{"id":91070,"date":"2018-03-22T16:36:37","date_gmt":"2018-03-22T15:36:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processo-tesi-in-appello-pena-ridotta-per-9-imputati\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:12","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:12","slug":"208369-processo-tesi-in-appello-pena-ridotta-per-9-imputati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/208369-processo-tesi-in-appello-pena-ridotta-per-9-imputati\/","title":{"rendered":"Processo &#8220;Tesi&#8221;, in appello pena ridotta per 9 imputati"},"content":{"rendered":"<h4>La Corte di Assise d&#8217;Appello di Catanzaro riforma la sentenza emessa in primo grado. Pene meno afflittive e revoca della interdizione dai pubblici uffici<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Riduzione di pena per gli imputati nel <strong>processo Tesi<\/strong>, finito in <strong>Appello<\/strong> dopo il giudizio di <strong>primo grado<\/strong> che ha visto <strong>condanne pesanti\u00a0esattamente\u00a0due anni fa<\/strong>. Tutti accusati\u00a0a vario titolo del <strong>reato di bancarotta<\/strong>. L&#8217;inchiesta\u00a0riguarda i rapporti tra la <strong>societ\u00e0 Tesi, operante nel settore dell&#8217;informatica, e la Fincalabra, la &#8220;finanziaria&#8221; della Regione Calabria<\/strong>. \u00a0La societ\u00e0 fu salvata grazie ai fondi stanziati dalla Regione senza un vero piano industriale\u00a0che rimettesse in sesto i conti aziendali. Il filone dell&#8217;indagine\u00a0fu stralciato\u00a0della pi\u00f9 vasta e nota indagine denominata \u201cWhy Not\u201d avviata dall\u2019allora pm della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris e per competenza inviato al Tribunale di Cosenza. La societ\u00e0 \u201cTesi\u201d, dichiarata fallita il 14 giugno 2007, secondo l\u2019accusa, avrebbe registrato significative perdite economiche a partire dal 2001\u00a0fino al 2002, anni in cui si sarebbe registrato un forte declino dell\u2019azienda. Gli organi societari non ne avrebbero impedito il declino, nonostante la funzione di controllo sulle attivit\u00e0 della societ\u00e0 che, secondo la Procura, non sarebbe stata esercitata con la dovuta accortezza portando alla bancarotta.\u00a0 Gli amministratori e i sindaci della societ\u00e0 Tesi,\u00a0furono accusati di aver provocato passivita\u0300 per\u00a0quasi 5 milioni di euro attraverso l\u2019effettuazione di operazioni ritenute illecite. Nove furono le condanne inflitte e sette le assoluzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La sentenza\u00a0in primo grado<\/h2>\n<p><strong>condannava<\/strong>\u00a0Filomeno Pometti 79 anni, di Corigliano Calabro<strong>\u00a0<\/strong>(4 anni di carcere), Luciano Vigna, ex vicesindaco di Cosenza (2 anni e 8 mesi), Michelangelo Spataro, gi\u00e0 consigliere comunale di Cosenza (4 anni), Francesco Capocasale (4 anni), Michele Montagnese (4 anni), Gianluca Bilotta (4 anni), Luigi Vacca (4 anni), Antonio Gargano (2 anni e 8 mesi) e Antonio Viapiana (2 anni e 8 mesi).\u00a0<strong>Assolti<\/strong> per non avere commesso il fatto\u00a0l&#8217;ex sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, Nicola Costantino, Renato Pastore \u00a0imprenditore informatico e gi\u00e0 presidente di Confindustria Cosenza, Saverio Fasc\u00ec, Francesca Gaudenzi, Pietro Macr\u00ec imprenditore e presidente della societ\u00e0 Met Sviluppo e Pasquale Citrigno (amministratore della societ\u00e0). Per quest&#8217;ultimo\u00a0il\u00a0pubblico ministero Giuseppe Visconti aveva chiesto l&#8217;assoluzione.