{"id":93387,"date":"2018-05-23T11:45:16","date_gmt":"2018-05-23T09:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/truffe-immigrazione-carceri-la-ndrangheta-nelleconomia-toscana-denunciate-163-persone\/"},"modified":"2023-01-16T18:53:46","modified_gmt":"2023-01-16T17:53:46","slug":"218209-truffe-immigrazione-carceri-la-ndrangheta-nelleconomia-toscana-denunciate-163-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/218209-truffe-immigrazione-carceri-la-ndrangheta-nelleconomia-toscana-denunciate-163-persone\/","title":{"rendered":"Truffe, immigrazione, carceri: la &#8216;ndrangheta nell&#8217;economia Toscana, denunciate 163 persone"},"content":{"rendered":"<h4>Indagini partire da accertamenti a carico di alcuni commercialisti hanno portato a scoprire una presunta associazione mafiosa<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PISTOIA &#8211; Dall\u2019alba di questa mattina, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Pistoia e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ventisette persone domiciliate a Pistoia, Firenze, Pescia (PT), Massa e Cozzile (PT), Montecatini Terme (PT), Massarosa (LU), Gioia Tauro (RC), Lamezia Terme (CZ), Pieve a Nievole (PT), Quarrata (PT), Scandicci (FI), Capannori (LU), Olbia (OT) e Vicopisano (PI), indagate per a<strong>ssociazione per delinquere finalizzata all\u2019intestazione fittizia di beni, auto-riciclaggio, bancarotta fraudolenta, usura, estorsione, assunzioni fittizie finalizzate alle truffe in danno dello Stato, favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina, evasione d\u2019imposta e false fatturazioni.<\/strong> Due dei destinatari delle misure sono stati trasferiti in carcere, venticinque agli arresti domiciliari e uno \u00e8 stato sottoposto all\u2019obbligo di dimora. Nell\u2019ambito delle due indagini Amici Nostri e Pluribus, confluite in un unico procedimento, sono state eseguite anche 41 perquisizioni locali e domiciliari, finalizzate alla ricerca di materiale informatico e cartaceo e denunciate complessivamente 163 persone. I carabinieri hanno avviato le indagini nell\u2019aprile del 2015, concentrando la loro attenzione sull\u2019operato di alcuni commercialisti della Provincia e sugli imprenditori a loro collegati mentre le Fiamme Gialle hanno svolto sinergici e mirati accertamenti di polizia economico finanziaria sul loro conto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNel corso dell\u2019operazione \u00e8 stato eseguito il sequestro preventivo ai fini della confisca di otto aziende, con sedi ubicate nei Comuni di Pistoia, Buggiano (PT) e Montelupo Fiorentino (FI), operanti<br \/>\nnei <strong>settori della ristorazione, movimento terra, edilizia, vendita di tabacchi, il sequestro preventivo al fine della confisca \u201cper equivalente\u201d di beni immobili e mobili registrati nonch\u00e9 di conti correnti e depositi bancari\/postali per un ammontare complessivo di circa trentasei milioni di euro<\/strong>. Le investigazioni congiunte hanno consentito di individuare una struttura delinquenziale composta da imprenditori, operanti in vari settori economici, organizzata anche con l\u2019ausilio di commercialisti. La stessa si adoperava, allo scopo di agevolare alcuni clienti imprenditori, attivi nella provincia di Pistoia, nelle commissioni di delitti di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale ed elusione fiscale, nonch\u00e9 illecito impiego di capitali, trasferiti anche all\u2019estero (circa venti milioni di euro), perpetrati per almeno dieci anni, arrecando un danno complessivo (nei confronti dei creditori terzi e dell\u2019Erario) pari a oltre cinquanta milioni di euro. Le imprese coinvolte venivano fraudolentemente \u201csvuotate\u201d delle proprie risorse aziendali, attraverso il depauperamento dell\u2019attivo, determinandone l\u2019insolvenza ed, in alcuni casi, il fallimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre nel corso delle indagini \u00e8 stato accertato che le somme distratte venivano riciclate in nuove realt\u00e0 imprenditoriali che, di fatto, subentravano alle imprese fallite o insolventi e ne proseguivano l\u2019attivit\u00e0, anche attraverso \u201cprestanome\u201d.\u00a0Nel porre in essere tali fatti illeciti, alcuni soggetti responsabili (consapevoli di essere probabili destinatari di misure di prevenzione patrimoniale da parte dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria) trasferivano a \u201cteste di legno\u201d i beni che &#8211; di fatto &#8211; rimanevano nella loro effettiva disponibilit\u00e0 affinch\u00e9, con la \u201cconsulenza\u201d di professionisti contabili, si potesse trarre il maggior illecito vantaggio economico, avvalendosi anche di tecniche di riciclaggio e di auto-riciclaggio. Gli appartenenti all\u2019organizzazione criminale smantellata con il filone d\u2019indagine Pluribus tenevano condotte finalizzate a commettere numerose truffe, utilizzando aziende facenti capo alla consorteria e di fatto gi\u00e0 svuotate di risorse economiche, nonch\u00e9 finalizzate alla fittizia assunzione di persone, con l\u2019obiettivo di: favorire l<strong>\u2019illecita permanenza nel territorio dello Stato di extracomunitari, che potevano cos\u00ec ottenere il permesso di soggiorno; fare erogare indennit\u00e0 di disoccupazione (NASPI) non dovute;\u00a0consentire l\u2019accesso al credito mediante l\u2019esibizione di false buste paga<\/strong>; far ottenere benefici di legge, come le misure alternative alla detenzione, a individui che diversamente non avrebbero potuto ottenerli. \u00c8 stata accertata, peraltro, anche l\u2019attivit\u00e0 di usura, talvolta anche nei confronti degli stessi sodali, che venivano poi sottoposti ad estorsione per la restituzione delle somme prestate. Coinvolti, oltre agli imprenditori e commercialisti, anche numerosi personaggi contigui alla criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indagini partire da accertamenti a carico di alcuni commercialisti hanno portato a scoprire una presunta associazione mafiosa<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":93388,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-93387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93387\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}