{"id":91304,"date":"2018-03-28T11:00:51","date_gmt":"2018-03-28T09:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sanita-sul-podio-emilia-romagna-giu-sicilia-molise-risale-la-calabria\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:28","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:28","slug":"209208-sanita-sul-podio-emilia-romagna-giu-sicilia-molise-risale-la-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/209208-sanita-sul-podio-emilia-romagna-giu-sicilia-molise-risale-la-calabria\/","title":{"rendered":"&#8220;La performance sanitaria&#8221; di Demoskopika. Calabria prima per mobilit\u00e0 &#8220;passiva&#8221; (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<h4>Nel 2017 ben 13 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per motivi economici, per le lunghe liste di attesa o perch\u00e9 non si fidano del sistema sanitario della loro regione. Oltre 320 mila \u201cviaggi della speranza\u201d dal Sud con bilanci in rosso per ben 1,2 miliardi di euro.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La fotografia dell&#8217;<strong>Indice di Performance Sanitaria<\/strong> \u00e8 stata scattata da Demoskopika che ha presentato questa mattina i dati del 3\u00b0 studio intitolato &#8220;La performance sanitaria&#8221; nella sede dell&#8217;istituto <strong>in via Kennedy<\/strong>. I risultati riguardano l&#8217;indice di misurazione e valutazione dei sistemi regionali italiani. Primo dato interessante la crescita della<strong> \u201cdemocrazia sanitaria\u201d:<\/strong> 357 milioni di euro pari ad un incremento del 15% rispetto al 2016. Litigare nel comparto sanitario \u00e8 costato quasi 500 mila euro al giorno. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: \u00abRazionalizzare la mobilit\u00e0 senza prima valorizzare le strutture sanitarie al Sud minerebbe il diritto alla salute principalmente dei cittadini meridionali\u00bb.<\/p>\n<h3>Emilia Romagna, la regione pi\u00f9 efficiente<\/h3>\n<p>E&#8217; regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano, e strappa la prima posizione al Piemonte, mentre Sicilia e Molise si collocano in coda tra le realt\u00e0 \u201cpi\u00f9 malate\u201d del paese. In totale sono sei le realt\u00e0 territoriali definite \u201csane\u201d, nove le aree \u201cinfluenzate\u201d e cinque le regioni \u201cmalate\u201d. Crolla il Piemonte che precipita di ben 10 posizioni rispetto all\u2019anno precedente, collocandosi nell\u2019area delle regioni \u201cinfluenzate\u201d. Entrano, inoltre, nell\u2019area delle realt\u00e0 sanitarie d\u2019eccellenza, Marche, Veneto, Toscana e Umbria. Al Sud la migliore perfomance spetta alla Puglia, all\u2019Abruzzo e alla Basilicata che migliorano la loro \u201ccondizione\u201d, rispetto all\u2019anno precedente, lasciando l\u2019area dei sistemi sanitari locali pi\u00f9 sofferenti. La <strong>Calabria <\/strong>abbandona, per la prima volta, l\u2019ultima posizione tra le realt\u00e0 \u201cmalate\u201d collocandosi immediatamente al di sopra di Sicilia e Molise.<\/p>\n<p>Nel 2017, inoltre, ben <strong>13,5 milioni di italiani, pari al 22,3%<\/strong>, hanno <strong>rinunciato a curarsi<\/strong> per motivi economici, per le lunghe liste di attesa e perch\u00e9, non fidandosi del sistema sanitario della regione di residenza, non hanno potuto affrontare i costi della migrazione sanitaria ritenuti troppo esosi. Un comportamento ancora significativamente preoccupante nonostante una rilevante contrazione rispetto al 2016 pari all\u201911,8%.<\/p>\n<p>L\u2019Indice di Performance Sanitaria si basa su o<strong>tto indicatori:<\/strong> soddisfazione sui servizi sanitari, mobilit\u00e0 attiva, mobilit\u00e0 passiva, risultato d\u2019esercizio, disagio economico delle famiglie per spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica e speranza di vita.