{"id":93599,"date":"2018-05-28T15:42:35","date_gmt":"2018-05-28T13:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dove-lamianto-che-respirano-i-cosentini-il-killer-silenzioso-dalla-citta-alla-provincia\/"},"modified":"2023-01-16T18:54:00","modified_gmt":"2023-01-16T17:54:00","slug":"219217-dove-lamianto-che-respirano-i-cosentini-il-killer-silenzioso-dalla-citta-alla-provincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/219217-dove-lamianto-che-respirano-i-cosentini-il-killer-silenzioso-dalla-citta-alla-provincia\/","title":{"rendered":"Dov\u2019\u00e8 l\u2019amianto che respirano i cosentini? Il killer silenzioso dalla citt\u00e0 alla provincia"},"content":{"rendered":"<h4>La mappatura c\u2019\u00e8, ma i Comuni la ignorano. Bonificati pericolosi siti, non \u00e8 possibile in Calabria monitorare le morti per patologie riconducibili all\u2019inalazione di eternit<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA \u2013 Il killer silenzioso convive con i calabresi.<strong> Si nasconde tra le rotaie dei treni, nelle tubature, sui tetti, nei grossi impianti termici come quelli di ospedali o grandi strutture.<\/strong> A fornire in parte la dimensione del fenomeno \u00e8 stata l\u2019Arpacal con la mappatura aerea dell\u2019intero territorio regionale, effettuata da un\u2019azienda privata attraverso il telerilevamento. Il risultato: 11 milioni di metri quadrati di coperture in eternit per circa due milioni di abitanti, 5,5 metri quadri a testa. A parlarne \u00e8 l\u2019ingegnere Giuseppe Infusini coordinatore provinciale dell\u2019Osservatorio Nazionale Amianto Cosenza che da anni tenta di sensibilizzare le istituzioni ricordando che \u201cdove \u00e8 presente amianto notiamo delle morti legate a patologie polmonari ipoteticamente correlabili all\u2019inalazione di particelle di eternit\u201d. Si tratta di malattie infauste come asbestosi, cancro polmonare, il mesotelioma pleurico e peritoneale. L\u2019amianto, anche se non sempre pu\u00f2 essere considerato pericoloso, \u00e8 infatti un agente cancerogeno primario. Tutti i Comuni calabresi conoscono quante coperture in amianto hanno sul proprio territorio, ma tante amministrazioni non si sono preoccupate neanche di ritirare la mappa del proprio circondario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IN QUALI CASI L\u2019AMIANTO PUO\u2019 ESSERE PERICOLOSO<\/h2>\n<p>Localizzati i tetti in amianto bisogna verificare in che condizioni versano. Se l\u2019amianto non \u00e8 degradato, come noto, non sussiste alcun rischio per la salute umana. Il problema \u00e8 quando diventa friabile. I tetti, i serbatoi, le condotte sono materiali compatti. Se per\u00f2 si sbriciolano o si deformano gi\u00e0 solo al tatto, con una semplice pressione della mano, bisogna intervenire. Sar\u00e0 l\u2019Arpacal a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219227 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/bonifica-amianto-tubi-420x280.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\">valutare se l\u2019eternit \u00e8 nocivo o meno. Purtroppo anche l\u2019amianto compatto con il tempo diventare friabile e quindi potenzialmente pericoloso. <strong>Le intemperie, gli agenti atmosferici, le escursioni termiche fanno in modo che a distanza di decenni dall\u2019impasto di cemento e amianto inizino a sprigionarsi nell\u2019aria fibre tossiche che possono essere inalate.