{"id":91836,"date":"2018-04-12T20:09:42","date_gmt":"2018-04-12T18:09:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-casba-confermata-in-appello-assoluzione-per-bruni-cozza-e-scavelli\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:04","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:04","slug":"211640-operazione-casba-confermata-in-appello-assoluzione-per-bruni-cozza-e-scavelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/211640-operazione-casba-confermata-in-appello-assoluzione-per-bruni-cozza-e-scavelli\/","title":{"rendered":"Operazione Casba, confermata in appello assoluzione per Bruni, Cozza e Scavelli"},"content":{"rendered":"<h4>Erano finiti in manette per spaccio di droga. Assolti in primo grado, la Procura di Cosenza ha presentato il ricorso rigettato in\u00a0appello<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROGLIANO (CS) &#8211; <strong>Operazione Casba<\/strong>, <strong>in Appello confermata la sentenza di assoluzione in primo grado del Tribunale di Cosenza nei confronti degli imputati Bruni Pasquale<\/strong>, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano, <strong>Cozza Luigi<\/strong>, difeso dall\u2019avvocato Nicola Rendace e <strong>Scavelli Fortunato<\/strong>, difeso dall\u2019avvocato Antonio Quintieri, accusati i primi due del reato di cessione di sostanze stupefacenti e tutti del reato di estorsione.<br \/>\nLa I Sezione della Corte di Appello di Catanzaro ha confermato ieri la sentenza di assoluzione emessa con la formula \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d dal Tribunale di Cosenza in composizione collegiale, <strong>rigettando l\u2019appello avanzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza<\/strong> che, a seguito della pronuncia assolutoria, aveva presentato ricorso sollecitando una rivisitazione del materiale probatorio, affermando che il teste principale del processo sarebbe stato intimidito e coartato nella sua volont\u00e0 tramite specifiche minacce che lo avevano condotto, nel corso dell\u2019istruttoria dibattimentale, a ritrattare le accuse mosse in sede di indagini.<\/p>\n<h3>I FATTI<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-211668 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/arresti26aprCC450-440x248.jpg\" alt=\"arresti26aprCC450\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\">Una operazione quella della \u201cCasba\u201d che si conclude nell\u2019aprile del 2011, dopo un\u2019attivit\u00e0 investigativa dei carabinieri della compagnai di Rogliano, iniziata a luglio 2010, in cui vennero accusate 15 persone a vario titolo per i reati di estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, rapina e detenzione di armi. L&#8217;inchiesta inizi\u00f2 in seguito ad un&#8217;estorsione subita da un tossicodipendente che, non essendo in grado di pagare, fu aggredito e picchiato dai suoi spacciatori. La vittima si rivolse ai carabinieri che riuscirono a ricostruire il giro di spacciatori. Alcuni degli arrestati erano schedati nella \u201crete\u201d dei pluripregiudicati. La droga veniva acquistata a Cosenza e poi rivenduta in vari centri della provincia anche alle altre cosche della zona della Presila e del Savuto. Sette finirono in carcere, cinque ai domiciliari e per due l\u2019obbligo di dimora.<\/p>\n<p><strong>In carcere finirono<\/strong>: Pasquale Bruni, 33 anni, Luigi Cozza, 33 anni, Valentino De Francesco, 22 anni, Massimo Sirangelo, 35 anni, Angelo Altomare, 21 anni, Domenico Falbo, 24 anni, e Massimo Benvenuto, 33 anni. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Fortunato Scavelli, 34 anni, Francesco Lucanto, 25 anni, Salvatore Pati, 20 anni, Giovanni Donato, 21 anni, Francesco Mantuano, 22 anni. Obbligo di dimora per Francesco Falbo e Antonio Greco. Molti scelsero il rito abbreviato e altri patteggiarono. Pasquale Bruni, Luigi Cozza, e Fortunato Scavelli scelsero il rito ordinario che dopo circa un anno di istruttoria dibattimentale conclusasi nel marzo 2015, in cui rimasero ai domiciliari vennero assolti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>LA RITRATTAZIONE IN AULA DELLA VITTIMA<\/h3>\n<p>Fulcro del processo era stata la ritrattazione in aula di qualsivoglia accusa da parte del presunto assuntore che aveva affermato di non aver ricevuto alcuna sostanza dagli imputati e di non essere mai stato minacciato dagli stessi al fine di ritrattare le accuse inizialmente mosse e ci\u00f2 nonostante una iniziale denuncia avente ad oggetto proprio siffatte condotte minatorie ad opera, per\u00f2, non gi\u00e0 degli imputati ma di un\u2019interposta persona che, generalizzata e sentita nel dibattimento, aveva smentito ogni minaccia.<br \/>\nEra seguita la richiesta dell\u2019Ufficio di Procura di acquisire come prova le dichiarazioni dell\u2019assuntore alla luce delle minacce poste in essere nei suoi confronti per fargli ritrattare ogni accusa ed oggetto di specifico lamento penale.<\/p>\n<p>Sul punto il collegio difensivo aveva insistito per l\u2019inconsistenza del teorema accusatorio in ragione di una serie di dati temporali che viziavano l\u2019argomentare del pubblico ministero; ed infatti le presunte minacce non avevano impedito nel corso delle indagini all\u2019assuntore di denunciare anche tale presunta coartazione che, di conseguenza, non aveva sortito nell\u2019immediatezza alcun effetto; sul punto le difese avevano rimarcato come apparisse, allora, illogico che una minaccia posta in essere oltre un anno e mezzo prima rispetto all\u2019audizione in tribunale potesse aver sortito quell\u2019effetto che, di contro, non aveva ottenuto subito nell\u2019immediatezza del fatto. N\u00e9 alcun altra condotta violenta era stata posta in essere durante il periodo di sottoposizione alla misura cautelare carceraria e domiciliare per come confermato anche dalla moglie dell\u2019assuntore che, espressamente sentita sul punto, aveva negato qualsivoglia coartazione nel lungo periodo di svolgimento dell\u2019istruttoria dibattimentale.<\/p>\n<h3>LA SENTENZA ASSOLUTORIA<\/h3>\n<p>Ieri la Corte d\u2019Appello viste le motivazioni del collegio difensivo ha deciso per la riconferma della sentenza assolutoria di primo grado. Nel rigettare il gravame proposto dalla Procura di Cosenza, ha cos\u00ec sancito la regolarit\u00e0 dell\u2019ordinanza emessa dal Tribunale di Cosenza che gi\u00e0 aveva escluso ogni ipotesi di violenza commessa in danno della persona offesa confermando l\u2019assoluzione per Bruni, Cozza e Scavelli per i capi d\u2019imputazione comuni e dichiarando la prescrizione per il solo Cozza, condannato ad anni 1 e mesi 2 di reclusione, in relazione ad altra ipotesi di cessione scissa dalla vicenda principale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano finiti in manette per spaccio di droga. 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