\u00a0Pometti, Vigna, Spataro, Capocasale, Montagnese, Bilotta, Vacca, Gargano e Viapiana sono stati condannati anche all&#8217;inabilitazione all&#8217;esercizio di una impresa commerciale e all&#8217;incapacit\u00e0 di esercitare uffici direttivi per la durata di dieci anni. Pometti, Spataro, Capocasale, Montagnese, Bilotta e Vacca sono stati, inoltre, interdetti dai pubblici uffici per cinque anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Riforma della sentenza<\/h2>\n<p>Oggi <strong>la Corte di Appello di Catanzaro<\/strong> presieduta dal giudice Saullo, (a latere Scuteri e Perri) <strong>in riforma alla sentenza emessa dal Tribunale di Cosenza<\/strong>, il 18 marzo 2016, <strong>ridetermina<\/strong> <strong>la pena<\/strong> inflitta a Filomeno Pometti, Michelangelo Spataro, Francesco Capocasale, Michele Montagnese, Ginaluca Bilotta e Luigi Vacca <strong>da 4 anni\u00a0a\u00a02 anni e\u00a04 mesi;<\/strong>\u00a0<strong>riduce la pena<\/strong> inflitta a Luciano Vigna, Antonio Gargano e Antonio Viapiana<strong> da\u00a02 anni e 8 mesi a\u00a02 anni e\u00a02 mesi<\/strong> di reclusione. <strong>Revoca l&#8217;interdizione dai pubblici uffici<\/strong> per la durata dei cinque anni a Pometti, Spataro, Capocasale, Montagnese, Bilotta e Vacca. <strong>Condanna<\/strong> Pometti, Vigna, Spataro, Capocasale, Montagnese, Bilotta, Vacca, Gargano e Viapiana, <strong>alla rifusione delle spese di costituzione e difesa<\/strong> sostenute dalle parti civili, per la curatela fallimentare &#8220;Tesi SpA&#8221; rappresentata dagli avvocati Vincenzo Adamo e Pierpaolo Principato e Giacinto Tavernese rappresentato dall&#8217;avvocato Rossana D&#8217;Ambrosio in 1200 euro, per Giuseppina Silvestri e Giuseppe Antonio Sangiovanni, rappresentati dall&#8217;avvocato Sergio Sangiovanni,\u00a0in 1440 euro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Piena assoluzione sulla\u00a0sentenza di prescrizione al capo I sulla tenuta delle scritture contabili<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Nella sentenza di primo grado,\u00a0il Tribunale di Cosenza non aveva inteso procedere\u00a0sul reato al capo &#8220;I&#8221; della rubrica &#8220;sulla tenuta delle scritture contabili&#8221; per intervenuta prescrizione<\/strong>,\u00a0nei confronti degli imputati Pometti, Spataro, Montagnese, Vacca e Perugini. <strong>L&#8217;avvocato Pietro Perugini legale di Salvatore Perugini\u00a0ex sindaco di Cosenza<\/strong> (assolto da tutti i capi di imputazione, ndc), \u00e8 r<strong>icorso in appello\u00a0sostenendo l&#8217;assoluta estraneit\u00e0 dell&#8217;assistito<\/strong> al reato imputatogli,\u00a0&#8220;<strong>perch\u00e8 al di l\u00e0 della prescrizione il reato non era stato in ogni modo commesso<\/strong>&#8220;. La Corte di Appello ha accolto la tesi della difesa, <strong>riformando\u00a0 la sentenza di prescrizione e\u00a0assolvendo nel merito<\/strong>\u00a0<strong>per non aver commesso il fatto<\/strong> oltre Salvatore Perugini anche gli altri imputati rientrati in primo grado nella prescrizione del capo &#8220;I&#8221;<\/p>\n<p>Nel collegio difensivo, tra gli altri, ci sono gli avvocati Pietro Perugini, Nicola Carratelli, Ugo Celestino, Nin\u00ec Feraco, Giacinto Tavernese,\u00a0 Mario Bonavita, Aurelio Sicilia,\u00a0Giuseppe Muscolino e Felice Foresta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte di Assise d&#8217;Appello di Catanzaro riforma la sentenza emessa in primo grado. 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