{"id":91608,"date":"2018-04-06T11:04:30","date_gmt":"2018-04-06T09:04:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/migranti-in-provincia-di-cosenza-la-normalita-stupisce\/"},"modified":"2023-01-16T18:51:48","modified_gmt":"2023-01-16T17:51:48","slug":"210487-migranti-in-provincia-di-cosenza-la-normalita-stupisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/210487-migranti-in-provincia-di-cosenza-la-normalita-stupisce\/","title":{"rendered":"Migranti in provincia di Cosenza, la normalit\u00e0 stupisce"},"content":{"rendered":"<h4>Tre i Centri di accoglienza visitati nel cosentino dagli attivisti della campagna LasciateCIEntrare gestiti da un&#8217;unica impresa<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TARSIA (CS) &#8211; In gran parte delle visite effettuate nei vari centri di accoglienza calabresi, la campagna lanciata dagli attivisti di <strong>LasciateCIEntrare ha conosciuto contesti in cui le persone accolte vivono in una dimensione di indeterminatezza e di servizi scarsi e inesistenti.<\/strong>\u00a0Sorpresi da quello che hanno avuto modo di rilevare all\u2019interno di alcuni dei Centri di Accoglienza Straordinaria della provincia di Cosenza coordinati dall\u2019Impresa Laura Prezzo, e i cui servizi vengono gestiti dall\u2019associazione Lumarento, nata\u00a0un paio d\u2019anni fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CENTRO ACCOGLIENZA DI TARSIA<\/h3>\n<p>A Dicembre ci siamo recati presso il CAS di Tarsia allestito in una struttura dove prima vi era l\u2019azienda agrituristica Mandria del Dottor Toscano. La titolare, Prezzo Laura Anna, \u00e8 attualmente responsabile della struttura di accoglienza. Il CAS \u00e8 aperto da marzo 2016 e ospita 19 persone, tutti uomini adulti. Nella struttura vi lavorano 5 persone: 1 operatore sanitario, 1 operatore legale, 2 traduttori, 1 operatore notturno. Al momento del nostro arrivo sono presenti tre operatori, tra cui il presidente dell\u2019associazione, e qualche ospite. Alcuni di loro stanno riposando e altri, come ci raccontano i pochi presenti, stanno lavorando nelle vicine campagne. Gli operatori ci lasciano entrare senza resistenze e ci presentano una situazione alquanto positiva; durante la visita ci rendiamo conto che quel poco che riusciamo ad ascoltare dagli ospiti \u00e8 coerente con la descrizione fatta dagli operatori. Gli ospiti sono tutti iscritti al Servizio Sanitario Nazionale ad eccezione degli ultimi 5 o 6, arrivati da soli 4 mesi, che possiedono il codice STP. Tutti, a detta degli operatori, hanno fatto richiesta di asilo e possiedono il modello C3 e la maggior parte ha sostenuto l\u2019audizione presso la Commissione Territoriale. <strong>Solo 3 persone hanno ricevuto la protezione umanitaria, mentre gli altri ospiti hanno ricevuto esito negativo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal proposito gli operatori, per fare ricorso avverso i rigetti della protezione internazionale, hanno provveduto a mettere in contatto gli ospiti del centro con l\u2019avvocato Adriano D\u2019amico che opera all\u2019interno dello sportello \u201cG. Commisso\u201d, presso l\u2019Associazione Culturale Multietnica La Kasbah Onlus a Cosenza (di cui fa parte un&#8217;attivista della delegazione di LasciateCIEntrare). La struttura, essendo stata in funzione fino a pochi anni fa, appare in ottimo stato, composta da piccole stanze in ognuna delle quali risiedono 3 o 4 ospiti e con una grande stanza comune in cui vengono effettuati 2 volte a settimana i corsi di lingua italiana. E\u2019 dotata di caldaia a GPL e condizionatori in ogni stanza con gestione autonoma. Abbiamo preso visione delle stesse ed effettivamente risultavano calde e pulite. Le lenzuola vengono cambiate ogni 15 giorni mentre l\u2019abbigliamento viene distribuito solo dietro richiesta degli ospiti. Per quanto riguarda il cibo, nonostante la struttura sia provvista di spazi adeguati per cucinare, si \u00e8 preferito appoggiarsi al servizio di catering. Gli operatori ci raccontano che per facilitare la tracciabilit\u00e0 dei flussi di denaro, <strong>i pocket-money vengono erogati ogni settimana sotto forma di buoni spesa in negozi convenzionati nella sola citt\u00e0 di Tarsia.