{"id":9357,"date":"2012-12-11T07:15:11","date_gmt":"2012-12-11T06:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9357"},"modified":"2023-01-17T13:42:31","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:31","slug":"4120-arte-e-cultura-domenica-festa-a-praia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4120-arte-e-cultura-domenica-festa-a-praia\/","title":{"rendered":"Arte e cultura: domenica festa a Praia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PRAIA A MARE &#8211;<\/strong> Una giornata importante<strong>. Sar\u00e0 inaugurato domenica, alle 10.30 l\u2019Arco votivo che l\u2019artista Enzo Cucchi ha donato al Santuario della Madonna della Grotta di Praia a Mare. A benedire l\u2019opera sar\u00e0 Mons. Leonardo Bonanno, vescovo di San Marco Argentano. <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019inaugurazione sar\u00e0 presente l\u2019artista che ha realizzato l\u2019opera: le formelle in ceramica di Faenza dedicate al culto della Madonna che ricoprono un arco realizzato alla base della scalinata del Santuario.<\/strong> In occasione di un suo soggiorno a Praia nel 2010, Cucchi, il pi\u00f9 importante esponente della cosiddetta \u201cTransavanguardia\u201d, \u00e8 rimasto letteralmente affascinato dalla bellezza e dall\u2019unicit\u00e0 del Santuario scavato nella grotta e dalle manifestazioni di devozione dedicate alla Madonna. Di qui l\u2019idea di realizzare una sua opera e di donarla al Santuario. Circondato dall\u2019entusiasmo dei fedeli e dal Comitato che in questi mesi lo ha aiutato e sostenuto, il maestro ha decorato in basso e altorilievo le formelle che sono state disposte sull\u2019arco a tutto sesto realizzato in calcestruzzo, con altezza di circa 4,35 metri sotto la chiave di volta e piedritti di 60 x 40 centimetri, collocato all\u2019imbocco della scalinata che porta alla Grotta. Le formelle di ceramica delle dimensioni di 40&#215;60 cm circa, sono state realizzate dalla Bottega d\u2019arte Gatti di Faenza. Esse sono dedicate ai vari episodi della storia della Madonna, che secondo la tradizione il comandante di una nave ha salvato dall\u2019ammutinamento di una ciurma musulmana, del Santuario, nato dopo l\u2019apparizione della Madonna a un pastorello muto di Aieta, e alla devozione dei fedeli, che prende forma con le tradizionali cinte votive portate sulla testa in occasione delle processioni di maggio e del 15 agosto di ogni anno. L\u2019opera sar\u00e0 presentata dall\u2019Autore e sar\u00e0 benedetta dal vescovo di San Marco Argentano, monsignor Leonardo Bonanno, nel corso di una cerimonia che si annuncia toccante e dall\u2019intenso valore simbolico, e a cui hanno assicurato la loro presenza tutte le principali autorit\u00e0 religiose, istituzionali, civili e militari e soprattutto i tantissimi fedeli della Madonna della Grotta. Dopo la cerimonia nei locali della Parrocchia sar\u00e0 servito per tutti un ricco buffett caratterizzato da prodotti locali e offerto dall\u2019Associazione Madonna della Grotta ai tanti devoti che affluiranno al Santuario per la festa della Madonna e l\u2019inaugurazione dell\u2019Arco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ARTISTA &#8211; Considerato l&#8217;artista pi\u00f9 visionario tra gli esponenti della Transavanguardia, Enzo Cucchi diviene, a partire dagli anni Ottanta, artista di fama internazionale. Gi\u00e0 dalla fine degli anni Settanta, trasferitosi a Roma e abbandonata momentaneamente la poesia per dedicarsi quasi esclusivamente alle arti visive, Cucchi entra in contatto con gli artisti Francesco Clemente e Sandro Chia, con i quali instaurer\u00e0 uno scambio dialettico ed intellettuale. La pittura \u00e8 per Enzo Cucchi mezzo di aggregazione di pi\u00f9 forme, di pi\u00f9 concetti, di pi\u00f9 materiali, si