<\/strong>\u00a0Dopo oltre trent\u2019anni di esposizioni \u00e8 possibile ammalarsi. La cancerogenesi del mesotelioma pleurico \u00e8 multistadio. Man mano che ne assume il corpo aumenta la possibilit\u00e0 di contrarre malattie correlate all\u2019inalazione di asbesto, maggiore \u00e8 l&#8217;esposizione minore il periodo di latenza che pu\u00f2 ridursi fino a dieci anni. In eternit, fino agli inizi degli anni Novanta, venivano istallate anche le tubature interrate, come tutte quelle dell\u2019ex Consorzio di Bonifica ex Sibari \u2013 Crati. Per sostituirle con quelle in plastica, processo gi\u00e0 avviato, servono ditte specializzate perch\u00e9 nel momento in cui si taglia un tubo l\u2019amianto pu\u00f2 inquinare il terreno, l\u2019aria e la falda acquifera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>AMIANTO NELLA CITTA\u2019 DI COSENZA<\/h2>\n<p>Cosenza \u00e8 una citt\u00e0 che presentava fino a qualche anno fa molta presenza di eternit. Non diffusa, ma concentrata in alcuni punti. \u201cLa media di amianto sotto forma di tetti, che \u00e8 la forma pi\u00f9 conosciuta e diffusa, &#8211; spiega l\u2019ingegnere Infusini dell\u2019ONA &#8211; \u00e8 di circa <strong>1,8 metri quadri ad abitante nella citt\u00e0 di Cosenza. Una media calcolata sui 69\/70mila residenti, non in termini di area urbana. I punti critici si stanno bonificando.<\/strong> E\u2019 il caso di via Popilia, zona Santo Spirito, che ci era stata segnalata anche con la presenza di morti sospette. Non bonificata invece \u00e8 l\u2019area di fronte al ponte di Calatrava dove da Gergeri verso via Popilia dove ci sono due capannoni interamente coperti in amianto. In periferia desta preoccupazione la zona delle vecchie case popolari di via degli Stadi, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219229 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Cosenza_Via_Don_Minzoni-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\">Donnici, una zona di capannoni vicino l\u2019ex pastificio Lecce. Anche il centro citt\u00e0 per\u00f2 non \u00e8 immune: in un palazzo abbandonato di via Don Minzoni e in una traversa di corso Mazzini stiamo analizzando lo stato dell&#8217;eternit, mentre i tetti del cinema Citrigno sono stati bonificati. Alla sua destra per\u00f2 ci sono ancora dei fabbricati coperti da amianto. Abbiamo le mappe che lo testimoniano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>AMIANTO NELLA PROVINCIA DI COSENZA<\/h2>\n<p>A San Lorenzo del Vallo sono state abbandonate in mezzo a degli aranceti delle casette che l\u2019Arssa dava agli allevatori. Hanno coperture in amianto degradate, sono altamente inquinanti e al loro interno vi abitano senzatetto stranieri. A Tarsia, sempre di propriet\u00e0 della Regione Calabria con tetti in eternit usurati vi sono le ex cantine vinicole proprio a fianco ad una scuola. Cariati \u00e8 un\u2019altra zona con un\u2019ampia estensione di amianto sul territorio. <strong>Nell\u2019area del Basso Jonio Cosentino si ha una media di 7\/8 metri quadri di amianto ad abitante<\/strong>. Ma c\u2019\u00e8 di peggio. Torre di Ruggiero paese popolato da non pi\u00f9 di mille anime, nel catanzarese, ha 30 metri quadri per residente. La Sila \u00e8 pi\u00f9 preservata perch\u00e9 in montagna l\u2019amianto, fino agli 800 metri d\u2019altitudine, non si usava in quanto i tetti devono essere molto spioventi. Su Rose invece insiste l\u2019ex Russo Pavimenti con circa 10mila metri quadri di amianto pericolanti vicino alla riva del Crati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>AMIANTO E FERROVIE<\/h2>\n<p>A Cosenza le ex officine ferroviarie tra viale Parco e via Popilia, dove ora ci sono i centri sociali, \u00e8 una zona in cui c\u2019era molto amianto ed \u00e8 stata in buona parte bonificata o messa in sicurezza con <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219230 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/stazione_SpezzanoSila_Ferrovie-della-Calabria-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\">vernici coprenti che bloccano la fuoriuscita di fibre. \u201cAbbiamo registrato \u2013 evidenzia Infusini &#8211; due morti certe per mesotelioma pleurico in dei dipendenti delle Ferrovie Calabro Lucane che lavoravano alla coibentazione delle carrozze che veniva fatta in eternit. I familiari ora intendono chiedere risarcimenti. <strong>Ad oggi in tutte le stazioni dove passano ancora i trenini le coperture sono ancora in amianto: Spezzano Sila,\u00a0 Serra Pedace, Santo Stefano di Rogliano.