{"id":94036,"date":"2018-06-07T10:30:58","date_gmt":"2018-06-07T08:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/migrante-ucciso-a-san-calogero-sottoposto-a-fermo-pontoriero\/"},"modified":"2023-01-16T18:54:30","modified_gmt":"2023-01-16T17:54:30","slug":"221217-migrante-ucciso-a-san-calogero-sottoposto-a-fermo-pontoriero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/221217-migrante-ucciso-a-san-calogero-sottoposto-a-fermo-pontoriero\/","title":{"rendered":"Migrante ucciso a San Calogero, sottoposto a fermo Pontoriero (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4>Il fermo \u00e8 stato disposto dalla Procura ancora prima dell&#8217;esito dei risultati dello stub ed \u00e8 stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Tropea.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SAN CALOGERO (VV) &#8211; E&#8217; stato sottoposto a fermo questa mattina<strong> Antonio Pontoriero, il 43enne di San Calogero<\/strong> unico, al momento, indagato per l&#8217;omicidio di Soumayla Sacko, il giovane del Mali ucciso sabato sera nel paese vibonese mentre, con due connazionali, stava prendendo delle lamiere da una vecchia fornace abbandonata.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-221245 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Pontoriero-indagato-omicidio.jpg\" alt=\"\" width=\"129\" height=\"211\" title=\"\"> L&#8217;uomo era stato iscritto nel registro degli indagati poco dopo il delitto.<\/p>\n<p>Il 43enne \u00e8 nipote di Francesco Pontoriero, socio di minoranza dell\u2019ex fabbrica di laterizi, la \u201cTranquilla\u201d all\u2019interno della quale \u00e8 stato ucciso Soumaila Sacko. Francesco Pontoriero \u00e8 attualmente sotto processo al tribunale di Vibo perch\u00e8 indagato nell\u2019operazione \u201c<strong>Poison<\/strong>\u201d, l\u2019inchiesta che nel 2011 ha portato alla chiusura della fabbrica nei dintorni della quale sarebbero stati sotterrati rifiuti tossici.<\/p>\n<p>Pontoriero sottoposto a fermo \u00e8 attualmente titolare di una ditta di laterizi, nel territorio di San Calogero e la sua famiglia sarebbee legata al clan Mancuso di Limbadi. Gli inquirenti gi\u00e0 nell&#8217;immediatezza dei fatti avevano spiegato che chi aveva sparato voleva dimostrare che nessun intruso poteva entrare in quell\u2019area.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"video arresto pontoriero\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dIBRutjHc74?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>La Procura &#8220;un quadro gi\u00e0 ben delineato&#8221;<\/h3>\n<p>Non si atteso neanche l&#8217;esito della prova dello stub; gli inquirenti hanno ritenuto di avere un quadro gi\u00e0 ben delineato anche in assenza dei risultati della prova che devono ancora arrivare. Il fermo di Pontoriero \u00e8 scattato nella notte alla luce di un&#8217;ulteriore assunzione di informazioni che hanno confermato un &#8220;quadro che era evidente sin dall&#8217;inizio&#8221;. E&#8217; quanto si \u00e8 appreso alla Procura di Vibo Valentia in merito al provvedimento. L&#8217;uomo \u00e8 accusato di<strong> omicidio e porto e detenzione illegale di arma.<\/strong> Pontoriero era stato iscritto nel registro degli indagati gi\u00e0 nelle ore immediatamente successive al delitto alla luce delle dichiarazioni dei due maliani che erano con la vittima e alla corrispondenza delle loro descrizioni con le caratteristiche somatiche, il tipo di abbigliamento e l&#8217;auto posseduta.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"video arresto pontoriero 01\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L3mzfTZSf3Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Il movente: la vendetta per i continui furti alla fabbrica dismessa<\/h3>\n<p>Una sorta di vendetta contro i numerosi furti nella ex fornace di localit\u00e0 Tranquilla a San Calogero sarebbe alla base del delitto per il quale \u00e8 stato sottoposto a fermo Antonio Pontoriero che ora dovr\u00e0 rispondere dell&#8217;omicidio del 29enne Soumayla Sacko e del ferimento di altri due connazionali lo scorso 2 giugno. Gli investigatori hanno spiegato nel corso della conferenza stampa, che si \u00e8 tenuta stamattina nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, che\u00a0la continua presenza di extracomunitari avrebbe spinto il presunto autore dell&#8217;omicidio ad agire, rivendicando che quella, fosse ancora una sua propriet\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-221259 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/conferenza-arresto-pontoriero.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"340\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;Il provvedimento di oggi costituisce innanzitutto una risposta immediata data dalle istituzioni ed in particolare dei carabinieri dell&#8217;Arma di Vibo e dalla Procura di Vibo Valentia che ha diretto le indagini rispetto a questo\u00a0grave reato.\u00a0La chiave di volta sotto il profilo investigativo &#8211; ha spiegato<strong> il Col. Gianfilippo Magro, comandante provinciale dei carabinieri Vibo Valentia<\/strong> &#8211; \u00e8 stata l&#8217;intervento immediato da parte della tenenza di Rosarno e di San Calogero dei carabinieri, che ha consentito di fissare gli elementi essenziali delle indagini che sono iniziate subito, dalla sera dell&#8217;evento delittuoso, e si sono protratte ininterrottamente fino alla mattinata di oggi. Un risultato di collaborazione e sinergia anche con i carabinieri di Reggio Calabria&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-221260 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Magro-comandante-cc-vibo.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"343\" title=\"\">&#8220;<strong>Per ora non ci sono altri indagati<\/strong> &#8211; spiega il comandante Magro &#8211; anche se le indagini sono tutt&#8217;ora in corso e aspettiamo le risultanze degli accertamenti tecnico scientifici del <strong>Ris di Messina<\/strong>. Gli elementi del quadro accusatorio, sono le dichiarazioni date dalle vittime e gli accertamenti che ci hanno consentito di itnervenire nell&#8217;immediato sul luogo dell&#8217;omicidio di questo giovane sfortunato&#8221;.<\/p>\n<h4>Il precedente del 5 maggio<\/h4>\n<p>E poi il riferimento ad un episodio che era avvenuto un mese addietro: &#8220;<strong>la\u00a0segnalazione di prelievi di materiale da questa fabbrica in disuso<\/strong> &#8211; sottolinea il comandante dei carabinieri di Vibo &#8211; ma la conoscenza da parte dei carabinieri di San Calogero della zona e delle persone che hanno attivato l&#8217;arma, ha consentito di indirizzare fin da subito le indagini&#8221;.<\/p>\n<p>Il personale dell&#8217;arma infatti, una volta sul posto, identific\u00f2 alcune delle persone che avevano effettuato la chiamata, tra le quali Antonio Pontoriero. Il suo volto venne quindi memorizzato dai militari che, subito dopo l&#8217;omicidio, sottoposero la foto dell&#8217;uomo &#8211; insieme ad altre 11 &#8211; al testimone oculare del delitto, connazionale della vittima, che lo riconobbe. L&#8217;attivit\u00e0 investigativa part\u00ec e si svilupp\u00f2 con il sequestro della Fiat Panda dell&#8217;indagato, la stessa descritta dal maliano, e degli indumenti (jeans e maglietta) per essere spediti agli esperti del Ris di Messina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fermo \u00e8 stato disposto dalla Procura ancora prima dell&#8217;esito dei risultati dello stub ed \u00e8 stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Tropea.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":94037,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-94036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}