{"id":91231,"date":"2018-03-26T15:50:25","date_gmt":"2018-03-26T13:50:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-stroili-rapina-in-gioielleria-fratelli-predatori-patteggiano\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:23","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:23","slug":"208934-cosenza-stroili-rapina-in-gioielleria-fratelli-predatori-patteggiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/208934-cosenza-stroili-rapina-in-gioielleria-fratelli-predatori-patteggiano\/","title":{"rendered":"Cosenza, Stroili, rapina in gioielleria: fratelli predatori patteggiano"},"content":{"rendered":"<h4>Una violenta rapina, i due fratelli furono incastrati dal Dna, ma l&#8217;attivit\u00e0 investigativa scopr\u00ec anche una serie di furti e danneggiamenti<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Facevano uso di cocaina (questo \u00e8 quanto emerso dalle intercettazioni effettuate dagli investigatori dell&#8217;Arma) e per acquistarla rapinavano e rubavano utilizzando anche cariche esplosive per riuscire nel loro intento. Hanno chiesto ed ottenuto il <strong>patteggiamento<\/strong> i fratelli <strong>De Grandis<\/strong> e con loro la sorella e l&#8217;amico &#8211; complice &#8211; di origini magrebine. Il Gup Branda, accolta la tesi della difesa e considerate le attenuanti generiche, ha condannato a <strong>2 anni e 4 mesi<\/strong>\u00a0<strong>Francesco<\/strong> De Grandis, difeso dall&#8217;avvocato Ugo Le Donne e a <strong>2 anni e 6 mesi<\/strong> il fratello <strong>Vincenzo<\/strong>, difeso dall&#8217;avvocato Laura Facciolla <strong>accusati di rapina aggravata e furti pluriaggravati<\/strong>. Insieme a loro, complici in alcuni episodi criminali sono stati condannati la <strong>sorella dei De Grandis a due mesi<\/strong>, sempre difesa dall&#8217;avvocato Laura Facciolla e <strong>l&#8217;amico &#8211; complice magrebino a 4 mesi<\/strong>, quest&#8217;ultimo difeso dall&#8217;avvocato Cristian Cristiano.<\/p>\n<p>I tre furono tratti in arresto il <strong>due marzo del 2017<\/strong> dopo l&#8217;attivit\u00e0 di indagine scattata il <strong>3 gennaio<\/strong> dello stesso anno a seguito di una <strong>violenta rapina verificatasi in pieno centro cittadino, su corso Mazzini, ai danni della gioielleria Stroili<\/strong>.\u00a0A compierla i due fratelli, incastrati dal dna del sangue lasciato su una delle vetrine e dalle impronte digitali rilevate a seguito di un accurato sopralluogo effettuato subito dopo i fatti dai militari dell&#8217;Arma della compagnia di Cosenza diretta dal capitano Passaquieti. All&#8217;epoca dei fatti i due fratelli furono fermati nella stessa giornata a distanza di poche ore. I carabinieri rinvennero all&#8217;interno dell&#8217;auto ancora i vestiti sporchi. Ma\u00a0furono rilasciati per mancanza di prove sufficienti. Tra l&#8217;alto per i due non era ravvisato il pericolo di fuga. Poco meno di due mesi, tra esami, analisi scientifiche, intercettazioni, pedinamenti e monitoraggi, per mettere nero su bianco il loro ingresso in carcere con prove indissolubili che non lasciavano dubbi sulla colpevolezza. In una conferenza stampa fu ricostruita l&#8217;intera attivit\u00e0 investigativa: la rapina, la fuga, il primo fermo, le ragioni del rilascio e la scoperta della pericolosit\u00e0 criminale dei sospettati con il loro arresto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I fatti, la rapina in gioielleria<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208936 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Rapina-Stroili-Oro2-398x280.jpg\" alt=\"Rapina-Stroili-Oro2\" width=\"398\" height=\"280\" title=\"\"><\/div>\n<div>Secondo le attivit\u00e0 investigative dell&#8217;Arma, i due fratelli all&#8217;epoca dei fatti abitavanono insieme alla famiglia.\u00a0I due vivono di notte. Agiscono tra Cosenza, Rende e Montalto Uffugo sotto l\u2019effetto dello stupefacente, per darsi la giusta carica nel compiere le attivit\u00e0 criminali.