{"id":9235,"date":"2012-12-08T04:02:40","date_gmt":"2012-12-08T03:02:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9235"},"modified":"2023-01-17T13:42:24","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:24","slug":"4059-lividi-tatuati-sulla-figlia-processo-al-padre-padrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4059-lividi-tatuati-sulla-figlia-processo-al-padre-padrone\/","title":{"rendered":"Lividi &#8220;tatuati&#8221; sulla figlia: processo al padre-padrone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Marchi indelebili di propriet\u00e0.<strong> E&#8217; una storia brutta, quella che si sta raccontando davanti ai giudici del tribunale di Cosenza. E&#8217; la storia di un legame troppo stretto, ossessivo, morboso di un<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> padre per la propria figlia. Il 50enne cosentino C. L., finito in manette e sotto inchiesta, con l&#8217;auccsaa di maltrattamenti in famiglia, ha sempre appplicato, secondo il racconto della vittima, la legge del padre contro sua figlia, impedendole di vedersi con le amiche, uscire per divertirsi, trovarsi un fidanzato e, addirittura, sogna un lavoro<\/strong>. Ogni volta che la figlia &#8220;sgarrava&#8221;, il padre le ricordava che lei era sua e di nessuna ltro, un senso di possesso talmente delirante che spesso finiva per sfociare in botte, botte cos\u00ec pesanti da lasciare sul corpo della ragazza i lividi e i segni con cui, scusateci il paragone, si &#8220;marchiano&#8221; gli animali, per indicarne la propriet\u00e0. I fatti in questione risalgono a undici anni fa, quando Laura (il nome \u00e8 di fantasia) appena adolescente scopr\u00ec il volto del padre. <strong>Oggi, Laura di anni ne ha 22 e, dopo aver resistito per anni,m subendo le botte in silenzio e cercando aiuto, inutilmente, nello sguardo immobile di sua madre, ha trovato il coraggio di trascinare suo padre in tribunale. Il processo a carico del 50enne \u00e8 nato dalla denuncia minuziosa e dettagliata che la ragazza fece contro di lui. Una denuncia, piena di orrore, pianto e possesso, falsamente giustificati come atti di amore protettivo, che raccolse il maresciallo Domenico Lio.<\/strong> La ragazza, tra le lacrime e la vergogna, trov\u00f2 il coraggio di raccontare tutto, anche quel suo desiderio di diventare un giorno un carabiniere. <strong>Quando inform\u00f2 il padre della sue intenzioni lavorative e del suo sogno di indossare la divisa dell&#8217;Arma, il padre, senza dire una parola, prima la gonfi\u00f2 di botte, poi la tracin\u00f2 in macchina fino alla caserma dei carabinieri, poi le scopr\u00ec la schiena e con tanta rabbia e altrettanta crudelt\u00e0 le tatu\u00f2 con un taglierino la scritta &#8220;E&#8217; mia&#8221;.<\/strong> Il processo si concluder\u00e0 il prossimo 4 febbraio. Nel corso delle udienze finora tenute l&#8217;uomo sembra non abbia mai mostrato il minimo accenno di pentimento per quanto fatto alla figlia. La fase dibattimentale racconta anche che anche quando l&#8217;album fotografico dei lividi &#8220;impressi&#8221; dal padre sul corpo di sua figlia come tatuaggi indelebili sono entrati in aula, non s&#8217;\u00e8 scomposto minimamente. Il 50enne \u00e8 difeso da Carmine Furlano, la figlia, costituitasi parte civile, \u00e8 assistita dall&#8217;avvocato Francesca Stancati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Marchi indelebili di propriet\u00e0. E&#8217; una storia brutta, quella che si sta raccontando davanti ai giudici del tribunale di Cosenza. 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