{"id":91878,"date":"2018-04-13T19:58:32","date_gmt":"2018-04-13T17:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-lenti-gigliotti-marcello-era-destinato-a-morire\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:06","slug":"211815-omicidio-lenti-gigliotti-marcello-era-destinato-a-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/211815-omicidio-lenti-gigliotti-marcello-era-destinato-a-morire\/","title":{"rendered":"Omicidio Lenti &#8211; Gigliotti: &#8220;Marcello era destinato a morire&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Il pentito Giuseppe Viteritti racconta dell&#8217;agguato subito a piazza Europa. A sparare a volto scoperto Marcello Gigliotti<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Omicidio Lenti &#8211; Gigliotti, l&#8217;istruttoria dibattimentale durante il processo in Corte d&#8217;Assise, presieduta dal giudice Garofalo, a latere Granata, oggi ha visto tra i teste ben quattro collaboratori di giustizia e soprattutto il figlio di Gigliotti anche se negli anni della guerra era troppo piccolo per ricordare pap\u00e0.\u00a0In aula presente come sempre l\u2019imputato Francesco Patitucci che, insieme a Franco Pino hanno scelto il rito ordinario. Gli altri due imputati del duplice omicidio Gianfranco Bruni e Gianfranco Ru\u00e0 scelsero il rito abbreviato e furono giudicati colpevoli e condannati a 30 anni di carcere, ma senza l\u2019aggravante dell\u2019associazione mafiosa, il 27 novembre del 2017. Tutti sono considerati dagli inquirenti elementi di spicco della \u2018ndrangheta cosentina.\u00a0Francesco Lenti e Marcello Gigliotti furono uccisi attirati in una trappola perch\u00e9 considerati ormai scomodi e disubbidienti al clan Pino \u2013 Sena. Furono invitati ad un \u201cmaiale\u201d e invece furono uccisi. Gigliotti venne fucilato e Lenti decapitato. I loro corpi furono trovati vicini, coperti dalla neve a pochi metri dall\u2019auto completamente bruciata, all\u2019interno della quale era stato abbandonato un fucile. A difendere Patitucci e Pino sono gli avvocati Marcello Manna, Vittorio Colosimo, Luigi Gullo e l\u2019avvocato Laura Gaetano.<\/p>\n<p>Il figlio di Gigliotti, 34 anni, non potendo ricordare quei periodi vista la giovanissima et\u00e0, due anni ha pensato di consegnare nelle mani della polizia un nastro&#8230;uno di quelli in cui \u00e8 registrata la voce del pap\u00e0 del primo febbraio del 1986. \u00abAvevo meno di due anni &#8211; dichiara alla Corte il 34enne &#8211; E&#8217; capitato che ho parlato di mio padre con mia madre. Mi sono recato in questura per portare un documento, una registrazione audio che ho pensato potesse servire. Me la consegn\u00f2 mio nonno anni fa (a lui la consegn\u00f2 mia madre) e ci sono dialoghi fra mio padre e mia madre. Li ho ascoltati uno, due volte, ma 12 &#8211; 13 anni fa. Mio nonno \u00e8 deceduto nel 2013, quando io avevo 16 &#8211; 17 anni\u00bb. Il pubblico ministero ha chiesto l&#8217;acquisizione dell&#8217;audio ricordando che la moglie di Gigliotti in aula aveva dichiarato che il marito aveva l&#8217;abitudine di registrare tutto. \u00abHo un ricordo vago di cosa ci sia inciso sul nastro. So che a volte parla con me, altre con mia madre, e poi tratti dove si sente la televisione. L&#8217;ho consegnata due settimane fa in questura. La cassetta in mio possesso \u00e8 una copia dell&#8217;originale che trattennero i carabinieri all&#8217;epoca dei fatti\u00bb. L&#8217;accusa chiede l&#8217;acquisizione e la successiva trascrizione per capire se combaci con una trascrizione dell&#8217;epoca con due passaggi brevissimi, provenienti dalla vittima, che sono gi\u00e0 consultabili negli atti; anche per capire &#8211; continua l&#8217;accusa &#8211; se il nastro contenga le stesse dichiarazioni gi\u00e0 trascritte oppure parli di altre vicende. Il teste viene poi escusso dalla difesa di Patitucci, l&#8217;avvocato Manna che si sofferma sulla cassetta chiedendosi e chiedendo alla Corte se quest&#8217;ultima, l&#8217;originale fosse stata smarrita o altro in quanto non si capiva come mai non fosse gi\u00e0 agli atti. Poi ha chiesto al 34enne il perch\u00e8 dopo anni l&#8217;avesse consegnata alla polizia \u00abEssendo stato convocato e non sapendo nulla &#8211; spiega il 34enne &#8211; avevo due anni, non sapendo nulla ho pensato di dire che avevo questa cassetta e dalla questura mi hanno detto di portarla. Quella dell&#8217;epoca, mi disse mia madre, era una micro cassetta. Questa \u00e8 audio perch\u00e8 \u00e8 una copia.