{"id":91796,"date":"2018-04-11T18:14:51","date_gmt":"2018-04-11T16:14:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/una-petizione-su-facebook-per-punire-gli-studenti-violenti\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:01","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:01","slug":"211484-una-petizione-su-facebook-per-punire-gli-studenti-violenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/211484-una-petizione-su-facebook-per-punire-gli-studenti-violenti\/","title":{"rendered":"Una petizione su Facebook per punire gli studenti violenti"},"content":{"rendered":"<h4>Misure pi\u00f9 incisive per combattere la violenza. I promotori, un gruppo di docenti, hanno gi\u00e0 raccolto 50 mila adesioni<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>ROMA &#8211; Insegnanti sfiduciati, demotivati e ora anche spaventati dall&#8217;aggressivit\u00e0 e dalla violenza manifestata nei loro confronti da allievi e genitori degli allievi. Dopo i recenti casi di aggressioni nei loro confronti, un gruppo di insegnanti ha lanciato su fb una petizione &#8211; che ha gi\u00e0 ottenuto oltre 50 mila adesioni &#8211; per chiedere misure pi\u00f9 incisive per combattere la violenza che rischia di dilagare nelle scuole. I promotori non lesinano accuse ai &#8220;sindacati, oggi troppo impegnati a raccattare voti nelle scuole, e che non riescono ad andare oltre la ritualit\u00e0 di comunicati stampa&#8221;. E chiedono azioni &#8220;ben pi\u00f9 incisive&#8221;: dalla costituzione dei sindacati come parte civile nei processi, alla tutela legale alle vittime, dall&#8217;acquisto di pagine di quotidiani per denunciare il problema, a provvedimenti legislativi per prevenire e reprimere il fenomeno, &#8220;occorre una legge &#8211; scrivono &#8211; che comporti delle sanzioni che siano da esempio educativo per le generazioni future&#8221;.<\/p>\n<p>Alcune di queste richieste sono per la verit\u00e0 state gi\u00e0 recepite dai sindacati. La Cgil per esempio, con Francesco Sinopoli, si \u00e8 chiaramente pronunciata a favore della costituzione di parte civile negli eventuali processi per le violenze ai docenti e ha chiesto al Ministero dell&#8217;Istruzione di muoversi in tal senso. Rino Di Meglio coordinatore della Gilda degli Insegnanti, sostiene la necessit\u00e0 di un Codice disciplinare uguale per tutta Italia, &#8220;non affidato alla fantasia dei singoli istituti&#8221; e concorda con la richiesta dei promotori dell&#8217;appello di una difesa dei docenti da parte dell&#8217;avvocatura dello stato nei processi: &#8220;l&#8217;insegnante che denuncia non deve pagarsi l&#8217;avvocato, \u00e8 un servitore dello Stato e va difeso dallo Stato&#8221;.<\/p>\n<p>Turi (Uil Scuola), con gli altri sindacati confederali, vuole organizzare entro fine aprile o al massimo i primi di maggio una manifestazione &#8211; probabilmente una fiaccolata &#8211; davanti al Parlamento proprio per sottolineare la necessit\u00e0 di una maggiore unit\u00e0 tra scuola, famiglie, studenti. Le regole per punire gli studenti che aggrediscono gli insegnanti ci sono tutte, l&#8217;aggressione a pubblico ufficiale \u00e8 perseguibile addirittura con la galera, fanno notare tutti i sindacalisti, Cobas compreso. Sta alle scuole poi applicare le norme e non far passare sotto silenzio aggressioni e violenze. &#8220;In questo senso stupisce il silenzio del Miur&#8221;, osserva Di Meglio.<\/p>\n<p>La ministra Valeria Fedeli in verit\u00e0 nei giorni scorsi ha fatto un appello alle famiglie e alla societ\u00e0: &#8220;un appello al rispetto come valore centrale per la societ\u00e0 e per la scuola. Non servono nuove leggi, le leggi contro chi compie violenza esistono gi\u00e0. Denunciamo gli atti e i comportamenti violenti che possono verificarsi all&#8217;interno della scuola, non minimizziamoli mai. Ma disinneschiamoli prima che facciano comparsa nella vita degli studenti: ripartiamo dal rispetto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Misure pi\u00f9 incisive per combattere la violenza. 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