{"id":92595,"date":"2018-05-07T10:10:02","date_gmt":"2018-05-07T08:10:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-spartizione-dei-boschi-della-sila-tra-i-clan-cosentini-e-crotonesi\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:54","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:54","slug":"214718-la-spartizione-dei-boschi-della-sila-tra-i-clan-cosentini-e-crotonesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/214718-la-spartizione-dei-boschi-della-sila-tra-i-clan-cosentini-e-crotonesi\/","title":{"rendered":"La spartizione dei boschi della Sila tra i clan cosentini e crotonesi"},"content":{"rendered":"<h4>&#8216;Italiani&#8217; e &#8216;Zingari&#8217; uniti per trattare con i cirotani. A favorire tagli abusivi e appalti pilotati sarebbero stati forestali e pubbliche amministrazioni<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; I boschi della Sila gestiti dalla &#8216;ndrangheta. Accordi tra cosche cosentine e crotonesi per spartirsi il business del legno con la complicit\u00e0 di pubblici ufficiali. Dipendenti del Corpo Forestale dello Stato e guardie ex AFOR e ARSSA che intascano &#8216;mazzette&#8217; benedicendo appalti pilotati e tagli abusivi, senza effettuare alcun tipo di controllo. A cristallizzare le dinamiche dell&#8221;affare dei boschi&#8217; sono state le indagini che hanno portato, nello scorso gennaio, ai 169 arresti dell&#8217;operazione Stige. Un&#8217;inchiesta che ha coinvolto anche amministratori pubblici tra cui il presidente della\u00a0Provincia di Crotone e sindaco di Cir\u00f2 Marina Nicodemo Parrilla, il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici insieme al suo assessore ai Lavori Pubblici Filippo Mazza. <strong>A descrivere gli incontri tra &#8216;cosentini&#8217; e &#8216;crotonesi&#8217; sono stati tre collaboratori di giustizia cosentini: Adolfo Foggetti, Daniele Lamanna e Francesco Oliverio.<\/strong> Testimonianze confermate dalle intercettazioni captate dagli investigatori che non lasciano adito ad alcun dubbio. &#8220;Qua a breve non ci sar\u00e0 pi\u00f9 niente, queste quattro piante sono, quando sono finite le quattro piante hai finito, non c&#8217;\u00e8 niente&#8221; afferma Gangale (uomo dei clan che controllano la Sila tra Crotone e Cosenza) parlando dell&#8217;esigenza di estendere il monopolio dei tagli boschivi ad altre attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-215230 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/parco-nazionale-della-sila-400x280.jpg\" alt=\"parco-nazionale-della-sila\" width=\"400\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>Adolfo Foggetti prima di collaborare con la giustizia, come noto, militava tra le fila della cosca Rango\/Zingari e fungeva da reggente dell&#8217;associazione nella zona di Paola attraverso la gestione di estorsioni e stupefacenti. Lamanna era suo &#8216;collega&#8217;. Entrambi si premuravano di versare tutti i proventi delle attivit\u00e0 criminali nella &#8216;bacinella&#8217; dei clan cosentini. Francesco Oliverio era invece un boss di San Giovanni in Fiore a capo del locale di Belvedere Spinello collegato al crimine di Cir\u00f2.<strong> Il territorio su cui i &#8216;cosentini&#8217; rivendicarono la propria influenza si estende dal litorale ionico fino all&#8217;entroterra silano tra le provincie di Cosenza e Crotone.<\/strong> Un&#8217;area in cui lo sfruttamento delle risorse naturali era prima degli accordi affidato al locale di Cir\u00f2. A coordinare la gestione del settore boschivo \u00e8 Vincenzo Santoro allevatore di Mandatoriccio, meglio noto come U monaco. E&#8217; lui, secondo gli inquirenti, l&#8217;uomo che si occupa di truccare le gare d&#8217;appalto e decretare chi deve deforestare la Sila abbattendo abusivamente ettari ed ettari di boschi. Santoro non possiede un&#8217;azienda boschiva, ma secondo gli inquirenti agirebbe attraverso l&#8217;impresa dei fratelli Spadafora di San Giovanni in Fiore (suoi stretti parenti) spesso incaricata di porre in essere atti di vandalismo nei confronti delle aziende poco inclini a collaborare con i clan. Antonio Spadafora gi\u00e0 in carcere, nelle scorse settimane \u00e8 stato colpito da un&#8217;altra inchiesta che lo vede protagonista di un meccanismo corruttivo insieme a funzionari di Calabria Verde. Francesco Oliverio racconta che proprio nel piazzale dell&#8217;azienda dei fratelli Spadafora incontr\u00f2 due Guardie Forestali che erano andate a ritirare del denaro, un &#8216;regalo&#8217; per chiudere gli occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">L&#8217;ACCORDO TRA CROTONESI E COSENTINI<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4143\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CLICCA IN BASSO<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4143\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CONTINUA A LEGGERE<\/a><\/span><\/h2>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<h2>L&#8217;ACCORDO TRA CROTONESI E COSENTINI<\/h2>\n<p>Era Santoro, U Monaco, a\u00a0decidere dal 2007 chi doveva aggiudicarsi gli appalti per i tagli in Sila. L&#8217;uomo era riuscito a creare un vero e proprio &#8216;cartello silano&#8217; formato dalle ditte Tasso, Santoro, Marrazzo, Bianco e Zampelli.