{"id":93856,"date":"2018-06-03T12:40:35","date_gmt":"2018-06-03T10:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-migrante-ucciso-a-colpi-fucile-altri-due-feriti\/"},"modified":"2023-01-16T18:54:19","modified_gmt":"2023-01-16T17:54:19","slug":"220290-omicidio-migrante-ucciso-a-colpi-fucile-altri-due-feriti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/220290-omicidio-migrante-ucciso-a-colpi-fucile-altri-due-feriti\/","title":{"rendered":"Omicidio, migrante ucciso a colpi fucile, altri due feriti"},"content":{"rendered":"<h4>Raggiunto alla testa da alcuni pallettoni, il 29enne \u00e8 morto poco dopo l&#8217;arrivo in ospedale. I carabinieri escludono xenofobia. C&#8217;\u00e8 una pista: l&#8217;ipotesi di vendetta per un furto di lamiere<!--more--><\/h4>\n<p>SAN CALOGERO &#8211; (VV) &#8211; Un migrante morto ed altri due feriti. E&#8217; il bilancio di una sparatoria avvenuta in localit\u00e0 Ex Fornace, a San Calogero, nel vibonese, sulla quale gli inquirenti avrebbero le idee ben chiare e starebbero seguendo una pista precisa per risalire all&#8217;autore. La vittima \u00e8 un cittadino del Mali di 29 anni, Sacko Soumali. Raggiunto alla testa da alcuni pallettoni sparati con un fucile, l&#8217;uomo \u00e8 stato trasportato d&#8217;urgenza nell&#8217;ospedale di Reggio Calabria dove \u00e8 morto poco dopo il ricovero. Lievi le ferite per gli altri due. I tre, tutti regolari in Italia, secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Tropea che conducono le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia, erano giunti a piedi in un vecchio capannone abbandonato da San Ferdinando (Reggio Calabria) dove vivono per prendere alcune lamiere da utilizzare nella baraccopoli. &#8220;Mentre eravamo li &#8211; ha raccontato stamani uno dei feriti, Drane Maoiheri, di 39 anni, gi\u00e0 tornato alla baraccopoli &#8211; si \u00e8 fermata una Fiat Panda bianca vecchio modello ed \u00e8 sceso un uomo con un fucile che ci ha sparato contro 4 volte&#8221;. E proprio la vendetta per il furto delle lamiere \u00e8 l&#8217;ipotesi su cui si sono concentrate le attenzioni degli investigatori che escludono la matrice xenofoba. Subito dopo il fatto, a tarda sera, a Reggio si \u00e8 svolta una riunione d&#8217;urgenza del coordinamento delle forze di polizia: \u00e8 stata convocata in serata nella Prefettura in considerazione del fatto che i tre risulterebbero dimoranti nell&#8217;area di San Ferdinando. Al termine della riunione \u00e8 stata programmata l&#8217;ulteriore intensificazione dei controlli nell&#8217;area che ospita la tendopoli.<\/p>\n<h2>LA TENDOPOLI DI SAN FERDINANDO<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 calma e tranquillit\u00e0 nelle tendopoli &#8211; quella ufficiale e quella abusiva &#8211; di San Ferdinando dove viveva Sacko Soumali. Il 29enne era regolare in Italia cos\u00ec come i due feriti. Le forze dell&#8217;ordine hanno comunque rafforzato i presidi che si trovano nella zona. Attualmente nella tendopoli allestita dalla Prefettura vi sono circa 800 migranti mentre 3-400 vivono a poche centinaia di metri nella vecchia baraccopoli dove un incendio, nel gennaio scorso, provoc\u00f2 la morte di una giovane migrante e la distruzione di circa 200 baracche. Incendio che secondo le indagini era stato di natura dolosa. Una donna nigeriana di 47 anni, Lise Emike Potter, \u00e8 stata infatti arrestata dalla polizia di frontiera a Courmayeur con l&#8217;accusa di essere la mandante dell&#8217;incendio che provoc\u00f2 la morte di una 26enne anche lei nigeriana, Becky Moses.