<\/strong> Poi c\u2019\u00e8 la questione della ghiaia sui binari. Se prelevata dalla zona delle ofioliti nel catanzarese (minerali che si trovano nel Reventino, nella fascia della Sila Piccola), pu\u00f2 con il tempo rilasciare filamenti di amianto che \u00e8 presente in queste pietre. Se sono compatte non creano alcun problema, il guaio \u00e8 quando le tagliano. Contenendo una quantit\u00e0 piccolissima di amianto spesso sono usate come pietrisco nelle strade di campagna o per fare asfalti e bitumi creando polveri sottili&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>QUANDO IL PRIVATO INQUINA: IL CASO DI SANTA CATERINA ALBANESE<\/h2>\n<p>Ottanta morti e le pressioni dei residenti hanno portato, dopo anni, alla bonifica di una vecchia fabbrica dismessa a Santa Caterina Albanese. \u00a0A pagare \u00e8 stata, come prevede la legge, la Regione Calabria. Sia perch\u00e9 il Comune non aveva i fondi per intervenire sia perch\u00e9, avendo \u2018dimenticato\u2019 di inserire il sito nel Piano Regionale Amianto per la Calabria (PRAC), non avrebbe mai potuto chiedere il finanziamento della bonifica al Ministero competente. <strong>Sono bastati 190mila euro per rimuovere 18mila metri quadrati di eternit abbandonati.<\/strong> Quando \u00e8 il privato ad inquinare, ma non ha liquidit\u00e0 (in quest<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219235 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/S_CATERINA_ALB-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\">o caso si trattava di una societ\u00e0 fallita) \u00e8 lo Stato che deve assumersi l\u2019onere di disinquinare l\u2019area per tutelare la salute dei cittadini. Il Comune, la Provincia, la Regione o il Ministero dell&#8217;Ambiente acquisisce terreni\/immobili, bonifica e poi eventualmente li vende per coprire le spese sostenute. \u201cSono intervenuti \u2013 chiarisce Infusini \u2013 dopo le nostre denunce che hanno inchiodato la Regione alle proprie responsabilit\u00e0. Abbiamo riunito i Comuni tra cui anche Fagnano e San Marco Argentano e fatto approvare delibere in cui spiegavamo perch\u00e9 la Regione Calabria era obbligata a rimuovere l\u2019amianto. Un dovere quando ci sono morti e n\u00e9 il Comune n\u00e9 la Provincia provvedono alla bonifica del sito\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IMPOSSIBILE MONITORARE I DECESSI<\/h2>\n<p>Sono 112 i morti per mesotelioma accertati in Calabria dal 2005 ad oggi. Una regione in cui sembrerebbe non esista un centro specializzato in mesotelioma pleurico.<strong> \u201cSi va a morire a Siena o a Venezia. Dalla sua diagnosi \u2013 tuona l\u2019ingegnere dell\u2019Osservatorio Amianto Cosenza &#8211; l\u2019aspettativa di vita \u00e8 di uno\/due anni.<\/strong> Per valutare se la patologia sia determinata dall\u2019esposizione all\u2019amianto bisogna raccogliere una serie di dati, ma la Calabria non ci riesce. Scopelliti aveva tanto sbandierato l\u2019apertura del Centro Operativo Calabria per il registro mesoteliomi, una struttura in realt\u00e0 con un solo anatomopatologo che sta in ufficio ad attendere i dati delle Asp sui decessi. A lui pervengono le informazioni da fuori regione perch\u00e9 la mortalit\u00e0 non avviene sul territorio a causa della migrazione sanitaria. Nel resto d\u2019Italia si compilano specifici moduli, in Calabria invece non c\u2019\u00e8 una squadra del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam) che parte e va a chiedere ai familiari dove abbia vissuto