<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio \u2013 commenta il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio &#8211; conferma alcune dicotomie persistenti nell\u2019analisi dei sistemi sanitari locali. Da un lato il<strong> permanere di una divario tra Nord e Sud<\/strong>, nonostante qualche miglioramento rilevato in alcune realt\u00e0 meridionali e, dall\u2019altro, la difficolt\u00e0 evidente di erogare un\u2019offerta sanitaria appropriata nel rispetto dei vincoli dell\u2019efficienza condizionata dalle risorse scarse disponibili. Non va sottovalutato, inoltre, il recente orientamento della Conferenza delle Regioni di contenere la mobilit\u00e0 sanitaria che potrebbe alimentare il divario esistente tra le diverse offerte sanitarie locali. Ulteriori tagli alla mobilit\u00e0 sanitaria, infatti, \u2013 precisa Raffaele Rio \u2013 immolati alla causa della razionalizzazione delle risorse e a interventi di riequilibrio, principalmente in alcune specifiche situazioni territoriali, potrebbero ripercuotersi sul diritto di scelta del luogo di cura, penalizzando fortemente le realt\u00e0 del Mezzogiorno e minando al cuore il diritto alla salute dei cittadini residenti in quelle aree&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Raffaele Rio,<\/strong>\u00a0a seguito\u00a0della presentazione dell&#8217;IPS \u00e8 intervenuto ai microfoni di <strong>Rlb\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/h4>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Raffaele-Rio-demoskopika.mp3&#8243;]<br \/>\n&#8220;In questo quadro, la nostra analisi &#8211; spiega Rio &#8211; punta a misurare efficienza, efficacia e soddisfazione quali dimensioni della perfomance sanitaria per misurare l\u2019andamento del comparto a livello locale prioritariamente nell\u2019ottica dell\u2019equit\u00e0 del sistema, della qualit\u00e0 dell\u2019offerta erogata ai cittadini e dei miglioramenti allo stato di salute attribuibili alle azioni prodotte. Un tentativo senza alcuna pretesa di esaustivit\u00e0 considerata l\u2019assoluta esigenza di realizzare un attento e costante monitoraggio dei sistemi regionali, assolutamente diversi da realt\u00e0 a realt\u00e0. In questa direzione \u2013 conclude Raffaele Rio \u2013 l\u2019analisi di Demoskopika, giunta al sua terza edizione, punta ad offrire agli amministratori un indice sintetico di confronto tra sistemi e ai cittadini uno strumento agevole per valutare se e in che modo la programmazione sanitaria locale riesce a rispondere ai bisogni di salute della popolazione nelle singole realt\u00e0 regionali&#8221;.<\/p>\n<h3>Comportamenti<\/h3>\n<p>Oltre 13 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, per motivi economici, lunghe liste d\u2019attesa e sfiducia nel sistema sanitario. Una famiglia su tre (34,3%) in Italia ha rinunciato a curarsi nel 2017. \u00c8 quanto emerso dal sondaggio realizzato annualmente dall\u2019Istituto Demoskopika ad un campione rappresentativo di cittadini. Tra i fattori principali figurano i \u201cmotivi economici\u201d e le \u201clunghe liste di attesa\u201d rispettivamente nel 10,9% e nel 9,8% dei casi. E, ancora, l\u20198,9% del campione intervistato ha dichiarato di non curarsi \u201cin attesa di una risoluzione spontanea del problema\u201d o, addirittura, per \u201cpaura delle cure\u201d come nel 2,9% dei comportamenti rilevati. L\u2019impossibilit\u00e0 ad occuparsi della propria salute o di quella di qualche suo familiare perch\u00e9 \u201ccurarsi fuori costa troppo, non fidandosi del sistema sanitario della regione in cui vive\u201d, inoltre, ha rappresentato un valido deterrente per l\u20191,6% dei cittadini, con un picco nelle<strong> realt\u00e0 regionali del Sud pari al doppio<\/strong> (3,1%). La paura delle cure, infine, con il 2,9% dei casi rilevati, chiude le motivazioni della rinuncia a curarsi nel 2017.