\u00a0 Coinvolgono anche la sorella che dovrebbe essere anche quest\u2019ultima un\u2019assuntrice di cocaina e un amico. La fine delle loro imprese scellerate iniziano il 3 gennaio scorso con la rapina in gioielleria.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Alle 9.45 due giovani armati di coltello rapinarono la gioielleria Stroili Oro sul corso principale della citt\u00e0 bruzia.<\/strong> Un quarto d\u2019ora alle 10 i due rapinatori si avvicinano alla responsabile del negozio, in quel momento sola e, sotto la minaccia dell\u2019Arma, dicendole che non le avrebbero fatto nulla, le intimarono di consegnare la chiave che apriva le vetrine dei preziosi. Uno dei due rapinatori, armato di coltello, le bloccava il collo con il braccio. La donna che portava al collo la chiave appensa ad una catenina, cerc\u00f2 di azionare l\u2019allarme ma il rapinatore le fer\u00ec la mano con il coltello e le strapp\u00f2 la catenina. I due per fare razzia di diamanti lasciarono libera la donna che riusc\u00ec a fuggire fuori dal negozio per chiedere aiuto, cercando di chiuderli all\u2019interno. I rapinatori vistisi scoperti si diedero alla fuga con i preziosi che erano riusciti ad arraffare. Parte della refurtiva, fu abbandonata per strada e, in seguito, restituita al proprietario della gioielleria.<\/div>\n<div>Uno dei rapinatori per aprire la vetrina, usando violenza, con calci e pugni, rimase ferito a sua volta ad una mano, lasciando tracce ematiche sul vetro, sottoposte successivamente a consulenza tecnica per l\u2019identificazione del Dna. I due rapinatori nonostante fossero semi coperti furono riconosciuti nell\u2019immediatezza, attraverso i filmati della videosorveglianza interna del negozio, dai militari dell\u2019Arma. Quest\u2019ultimi, in un controllo serrato del territorio, alla caccia all\u2019uomo, li individuarono poche ore dopo, intorno alle 13.15 a bordo di una Renault Clio, risultata poi intestata al nonno. Alla vista dei carabinieri i due frateli tentarono la fuga ma furono braccati e fermati. Le scarpe del 29enne presentavano macchie rosse presumibilmente ematiche e una ferita da taglio sulla mano sinistra, ancora sanguinante. I due furono rimessi in libert\u00e0 nonostante le prove prodotte, ma non sufficienti. Non sussitendo un pericolo di fuga, fu predisposto un approfondimento investigativo, piazzando un microcip all\u2019interno dell\u2019auto che rilev\u00f2 \u201cun desolante spaccato di vita dei due fratelli sempre a corto di denaro da destinare all\u2019acquisto di stupefacenti di cui sono accaniti consumatori, perpetrando una serie di furti\u201d che \u201cne consacrarono\u201d, la loro entrata in carcere,\u00a0e oggi la loro condanna alla pena detentiva<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I furti commessi per raggranellare soldi e acquistare la roba<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208937 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Rapina-Stroili-Oro3-422x280.jpg\" alt=\"Rapina-Stroili-Oro3\" width=\"422\" height=\"280\" title=\"\">Le indagini hanno portato alla scoperta di\u00a0 numerosi furti. Un primo commesso ai danni di un <strong>negozio di telefonia a Rende il 15 gennaio,<\/strong> dieci giorni dopo la rapina alla Stroili; <strong>un bottino di 4mila euro<\/strong>. Introdotti con violenza all\u2019interno del locale forzando la serratura con un piccone, portarono via 13 smartphone, 3 stampanti, un tablet, e altro materiale informatico. Nelle intercettazioni i due fratelli elencano il materiale sottratto al negozio di telefonia. La particolarit\u00e0 fu che, non soddisfatti del bottino e intuendo che il negozio non era fornito di videosorveglianza, ritornarono sul posto per rubare altro materiale.<strong> Il bottino fu scambiato nell\u2019immediatezza con la cocaina fornita da uno spacciatore.