e lavorato la persona che ha contratto il mesotelioma in modo da capire l\u2019origine della malattia. I dati che arrivano, se arrivano, dalla Calabria vengono inviati al Renam centrale che per\u00f2 non li accetta. Le relazioni sui pazienti morti di mesotelioma in Calabria sono infatti tutti sospesi perch\u00e9 la modulistica non \u00e8 completa. Le Asp calabresi pare non abbiamo il tempo e la volont\u00e0 di compilare tutto a<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219242 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Cosenza_ingresso_ponte_Calatrava-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>norma di legge, quindi si trasferiscono dati che non hanno nessuna valenza scientifica\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA LEGGE SULL\u2019AMIANTO<\/h2>\n<p>La legge che ha messo a bando l\u2019amianto \u00e8 del 1992. <strong>Il Piano Regionale Amianto approvato nel Dicembre 2016, con un ritardo di anni, \u00e8 la legge regionale che si propone di rimuovere in dieci anni l\u2019amianto dalla Calabria.<\/strong> Se il privato vuole bonificare la sua abitazione, per\u00f2 non ha ad ora nessuna agevolazione da parte della Regione perch\u00e9 non sono stati previsti e stanziati fondi. Intanto mentre il telerilevamento ha mappato le coperture in amianto, non si conosce ancora la metratura di condotte e tubature. In qualsiasi punto oggi si scavi in Calabria non si sa se ci sia amianto o meno. L\u2019Osservatorio Nazionale Amianto Cosenza ha chiesto di inserire nel Piano Regionale Amianto degli incentivi per coprire fino al 60% della spesa dei privati e il 100% delle coperture degli enti pubblici. Soldi che vanno richiesti al Ministero dell\u2019Ambiente sulla base della mappatura, il telerilevamento aereo, che per\u00f2 la Regione Calabria non ha inserito nel Piano Amianto. Attualmente non vi sono casi in cui siano stati condannati i responsabili della contaminazione ritenuta causa di decessi sospetti per <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-219243 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Cosenza_Centro-Storico-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"280\" title=\"\">inalazione di asbesto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>COSENZA UNICA CITTA CON SPORTELLO AMIANTO<\/h2>\n<p>Cosenza \u00e8 l\u2019unica citt\u00e0 del centro \u2013 sud che ha dato ospitalit\u00e0 a una sede provinciale dell\u2019Osservatorio Nazionale Amianto. L\u2019apertura di uno sportello consente ai cittadini di <strong>avere informazioni e denunciare criticit\u00e0 recandosi o in sede nei palazzi del Centro Commerciale Due Fiumi (piazza Mancini n\u00b0 60) o contattando il numero SOS Amianto 377-4279516.<\/strong> \u201cONA Cosenza \u2013 afferma l\u2019ingegner Infusini &#8211; ha cos\u00ec un punto per raggruppare tutte le richieste della provincia. Siamo tutti tecnici volontari che intendono collaborare con le pubbliche amministrazioni per tutelare la salute pubblica. L\u2019intento \u00e8 quello di proporre soluzioni attuabili. Ci sono Comuni che per mancanza di informazioni o personale non hanno neanche ritirato i dati del telerilevamento in Regione e noi veniamo il loro soccorso. Se ci fossero persone alla Regione che prendessero davvero a cuore il problema noi saremmo disponibili ad offrire gratuitamente il nostro apporto per la risoluzione del problema. Abbiamo chiesto di supportarli, ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Eppure per l\u2019ente sarebbe a costo zero\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">In foto mappa telerilevamento citt\u00e0 di Cosenza prima delle bonifiche<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mappatura c\u2019\u00e8, ma i Comuni la ignorano. 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