<\/p>\n<h3>Classifica \u201cIPS 2018\u201d<\/h3>\n<p>Sono sei i sistemi sanitari pi\u00f9 \u201csani\u201d. Il\u00a0<strong>Sud si conferma \u201cmalato<\/strong>\u201d ma con qualche miglioramento. \u00c8 un testa a testa tra realt\u00e0 del Nord e del Centro, la competizione sulla migliore perfomance dei sistemi sanitari regionali. A \u201ccondizionare\u201d i cambiamenti nell\u2019area \u201csana\u201d della classifica dell\u2019Indice di perfomance sanitaria dell\u2019Istituto Demoskopika per il 2017 rispetto all\u2019anno precedente, i miglioramenti rilevanti prioritariamente di <strong>Veneto, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Toscana.<\/strong> A guidare la graduatoria, in particolare, l\u2019Emilia Romagna che con un punteggio pari a 646,6 conquista la vetta, spodestando il Piemonte che, con 497,4 punti, ha registrato una retrocessione di ben 10 posizioni rispetto all\u2019anno precedente collocandosi nell\u2019area delle regioni con un sistema sanitario \u201cinfluenzato\u201d. Seguono, tra i migliori sistemi sanitari locali, le Marche (624 punti) che, con un saldo in avanti di 5 posizioni rispetto al 2016, ottiene la seconda posizione immediatamente seguita sul podio dal Veneto con 601,9 che con un rilevante balzo in avanti di ben 7 posizioni lascia l\u2019area delle realt\u00e0 sanitaria \u201cinfluenzate\u201d conquistando l\u2019obiettivo di sistema \u201csano\u201d. Nel cluster delle migliori, ci sono anche Toscana con 591 punti, Umbria con 581,7 punti e Lombardia con 580,4 punti.<\/p>\n<p>Nel gruppo, ben pi\u00f9 consistente, delle regioni \u201cinfluenzate\u201d si collocano ben nove realt\u00e0: Friuli Venezia Giulia (552,7 punti), Trentino Alto Adige (527,4 punti), Lazio (519,8 punti), Liguria (504,6 punti), Piemonte (497,4 punti), Puglia (494,8 punti), Valle d\u2019Aosta (467,9 punti), Abruzzo (431,3 punti) e Basilicata (405,8 punti).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-209222 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/INFOGRAFICA-ips-2018.jpg\" alt=\"INFOGRAFICA ips 2018\" width=\"850\" height=\"363\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Inefficienza sanitaria, sempre a Sud<\/h3>\n<p>Sono tutte del Sud, infine, le rimanenti regioni che contraddistinguono l\u2019area dell\u2019inefficienza sanitaria, dei sistemi sanitari etichettati \u201cmalati\u201d nel ranking di Demoskopika: Campania (395,5 punti), Sardegna (384,4 punti), <strong>Calabria<\/strong> (348,7 punti), Sicilia (332,7 punti) e Molise (309,9 punti).<\/p>\n<h3>Soddisfazione<\/h3>\n<p>I sistemi pi\u00f9 apprezzati in Valle d\u2019Aosta, Trentino Alto Adige e Veneto. Circa 4 italiani su 10 (36,7%) dichiarano di essere soddisfatti dei servizi sanitari legati ai vari aspetti del ricovero: assistenza medica, assistenza infermieristica e servizi igienici. Un andamento in crescita del 2,5% rispetto all\u2019anno precedente. L\u2019indicatore conferma un divario pi\u00f9 che significativo tra le diverse realt\u00e0 regionali. I pi\u00f9 \u201cappagati\u201d vivono in Valle d\u2019Aosta che ha ottenuto il massimo del risultato (100 punti) immediatamente seguito dal Trentino Alto Adige (90,8 punti). A seguire con una distanza significativa, Veneto (70,9 punti), Emilia Romagna (66,5 punti), Umbria (64,6 punti), Piemonte (58,5 punti), Liguria (54,4 punti), Friuli Venezia Giulia (45,4 punti), Marche (43 punti), Lazio (34, 7 punti), Toscana (33 punti) e Sardegna (32,5 punti), realt\u00e0 in cui il livello medio di soddisfazione per i servizi ospedalieri, rilevata dall\u2019Istat tra coloro che hanno sub\u00ecto almeno un ricovero nei tre mesi precedenti l\u2019intervista, oscilla tra il 50% ed il 30%. In coda alla graduatoria per il minor livello di soddisfazione, pari mediamente al 20%, si collocano le rimanete sette realt\u00e0 regionali: Campania, Abruzzo, Molise, Sicilia, Puglia, <strong>Calabria<\/strong> e Basilicata.