{"id":9249,"date":"2012-12-08T14:40:32","date_gmt":"2012-12-08T13:40:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9249"},"modified":"2023-01-17T13:42:25","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:25","slug":"4066-voltarelli-il-maestro-di-calabria-che-conquista-il-mondo-con-il-dialetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4066-voltarelli-il-maestro-di-calabria-che-conquista-il-mondo-con-il-dialetto\/","title":{"rendered":"Voltarelli: il maestro di Calabria che conquista il mondo con il dialetto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Una chitarra, due ore piene di canzoni, monologhi ricchi di calabresit\u00e0 e sold out ovunque.<strong> E&#8217; questa la colonna sonora che accompagna Peppe Voltarelli, in giro per il suo tour nazionale ed internazionale. <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cantautore cosentino, nativo di Mirto Crosia, porta la sua calabresit\u00e0 ovunque. Lo fa con l&#8217;ironia tipica di chi ha fatto della sua arte non un mezzo di lavoro, ma una missione, con lo scopo primario di divertirsi e divertire. L&#8217;ultima tappa del suo concerto \u00e8 stata al El Cid di Los Angeles e ancora a distanza di ore, ancora il pubblico continua a battere le mani, tributandogli tutto l&#8217;affetto che merita. Lo raggiungiamo telefonicamente. Nonostante le ore di volo, gli spostamenti, le prove e poco sonno addosso, il maestro Voltarelli, ci concede un&#8217;intervista. Peppe Voltarelli non ama le formalit\u00e0, gli piace che lo spettacolo sia fatto da lui e dal pubblico insieme. Lo abbiamo conosciuto a El Cid di Los Angeles, dove ha portato Il viaggio, I padri, L\u2019appartenenza, monologo di teatro-canzone che dal 2011 sta toccando i palcoscenici di tutto il mondo. \u00abChe dire evviva la Calabria, evviva Quicosenza, evviva la musica\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL PERSONAGGIO &#8211; Partiamo dall\u2019inizio, da quando Voltarelli lascia la Calabria, dove \u00e8 nato e cresciuto, per andare a studiare a Bologna. Sono i primi anni \u201990: nasce Il Parto delle Nuvole Pesanti, di cui Voltarelli \u00e8 frontman. Il gruppo \u00e8 tra i primi in Italia ad usare il dialetto per una musica che non \u00e8 folk, ma un pi\u00f9 forte ed energetico rock italiano. Una scelta coraggiosa, fatta nel posto giusto al momento giusto. <strong>\u00abBologna era una citt\u00e0 piena di studenti provenienti da tutta Italia e anche dall\u2019estero. Per questo c\u2019era una grande apertura mentale. La diffidenza iniziale \u00e8 durata poco e si \u00e8 trasformata invece in grande affetto e supporto. Ci \u00e8 stato riconosciuto il merito di aver preso in mano il nostro dialetto, a volte anche duro nei suoni, e di averne fatto musica. Da allora molti altri lo hanno fatto, anche con successo\u00bb. Quello che di pi\u00f9 affascina di Peppe Voltarelli \u00e8 la sua semplicit\u00e0, quella tipica di chi \u00e8 grande nella sua umilt\u00e0. A Voltarelli non piace sentirsi addosos l&#8217;etichetta di personaggio, i personaggi, come dice lui stesso, preferisce farli fare altri altri, ha chi lo \u00e8 veramente. Peppe ha nel suo dna la capacit\u00e0 di catturare tutti con una battuta, una frase gettata l\u00ec ad affetto, in dialetto cosentino. Gli chiediamo come il dialetto possa essere accolto all\u2019estero. Nulla di pi\u00f9 facile, ci spiega Peppe. \u00abChi non parla l\u2019italiano, non fa differenza tra dialetto o lingua ufficiale. Molto spesso anzi, gli emigrati del sud di vecchia generazione hanno meno difficolt\u00e0 con il dialetto perch\u00e9 \u00e8 quello che hanno conosciuto da piccoli. La lingua \u00e8 una barriera che pu\u00f2 essere superata se la musica ha valore di per s\u00e9\u00bb. Dopo anni, Voltarelli lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera solista.<\/strong> \u00abIl gruppo \u00e8 come una famiglia, ci sono obblighi e doveri, e per quanto io abbia amato gli anni de Il Parto delle Nuvole Pesanti, non mi sentivo di averne pi\u00f9. Da solo \u00e8 diverso, posso andare nella direzione in cui voglio senza dover mettere d\u2019accordo nessuno. Se sbaglio, sbaglio da solo, se arrivo a un traguardo ci arrivo da solo. E di traguardi il cantautore calabrese ne ha gi\u00e0 raggiunti: oltre al palcoscenico,<strong> Voltarelli ha lavorato anche per il cinema e il teatro, scrivendo musiche per Fuga dal Call Center di Federico Rizzo, La Vera Leggenda di Tony Vilar di Giuseppe Gagliardi (di cui \u00e8 anche interprete), e in seguito di Tatanka, dello stesso Gagliardi. Nel 2010 si \u00e8 aggiudicato inoltre la Targa Tenco come miglior album in dialetto, assegnata per la prima volta ad un lavoro in calabrese. Il Viaggio, I padri, L\u2019appartenenza, che lo ha portato in questi giorni a New York, Los Angeles, Portland e Seattle, fonde storie di emigrazione, impegno politico e capacit\u00e0 di guardare alla storia e alla realt\u00e0, anche quella pi\u00f9 nera, col sorriso. \u00abC\u2019\u00e8 dentro la mia esperienza di emigrato e quella di tutti gli altri. C\u2019\u00e8 il distacco e la riscoperta delle proprie radici viste da lontano, e c\u2019\u00e8 l\u2019accettazione di quel patrimonio che \u00e8 nostro, che ci portiamo dentro, che ci piaccia o no. Sta a noi poi trarre il meglio da questo bagaglio e farlo diventare un nostro punto di forza, un elemento identificativo. La musica, la sua musica, i suoi suoni, le sue note, raccontano il Sud, alludono a paesi e paesaggi, alle storie dei briganti e degli anarchici, all\u2019abbandono dei luoghi, senza banali nostalgie, ma con un forte senso di appartenenza. \u00abCome dicevo, questi luoghi, queste storie, noi emigrati ce le portiamo dentro, ora come cent\u2019anni fa. Essere critici per\u00f2 \u00e8 la chiave di tutto, altrimenti si rischia di cadere in quel revival non solo musicale, ma anche culturale a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Il sud Italia \u00e8 un posto difficile, questo \u00e8 un dato di fatto. Esaltarne i lati piacevoli fino a non vederne pi\u00f9 le problematiche \u00e8 una mossa sbagliata, un tentativo di legittimazione decisamente non costruttivo\u00bb. Grazie Peppe, grazie e non solo per l&#8217;intervista. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una chitarra, due ore piene di canzoni, monologhi ricchi di calabresit\u00e0 e sold out ovunque. 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