{"id":93860,"date":"2018-06-03T15:00:55","date_gmt":"2018-06-03T13:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cgil-ciclo-integrato-dellacqua-non-affidare-al-privato-la-gestione-pubblica\/"},"modified":"2023-01-16T18:54:19","modified_gmt":"2023-01-16T17:54:19","slug":"220303-cgil-ciclo-integrato-dellacqua-non-affidare-al-privato-la-gestione-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/220303-cgil-ciclo-integrato-dellacqua-non-affidare-al-privato-la-gestione-pubblica\/","title":{"rendered":"Cgil, ciclo integrato dell&#8217;acqua: non affidare al privato la gestione pubblica"},"content":{"rendered":"<h4>Nel referendum del 2011,\u00a0 780 mila elettori calabresi votarono per la gestione pubblica.\u00a0 Si rispetti la volont\u00e0 popolare. L\u2019Aic, stabilisca un rapporto corretto, collaborativo con le organizzazioni sindacali<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; \u00abL\u2019estate \u00e8 alle porte, ma la bella stagione non parte. La nostra pi\u00f9 grande risorsa \u2013 il mare \u2013 \u00e8 infatti in un generale abbandono. Non se ne cura nessuno come accade, del resto, per il lavoro, la salute, la scuola, le condizioni di vita della gente comune. Per ultima la Regione Calabria ha l\u2019anno scorso approvato la legge che istituisce l\u2019Autorit\u00e0 Idrica Calabrese, ma c\u2019\u00e8 voluto un anno per insediare il Comitato dei 40 Sindaci preposto alla gestione del Ciclo integrato dell\u2019acqua (acqua potabile pi\u00f9 depurazione) che, per cominciare, dovr\u00e0 deliberare entro il prossimo 29 giugno la forma di gestione ritenuta pi\u00f9 opportuna: gestione pubblica, gestione mista pubblico\/privata, gestione privata; ed entro i successivi 30 giorni (entro il prossimo 29 luglio) dovr\u00e0 provvedere all\u2019affidamento del servizio idrico integrato ai sensi dell\u2019art. 149 del bis del D. Lgs. 151\/2006\u00bb . Il documento \u00e8 a firma di Umberto\u00a0Calabrone Segretario Generale Cgil Cosenza<\/p>\n<p>\u00abLa discussione su questo punto s\u2019\u00e8 fatta particolarmente vivace e se ne possono intuire i motivi non sempre nobili n\u00e9, tanto meno, di natura ideologica. Possono tutti vedere, infatti, la triste realt\u00e0 degli sprechi, delle incurie, dell\u2019opacit\u00e0 che spingono il settore nella illegalit\u00e0 scaricata, talvolta, sui dipendenti \u2013 l\u2019anello debole \u2013 piuttosto che sui responsabili effettivi, gestionali e politici. Questi risultati sconfortanti dovrebbero, in primo luogo, far riflettere quei sindaci fautori dell\u2019intervento privato i quali mostrano, o fingono, di non conoscere l\u2019esperienza passata e, ancor meno, l\u2019obbligo morale e politico derivante dal voto di milioni e milioni di cittadini che hanno chiesto servizi sottratti al mercato, efficienti e meno costosi. Basterebbe riflettere sulla vicenda disastrosa della Sorical e sull\u2019enorme dissesto che \u00e8 stato provocato. Ma il fatto che non si sia finora indagato su quelle responsabilit\u00e0; che non si siano sanate le sanzioni inflitte dalla Comunit\u00e0 europea e nessuno sia stato chiamato a rispondere del danno prodotto, potrebbe indurre ancora\u00a0oggi\u00a0a comportamenti incongruenti ed opposti alle scelte democraticamente espresse dal referendum del 2011, allorch\u00e9 780 mila elettori calabresi votarono per la gestione pubblica.<\/p>\n<p>Nella crisi dei partiti tradizionali si sono spesso manifestate posizioni non coerenti col Referendum sull\u2019acqua, mentre ora 19 parlamentari del Movimento 5 Stelle, ed il presidente della Regione, Oliverio, hanno chiesto che si rispetti la volont\u00e0 popolare. Ci dispiace rilevare l\u2019opposto parere di autorevoli esponenti al PD come Oliverio. E ci domandiamo quale sia l\u2019orientamento del PD e dei sindaci di quel partito eletti nell\u2019Assemblea dei 40 Sindaci dell\u2019AIC.<\/p>\n<p>A suo tempo la CGIL ha fatto parte del Comitato promotore del Referendum che malgrado le difficolt\u00e0 ha dato inizio ad una profonda trasformazione del settore. Invita ora a esercitare un controllo dal basso, democratico, sulle decisioni necessarie anche in Calabria per imprimere una svolta radicale. Essenziale \u00e8 infatti che i sindaci, non immuni in passato da responsabilit\u00e0 per la crisi prodotta,\u00a0oggi\u00a0si battano in prima fila per assicurare una gestione corretta, unitaria, ed una amministrazione rigorosa per servizi pi\u00f9 efficienti e moderni a costi pi\u00f9 contenuti. Non possono riversarsi sulle famiglie, sui 1.200 addetti ai diversi servizi, sull\u2019intera economia regionale sprechi e sperperi sperimentati in questi anni di cattiva gestione clientelare.<\/p>\n<p>Non s\u2019affidi perci\u00f2 al privato in cerca del massimo profitto, la gestione pubblica del servizio idrico che appartiene a tutti. Un servizio che non si pu\u00f3 essere frammentato. Acqua potabile e depurazione devono stare insieme. Altre soluzioni rappresenterebbero un pastrocchio fuori da ogni logica tecnica e di buonsenso. Sorga una nuova coscienza del bene comune e delle responsabilit\u00e0 collettive. Pertanto chiediamo al nascente gestore unico, l\u2019AIC, di stabilire un rapporto corretto, collaborativo con le organizzazioni sindacali unici a rappresentare\u00a0i dipendenti, affrontando le carenze che l\u2019estate rende esplosive, dall\u2019erogazione dell\u2019acqua alla depurazione, quale premessa d\u2019una avveduta programmazione generale; d\u2019una moderna, unitaria, riorganizzazione del lavoro sorretta da una accorta politica tariffaria e da una riscossione e canalizzazione delle risorse sottratta all\u2019arbitrio (con la riscossione diretta della tariffa).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel referendum del 2011,\u00a0 780 mila elettori calabresi votarono per la gestione pubblica.\u00a0 Si rispetti la volont\u00e0 popolare. 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