<\/p>\n<h3>Mobilit\u00e0 sanitaria attiva<\/h3>\n<p>Il Molise \u00e8 in testa, la Sardegna in coda. Per Molise e Sardegna confermati i primati positivo e negativo relativi alla mobilit\u00e0 sanitaria attiva in Italia. In particolare, analizzando gli ultimi dati disponibili relativi al 2016, \u00e8 il Molise, con 100 punti, a mantenere la prima posizione della graduatoria parziale relativa alla mobilit\u00e0 attiva, l\u2019indice di \u201cattrazione\u201d che indica la percentuale, in una determinata regione, dei ricoveri di pazienti residenti in altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione stessa, e che in Molise, per l\u2019appunto, \u00e8 pari al 28%. Sul versante opposto, si colloca la Sardegna con un rapporto tra i ricoveri in regione dei non residenti sul totale dei ricoveri erogati pari all\u20191,5%. In valori assoluti, sono principalmente cinque le regioni che attraggono il maggior numero di pazienti non residenti: Lombardia (163 mila ricoveri extraregionali), Emilia Romagna (109 mila ricoveri extraregionali), Lazio (78 mila ricoveri extraregionali), Toscana (69 mila ricoveri extraregionali) e Veneto (61 mila ricoveri extraregionali).<\/p>\n<h3>Mobilit\u00e0 sanitaria passiva<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-209211 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/reparto-ospedale.jpg\" alt=\"reparto ospedale\" width=\"353\" height=\"309\" title=\"\">Oltre 320 mila <strong>\u201cviaggi della speranza\u201d dal Sud<\/strong>. I meridionali confermano la loro diffidenza a curarsi nelle loro realt\u00e0 di regionali. In particolare, con un indice medio di \u201cfuga\u201d, pari al 10,4%, che misura, in una determinata regione, la percentuale dei residenti ricoverati presso strutture sanitarie di altre regioni sul totale dei ricoveri sia intra che extra regionali, il Sud si colloca in fondo per attrattivit\u00e0 sanitaria dopo le realt\u00e0 regionali del Centro con un indice di fuga pari all\u20198,9% e del Nord (6,8%). Ci\u00f2 significa che, nei 12 mesi del 2016, la migrazione sanitaria dalle realt\u00e0 regionali del meridione pu\u00f2 essere quantificabile in oltre 321 mila ricoveri.<\/p>\n<p>Come per la mobilit\u00e0 attiva, anche per la mobilit\u00e0 passiva, lo studio di Demoskopika ha generato una classifica parziale che vede collocate, nelle \u201cposizioni estreme\u201d, il Molise in cima per \u201cdiffidenza\u201d con un indice di mobilit\u00e0 passiva pari 27,2%; sul versante opposto, i pi\u00f9 \u201cfedeli\u201d al loro sistema sanitario si confermano i lombardi. La Lombardia, infatti, con appena il 4,7%, registra il rapporto minore di ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei ricoveri totalizzando il massimo del punteggio (100 punti).<\/p>\n<p>Un quadro del <strong>\u201cturismo sanitario\u201d<\/strong> che alimenta crediti per alcuni sistemi sanitari penalizzando, in termini di debiti maturati, tutto il meridione ad eccezione del Molise. E, analizzando la situazione nel dettaglio, si parte dalla Lombardia, quale sistema pi\u00f9 virtuoso che, nel 2017, ha attratto circa 163 mila ricoveri generando un credito, al netto dei debiti, pari a<strong> 808 milioni di euro per finire alla Calabria,<\/strong> quale sistema pi\u00f9 penalizzato, che a fronte di poco meno di 60 mila ricoveri fuori regione, ha maturato un debito pari a oltre 319 milioni di euro.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Spese legali: quanto costa litigare?\u00a0480 mila euro al giorno<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Clicca in basso per approfondire\u00a0<!