{"id":92626,"date":"2018-05-04T16:43:05","date_gmt":"2018-05-04T14:43:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-soffriva-di-vomito-e-stanchezza-muore-allannunziata\/"},"modified":"2023-01-16T18:52:55","modified_gmt":"2023-01-16T17:52:55","slug":"214857-cosenza-soffriva-di-vomito-e-stanchezza-muore-allannunziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/214857-cosenza-soffriva-di-vomito-e-stanchezza-muore-allannunziata\/","title":{"rendered":"Cosenza, soffriva di vomito e stanchezza, muore all&#8217;Annunziata"},"content":{"rendered":"<h4>Una donna di 65 anni entra nel nosocomio bruzio agli inizi di gennaio e vaga da un reparto all&#8217;altro fino al giorno del decesso, dopo un mese. Aperto un fascicolo in Procura<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Soffriva di vomito, stanchezza, spossatezza e non mangiava <strong>N.M. originaria di Malvito,<\/strong> deceduta all&#8217;Annunziata di Cosenza a febbraio scorso all&#8217;et\u00e0 di <strong>66 anni<\/strong>. A presentare denuncia la famiglia. Un presunto caso di malasanit\u00e0 al vaglio degli inquirenti, accaduto nei primi mesi del 2018 e in attesa di accertare se, effettivamente, la morte della donna dipenda dai sanitari che in quel periodo l&#8217;hanno presa in cura.<br \/>\nLa donna a dicembre scorso fu visitata<strong> per due volte dai sanitari del 118<\/strong> che non ritennero di doverla trasportare in ospedale nonostante l&#8217;invito esternato agli operatori del 118 anche da parte del medico curante. A gennaio la storia si ripete. Questa volta\u00a0i sanitari del 118, intervenuti sempre a casa della 66enne, decidono per il trasporto verso l&#8217;ospedale di Cosenza. <strong>La donna rimase ricoverata in pronto soccorso per due giorni, poi fu trasferita in medicina d&#8217;urgenza<\/strong>. Nel reparto fu trattenuta per quasi una settimana. I familiari per\u00f2 denunciarono in Procura che in quei giorni nessuno dei medici comunic\u00f2 con loro per riferire di quale malattia la familiare fosse affetta. Nessuna diagnosi quindi. L&#8217;unica risposta che i medici davano alle domande dei familiari era quella di avere pazienza perch\u00e9 le cure erano lunghe.<\/p>\n<p>La donna\u00a0fu successivamente trasferita nel reparto di medicina <strong>Valentini<\/strong>. Dopo qualche giorno i medici comunicarono ai familiari che la paziente\u00a0era affetta da un virus intestinale che aveva coinvolto altri organi e polmoni. A causa della situazione alla donna\u00a0venne somministrato l&#8217;ossigeno. I familiari nel denunciare i fatti sottolinearono che in quei giorni la 66enne, nonostante la somministrazione di antibiotici sembrava peggiorata. La paziente era quasi sempre dormiente ed allettata, per cui i parenti\u00a0pensarono fossero sopraggiunti anche complicazioni a livello cerebrale.<\/p>\n<p>I medici continuarono a sostenere che per la guarigione ci voleva tempo. Il virus, invece, era stato debellato a met\u00e0 gennaio. Per questa ragione i sanitari\u00a0comunicarono di procedereo alle dimissioni. Ma grazie alle richieste insistenti dei familiari la donna sarebbe stata trasferita in una clinica. Nell&#8217;attesa del posto i medici dell&#8217;Annunziata decisero di trattenerla in ospedale. Dieci giorni di attesa dove la paziente continu\u00f2 ad essere curata con antibiotici e alimentata artificialmente con le sacche. Le sue condizioni per\u00f2 non subirono miglioramenti. A met\u00e0 febbraio dopo un mese di ricovero da un reparto all&#8217;altro, la 66enne muore. I sanitari comunicano ai parenti che la causa della morte era dovuta a setticemia. Ma alle lamentele dei familiari, i quali chiesero le motivazioni ad una causa di morte che gli stessi medici\u00a0dichiararono debellata, quest&#8217;ultimi\u00a0fornirono spiegazioni vaghe. Il caso fini&#8217; sul tavolo della Procura la quale dispose l&#8217;autopsia sul corpo della 66enne per accertare le cause della morte e l&#8217;eventuale responsabilit\u00e0 dei sanitari, finiti nel registro degli indagati come atto dovuto. <strong>Non rimane che attendere l&#8217;esito dell&#8217;autopsia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una donna di 65 anni entra nel nosocomio bruzio agli inizi di gennaio e vaga da un reparto all&#8217;altro fino al giorno del decesso, dopo un mese. 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