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Il 17 gennaio i due fratelli insieme alla sorella, e sotto l\u2019effetto dello stupefacente, fecero razzia all\u2019interno della stazione di rifornimento \u201cQ8\u201d sempre a Rende, sulla SS107 forzando il distributore automatico di sigarette<\/strong>. Il giorno successivo utilizzando una mini carica di esplosivo forzarono il distributore automatico di profilattici della farmacia Peluso rubando il denaro e la merce. Un magro bottino che li\u00a0port\u00f2 a ritornare nella citt\u00e0 bruzia e <strong>ritentare il colpo con un\u2019altra carica di esplosivo per scardinare il congegno di apertura automatico del distributore di accendini e sigarette in via Panebianco<\/strong>. In quel caso i due fuggirono al sopraggiungere di una gazzella dell\u2019Arma,\u00a0 non riuscendo nell\u2019intento. Dalle intercettazioni si evinse la rabbia dei due compagni di merenda \u201csfuggiti\u201d per poco all\u2019arresto e, uno dei due rimasto anche ferito.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Due giorni dopo insieme ai fratelli\u00a0fu il turno dell\u2019<strong>amico magrebino<\/strong>, resosi complice nel <strong>furto di un\u2019Audi A4 parcheggiata a Castrolibero<\/strong>. Il furto avvenne nel primo pomeriggio. Dalle intercettazioni tra i tre, i carabinieri individuarono l\u2019auto posteggiata in viale dei Giardini a Rende e pronta per essere utilizzata in altri atti criminali tra cui l\u2019assalto ad un negozio \u201centrate proprio con la macchina di dentro&#8230;tanto \u00e8 rubata&#8230;\u201d (intercettazioni, ndc), evidenziando la pericolosit\u00e0 sociale per l\u2019incolumit\u00e0 altrui.<\/div>\n<div>Altro furto fu quello a Rende, di una <strong>borsa poggiata sul sedile lato passeggero, contenente 200 euro in contanti, telefono e documenti<\/strong>, qualche ora prima la rapina in gioielleria\u00a0a Cosenza. Sempre secondo le attivit\u00e0 di indagini, uno dei due fratelli apr\u00ec lo sportello di una <strong>Fiat 500 con a bordo la vittima.<\/strong> I due\u00a0 furono riconosciuti nelle foto segnaletiche\u00a0 da due fidanzati, di passaggio in quel momento che, alla richiesta di aiuto della vittima, avevano annotato il numero di targa della vettura, una Clio, risultata intestata al nonno.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">La conferenza Stampa il giorno dell&#8217;arresto, Spagnuolo spiega il perch\u00e8 del rilascio dei due rapinatori<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208939 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CONF-440x173.jpg\" alt=\"CONF\" width=\"440\" height=\"173\" title=\"\">\u00ab\u00c8 semplice operare nell\u2019emergenza e fermarsi al primo tassello. Buttare in pasto all\u2019opinione pubblica\u00a0 un\u2019operazione e poi chi si \u00e8 visto si \u00e8 visto. <strong>Magari dopo va a finire che la persona, visto che il quadro accusatorio non \u00e8 preciso, poi viene assolta. Qui invece i nostri investigatori hanno utilizzato un metodo diverso; sono stati estremamente precisi, razionali e professionali.<\/strong> Quel quadro che all\u2019inizio presentava una serie di ombre tali, che probabilmente si sarebbero tradotte in una mancata convalida da parte del\u00a0 giudice e in una assoluzione, ora, grazie al lavoro fatto\u00a0 dai carabinieri della compagnia di Cosenza, questo\u00a0 quadro \u00e8 assolutamente preciso e granitico, forte, e si \u00e8 arricchito di tutta una serie di reati che noi andiamo\u00a0 a contestare a queste persone\u00bb. Il procuratore capo della Repubblica bruzia, Mario Spagnuolo durante la conferenza stampa alla presenza dell&#8217;aggiunto <strong>Manzini<\/strong>, del sostituto procuratore <strong>Tridico<\/strong>, dell&#8217;allora comandante provinciale dell&#8217;Arma, il colonnello <strong>Ottaviani<\/strong> e del capitano <strong>Passaquieti<\/strong>, comandante della compagnia cittadina, spiega i cardini alla base di un lavoro estremamente preciso che porta a risultati incontestabili.