--nextpage--><\/span><\/h4>\n<h2 style=\"text-align: left;\">Spese legali: litigare costa 480 mila euro al giorno<\/h2>\n<p>Nel solo 2017, le spese legali per liti, da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, sostenute dal comparto sanitario italiano ammontano a 175 milioni di euro, circa 480 mila euro al giorno. Sono le strutture sanitarie meridionali ad essere pi\u00f9 litigiose concentrando oltre il 60% delle spese legali complessive, pari a ben 104 milioni di euro, seguire da quelle del Centro con 45,4 milioni di euro (26%) e del Nord con una spesa generata per 25,3 milioni di euro (14,5%). Sono <strong>Molise e Calabria a guidare la graduatoria<\/strong> dei sistemi sanitari pubblico pi\u00f9 \u201cavezzi\u201d a contenziosi e sentenze sfavorevoli rispettivamente con una spesa pro-capite di 28,4 euro e 7,7 euro determinando esborsi in valore rispettivamente pari a 8,8 milioni di euro e 15,2 milioni di euro. Un dato ancora pi\u00f9 rilevante se si considera che la spesa pro-capite italiana \u00e8 di poco inferiore ai 3 euro. A seguire, nella parte pi\u00f9 bassa della classifica dei pi\u00f9 \u201clitigiosi\u201d, la Toscana con 6,8 euro di spesa pro-capite (25,4 milioni di euro), la Basilicata con 6,3 euro pro-capite (3,6 milioni di euro) e la Sicilia con 5,4 euro pro-capite (27,4 milioni di euro). Sul versante opposto, i meno litigiosi si sono rilevati i sistemi sanitari di Piemonte e Trentino Alto Adige con appena 0,5 euro di spesa pro-capite rispettivamente con 2 milioni di euro e 572 mila euro di spese legali.<\/p>\n<h3>Efficienza sanitaria<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-209212 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sala-attesa.jpg\" alt=\"sala attesa\" width=\"303\" height=\"262\" title=\"\">Marche, Umbria e Basilicata le pi\u00f9 virtuose. Sono 9 su 20, i sistemi sanitari regionali capaci di ottimizzare le risorse finanziarie disponibili per garantire l\u2019efficienza del comparto. In particolare, accanto ad un risultato d\u2019esercizio in rosso complessivamente per oltre 1 miliardo di euro nel 2017, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u201csane\u201d si sono contraddistinte, al contrario, per un attivo pari a poco pi\u00f9 di 52 milioni di euro. Una perfomance pi\u00f9 evidente se si concentra l\u2019attenzione sui singoli sistemi sanitari. E, infatti, spostando l\u2019analisi a livello territoriale, si palesa maggiormente lo squilibrio economico strutturale in alcuni contesti regionali, nonostante lo strumento del piano di rientro. E cos\u00ec, nel 2016 il risultato d\u2019esercizio desumibile dal conto economico degli enti sanitari locali premia prioritariamente le Marche con un avanzo pari a 9,3 euro pro capite (14,4 milioni di euro), l\u2019Umbria con un avanzo pari a 6,2 euro pro capite (5,5 milioni di euro) mentre relega nelle posizioni \u201cmeno virtuose\u201d il Trentino Alto Adige con un disavanzo del sistema sanitario pari a 216,8 euro pro capite (230 milioni di euro, di cui \u00e8 bene precisare solo 1,8 milioni di euro ascrivibili alla Provincia autonoma di Trento e la quota rimanente rilevante pari a 227,8 milioni di euro alla Provincia autonoma di Bolzano ), la Sardegna con un disavanzo del sistema sanitario pari a 193,5 euro pro capite (21,6 milioni di euro), la Valle d\u2019Aosta con un disavanzo del sistema sanitario pari a 169,6 euro pro capite (321 milioni di euro) e il Molise con un disavanzo del sistema sanitario pari a 134,6 euro pro capite (42 milioni di euro).