<\/p>\n<h2>LA PISTA INVESTIGATIVA<\/h2>\n<p>La pista privilegiata delle indagini, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, \u00e8 quella della vendetta per il furto di alluminio nell&#8217;area dell&#8217;ex Fornace Tranquilla, una vecchia fonderia. Si ritiene che a sparare possa essere stato qualcuno irritato dallo &#8220;sconfinamento&#8221; dei tre extracomunitari che stavano raccogliendo materiale per poi rivenderlo o per utilizzarlo nella baraccopoli di San Ferdinando dove vivevano. La vittima e i due connazionali erano giunti sul luogo dove \u00e8 avvenuta la sparatoria a piedi e con una bici, da utilizzare probabilmente per trasportare il materiale.<\/p>\n<h2>PARLANO GLI AMICI: UN RAGAZZO SERIO, VOLEVA SOLO LAVORARE<\/h2>\n<p>Un ragazzo serio che voleva solo lavorare. Cos\u00ec gli amici descrivono Sacko Soumali, di 29 anni, il maliano ucciso a San Calogero. &#8220;L&#8217;ho conosciuto nel 2006 &#8211; racconta Drane Maoiheri, di 39 anni, anche lui maliano, rimasto ferito mentre era insieme a Soumali &#8211; quando sono giunti in Italia. Lui era gi\u00e0 qua nella tendopoli. Era bravo e ieri era venuto con noi per aiutarci&#8221;. Soumali, infatti, viveva nella nuova tendopoli allestita nell&#8217;area industriale di San Ferdinando mentre gli altri due nella vecchia tendopoli che si trova a poche centinaia di metri dalla prima e caratterizzata da baracche tirate su alla meglio dai migranti. E le lamiere sono una delle componenti fondamentali per le baracche. Cos\u00ec, ieri pomeriggio, i due cittadini maliani che poi sono rimasti feriti, hanno deciso di andare a piedi in un vecchio stabilimento abbandonato nelle campagne di San Calogero (Vibo Valentia). E Soumali, che non ne aveva bisogno ha deciso di aiutarli.<\/p>\n<h2>MEDICI PER I DIRITTI UMANI: &#8220;QUADRO ALLARMANTE&#8221;<\/h2>\n<p>Un &#8220;quadro allarmante&#8221;. Cos\u00ec l&#8217;organizzazione umanitaria Medici per i diritti umani (Medu), che da anni monitora la situazione, ha dipinto nel suo ultimo Rapporto, illustrato a Reggio Calabria lo scorso 29 gennaio, le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri distribuiti nella Piana di Gioia Tauro. &#8220;Per il quinto anno consecutivo &#8211; ha sostenuto Jennifer Locatelli, coordinatrice e autrice del Rapporto &#8211; dobbiamo purtroppo constatare che sull&#8217;emergenza profughi e lavoratori stagionali di San Ferdinando ben poco e cambiato&#8221;. Sono 3.500, secondo Medu, le persone distribuite in vari insediamenti utilizzate come manodopera a basso costo dai produttori locali di arance, clementine e kiwi. La maggior parte di loro si concentra a San Ferdinando dove permangono gravi carene igienico sanitarie a livello abitativo e di sicurezza. &#8220;Nel lavoro &#8211; ha aggiunto la curatrice del rapporto &#8211; se anche si registra un lieve incremento delle regolarizzazioni dei lavoratori, che raggiunge appena il 30% del totale, non vengono sempre rispettati i pi\u00f9 elementari diritti ed \u00e8 spesso a rischio anche la stessa paga del lavoro&#8221;.<\/p>\n<h2>MAGORNO: DA SALVINI CONTENUTI NON CONSONI A MINISTRO<\/h2>\n<p>&#8220;Ci auguravamo che Salvini, dopo la nomina a ministro, smettesse i toni urlati da campagna elettorale e la propaganda rabbiosa. E, invece, nelle sue prime 24 ore da ministro, ci ha riservato una collezione di slogan non consoni a chi ha la responsabilit\u00e0 del ministero dell&#8217;Interno&#8221;. Lo afferma, in una nota, il senatore del Pd, Ernesto Magorno. &#8220;Prima il video &#8211; prosegue Magorno &#8211; in cui definisce uno zero il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, reo ai suoi occhi di aver realizzato un modello di accoglienza e integrazione. Poi si \u00e8 precipitato su un palco della campagna elettorale per le amministrative, invece di iniziare a esercitare il suo ruolo istituzionale nelle stanze del Viminale, e ci ha consegnato un altro spot: &#8216;per gli immigrati la pacchia \u00e8 finita&#8217;. Contenuti e modi non consoni a chi ricopre una delle pi\u00f9 alte cariche dello Stato&#8221;. &#8220;\u00c8 bene chiarire &#8211; sostiene ancora il parlamentare del Pd &#8211; che se anche un ministro della Repubblica, con i suoi modi spiccioli, incitera&#8217; all&#8217;odio, in Italia ci sar\u00e0 sempre qualcuno pronto a seminare i valori della solidariet\u00e0 e dell&#8217;uguaglianza, dell&#8217;accoglienza e della civilt\u00e0. Punto su punto, reagiremo, facendoci forti della cultura democratica e antifascista che ha reso grande il nostro Paese&#8221;.