{"id":94465,"date":"2018-06-15T15:11:10","date_gmt":"2018-06-15T13:11:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/lavoro-e-neet-dati-istat-futuro-incerto-per-i-giovani-cosentini\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:00","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:00","slug":"223060-lavoro-e-neet-dati-istat-futuro-incerto-per-i-giovani-cosentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/223060-lavoro-e-neet-dati-istat-futuro-incerto-per-i-giovani-cosentini\/","title":{"rendered":"Lavoro e Neet: dati Istat, futuro incerto per i giovani cosentini"},"content":{"rendered":"<h4>Istat: laureati e ricerca, la grande fuga dal Sud verso il Nord e l&#8217;aumento dei Neet nel Mezzogiorno<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Cresce il divario tra i Neet\u00a0 tra le regioni meridionali e settentrionali, <strong>l&#8217;Istat conferma questo trend negativo, <\/strong>anche Cosenza emerge come una delle citt\u00e0 con la pi\u00f9 alta percentuale di persone\u00a0che non studiano e non cercano lavoro. Non solo fuga di cervelli, ma anche la netta differenza tra diplomati del sud rispetto al nord cresciuta fino a 12 punti percentuali nel 2016. Anche tra i laureati dai 25 ai 39 anni ( 24,4% in Italia) risulta una maggiore percentuale al Nord e al Centro, con 7 punti percentuale in meno nel 2016 nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le province del meridione si rivelano ampiamente al di sotto della media nazionale con eccezioni positive come nelle province calabresi di Cosenza (27%) e Vibo Valentia (25,6%). Rimane tuttavia <strong>il fenomeno dei senza lavoro e dei non iscritti alle universit\u00e0\u00a0<\/strong>con i dati pi\u00f9 allarmanti in parte della Campania, Puglia e tutta la Calabria, i territori siciliani e la costa occidentale della Sardegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre un giovane su tre al Sud e&#8217; un &#8216;Neet&#8217;, un dato doppio rispetto al Nord.\u00a0Lo segnala l&#8217;Istat nel Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes). Nel 2016, in media il 24,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non ha lavorato ne&#8217; studiato. I Neet sono il 17% al Nord, il 20,4% al Centro e il 34,2% nel Mezzogiorno, <strong>con evidenti differenze tra le province di tutte le aree geografiche<\/strong>. Il gruppo dei territori meno svantaggiati si concentra tra il Nord-ovest e il Nord-est ma include anche alcune province del Centro, come Pisa, Siena, Ancona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I valori variano dal minimo di Bologna (11,8%) ai massimi di Roma (21,8%) e Torino (21,3%). All&#8217;opposto, il gruppo delle province e citta&#8217; metropolitane con piu&#8217; Neet comprende parte di Campania e Puglia, <strong>tutta la Calabria, la quasi totalita&#8217; dei territori siciliani<\/strong> e la costa occidentale della Sardegna, raggiungendo valori tra i piu&#8217; elevati nelle citta&#8217; metropolitane di Palermo (41,5%) Catania (40,1%), Messina (38,5%), Napoli (37,7%) e Reggio Calabria (36,8%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra il 2004 e il 2016 il fenomeno ha avuto un andamento generalmente crescente, piu&#8217; intenso al <strong>Nord (+44%), con punte elevate in alcune province del Piemonte<\/strong> (Vercelli, Asti, Alessandria) dove i Neet sono raddoppiati, in parte della Lombardia (Varese e Mantova) e a Rovigo. Le province meridionali, invece, hanno generalmente ridotto la distanza dal resto d&#8217;Italia come risultato di una crescita piu&#8217; contenuta dei gia&#8217; elevati livelli di esclusione dei propri giovani dal lavoro e dall&#8217;istruzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I DATI SUGLI STIPENDI MEDI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche per il lavoro e le retribuzioni non va meglio, lo stipendio medio di un milanese e&#8217; circa due volte e mezzo quello di un abitante della provincia di Vibo Valentia. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo <strong>Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes)<\/strong> dell&#8217;Istat, secondo cui le province del Nord, in particolare del Nord-ovest, detengono il primato delle piu&#8217; alte retribuzioni medie annue dei lavoratori dipendenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Nord, nel 2016 il reddito medio di un lavoratore dipendente e&#8217; stato di circa 24.400 euro contro i 16.100 euro di un lavoratore del Mezzogiorno: una differenza di oltre 8 mila euro annui che <strong>sintetizza la diversa struttura dell&#8217;occupazione e delle retribuzioni<\/strong>, ma anche la maggiore continuita&#8217; o discontinuita&#8217; nella partecipazione all&#8217;occupazione dipendente che connota le due aree del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti, l&#8217;indicatore (fonte Inps) considera l&#8217;ammontare del reddito percepito dal complesso dei lavoratori dipendenti a titolo di retribuzione dei rapporti in essere nell&#8217;anno, siano essi a tempo pieno o parziale, a tempo indeterminato o a termine e indipendentemente dal numero di giornate lavorate. <strong>L&#8217;attuale divario e&#8217; associato a dinamiche molto diverse nei territori<\/strong>. In tutti i casi le retribuzioni medie annue sono cresciute quasi costantemente negli anni, ma con velocita&#8217; notevolmente diverse: +11,4% al Nord, +3,4% nel Mezzogiorno; il divario iniziale, che nel 2009 misurava 6.300 euro a vantaggio del Nord sul Mezzogiorno, si e&#8217; quindi notevolmente accentuato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricerca e innovazione, e&#8217; grande fuga di laureati dal Mezzogiorno. Direzione nord, Milano e Bologna in primis. Nella fotografia scattata dal rapporto Bes dell&#8217;Istat, nel 2016 <strong>il Sud registra una perdita netta di 23 giovani laureati ogni mille laureati<\/strong> residenti di pari eta&#8217;. Il saldo (cioe&#8217; la differenza tra i flussi in ingresso e quelli in uscita verso territori piu&#8217; attrattivi, in Italia o all&#8217;estero) e&#8217; negativo in tutte le province meridionali e particolarmente alto a Enna, Agrigento, Caltanissetta, Reggio Calabria e Foggia, dove sfiora o supera il -40 per mille.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;unica eccezione e&#8217; costituita da Olbia-Tempio (+13,2 per mille), in controtendenza negli ultimi anni rispetto al complesso delle altre province meridionali. Le province e citta&#8217; metropolitane in assoluto piu&#8217; attrattive per i giovani laureati italiani si trovano tutte al Nord: il fenomeno e&#8217; particolarmente<strong> intenso e sostanzialmente consolidato nel tempo a Milano e Bologna <\/strong>(rispettivamente +35,4 e +33,4 per mille nel 2016), Trieste (+17,2), Parma (+12,7), Modena e Rimini (+11).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In altri casi <strong>i risultati attuali fanno seguito a una crescita piu&#8217; o meno recente<\/strong>, come ad esempio a Novara, che in cinque anni e&#8217; passata da +2,2 per mille a +11, e a La Spezia, che ha invertito il trend negativo iniziale (-1,8) raggiungendo un traguardo analogo (+10,7 per mille). La mappa del Centro Italia, infine, e&#8217; caratterizzata dal contrasto tra alcune aree della Toscana notevolmente piu&#8217; attrattive delle altre province che invece sono generalmente in perdita: Pisa (+9,7), Massa-Carrara (+8,7), Pistoia e Firenze (+5,2).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istat: laureati e ricerca, la grande fuga dal Sud verso il Nord e l&#8217;aumento dei Neet nel Mezzogiorno<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":94466,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-94465","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94465"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94465\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94466"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}