<\/p>\n<h3>Efficacia sanitaria<\/h3>\n<p>In Trentino Alto Adige si vive pi\u00f9 a lungo. Lo studio di Demoskopika utilizza la speranza di vita, data dal numero medio di anni che una persona pu\u00f2 aspettarsi di vivere al momento della sua nascita, quale indicatore per misurare l\u2019efficacia dei sistemi sanitari regionali: pi\u00f9 alta \u00e8 la speranza di vita in una regione, maggiore \u00e8 il contributo al miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini prodotto dall\u2019erogazione dei servizi sanitari in quel determinato territorio. Nel dettaglio, a guadagnare il podio della classifica parziale della speranza di vita, quale dimensione della perfomance sanitaria individuata da Demoskopika, si collocano il Trentino Alto Adige che con una speranza di vita media pi\u00f9 elevata rispetto al resto d\u2019Italia pari a 83,6 anni ottiene il punteggio massimo. Seguono Marche (91,6 punti), Umbria e Veneto a pari merito con 89,2 punti. Quattro le realt\u00e0 regionali, infine, ad essere caratterizzate da una vita media pi\u00f9 bassa: la Campania con una speranza di vita pari a 81,1 anni produce la perfomance peggiore, seguono Sicilia (30,4 punti), Valle d\u2019Aosta (32 punti) e Calabria (49,2 punti).<\/p>\n<h3>Costi della politica, manetere il management costa<\/h3>\n<p>Spesi oltre 357 milioni di euro per la \u201cdemocrazia sanitaria\u201d, +14,8% rispetto al 2016. Mantenere il management delle aziende ospedaliere, delle aziende sanitarie e delle strutture sanitarie, pi\u00f9 in generale, \u00e8 costato oltre 357 milioni di euro nel 2017 con un incremento significativo, pari al 14,8% rispetto all\u2019anno precedente (311 milioni di euro).\u00a0<strong>A livello locale,<\/strong> a emettere pi\u00f9 mandati di pagamento, in termini pro-capite, per indennit\u00e0, rimborsi, ritenute erariali e contributi previdenziali per gli organi istituzionali sono state le strutture sanitarie della Sicilia con 11,6 euro di spesa pro-capite pari a complessivi 58,4 milioni di euro. Seguono a distanza le \u201cdemocrazie sanitarie\u201d della Lombardia con 9,5 euro di spesa pro-capite (94,7 milioni di euro) e del Trentino Alto Adige con 8,5 euro di spesa pro-capite (9 milioni di euro). Al contrario, a spiccare per maggiore \u201cparsimonia\u201d nell\u2019impiego del management sanitario, le Marche con 1,4 euro di spesa pro-capite (2,1 milioni di euro), il Molise con 1,8 euro di spesa pro-capite (560 mila euro) e la Campania con 2 euro di spesa pro-capite (11,4 milioni di euro).<\/p>\n<h3>Disagio economico<\/h3>\n<p>Colpite oltre 1,5 milioni di famiglie italiane. L\u2019indicatore \u201cfamiglie impoverite\u201d esprime, in termini percentuali, la quota di famiglie in condizioni di disagio economico per le spese sanitarie out of pocket (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.). Esso aggrega sia i fenomeni dell\u2019impoverimento sia quello delle nuove rinunce alle spese sanitarie. A finire nell\u2019area del disagio economico, a causa delle spese sanitarie out of pocket, sono soprattutto le famiglie in Molise con una quota del 10% quantificabile in circa 13 mila nuclei familiari. Seguono la Campania con una quota del 9,9% pari a ben 225 mila famiglie, la <strong>Calabria<\/strong> e la Sardegna entrambe con una quota del 9,2% coinvolgendo nel processo di impoverimento rispettivamente 67 mila e 74 mila nuclei familiari. Capovolgendo la classifica, sono Marche e Trentino Alto Adige a meritare il ranking migliore in questa graduatoria parziale dell\u2019Indice di Performance Sanitaria (IPS 2017) di Demoskopika, con una quota percentuale, per entrambe le realt\u00e0, di appena il 2,7% di nuclei familiari in condizioni di disagio economico per le spese sanitarie out of pocket che ha coinvolto rispettivamente 17 mila e 12 mila nuclei familiari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017 ben 13 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per motivi economici, per le lunghe liste di attesa o perch\u00e9 non si fidano del sistema sanitario della loro regione. 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