\u00a0 Le imprese partecipanti alla gara venivano messe d&#8217;accordo stabilendo il prezzo da proporre alle pubbliche amministrazioni con la promessa di ricevere una percentuale dei fondi stanziati, mentre chi si accaparrava i lavori doveva pagare per non subire danneggiamenti. I soldi di queste estorsioni venivano divisi tra i cirotani e il capo del clan del Comune in cui veniva eseguito l&#8217;appalto.<strong> Consapevoli che Santoro fosse in Sila il referente di tutta la criminalit\u00e0 organizzata i &#8216;cosentini&#8217; (&#8216;zingari&#8217; ed &#8216;italiani&#8217;) nel 2011 cercano di entrare in contatto con lui dall&#8217;interno del carcere di via Popilia<\/strong> durante un periodo di detenzione comune tra Mario Gatto, Daniele Lamanna e un capocosca papaniciaro <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-214209 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/taglio-alberi-440x225.jpg\" alt=\"taglio alberi\" width=\"440\" height=\"225\" title=\"\">Mico Megna.\u00a0Il\u00a0primo appuntamento, fuori dal penitenziario, avviene a Rende tra Santoro, Foggetti, Di Puppo, Lamanna, Morello e un tale\u00a0Sabastiano\u00a0di Rossano. A questo seguirono altri incontri tra crotonesi e cosentini per definire i territori di &#8216;competenza&#8217;: in una baita fatiscente vicino al lago Ampollino, in un ristorante a Mesoraca durante un matrimonio, nel cimitero di San Giovanni in Fiore (di fronte l&#8217;azienda dei fratelli Spadafora), in un maneggio a Croce di Magara, nel parcheggio del Carrefour di Zumpano. A questi summit da Cosenza parteciparono Adolfo D&#8217;Ambrosio, Rinaldo Gentile (esponente apicale del clan Lanzino), Francesco Patitucci, Maurizio Rango e Attilio Chianello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si stabil\u00ec che i proventi delle estorsioni o degli incassi sugli appalti boschivi, tranne che per il Comune di San Giovanni in Fiore affidato &#8221;per amicizia e rispetto&#8221; alla famiglia Iona, sarebbero stati divisi a met\u00e0 tra crotonesi e cosentini. Stesso discorso sarebbe valso per i lavori pubblici nel settore delle infrastrutture. <strong>I patti per\u00f2 inizialmente non vengono rispettati. Nella bacinella dei &#8216;cosentini&#8217; non arriva nulla. Baster\u00e0 un&#8217;altra riunione per mettere in riga i boscaioli.<\/strong> Erminio Pezzi di Camigliatello inizia cos\u00ec a consegnare il denaro a D&#8217;Ambrosio pi\u00f9 o meno mensilmente: prima 5mila euro, poi 8mila e 4mila euro in base al &#8216;lavoro&#8217;. Oltre ai fondi pubblici degli appalti i profitti delle cosche derivavano sia dalla vendita del legname (tagliato anche abusivamente) sia del cosiddetto cippato da biomassa. Dei diversi settori in cui la criminalit\u00e0 organizzata riusciva a lucrare in Sila parla D&#8217;Ambrosio in carcere durante un colloquio con il fratello ricordandogli &#8220;del bosco, del pellet, del Monaco, del furto&#8221;. Un controllo totale sul territorio che, come si legge nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare dell&#8217;operazione Stige, veniva esercitato anche &#8220;grazie ad una serie di contiguit\u00e0 con esponenti di enti pubblici, amministrazioni comunali e forze di polizia con particolare riguardo a personale del Corpo Forestale dello Stato&#8221;. Il tutto ai danni dell&#8217;economia locale e dell&#8217;ambiente con evidenti conseguenze per il dissesto idrogeologico provocato da disboscamenti indiscriminati privi di alcun tipo di controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Calabria Verde: in Sila la consegna della \u2018mazzetta\u2019 alla dirigente indagata (VIDEO\/INTERCETTAZIONI)<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3792\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Operazione \u201cStige\u201d, le mani del clan Farao Marincola: dalla produzione del pane all\u2019accoglienza dei migranti<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3773\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maxi blitz contro la \u2018ndrangheta, 169 arresti. C\u2019\u00e8 anche il presidente della provincia di Crotone (TUTTI I NOMI)<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><i class=\"fa fa-angle-right\"><\/i><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4144\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<span class=\"current\">Arresti Stige: la centrale a biomasse di Rende \u2018stuzzica\u2019 gli appetiti della criminalit\u00e0<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4145\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Centrali a biomasse \u2018alimentate\u2019 dagli incendi, in Sila si parla di rischi per la salute e l\u2019ambiente<\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8216;Italiani&#8217; e &#8216;Zingari&#8217; uniti per trattare con i cirotani. 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