(ANSA).<\/p>\n<h2>USB: LOTTAVA PER BRACCIANTI, DOMANI SCIOPERO<\/h2>\n<p>&#8220;&#8216;\u00c8 finita la pacchia&#8217;, la dottrina di Matteo Salvini, ha fatto scorrere il primo sangue ieri sera in Calabria, il sangue di Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni sempre in prima fila nelle lotte dell&#8217;Unione Sindacale di Base per i diritti sindacali e sociali dei braccianti. Soumaila \u00e8 stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti da una sessantina di metri di distanza. Un tiro al bersaglio, diversi i colpi esplosi, contro &#8216;lo straniero&#8217;, da rispedire nel paese d&#8217;origine&#8221;. Cos\u00ec in una nota \u00e8 l&#8217;Usb che oggi ha incontrato alcuni migranti nella tendopoli di San Ferdinando annunciando per domani lo sciopero dei braccianti. &#8220;Nella zona sono oltre 4000 &#8211; prosegue la nota &#8211; i braccianti, tutti migranti, distribuiti in vari insediamenti e utilizzati come manodopera nella raccolta degli agrumi a basso costo dai produttori di arance, clementine e kiwi. La maggior parte si concentra a San Ferdinando dove permangono gravi carenze igienico sanitarie a livello abitativo. Tutto questo al ministro di polizia Salvini non interessa&#8221;.<\/p>\n<h2>FERRI: NO AL FAR WEST, PIU&#8217; PRUDENZA E SICUREZZA<\/h2>\n<p>&#8220;No a Far West, prudenza e sicurezza devono coesistere ed \u00e8 importante rafforzare controlli, essere capillari, garantire certezza della pena ed espellere immediatamente chi delinque, ma occorre prudenza nel legittimare ed incentivare l&#8217;utilizzo di armi per evitare sparatorie&#8221;. Lo afferma, in una nota, il deputato del Pd Cosimo Maria Ferri in relazione all&#8217;omicidio del migrante maliano Soumali Sacko, di 29 anni, e del ferimento degli altri due connazionali in Calabria. &#8220;Rafforzare la tutela del domicilio e delle persone &#8211; aggiunge Ferri &#8211; \u00e8 giusto e pu\u00f2 essere valutato ma non diamo l&#8217;idea di liberalizzare l&#8217;utilizzo di armi. Massima fiducia nelle forze dell&#8217;ordine e nella magistratura e necessit\u00e0 di potenziare risorse e mezzi sul territorio&#8221;<\/p>\n<h2>Fornace sequestrata per rifiuti tossici. Per la Procura vi furono stoccati 135 mila tonnellate scarti pericolosi<\/h2>\n<p>Il capannone davanti al quale \u00e8 stato ucciso un cittadino del Mali ed altri due sono stati feriti, era stato sequestrato una decina di anni fa nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotta dalla Guardia di finanza sullo smaltimento e lo stoccaggio di rifiuti industriali tossici e pericolosi tra Calabria, Puglia e Sicilia. Secondo l&#8217;accusa, nei terreni della societ\u00e0 &#8220;Fornace tranquilla&#8221;, a San Calogero, sarebbero stati stoccati oltre 135 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici tra i quali fanghi altamente inquinanti di derivazione industriale composti da alte percentuali di nichel e vanadio. In seguito alle indagini, gi\u00e0 da luglio 2010, il Prefetto di Vibo Valentia aveva imposto la distruzione dei prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze dell&#8217;area interessata. Nell&#8217;inchiesta sono finite 12 persone per le quali \u00e8 in corso il processo ma la quasi totalit\u00e0 dei reati ipotizzati, commessi dal 2000 al 2007, \u00e8 gi\u00e0 estinta. (ANSA).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raggiunto alla testa da alcuni pallettoni, il 29enne \u00e8 morto poco dopo l&#8217;arrivo in ospedale. I carabinieri escludono xenofobia. 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