<\/p>\n<h2>L&#8217;agguato di Gigliotti a Giuseppe Vitelli oggi pentito<\/h2>\n<p>E&#8217; stato poi sentito uno dei tre fratelli Vitelli, tutti collaboratori di giustizia, condannato nell&#8217;ambito del processo Garden. \u00abSono collaboratore di giustizia dal marzo &#8217;96, ho fatto parte del gruppo Perna &#8211; Pranno e sono stato condannato per numerosi omicidi. C&#8217;era la guerra in atto con il gruppo Pino &#8211; Sena, dal &#8217;78 fino ai primi anni dell&#8217;87. Era una guerra brutta. Dall&#8217;87 \u00e8 stata fatta pace tra Pino e Perna e il &#8217;90 \u00e8 finita la guerra.<\/p>\n<p>Conoscevo Gigliotti; aveva attentato alla mia vita nell&#8217;83 ed era designato a morire, ma poi ci hanno pensato gli altri. Ha fatto l&#8217;agguato direttamente a me, in piazza Europa a viso scoperto. Poi ci ha pensato Pino a farlo uccidere\u00bb. Vitelli continua ancora nel racconto \u00abSiamo nel 1986 e vengono uccisi Lenti e Gigliotti. Gli esecutori Ru\u00e0, Patitucci, Amendola e De Rose. Quest&#8217;ultimo diventa collaboratore di giustizia. Furono arrestate 197 persone, tra cui io, del clan Pino &#8211; Perna. Ci siamo informati cosa fosse successo e siamo stati in carcere sei mesi e di tutto quello che diceva De Rose mi accusavano\u00bb. Sull&#8217;omicidio l&#8217;accusa domanda come fosse certo chi l&#8217;avesse ucciso \u00abC&#8217;\u00e8 stata una pausa di guerra. Ci si \u00e8 messi a parlare per fare pace, specialmente mio fratello Francesco con Pino e Perna e in quell&#8217;occasione avevo il conto in sospeso e volevo sapere. In quella fase Ru\u00e0 e gli altri raccontavano. Sono stati loro perch\u00e8 dicevano che Lenti e Gigliotti erano diventati incontrollabili. Il mandante era Pino. Nel corso della pace ci siamo messi al tavolo, ne ho parlato con Ru\u00e0 &#8220;non potevano pi\u00f9 controllarli&#8221;; mi ha detto che erano stati Bruni, Patitucci e Ru\u00e0, mandante Pino. Ru\u00e0 mi disse sulle modalit\u00e0 che gli era stata tagliata la testa ma, in verit\u00e0 l&#8217;ho letto anche sulla stampa. E poi avevano fatto uno sgarbo a Pino che io non ho chiesto, n\u00e8 mi hanno detto. Mi dissero gli esecutori materiali, e se non mi sbaglio c&#8217;era anche Amendola. Poi abbiamo fatto pace e non ci siamo pi\u00f9 ammazzati e abbiamo fatto un gruppo unico. Diciamo che erano due gruppi ma unico, si operava insieme per estorsione, omicidio, per esempio l&#8217;omicidio Chiappetta&#8230;i rapporti con Ru\u00e0 erano buonissimi\u00bb. Alla domanda del perch\u00e8 avesse deciso di collaborare Vitelli ha risposto: \u00abHo deciso di collaborare perch\u00e8 si cambia vita; tanto la vita da mafioso \u00e8 in carcere o morto ammazzato, la terza soluzione non c&#8217;\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>Vitelli risponde alle domande del collegio difensivo che chiese quale fosse la sgarbatezza fatta a Pino\u00abSi vocificavano che avevano fatto una sgarbatezza a alla moglie di Pino, angela Drago, durante l&#8217;accompagnamento al carcere in cui Pino era detenuto. Prima della pace, durante la detenzione, siamo stati a contatto con il clan Pino; ci sentivamo, ci scambiavamo idee, che non volevano fare pi\u00f9 guerre, troppi morti. Mio fratello pi\u00f9 grande (Francesco, ndc) c&#8217;ha lavorato di pi\u00f9e c&#8217;\u00e8 riuscito nel &#8217;92\u00bb. Sull&#8217;omicidio Amendola \u00abQuando hanno ucciso Amendola Pino e Ru\u00e0 ci hanno notiziato &#8220;non vi allarmate&#8221; perch\u00e8 dobbiamo uccidere Amendola perch\u00e8 vuole collaborare con la giustizia, con i fatti Lenti &#8211; Gigliotti. A Ru\u00e0 l&#8217;ho visto in carcere e fuori\u00bb. Ritornando alle ultime battute sull&#8217;agguato di gigliotti a vitelli \u00abIo lo volevo ammazzare. Nella consorteria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pentito Giuseppe Viteritti racconta dell&#8217;agguato subito a piazza Europa. 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