{"id":9269,"date":"2012-12-09T11:50:12","date_gmt":"2012-12-09T10:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9269"},"modified":"2023-01-17T13:42:26","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:26","slug":"4076-baciato-dalla-dea-punito-dalla-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4076-baciato-dalla-dea-punito-dalla-santa\/","title":{"rendered":"Baciato dalla dea, punito dalla &#8220;Santa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA<\/strong> &#8211; Non sempre essere baciati dalla dea bendata \u00e8 sinonimo di fortuna.<strong> Sembra un grande controsenso, ma a leggera la storia di Filippo, \u00e8 proprio cos\u00ec. Fino a un p\u00f2 di tempo f\u00e0, Filippo, il nome \u00e8 di<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> fantasia, perch\u00e8 i suoi dati anagrafici sono coperti dal massimo riserbo investigativo, era un cittadino comune: casa, lavoro, qualche puntata in ricevitoria per giocare al super enalotto ed \u00e8 proprio dal super enalotto che iniziano, il 29 aprile del 2011, i suoi guai. S\u00ec, perch\u00e8, Filippo quel giorno decise di svoltare, non pi\u00f9 giocando le due euro sulle semplici colonne, ma scegliendo una combinazioni di numeri. Costo dell&#8217;operazione: 10 euro. Quegli otto euro in pi\u00f9, puntati sul tavolo verde della fortuna, gli sono valsi una bella strizzata d&#8217;occhio da parte della dea pi\u00f9 amata dagli italiani. S\u00ec, perch\u00e8 la dea, quel giorno ha deciso di premiare Filippo, facendogli centrate la sestina vincente. Il botto \u00e8 stato forte 47milioni di euro, la pi\u00f9 grande cifra realizzata nel Meridione d&#8217;Italia.<\/strong> Lo scommettitore, quando s&#8217;\u00e8 accorto di aver sbancato, non poteva credere ai suoi occhi. In quel momenti di gioia, la sua vita precedente gli \u00e8 passata davanti in un lampo. Ora era milionario. Ma la notizia, della vincita colossale, \u00e8 arrivata ben presto alle orecchie di chi delle gioie altrui se ne interessa poco e, per mestiere e per indole criminale di Dna, vuole &#8220;condividere&#8221; anche senza invito quel gruzzoletto. La criminalit\u00e0 organizzata, composta prevalentemente da &#8220;falliti&#8221; nell&#8217;animo e nel cuore, non poteva certo lasciarsi sfuggire l&#8217;occasione di non farsi trovare pronta all&#8217;incasso. Se la dea bendata \u00e8 cieca, la mala ci vede benissimo e anche con pochi indizi in mano riesce sempre a trovare chi intende spremere a dovere. Ed \u00e8 questo che \u00e8 successo a Filippo che, dalla gioia della vincita \u00e8 passato all&#8217;incubo di aver realizzato quella sestina vincente. La mala, infatti, non l&#8217;ha mollato e s&#8217;\u00e8 attaccata a lui come ad uno sportello bancario, chiedendo sempre di pi\u00f9. Insomma di quei 47milioni di euro non ne voleva la met\u00e0, li voleva quasi tutti. Per Filippo \u00e8 cominciato l&#8217;incubo: minacce telefoniche, pedinamenti, bigliettini, estorsioni sull&#8217;auto e giusto per far capre che la &#8220;santa&#8221; non scherza a Filippo \u00e8 stata fatta saltare all&#8217;aria anche l&#8217;auto. <strong>Troppo per rimanere in silenzio a guardare, troppo per non pensare a difendere se stesso e la sua famiglia. E allora Filippo ha deciso di parlare, di &#8220;confessarsi&#8221; con le forze dell&#8217;ordine e con la magistratura. Ed \u00e8 stata propria la voglia di Filippo di dire basta a dargli il coraggio per denunciare. Il fascicolo finito all&#8217;attenzione del procuratore capo della Repubblica di Cosenza Dario Granieri \u00e8 pieno zeppo di fatti, minacce e ritorsioni da far accapponare la pelle. La magistratura ha aperto gli occhi sugli aguzzini di Filippo e con l&#8217;aito delle forze dell&#8217;ordine sta cercando di stringere il cappio intorno a loro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA VINCITA &#8211;<\/strong> <strong>Era il 28 aprile dello scorso anno e in citt\u00e0 venne&nbsp;un 6 da 47 milioni di euro al Superenalotto. Il concorso numero 51 del gioco di casa Sisal ha visto, infatti, uscire la sestina vincente presso la tabaccheria Parise, in corso Mazzini, 280.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ENTUSIASMO DELLA RICEVITORIA &#8211;<\/strong> &#8220;<strong>Sono rimasto senza parole. Altre volte ci eravamo andati vicini, ma questa \u00e8 stata la volta buona. Sono veramente felice&#8221;. Natalino Parise, uno dei figli del titolare della rivendita di tabacchi di Cosenza dove era stata giocata la schedina del superenalotto che ha fruttato al fortunato vincitore 47 milioni di euro, ricordando la vicenda \u00e8 ancora frastornato. &#8220;Ci chiam\u00f2 la Sisal &#8211; racconta Natalino &#8211; e ci disse che nella nostra ricevitoia era stata giocata la schedina vincente. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PENSIERO &#8211; &#8220;Francamente &#8211; disse Natalino &#8211; spero proprio che tutto quel denaro sia andato a chi ne ha veramente bisogno o comunque a qualcuno che lo sappia gestire per fare del bene. Con 47 milioni se ne pu\u00f2 fare tanto. Sono tanti, tanti soldi. Ed in questo periodo c&#8217;\u00e8 tanto bisogno di solidariet\u00e0&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OGGI &#8211;<\/strong> Chi l&#8217;avrebbe mai detto che questa bella storia, finisse cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Non sempre essere baciati dalla dea bendata \u00e8 sinonimo di fortuna. Sembra un grande controsenso, ma a leggera la storia di Filippo, \u00e8 proprio cos\u00ec. Fino a un p\u00f2 di tempo f\u00e0, Filippo, il nome \u00e8 di<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":9270,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-9269","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}