{"id":91203,"date":"2018-03-26T06:38:18","date_gmt":"2018-03-26T04:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-calabria-sempre-piu-povera-dati-negativi-dal-rapporto-di-confcommercio\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:21","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:21","slug":"208864-la-calabria-sempre-piu-povera-dati-negativi-dal-rapporto-di-confcommercio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/208864-la-calabria-sempre-piu-povera-dati-negativi-dal-rapporto-di-confcommercio\/","title":{"rendered":"La Calabria sempre pi\u00f9 povera, dati negativi dal rapporto di Confcommercio"},"content":{"rendered":"<h4>Una regione sempre pi\u00f9 &#8220;disoccupata&#8221; e caratterizzata da un&#8217;elevata illegalit\u00e0. I giovani che vanno via e la scarsa qualit\u00e0 del capitale umano frenano la crescita della Calabria. Su tutto pesa anche la pesante burocrazia. Cos\u00ec i dati su consumi, occupazione e valore aggiunto registrano i valori medi pi\u00f9 bassi del Paese<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; La Calabria continua a &#8216;sopravvivere&#8217; con diversi &#8216;cappi&#8217; al collo partendo dalla scarsa qualit\u00e0 del capitale umano amplificata dalla fuga di cervelli generata dalla disoccupazione giovanile. Per non parlare di un&#8217;elevata incidenza dell\u2019illegalit\u00e0 diffusa e del peso della burocrazia per chi decide di investire sul territorio, che in Calabria raggiunge punte di record assoluto. Mali della Calabria che il tempo non ha affievolito e che rallentano la capacit\u00e0 di riprendere terreno rispetto al resto del Paese.\u00a0 Il report sulle economie territoriali della Confcommercio presentato nell\u2019assemblea nazionale tenutasi a Como,\u00a0fotografa ancora una volta questa drammatica situazione. Con la Calabria che registra indici negativi sui principali parametri economici con cui si testa lo stato di salute di un territorio. Cos\u00ec il rapporto di Confcommercio registra dati negativi per la nostra regione anche in prospettiva futura.<\/p>\n<h3>Cervelli in fuga, disoccupazione giovanile e scarsa qualit\u00e0 del capitale umano<\/h3>\n<p>Non diminuisce il dato dell\u2019emigrazione ma anzi, il fenomeno registra una costante crescita che nel futuro non sembra destinata a fermarsi. Tra il 2001 e il 2007 la regione ha perso 53mila abitanti \u2013 soltanto appena compensati da 8mila negli anni 2008-2014 \u2013 a cui si aggiunge una nuova emorragia di residenti nell\u2019ultimo biennio pari a 11mila calabresi in meno di cui settemila solo nell\u2019ultimo anno. Una flessione che, stando ai dati elaborati dall\u2019ufficio studi di Confcommercio, dovrebbe continuare anche nei prossimi anni. Le previsioni dicono che al termine del biennio prossimo (2018-2019), all\u2019anagrafe regionale verranno meno ulteriori 11mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 uno scoramento diffuso\u00a0nella popolazione calabrese di avere opportunit\u00e0 nella regione e pertanto si sceglie la via dell\u2019emigrazione verso aree del Paese pi\u00f9 ricche come la Lombardia che registra una crescita da capogiro della popolazione negli stessi anni: 444mila in pi\u00f9 tra il 2001 e il 2017 a cui si sommano i 556mila nei sette anni successivi e i 26mila del biennio 2015-2017 (16mila nel solo ultimo anno). Un capitale umano in fuga che incide sul livello anche dei consumi e che a catena influisce negativamente sulla produttivit\u00e0 locale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-208869 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/disoccupazione-giovanile.jpg\" alt=\"disoccupazione-giovanile\" width=\"515\" height=\"257\" title=\"\">La fuga dalla Calabria \u00e8 determinata dall\u2019incapacit\u00e0 soprattutto dei giovani di trovare lavoro nella regione. I dati che derivano dal report non fanno che confermare questa tesi, visto che la Calabria detiene stabilmente la prima posizione tra le regioni con il pi\u00f9 alto tasso di disoccupazione giovanile con incrementi esponenziali.<\/p>\n<p>Se nel 2007 l\u2019indice di giovani tra 15 e 24 anni che non trovavano lavoro era pari al 31,2%, nel 2016 (ultimo dato Istat disponibile) c\u2019\u00e8 stata una vera e propria impennata: <strong>58,7 per cento di giovani senza lavoro.<\/strong> \u00c8 il valore pi\u00f9 alto registrato in Italia, con un incremento considerevole rispetto alla media del Paese. Indicatore di come la fase della crisi abbia pesantemente colpito la regione. Da qui la decisione di molti giovani di prendere la valigia e trasferirsi in altre aree della Penisola e non solo. E i dati tendenziali sull\u2019anno appena trascorso non indicano alcun grande scossone rispetto a quelli fotografati nel 2016. <strong>Visto che il tasso di disoccupazione giovanile del 2017 nel dato aggregato per il Mezzogiorno \u00e8 pari al 51,6<\/strong> per cento (praticamente invariato rispetto all\u2019anno precedente che aveva registrato il 51,7%).