{"id":91589,"date":"2018-04-06T05:00:17","date_gmt":"2018-04-06T03:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/violenza-e-minaccia-nellinfermeria-del-carcere-due-assoluzioni\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:47","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:47","slug":"210418-violenza-e-minaccia-nellinfermeria-del-carcere-due-assoluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/210418-violenza-e-minaccia-nellinfermeria-del-carcere-due-assoluzioni\/","title":{"rendered":"Violenza e minaccia nell&#8217;infermeria del carcere, due assoluzioni"},"content":{"rendered":"<h4>Malati di diabete, due detenuti protestano &#8220;con toni accesi&#8221; contro l&#8217;infermiera per un diritto negato. Ma vengono denunciati per violenza e minaccia<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CASTROVILLARI &#8211; <strong>Assolti perche il fatto non sussite<\/strong>. Arriva la sentenza assolutoria, dopo\u00a0tre anni di istruttoria dibattimentale per Umberto Ruffolo, originario di Marano Marchesato, 63 anni e Luigi Tripicchio, di Cosenza, 67 anni <strong>accusati di violenza e minaccia all&#8217;incaricato di pubblico servizio<\/strong>, <strong>in concorso tra loro<\/strong>. Una storia consumatasi nell&#8217;<strong>infermeria del carcere<\/strong>, per via di una <strong>terapia farmacologica<\/strong>, che avrebbe potuto avere un esito negativo se la difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Acciardi e Pascquale Naccarato, non avesse provato durante l&#8217;istruttoria dibattimentale la non colpevolezza degli imputati, chiudendo il processo a carico dei due con una <strong>piena assoluzione<\/strong>. La difesa \u00e8 riuscita a dimostrare che in realt\u00e0 <strong>i due imputati non avrebbero minacciato\u00a0l&#8217;infermiera ma protestato per diritto mancato nell&#8217;essere curati dignitosamente e per come veniva somministrata la terapia senza le dovute accortezze igieniche<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-55566 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/carcere_casa_circondariale_castrovillari-440x246.jpg\" alt=\"carcere_casa_circondariale_castrovillari\" width=\"440\" height=\"246\" title=\"\">I fatti risalgono al 28 aprile del 2014. <strong>I due imputati sono compagni di cella, nella sezione protetti, e\u00a0pazienti diabetici &#8220;mellito&#8221;<\/strong>. Entrambi si trovano reclusi per una espiazione di pena.\u00a0Secondo l&#8217;accusa\u00a0Ruffolo e Tripicchio in concorso tra loro, nel ricevere la terapia medica diabetica somministrata dall&#8217;infermiera nel pretendere di potersi somministrare la terapia in modo arbitrario e a loro piacimento portandola all&#8217;interno della cella <strong>avrebbero minacciato l&#8217;infermiera\u00a0 &#8220;ti spacco la faccia se non fai quello che ti dico&#8221;<\/strong>. <strong>I due inveendo e minacciando l&#8217;infermiera l&#8217;avrebbero indotta a compiere un atto contrario ai propri doveriomettendo un atto\u00a0di servizio<\/strong>. I due vennero denunciati d&#8217;ufficio, direttamente dalla polizia penitenziaria dopo la nota informativa che present\u00f2 l&#8217;infermiera per relazionare sull&#8217;accaduto.<\/p>\n<p>Il 4 aprile scorso, prima della chiusura dell&#8217;istruttoria dibattimentale \u00e8 stata <strong>sentita la persona offesa<\/strong>, ovvero l&#8217;<strong>infermiera<\/strong> che avrebbe subito le minacce. Quest&#8217;ultima,\u00a0sentita dalla difesa degli imputati, ha dichiarato di <strong>non esserci stata nessuna minaccia<\/strong> ma i due <strong>detenuti lamentavano il trattamento ricevuto<\/strong>, in particolare sempre sulla posologia, sulla dose e modalit\u00e0 che veniva somministrata la terapia. L&#8217;infermiera ha sottolineato che\u00a0al riguardo non poteva far nulla perch\u00e8 eseguiva le direttive\u00a0impartite dal direttore sanitario del carcere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malati di diabete, due detenuti protestano &#8220;con toni accesi&#8221; contro l&#8217;infermiera per un diritto negato. 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