aggressioni fisiche nei confronti degli antagonisti, gli appartenenti al gruppo dello scalo<\/strong>. Si trattava sostanzialmente di affermare in maniera netta il predominio in un\u2019unica porzione del territorio. L\u2019altra parte inquietante \u00e8 sicuramente quanto \u00e8 emerso da alcune dichiarazioni, questa sorta di <strong>amministrazione di giustizia parallela in un vero e proprio tribunale in un vertice che convoca al suo cospetto il presunto autore del furto, furto non preventivamente autorizzato e la definitiva irrogazione di una sanzione che poi veniva portata a termine da altri sodali<\/strong>. Questo denota un territorio che merita attenzione sotto il profilo investigativa e del controllo del territorio e merita una riaffermazione quotidiana della presenza dello Stato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il Sostituto procuratore Iantorno &#8220;un\u2019associazione a delinquere molto allarmante&#8221;<\/h2>\n<p>\u00abNella richiesta di misura cautelare \u00e8 stata cristallizzata <strong>un\u2019associazione a delinquere molto allarmante perch\u00e9 era capace di commettere svariati reati contro il patrimonio e di avere un controllo sul territorio da parte di altri soggetti attenzionati con l\u2019applicazione di sanzioni da parte del \u201cpresidente del Tribunale\u201d<\/strong>. Voglio evidenziare la diversa tipologia di reati commessi. <strong>L\u2019associazione era in grado di commettere estorsioni, rapine e furti. Tutti pilotati sia da una particolare cruenza<\/strong>: ad esempio per commettere rapine ponevano in essere dei pedinamenti, <strong>bloccavano la vittima sulla strada e con violenza li facevano entrare nelle loro macchine o si appropriavano dei mezzi utilizzati dalle vittime per poi condurli all\u2019interno delle abitazioni e sottrarre i beni<\/strong>. Al di l\u00e0 delle rapine sono state contestate diversi <strong>reati di estorsione e sono state cristallizzate diverse tipologie di vittime che ci fa capire come il programma criminale dell\u2019organizzazione sia ben definito<\/strong>. Estorsioni che hanno colpito sia <strong>esercenti e imprenditori ma anche e soprattutto imprenditori agricoli nei confronti dei quali o pagavano per ottenere la guardiania o altrimenti sarebbero stati a loro volta vittime di furti programmati o danneggiamenti<\/strong>. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto evidenziato del controllo del territorio che vuol dire non commettere soltanto le tipologie di reati sul territorio ma vuol dire anche controllare eventuali soggetti criminali che volevano agire autonomamente. Questo non era consentito e l\u2019associazione si \u00e8 mossa su due piani: il richiamo dei soggetti all\u2019attenzione e alla cooperazione dell\u2019associazione per la commissione dei delitti contro il patrimonio. Se tali soggetti poi continuavano ad agire autonomamente allora l\u2019associazione interveniva con all\u2019esito di \u201cformali processi\u201d con l\u2019applicazione delle sanzioni che andavano dall\u2019ammonimento a quelle di natura corporali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Capitano Cesare Calascibetta &#8220;le rapine e le aggressioni ad anziani e le estorsioni agli imprenditori: pagavano da oltre dieci anni&#8221;<!--nextpage--><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-207006 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/carcere-corigliano-362x280.jpg\" alt=\"carcere corigliano\" width=\"362\" height=\"280\" title=\"\">\u00abSono stati contestati<strong> otto estorsioni, due rapine ed un danneggiamento seguito da incendio<\/strong> &#8211; spiega il capitano Calascibetta -. L\u2019importanza di questa attivit\u00e0 compiute sia per l\u2019ottima cooperazione tra Carabinieri e la Procura della Repubblica ma non \u00e8 da dimenticare l\u2019importanza delle vittime, molte delle quali, come abbiamo detto <strong>imprenditori edili, agricoli, generi alimentari e distributori di benzina<\/strong>, hanno avuto denunciando questi fatti. Denunce che ovviamente in un territorio difficile come quello della sibaritide si sono riuscite ad ottenere solo grazie alla percezione di sicurezza che le vittime hanno avuto altrimenti sono molto restii a denunciare questi fatti. Denunce con cui poi si \u00e8 potuto partire con attivit\u00e0 di indagini tipiche e atipiche portate avanti dai carabinieri con cui si \u00e8 potuto arrivare ad acclarare alcune situazioni. <strong>Quella pi\u00f9 grave \u00e8 stata quella di un imprenditore edile che \u00e8 stato accertato essere stato sotto estorsione nel 2005, un periodo temporale di oltre dieci anni.