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208941 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Cattura1-1-397x280.png\" alt=\"Cattura1\" width=\"397\" height=\"280\" title=\"\">\u00abIo sono\u00a0 molto soddisfatto di questo tipo di lavoro perch\u00e9 la funzione di un ufficio di\u00a0 Procura non \u00e8 quello di fare le operazioni sensazionalistiche,\u00a0 che poi si\u00a0 esauriscono su loro stesse, ma \u00e8 quello\u00a0 di portare all\u2019accertamento processuale il fatto\u00a0 reato. E noi di questo siamo assolutamente convinti\u00a0 e sicuri. Su questo\u00a0 un dato: l\u2019ufficio Procura di Cosenza,\u00a0 probabilmente \u00e8\u00a0 uno degli uffici che ha il miglior tasso\u00a0 nel rapporto\u00a0 fra esercizio del rapporto penale e sentenze di condanna.\u00a0 Questo significa che il lavoro portato avanti,\u00a0 lo abbiamo portato avanti bene; ci gratifica il giudicante.\u00a0 Quindi, la mia\u00a0 soddisfazione come responsabile dell\u2019ufficio per\u00a0 questo rapporto\u00a0 e lavoro eccezionale\u00a0 dei carabinieri;\u00a0 la mia soddisfazione per il lavoro portato avanti\u00a0 dal dottore Tridico e\u00a0 dall\u2019aggiunto Manzini, che hanno seguito con grande attenzione questo processo. Non abbiamo le videosorveglianze, come ci sono da altre parti, ma ne faremo a meno. Non \u00e8 vero che\u00a0 in questo circondario le rapine vanno ad ignoti. Il lavoro che abbiamo fatto su questa vicenda sta ad indicare che noi\u00a0 non dimentichiamo, continuiamo a lavorare\u00a0 e abbiamo\u00a0 un livello di soluzione dei casi positivo. E continueremo a lavorare in questa dimensione\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>L\u2019aggiunto Manzini<\/strong> si sofferma sull\u2019uso della droga e la poca attenzione da parte della famiglia. \u00ab I soggetti\u00a0 colpiti dalle misure cautelari\u00a0 oggi sono molto giovani. Vanno dai 24 ai 28 anni. Sono persone che hanno messo in atto un\u2019attivit\u00e0 sicuramente in modo violento, ma che\u00a0 non danno conto di un\u2019attivit\u00e0 organizzata da gruppi particolari. Sono soggetti che si sono messi insieme e che hanno fatto\u00a0 questa rapina, il delitto pi\u00f9 grave in questa vicenda, insieme ad altri fatti di reato parimenti rilevanti.\u00a0 Sono soggetti che hanno un legame con l\u2019utilizzo di sostanze stupefacenti;\u00a0 Quindi rientriamo in quei tipi di autori di cui abbiamo gi\u00e0 parlato: una criminalit\u00e0 predatoria che pone in essere i delitti in via principale attorno all\u2019uso della droga. Poich\u00e9 la Procura entra in gioco quando i delitti sono gi\u00e0 stati commessi\u00a0 e quindi ha una funzione semplicemente repressiva,\u00a0 non dimentica l\u2019importanza dell\u2019attivit\u00e0 preventiva,\u00a0 in modo da evitare che si giunga all\u2019allarme sociale in cui \u00e8 inserito il contesto\u00a0 cosentino. Direi che \u00e8 importante avviare tutte le attivit\u00e0\u00a0 perch\u00e9 la citt\u00e0 sia effettivamente controllata con un impianto di videosorveglianza veramente attivo.\u00a0 Permettetemi\u00a0 di fare un \u201cappello\u201d \u2013 aggiunge la Manzini-: poich\u00e9 le indagini ci dimostrano che tutto gira intorno al mondo della droga c\u2019\u00e8 bisogno da parte della famiglia, specialmente perch\u00e9 si tratta di ragazzi molto giovani di una particolare attenzione. Non pi\u00f9\u00a0 di un mese fa un procedimento \u00e8 originato dalla denuncia di una madre coraggio\u00a0 nei confronti del figlio tossico dipendente. L\u2019importanza in questo momento \u00e8 quella di far si che ci sia un controllo particolare sul traffico di droga che noi attenzioniamo in modo serio insieme alla polizia giudiziaria, ma c\u2019\u00e8 sicuramente\u00a0 necessit\u00e0 di una maggiore attenzione da parte della societ\u00e0\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208942 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Cattura3-1-393x280.png\" alt=\"Cattura3\" width=\"393\" height=\"280\" title=\"\">Il sostituto Tridico<\/strong>, titolare dell\u2019indagine illustra il quadro della situazione: \u00abTale operazione \u00e8 dimostrativa non certo di una inerzia o