avvale dell&#8217;espressione invasiva del gesto, attraverso il quale la tela assurge a ricettacolo di immagini e pensieri,<\/strong> veicoli di un discorso frastagliato in mille sospensioni. La presenza di simboli disparati, di matrice classica o onirica, strappati all&#8217;attualit\u00e0 o alla memoria, si sovrappongono e dialogano sul tessuto cromatico da cui sembrano, in concomitanza, emergere. La perdita delle coordinate spazio temporali e l&#8217;incursione continua nel territorio culturale e in quello delle emozioni, coincidono con un indisciplinato uso dei colori, addensati, poi stirati, violenti, poi accennati, e con una sperimentazione ad ampio raggio delle tecniche artistiche, dalla pittura alla ceramica, al mosaico, al bronzo. L&#8217;interesse per l&#8217;interazione tra arti e discipline diverse ha portato, infatti, l&#8217;artista a muoversi in ambiti diversi (dalle arti visive all&#8217;architettura, al design, alla moda), e a cogliere l&#8217;importanza e la fertilit\u00e0 di alcuni incontri. E&#8217; da tali intuizioni che nascono le collaborazioni con Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass per l&#8217;ideazione di progetti editoriali (I Disuguali, progetto di Cucchi e Sottsass dell&#8217;edizione periodica di tavolette in ceramica), la realizzazione di opere a quattro mani e la condivisione di esperienze espositive. Negli ultimi anni, ben quattro opere permanenti sono state appositamente realizzate dall&#8217;artista per quattro diverse citt\u00e0: il mosaico per il Museum of Art di Tel Aviv, la ceramica monumentale per l&#8217;Ala Mazzoniana della Stazione Termini a Roma, i due lavori in ceramica per la Stazione Salvador Rosa, progettata da Mendini, nella metropolitana di Napoli e il mosaico per l&#8217;aula delle udienze del nuovo Palazzo di Giustizia di Pescara. Lavori che dimostrano come l&#8217;attualit\u00e0 di un linguaggio fondato sul cortocircuito tra forza narrativa del segno e seduzione formale della materia, possa rapportarsi con la complessit\u00e0 dello spazio urbano e con i singoli contesti culturali con i quali questo entra in comunicazione. Tra i lavori significativi in questo senso vanno inoltre citati gli affreschi della Cappella di Monte Tamaro, vicino a Lugano, progettata dall&#8217;architetto Mario Botta (1992 &#8211; 1994) e l&#8217;ideazione del sipario del teatro La Fenice di Senigallia (1996).<strong> Enzo Cucchi ha realizzato numerose mostre personali, e ha preso parte a mostre collettive, nei pi\u00f9 importanti spazi espositivi italiani e stranieri come la Kunsthalle di Basilea, il Solomon R. Guggenheim di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Castello di Rivoli, Rivoli (To), il Palazzo Reale di Milano, il Sezon Museum of Art di Tokyo, l&#8217;Accademia di Francia a Roma \u2013 Villa Medici, Il Mus\u00e8e d&#8217;art modern di Saint- Etienne Metropole. Ha partecipato inoltre alle rassegne d&#8217;arte contemporanea pi\u00f9 significative a livello internazionale tra cui La Biennale Internazionale d&#8217;arte di Venezia,Documenta a Kassel, la Quadriennale d&#8217;Arte di Roma. Le sue opere si trovano nelle maggiori collezioni museali del mondo e nelle pi\u00f9 prestigiose collezioni private nazionali e internazionali. Nel 2007 il Museo Correr di Venezia ha celebrato l&#8217;opera di Enzo Cucchi dedicandogli una mostra monografica inauguratasi in concomitanza con l&#8217;apertura della 52\u00b0 Biennale Internazionale d&#8217;arte. L&#8217;archivio ufficiale di Enzo Cucchi \u00e8 consultabile presso il Castello di Rivoli &#8211; Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Rivoli (To).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRAIA A MARE &#8211; Una giornata importante. 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