{"id":90842,"date":"2018-03-15T16:25:35","date_gmt":"2018-03-15T15:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-taranto\/"},"modified":"2023-01-16T18:50:57","modified_gmt":"2023-01-16T17:50:57","slug":"207228-omicidio-taranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/207228-omicidio-taranto\/","title":{"rendered":"Omicidio Taranto, in appello ridotta la pena per Mignolo"},"content":{"rendered":"<h4>Condanna a 16 anni di reclusione per Domenico Mignolo, assoluzione per Leonardo Bevilacqua e pena confermata per Riccardo Altomare<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;<strong>Una sentenza quella in Appello che prende di poco le distanze dalla condanna in primo grado a 18 anni di reclusione per Domenico Mignolo,\u00a0 accusato di essere l\u2019esecutore materiale dell\u2019omicidio di Antonio Taranto<\/strong>, 26 anni, in via Popilia, il 29 marzo di tre anni fa con un colpo di pistola calibro 38 che Mignolo avrebbe esploso dal balcone di casa con una 357 Magnum. La sentenza di condanna fu emessa dal Tribunale il 29 luglio del 2016. La pubblica accusa rappresentata dai pm Antonio Bruno Tridico e Donatella Donato, aveva chiesto la pena all\u2019ergastolo ma, considerato la richiesta del rito abbreviato il Gup Cosenza formul\u00f2 sentenza di condanna tenendo presente la riduzione di un terzo della pena. Una sentenza, quella di oggi giunta dopo la discussione del collegio difensivo che ha rappresentato circostanze e motivazioni, che hanno avuto &#8220;un peso&#8221; nella decisione della Corte di rivedere la sentenza di condanna di primo grado<\/p>\n<p>Il 17 ottobre scorso\u00a0era iniziato\u00a0il processo di secondo grado presso la Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Catanzaro. Insieme a Domenico Mignolo\u00a0erano <strong>imputati anche Leonardo Bevilacqua e Riccardo Altomare, condannati rispettivamente a un anno e sei mesi di reclusione per i reati di favoreggiamento e false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria e ai pm.<\/strong> Proprio il procuratore generale Raffaella Sforza chiese l\u2019acquisizione della sentenza di primo grado del processo Rango \u2013 Zingari in cui Mignolo era stato ritenuto colpevole per una serie di reati in cui ci sarebbe la chiave di lettura dell\u2019omicidio Taranto; chiave di lettura resa \u201cpi\u00f9 leggibile\u201d anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Marco Massaro e Giuseppe Montemurro. Ma Domenico Mignolo si sarebbe sempre dichiarato innocente.<strong>\u00a0Nell&#8217;ultima udienza, la pubblica accusa\u00a0durante la\u00a0requisitoria\u00a0aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna di primo grado a 18 anni di carcere, per Domenico Mignolo. La Corte poco dopo le quattro del pomeriggio ha letto il dispositivo di sentenza in cui riduce la pena a Domenico Mignolo, assolve Leonardo Bevilacqua e conferma la condanna per Riccardo Altomare.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019accusa il movente dell\u2019omicidio \u00e8 da rintracciare nel fatto \u201cche Mignolo fosse particolarmente adirato per non aver ricevuto lo \u2018stipendio\u2019 dal proprio clan nel periodo in cui era stato detenuto\u201d. <strong>I fatti risalgono al 29 marzo del 2015, una sera in cui scoppi\u00f2 una lite in una discoteca tra Mignolo e Bevilacqua a cui tra gli altri era presente anche antonio Taranto. Poi il ritorno a casa, in via Popilia e quei colpi esplosi dal balcone di Mignolo, almeno due colpi di pistola dichiararono gli inquirenti \u201cfortunatamente inceppatasi, colpendo nel mucchio la persona sbagliata\u201d<\/strong>. Nel collegio difensivo gli avvocati Filippo Cinnante e Andrea Sarro per la difesa di Domenico Mignolo, Rossana Cribari e Paolo Greco per gli altri imputati. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Mariarosa Bugliari, Francesco Tomeo e Angela D\u2019Elia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Condanna a 16 anni di reclusione per Domenico Mignolo, assoluzione per Leonardo Bevilacqua e pena confermata per Riccardo Altomare<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":90843,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-90842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90842\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}