attendismo nel perseguire degli episodi criminosi, quanto\u00a0 dalla necessit\u00e0 di costruire un\u00a0 quadro probatorio solido e incontrovertibile. Grazie al lavoro capillare\u00a0 che abbiamo svolto in perfetta sinergia con l\u2019Arma\u00a0 dei carabinieri siamo riusciti ad installare all\u2019interno dell\u2019autovettura una microspia dove questi due fratelli in particolare, hanno parlato piuttosto liberamente dando lezioni di criminalit\u00e0. E questo senso di\u00a0 impunit\u00e0 rafforzava la loro scelta\u00a0 di delinquere reiteratamente e i carabinieri,\u00a0 unitamente alla Procura, hanno fronteggiato con capillari\u00a0 azioni investigative, a dimostrazione\u00a0 come questo senso di impunit\u00e0 possa essere ridimensionato\u00a0 solo con azioni di\u00a0 contrasto efficaci del controllo del territorio che stiamo portando avanti e continuare a fare. Un episodio tra i tanti \u201cutilizzando dell\u2019esplosivo, dopo avere fatto saltare\u00a0 un negozio, rendendosi conto che non erano presenti le telecamere, sono ritornati sul luogo del delitto per prendere ulteriore refurtiva. Questo dimostra il senso di impunit\u00e0 alto degli arrestati. Le indagini effettuate, in particolare utilizzando un centro di investigazioni scientifico specializzato ci ha consentito\u00a0 di ricostruire sia per\u00a0 quanto riguarda l\u2019esame del Dna\u00a0 che per\u00a0 le impronte, individuare con assoluta\u00a0 certezza da rendere granitico il quadro\u00a0 probatorio\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-208943 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20170103_105605-e1522079135890-158x280.jpg\" alt=\"20170103_105605\" width=\"158\" height=\"280\" title=\"\">\u00abAbbiamo lavorato in grande sinergia con la Procura \u2013 <strong>ha dichiarato Ottaviani-<\/strong>. Un\u2019indagine fatta bene con abbondanti elementi. Dobbiamo\u00a0 aggiungere la necessit\u00e0 di perseguire questi reati perch\u00e9 come si vede nel video questi\u00a0 sono soggetti non organizzati ma che si improvvisano per sopravvivere . E\u2019\u00a0 questo li rende molto pi\u00f9 pericolosi. Perch\u00e9 \u201ci professionisti del crimine\u201d\u00a0 sanno sempre bilanciare costi e benefici di quello che fanno. Queste persone nella rapina hanno messo a rischio la vita della donna, si sono feriti nel tentativo\u00a0 di scardinare le vetrine. Questa \u00e8 gente pericolosa, nella loro \u201ccialtroneria\u201d criminale sono pericolosi per la gente. E siccome abbiamo altri episodi su cui lavorare\u00a0 sicuramente non ci riteniamo soddisfatti nel senso che finisce qui. Dobbiamo fare in modo che la delinquenza scompaginata cosentina sia assicurata\u00a0 alla giustizia perch\u00e9\u00a0 costituisce un pericolo per i cittadini pi\u00f9 dei criminali\u00a0 organizzati\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Il capitano Passaquieti<\/strong> si ricollega al concetto di pericolosit\u00e0: \u201cdurante la fase di indagine\u00a0 abbiamo refertato altri casi di furti perpetrati con l\u2019utilizzo di piccole cariche di esplosivo create da loro per scardinare distributori automatici all\u2019interno di aree di servizio, ai distributori automatici di medicinali\u00a0 all\u2019esterno delle farmacie. Facevano saltarli in aria per rubarne il contenuto. Sempre in relazione alla pericolosit\u00e0, nell\u2019attivit\u00e0 investigativa\u00a0 nelle captazione effettuate, loro nel decidere\u00a0 gli obiettivi sceglievano non solo quelli privi di telecamere\u00a0 ma ance dove sapevano che a lavorare c\u2019erano persone anziane, un chiaro segnale di pericolosit\u00e0 sociale\u00bb<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una violenta rapina, i due fratelli furono incastrati dal Dna, ma l&#8217;attivit\u00e0 investigativa scopr\u00ec anche una serie di furti e danneggiamenti<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":91232,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-91231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}