{"id":91846,"date":"2018-04-13T05:30:50","date_gmt":"2018-04-13T03:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-chiude-lo-storico-bar-buffet-stazione-mangiato-dalla-crisi\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:04","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:04","slug":"211692-cosenza-chiude-lo-storico-bar-buffet-stazione-mangiato-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/211692-cosenza-chiude-lo-storico-bar-buffet-stazione-mangiato-dalla-crisi\/","title":{"rendered":"Cosenza, chiude lo storico bar Buffet stazione &#8220;mangiato&#8221; dalla crisi"},"content":{"rendered":"<h4>Giuseppe Muzzillo da 64 anni gestiva un pezzo di storia di Cosenza, lasciato in eredit\u00e0 al nipote che oggi raccoglie macerie in una stazione fantasma<\/h4>\n<h4><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il bar &#8220;Buffet stazione&#8221; di Muzzillo Giuseppe chiude i battenti dopo 64 anni di attivit\u00e0 perch\u00e8 di treni in stazione non ne passano pi\u00f9. Sembrerebbe una battuta un po\u2019 spinosa, in realt\u00e0 \u00e8 la verit\u00e0. Il nipote Raffaele, 31 anni, padre da 7 mesi di una deliziosa bambina e sposato da meno di due anni, conosciuto da tutti come Lello, oggi &#8220;abbasser\u00e0 definitivamente le serrande&#8221; perch\u00e8 con l&#8217;acqua alla gola non riesce pi\u00f9 a mandare avanti &#8220;un pezzo della sua vita&#8221;. Ieri mattina, se da un lato gli operai della ditta di manutenzione effettuavano i lavori presso la Ferrovia dello Stato, dall&#8217;altra c&#8217;era chi caricava macchinari e congelatori sui camion per portarli via. Un bar che a poco a poco si \u00e8 spogliato di quella identit\u00e0 che per tanti anni \u00e8 stato punto di riferimento per tanti cosentini e tanti pendolari. E&#8217; proprio il nipote Lello che ci racconta un pezzo di storia bruzia che va via &#8220;stipata&#8221; in quei congelatori caricati per essere accantonati chiss\u00e0 dove. \u00abIl bar \u00e8 stato aperto da mio nonno materno Giuseppe <strong>nel 1954 alla vecchia stazione a Cosenza<\/strong>\u00a0difronte\u00a0il centro commerciale &#8220;I Due Fiumi&#8221;. Nell&#8221;87\u00a0 ci siamo trasferiti qui, nella nuova stazione inaugurata nel mese di maggio. Come bar nella stazione \u00e8 sempre stato lui l&#8217;unico<strong>. Io ero piccolo, ma affiancavo sempre mio nonno<\/strong>. In stazione, in quegli anni il flusso era ampio. C&#8217;erano molti treni, molti pendolari, lavoratori, gli uffici erano pieni. La stazione dello Stato, \u00a0una volta, era una piccola cittadella\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>La crisi<\/strong><\/h3>\n<p>\u00abLa stazione ha iniziato a svuotarsi 10 &#8211; 15 anni fa\u2019. Un lento scemare, molto lento, inesorabile ma costante. Non so per quale motivo, forse una mossa politica della Regione, i treni iniziarono\u00a0 ad essere sempre di meno, tra cui quelli pi\u00f9 importanti, gli intercity a lunga percorrenza. C&#8217;era il treno per Roma, Torino,\u00a0Bologna, Bari.\u00a0Tutte linee soppresse. I primi negozi che iniziarono a chiudere furono la lavanderia, il negozio di giocattoli, l&#8217;Hertz autonoleggio. Successivamente chiuse il centro Tim e infine l&#8217;edicola. Rimanemmo aperti io e il tabacchi.\u00a0Oltre ai pendolari e i ferrovieri c&#8217;erano vicino gli uffici della Banca e tutti venivano a consumare da me, tutti i giorni, mattina e pomeriggio. Anche se ero piccolo mi ricordo bene che negli anni &#8217;90 c&#8217;era un grande afflusso di persone,\u00a0continuato\u00a0nei primi anni del 2000. Poi si \u00e8 iniziato ad avvertire il calo.<\/p>\n<h3><strong>Dipendenti licenziati e debiti maturati<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-211695 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/e252b52b-a707-4c80-a90d-5450d90e0d11-440x247.jpg\" alt=\"e252b52b-a707-4c80-a90d-5450d90e0d11\" width=\"440\" height=\"247\" title=\"\">Da quando nonno aveva aperto questo bar dava lavoro a due cassieri e quattro banconisti. Abbiamo iniziato a licenziare tutti fino a rimanere solo io. I primi problemi economici sono arrivati circa quattro, cinque anni fa. Noi ad oggi siamo riusciti a rimanere aperti con fondi personali di mio nonno. altrimenti avremmo gi\u00e0 chiuso prima. Questo perch\u00e8 con gli incassi non si coprono pi\u00f9 le spese. Noi abbiamo fisso un canone mensile di oltre 1800 euro che io devo dare\u00a0 ad RFI. Da premettere che negli ultimi anni ho richiesto pi\u00f9 volte all&#8217;azienda di abbassare il canone perch\u00e8 <strong>io vivo dei treni\u00a0che ci sono, ma se i treni non ci sono non posso pagare il canone<\/strong>. Le mie richieste purtroppo sono andate tutte a vuoto. Le prime volte mi hanno risposto dicendomi che non era possibile; le ultime volte non ho mai ricevuto risposta.