{"id":91011,"date":"2018-03-20T18:25:20","date_gmt":"2018-03-20T17:25:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-falsa-104-assoluzione-per-tutti-i-docenti\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:09","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:09","slug":"208063-cosenza-falsa-104-assoluzione-per-tutti-i-docenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/208063-cosenza-falsa-104-assoluzione-per-tutti-i-docenti\/","title":{"rendered":"Cosenza: falsa &#8220;104&#8221;, assoluzione per tutti i docenti"},"content":{"rendered":"<h4>Dodici docenti dopo nove anni di processo, nelle aule del Tribunale di Cosenza, hanno visto la fine di un calvario chiamato legge 104<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Assolti perch\u00e8 il fatto non sussite. Dopo nove anni\u00a0di aule di Tribunale, nel primo pomeriggio il giudice Gallo, in composizione monocratica, ha letto la sentenza di assoluzione per <strong>dodici docenti che avevano scelto il rito ordinario:\u00a0Orietta Cosentini, Rosaria Ginese, Adele Granato, Rosa Alba Rita Guarascio, Emanuela Antonella Lucirino,\u00a0Maria Mancuso, Rosanna Mannarino, Olimpia Marini,\u00a0Franca Luise Marrelli, Rita Paoli, Francesca Maria Massaro, Emanuela Ominelli<\/strong>. Tutti erano accusati dei reati di falsit\u00e0 ideologica commessa dal privato in atto pubblico, e falsit\u00e0 ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Pi\u00f9 in particolare secondo la Procura &#8220;<strong>gli imputati con pi\u00f9 azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, dichiararono, dapprima, all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza e poi al dirigente scolastico di trovarsi nelle condizioni previste dall&#8217;articolo 33 della legge 104\/92 al fine di conseguire il riconoscimento dei benefici da tale disposizione riconosciuti ai lavoratori dipendenti che assistono un congiunto portatore di handicap,<\/strong> ci\u00f2 dichiarando falsamente in quanto non sussiste presupposto della effettivit\u00e0 dell&#8217;assistenza ossia non prestando al familiare una assistenza costante ed assidua per essere residente in localit\u00e0 diversa e distante da quella della invalida e per avere svolto l&#8217;attivit\u00e0 oltre il normale orario scolastico in maniera continuativa e prolungata;\u00a0 di avere indotto in errore l&#8217;Ufficio scolastico provinciale di Cosenza, nonch\u00e9 il dirigente scolastico che dal primo settembre del 2009 riconosceva al docente il diritto di scegliere la sede pi\u00f9 vicina al proprio domicilio e il diritto di usufruire di tre giorni mensili di permesso retribuito.<\/p>\n<p>Le indagini nascono\u00a0nel momento in cui si rileva, secondo la tesi della Procura, che alcune persone che <strong>godevano dei benefici della legge 104 tipici dei tre giorni di permesso al mese retribuiti e della possibilit\u00e0 di scegliere una sede pi\u00f9 vicina al diretto interessato, ossia alla persona invalida bisognosa di assistenza,<\/strong>\u00a0avrebbero dichiarato il falso, che costituisce un falso del privato davanti al pubblico ufficiale,\u00a0inducendo di conseguenza in errore il provveditorato agli Studi; questa induzione in errore,\u00a0avrebbe causato un falso ideologico del pubblico ufficiale perch\u00e9 l&#8217;assistenza non\u00a0sarebbe stata adeguatamente prestata o non prestata per niente. Addirittura, gli inquirenti, parlando con alcuni familiari degli assistiti che godevano della legge 104,\u00a0sarebbe stato dichiarato dagli stessi &#8220;anche io assisto un poco la stessa persona&#8221;. Oppure sempre secondo la tesi dell&#8217;accusa, mettendo in piedi una ipotesi, anche questa rivelatasi vana e irrealizzabile, alcuni di questi insegnanti che avevano dei progetti pomeridiani a scuola, non\u00a0avrebbero potuto adeguatamente assistere il disabile.<\/p>\n<p><strong>Durante l&#8217;istruttoria dibattimentale\u00a0il collegio difensivo ha dimostrato il contrario, n\u00e9 tanto meno la Procura, effettuando indagini, ha portato elementi nuovi laddove si \u00e8 evidenziato che, nel corso degli anni, la legge in questione \u00e8 stata pi\u00f9 volte rimodulata,<\/strong> specificata da sentenza della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, ecc. ecc. anche in giudizi amministrativi e civili, laddove\u00a0sono stati cessati una serie di principi quali quella della <strong>convivenza e della vicinanza, che non\u00a0sono pi\u00f9 necessari, quello di essere l&#8217;unico a sostenere il disabile, tutti criteri astringenti e pregnanti.<\/strong> Per cui il principio ribadito pi\u00f9 volte \u00e8 stato quello di prestare un&#8217;assistenza materiale di qualunque genere, attraverso cure, parlando specificamente della singola persona che \u00e8 il disabile e le esigenze di questo, perch\u00e8 <strong>la legge specifica che, anche se altri familiari e strutture pubbliche o private assistono quel familiare e prestano assistenza, aiuto o cura, ci\u00f2 non toglie che possa esserci uno della famiglia non convivente,\u00a0 incaricato di svolgere alcune incombenze.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Inizialmente gli imputati furono\u00a0<strong>ventiquattro<\/strong>.\u00a0Ci fu un primo <strong>proscioglimento<\/strong> da parte del Gip Cristofano, <strong>impugnato in Cassazione<\/strong> dalla Procura bruzia. Il Procuratore Generale ne chiese il rigetto: &#8220;Questo \u00e8 un colosso con i piedi di argilla, si deve rigettare questa impugnativa&#8221;. La <strong>Corte di Cassazione annull\u00f2 la sentenza del Gup di Cosenza e rinvi\u00f2 per una nuova udienza preliminare che si svolse dinanzi al giudice Carpino: in quella sede una parte scelse il giudizio abbreviato e venne assolta. Un&#8217;altra\u00a0opto per il rito ordinario. Dopo nove anni anche i 12 imputati hanno visto oggi una sentenza di assoluzione.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il collegio difensivo \u00e8 composto da Salvatore Tropea, Francesco Calabr\u00f2, Pietro Perugini, Antonio Quintieri, Ugo Le Donne, Vincenzo Belvedere, Innocenzo Palazzo, Matteo Cristiani, Antonella Ponterio, Domenico Lopolito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dodici docenti dopo nove anni di processo, nelle aule del Tribunale di Cosenza, hanno visto la fine di un calvario chiamato legge 104<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":91012,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-91011","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91011"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91011\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}