<\/strong> Manifestiamo le nostre perplessit\u00e0 rispetto alla pratica dei buoni spesa che, a nostro avviso, non da agli ospiti sufficiente libert\u00e0 di scelta su come e dove spendere i propri soldi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, gli operatori ci dicono che \u00e8 possibile convertire i buoni spesa in moneta ogni qualvolta venga richiesto. Questa informazione viene confermata dai due ospiti con cui siamo riusciti a parlare, i quali non evidenziano alcuna problematica relativa alla gestione del centro. L\u2019aspetto pi\u00f9 controverso che i migranti accolti sottolineano, riguarda gli estenuanti tempi di attesa per l\u2019ottenimento dei documenti che rallentano il percorso di integrazione nel territorio. A tal proposito, gli operatori ci raccontano che sono riusciti a far stipulare dei contratti di lavoro stagionale per una decina di ragazzi. <strong>L\u2019elemento meno positivo risulta essere indubbiamente la distanza della struttura dal centro abitato e dai mezzi pubblici<\/strong>. Cos\u00ec come spesso accade, la localizzazione periferica dei centri di accoglienza rallenta, se non annulla, il percorso di integrazione e la libera circolazione degli ospiti, i quali per arrivare nei centri abitati sono costretti a percorrere lunghe strade a piedi o chiedere agli operatori di essere accompagnati. Al termine della visita, gli operatori ci informano che l\u2019associazione gestisce i servizi anche per altri due Centri di Accoglienza Straordinaria a Spezzano Albanese e a Roggiano Gravina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CENTRO ACCOGLIENZA\u00a0SPEZZANO ALBANESE<\/h3>\n<p>Il 13 gennaio 2018 ci rechiamo, allora, presso il CAS di Spezzano Albanese, sicuri di poterlo visitare. Con nostro stupore, per\u00f2, l\u2019operatore che troviamo, una volta comunicata telefonicamente la nostra richiesta di visitare il centro al presidente dell\u2019associazione, ci vieta l\u2019ingresso. Un atteggiamento decisamente antitetico rispetto a quello tenuto durante la prima visita nel CAS di Tarsia, che insinua in noi alcuni dubbi sulla situazione all\u2019interno della struttura. Rimaniamo, dunque, sull\u2019uscio della porta e chiediamo alcune informazioni all\u2019operatore che ci comunica che nell\u2019appartamento <strong>vivono 9 persone di diverse nazionalit\u00e0: Burkina Faso, Mali, Guinea, Nigeria<\/strong>. Non ci tratteniamo per molto e cerchiamo di parlare con qualche ospite all\u2019esterno della struttura che appare abbastanza vecchia, ma comunque centrale e vicina ai servizi di base del territorio. Uno degli ospiti \u00e8 ben disposto ad interloquire con noi ma non rileva alcuna problematica specifica rispetto alla gestione del centro. Ci dice di possedere il modello C3 e la tessera sanitaria; ci\u00f2 che invece lamenta \u00e8 di non essere stato ancora convocato presso la Commissione Territoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CENTRO ACCOGLIENZA ROGGIANO GRAVINA<\/h3>\n<p>Il 17 febbraio 2018, infine, ci rechiamo a Roggiano Gravina. Al nostro arrivo, non ci sono operatori e all\u2019esterno del Centro, un appartamento all\u2019interno del centro storico della cittadina incontriamo un primo ospite che \u00e8 bene disposto a parlare con noi. Non visitiamo la struttura poich\u00e9 alcuni stanno dormendo. Il ragazzo, prontamente raggiunto da altri ospiti, ci racconta che all\u2019interno dell\u2019appartamento vivono 6 persone provenienti dalla Costa d\u2019Avorio, dal Mali e dal Gambia, che tutti sono stati convocati presso la Commissione Territoriale e che solo uno di loro ha ricevuto la protezione umanitaria. Ci raccontano di ricevere puntualmente i pocket money e che regolarmente seguono il corso di lingua italiana. Affermano che uno dei vantaggi di questo appartamento \u00e8 la posizione strategica che ha all\u2019interno del paese<strong>. <\/strong>Questo si trova di fatto proprio nel centro storico, a due passi dalle strade pi\u00f9 popolate di Roggiano e ci\u00f2 garantisce agli ospiti maggiore autonomia e possibilit\u00e0 di incontro con la popolazione autoctona<strong>.<\/strong><strong>\u00a0Anche qui, i ragazzi lamentano le lungaggini burocratiche che li costringono a permanere a lungo all\u2019interno dei circuiti di accoglienza<\/strong> e la mancanza di accesso a corsi di formazione professionalizzanti.\u00a0I centri visitati rappresentano, tutto sommato, un\u2019esperienza di buona accoglienza, in cui i diritti fondamentali vengono garantiti. Resta l\u2019ambiguo atteggiamento tenuto in occasione della visita al centro di Spezzano Albanese, all\u2019interno del quale non siamo riusciti ad entrare e del quale abbiamo raccolto solo parziali informazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre i Centri di accoglienza visitati nel cosentino dagli attivisti della campagna LasciateCIEntrare gestiti da un&#8217;unica impresa<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":91609,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-91608","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91608"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91608\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}