<\/p>\n<p><strong>Nonno negli ultimi tre, quattro anni ha rimesso di tasca sua per mandare avanti l&#8217;attivit\u00e0 oltre 30 mila euro pi\u00f9 le buone uscite dei miei ultimi dipendenti superando di gran lunga i 60mila euro. Quindi posso dire che l&#8217;attivit\u00e0 ad oggi mi ha creato 60mila euro di debiti<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>La stazione fantasma e i progetti \u201cfumo negli occhi\u201d<\/strong><\/h4>\n<p>Il primo progetto fu la vecchia locomotiva di Mancini di cui si vede ancora l&#8217;insegna e dovevano aprire qui Malizia, big Ben e altre attivit\u00e0 mai viste. Mentre le ultime promesse del &#8220;buon&#8221; sindaco Occhiuto da circa cinque anni a questa parte erano quelle di portare la polizia municipale negli uffici della stazione dello Stato. Lui dichiarava sulla stampa che era imminente, che era stato raggiunto l&#8217;accordo con Rfi mentre gli accordi non sono mai stati presi e mai raggiunti. Anche in virt\u00f9 di queste promesse abbiamo tentato di rimanere aperti, perch\u00e8 le tante rassicurazioni\u00a0 che dava il sindaco &#8220;abbiamo gi\u00e0 visionato i locali&#8221;, &#8220;faremo partire i lavori&#8221;&#8230;io scioccamente ho sperato.<\/p>\n<h4><strong>I furti subiti<\/strong><\/h4>\n<p>Negli ultimi cinque anni ho subito una media di due furti all&#8217;anno. Ho chiesto a chi di dovere di far mettere un impianto di videosorveglianza perch\u00e8 si parla di una stazione. Ma mi hanno sempre risposto picche. Io ho sempre subito furti, danni, sempre nel cuore della notte\u00a0 perch\u00e8 non c&#8217;\u00e8 sorveglianza. Gli agenti della polizia Ferroviaria un tempo erano pi\u00f9 di 20, oggi sono soltanto in sei e non ce la fanno a coprire le 24 ore di turno e la notte qui \u00e8 accessibile a chiunque<\/p>\n<h4><strong>La chiusura della galleria Santomarco<\/strong><\/h4>\n<p>Da premettere che io avevo preso la decisione anche prima che la galleria chiudesse. Con la chiusura della galleria avvenuta il sei dicembre e ad oggi ancora non riaperta, ho perso giornalmente qualcosa come 200 euro di incasso. Ovviamente senza treni\u00a0 quei quattro pendolari rimasti non ci sono pi\u00f9. Per questo sono stato costretto a licenziare subito quei due dipendenti che avevo. Gli altri licenziamenti sono avvenuti nel 1999, 2005, 2008 e cos\u00ec via. Io rimango con una figlia a carico e disoccupato perch\u00e8 non ho altro lavoro<\/p>\n<h4><strong>Un contratto di locazione salato ma FRI fa &#8220;orecchie da mercante&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-211696 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1afd2848-1379-4fb6-8e81-69ba40ff7e55-440x248.jpg\" alt=\"1afd2848-1379-4fb6-8e81-69ba40ff7e55\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\">Ho un contratto di locazione con FRI ed ho dato preavviso che volevo lasciare l&#8217;immobile circa quattro mesi e mezzo fa. Non mi \u00e8 stata data nessuna risposta\u00a0 ed ho inviato tramite il mio avvocato una seconda comunicazione sia a FRI a Roma che a Fers servizi a Reggio Calabria che rappresenta il polo territoriale a Reggio Calabria. Nessuna risposta. Ho telefonato alla Fers servizi a Reggio Calabria parlando con il responsabile che mi ha spiegato che poteva solo inoltrare una ulteriore comunicazione ad FRI. Chiamo FRI Roma e iniziano una serie di comunicazioni telefoniche con dipendenti di FRI che non sapevano assolutamente nulla della mia richiesta. Da Roma mi rimandano all&#8217;ufficio Patrimonio\u00a0di Reggio Calabria e, dopo varie attese e inoltri di\u00a0uffici in uffici\u00a0riesco a parlare con un dipendente che mi rinvia ad un ufficio dove puntualmente non risponde nessuno da giorni. riesco ad avere\u00a0 un contatto del collaboratore del dirigente di questo ufficio che mi spiega di non aver potuto rispondere perch\u00e8 il dirigente \u00e8 in malattia da un mese. Quindi chi \u00e8 in malattia da un mese significa che un ufficio interno si ferma. Non mi ha saputo fornire nessuna risposta\u00a0 ad una comunicazione ufficiale inviata dal legale. Perch\u00e8 in questa richiesta ho scritto che mio nonno a cui \u00e8 intestata l&#8217;attivit\u00e0 per raggiunti limiti di et\u00e0, per problemi di salute ed economici si richiede il recesso immediato del contratto. A tutt&#8217;oggi nessuna risposa. Io ho preso la decisione di chiudere ugualmente. Oggi \u00e8 il mio ultimo giorno lavorativo\u00a0 e da settimana prossimo inizier\u00f2 a smantellare il bar.<\/p>\n<p>Lello chiude, dunque. Porta via con se il vecchio ed il nuovo, le speranze e le delusioni e una vita a 31anni da dover iniziare daccapo con una famiglia da sostenere. Un nuovo disoccupato all\u2019ufficio \u201ccollocamento\u201d oggi centro per l\u2019impiego che accoglie un altro figlio finito nel vortice della crisi economica, aiutata anche da RFI che di treni in Calabria non ne manda pi\u00f9.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4096\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Reportage \u2013 Viaggio nella stazione fantasma di Vaglio Lise, dove i treni partono vuoti<\/a><\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Muzzillo da 64 anni gestiva un pezzo di storia di Cosenza, lasciato in eredit\u00e0 al nipote che oggi raccoglie macerie in una stazione fantasma<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":91847,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-91846","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91846"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}