<\/p>\n<p>Un dato negativo che si somma alla <strong>scarsa qualit\u00e0 del capitale umano presente in regione<\/strong>. I dati riportati nel rapporto di Confcommercio dimostrano come la Calabria negli ultimi anni registri il pi\u00f9 basso tasso di qualit\u00e0 della preparazione degli occupati rispetto al resto del Paese. Nell\u2019elaborazione dell\u2019Ufficio studi di Confcommercio su<strong> dati Istat e Invalsi<\/strong> emerge infatti che<strong> gli occupati calabresi presentano il pi\u00f9 basso livello di istruzione medio<\/strong> in confronto ad altre aree dell\u2019Italia. Ad esempio un occupato calabrese ha avuto un numero di anni di istruzione medio pari a 11,2 rispetto a 12,6 della media italiana e di 11,9 di quella del Mezzogiorno.<\/p>\n<h4>La &#8216;malamministrazione&#8217;, l&#8217;illegalit\u00e0 diffusa e l&#8217;inaccessabilit\u00e0 territoriale<\/h4>\n<p>Un indice, quello del basso livello di preparazione degli occupati, che si riflette anche s<strong>ulla qualit\u00e0 dei servizi offerti<\/strong> soprattutto se erogati dalla Pubblica amministrazione. Da qui anche la scarsa capacit\u00e0 della burocrazia a rispondere alle esigenze del territorio. I dati raccolti da Confcommercio, in questo senso, sono eloquenti. La Calabria detiene negli anni il record del maggior carico burocratico rispetto alla media nazionale. Nel 2016 questo indice in regione registrava un valore pari a 83,4 rispetto alla media nazionale di 46,9 e a una distanza siderale dal 25,6 del Nord-est.<\/p>\n<p>E il <strong>peso dell\u2019inefficienza amministrativa si \u00e8 scaricato tutto sui servizi offerti alla popolazione ma soprattutto agli imprenditori interessati a investire sul territorio generando ricchezza e occupazione.<\/strong> Un macigno che fa il paio con l\u2019altro dato record negativo: il livello di illegalit\u00e0 diffuso. Stando ai dati del report questo indice nel 2016 in Calabria era pari al 29,9. Il dato pi\u00f9 alto della classifica nazionale dove in media il parametro \u00e8 a quota 24,8 con un\u2019area del Paese \u2013 il Nord-est \u2013 con indice fermo al 22.<\/p>\n<p>E stando alle proiezioni del futuro questa situazione non dovrebbe neppure in questo caso mutare. Con la Calabria a detenere il podio di regione con la pi\u00f9 diffusa illegalit\u00e0 presente sul territorio. A tracciare un futuro certamente non roseo per la Calabria contribuisce anche i dati sulla capacit\u00e0 della regione di essere facilmente raggiunta dall\u2019esterno. In questo caso, se pu\u00f2 consolare, la regione si colloca terz\u2019ultima dietro la Basilicata e la Sardegna. Molto lontana per\u00f2 dalla media nazionale e anche del sud Italia.<\/p>\n<h3>Consumi in calo e valore aggiunto pi\u00f9 basso<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-62045 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/cosenza-sussidi-cuoni-spesa.jpg\" alt=\"cosenza-sussidi-cuoni-spesa\" width=\"404\" height=\"239\" title=\"\">Con fattori cos\u00ec negativi per la Calabria gli effetti sull\u2019economia reale non potevano che essere altrettanto nefasti. Cos\u00ec la regione registra il pi\u00f9 basso valore aggiunto pro capite nazionale fermo a 15mila e 500 euro del 2017. Decisamente distante rispetto alla media nazionale di 25mila e quattrocento euro e soprattutto del Nord dove si viaggia su valori superiori a 30mila euro per abitante. Una divergenza che non dovrebbe affatto attenuarsi nel futuro.<\/p>\n<p>Stando alle previsione dell\u2019Ufficio studi di Confcommercio infatti nel 2019 questo dato resterebbe pressoch\u00e9 inalterato \u2013 <strong>15mila e 900 euro pro capite<\/strong> \u2013 collocando nuovamente la <strong>Calabria<\/strong> all\u2019ultimo gradino per ricchezza prodotta. E gli effetti legati alle enormi zavorre che affliggono l\u2019economia calabrese si riflettono, oltre che sull\u2019occupazione, anche sui consumi. Secondo gli analisti, la regione nel 2017 \u00e8 tra le ultime in Italia per consumi: appena 13mila e 500 euro pro capite. In Italia la media per lo scorso anno \u00e8 stata di 17mila e 500 euro per abitante. Anche in questo caso le previsioni per il futuro non dovrebbero divergere sostanzialmente rispetto alla situazione odierna con la nostra regione nel 2019 tra le ultime per capacit\u00e0 di spesa e dunque di creare redditivit\u00e0 e conseguentemente sviluppo e e occupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una regione sempre pi\u00f9 &#8220;disoccupata&#8221; e caratterizzata da un&#8217;elevata illegalit\u00e0. I giovani che vanno via e la scarsa qualit\u00e0 del capitale umano frenano la crescita della Calabria. Su tutto pesa anche la pesante burocrazia. 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