<\/strong> Ormai l\u2019imprenditore soggiaceva alle imposizioni del sodalizio criminale del centro storico e laddove non ci fosse stato l\u2019intervento congiunto delle forze di polizia e della Procura di Castrovillari sarebbe andato avanti. <strong>L\u2019imprenditore non ha mai denunciato<\/strong>. Un altro fatto accertato dietro denuncia della vittima e pedinamento dei carabinieri \u00e8 dell<strong>\u2019imprenditore di alcuni distributori di benzina<\/strong> che in pi\u00f9 casi \u00e8 stato sottoposto ad estorsioni in cui si chiedeva che per non avere problemi sul territorio di Corigliano doveva soggiacere alle pretese del sodalizio anche nell\u2019<strong>assumere delle ditte nella regione Toscana, in particolar modo a Firenze dove stava aprendo un nuovo distributore<\/strong>. A quel punto gli era stato chiesto di mettere per la costruzione dell\u2019appalto, una ditta compiacente al sodalizio per non avere problema a Corigliano. In relazione ai reati predatori con particolare <strong>recrudescenza tra cui le rapine compiute ai danni di un\u2019anziana signora o un altro anziano signore, un imprenditore che non aveva voluto soggiacere alla loro richiesta estorsiva, \u00e8 stato avvicinato e rapinato della somma che non gli era stata data volontariamente all\u2019interno dell\u2019autovettura e una volta a casa si sono presi oltre 400 euro di soggiacere alle prossime richieste estorsive\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Tenente della Queva comandante del Norm di Corigliano Calabro &#8220;i militari sono quelli che in prima persona hanno svolto le indagini&#8221;<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-207005 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/arresti-domicilairi-corigliano--219x280.jpg\" alt=\"arresti domicilairi corigliano\" width=\"193\" height=\"247\" title=\"\">\u00abModalit\u00e0 operative dei fatti contestati sono principalmente le <strong>attivit\u00e0 tecniche di intercettazioni e telefoniche, acquisizione\u00a0 dei diversi filmati di videosorveglianza<\/strong> che ci hanno permesso successivamente lo sviluppo per chiarire alcune situazioni estorsive fondamentali per <strong>ricostruire la fase associativa e del relativo coinvolgimento dei soggetti che materialmente facevano da una parte i reati predatori e dall\u2019altra ritenuti responsabili del famoso Tribunale occulto<\/strong> che si era creato di sbagli che non si potevano fare con le conseguenti punizioni corporali. <strong>La complessit\u00e0 di queste operazioni che ha avuto due vite: dal 2013 in poi in cui sono stati seguite in diretta le varie situazioni dal punto di vista tecnico e info \u2013 investigativo, e poi la parte complessa dell\u2019attualizzazione con la Procura di Castrovillari che ci ha permesso di ritornare su alcune situazioni su cui erano passate un paio di anni e poterle contestare a pieno titolo. Questa operazione colpisce in maniera trasversale lo scalo e il centro storico soprattutto di Corigliano, una realt\u00e0 apparentemente dormiente ma che invece con l\u2019operazione di oggi dimostriamo che alcuni personaggi criminali anche di primo piano vengono ritenuti responsabili di questi reati\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Estorsioni, rapine e danneggiamenti: \u201ctu inizia a mutilarlo, e vedi se va a rubare\u201d (VIDEO e NOMI)<\/span><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Minacce e punizioni quasi mortali e di mutilazione. Il mondo dell&#8217;orrore viene spazzato via dall&#8217;azione incisiva dell&#8217;Arma e della Procura di Castrovillari<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":90808,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-90807","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}